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Origini e definizione di αὐτάρκεια


Il concetto di autarchia deriva dal greco antico αὐτάρκεια che significa in italiano “autosufficienza”. Si tratta di un'autosufficienza tipica di una persona saggia. Nell’ambito della filosofia cinica, della filosofia stoica, della filosofia scettica ed epicurea è considerato come un concetto molto importante e assume il significato di “bastare a se stessi”. Il fatto che bisogna bastare a se stessi consiste nel fatto che bisogna allontanarsi il più possibile dal mondo in caso di bisogno e di dipendere esclusivamente su noi stessi, avvicinandoci dunque al cosiddetto stato di atarassia o di adiaforia. Dobbiamo essere quindi completamente essere in grado di essere autosufficienti.

Evoluzione del concetto di autarchia nelle varie scuole filosofiche greche


All’interno della scuola filosofica cirenaica ad esempio Aristippo parla di autosufficienza (quindi una sorta di individualismo estremo) che porta l’individuo a staccare con le convenzioni sociali e tutto ciò che è legato alla tradizione. Per i cirenaici ciò che conta dunque è l’individualismo: l’individuo e le sue esigenze vengono prima di tutto e tutto ciò che è naturale viene utilizzato esclusivamente per ottenere qualcosa di esclusivamente personale. Ovviamente l’autosufficienza - afferma Aristippo - persegue anche il piacere, ma ovviamente di questo non se ne deve abusare in maniera eccessiva. Se si diventa dipendenti dal piacere, allora viene meno il concetto di autarchia; dunque bisogna far prevalere l’autosufficienza e l’autarchia rispetto alla dipendenza dal piacere.
Al contrario dei cirenaici, per i cinici invece l’autarchia (autosufficienza) si raggiunge esclusivamente abbandonando ogni sorta di piacere. Secondo i cinici infatti ciò che conta prima di tutto è il raggiungimento della felicità dell’uomo; questa però la si deve raggiungere provando disprezzo per le cose che provengono dal mondo materiale. Ogni elemento proveniente dal mondo che ci circonda infatti secondo questa scuola di pensiero deve essere rigettata per raggiungere l’autarchia e il controllo pieno di noi stessi.

Anche gli stoici sviluppano il concetto di autarchia, che deve essere raggiunta esclusivamente aborrendo le cose terrene e sintetizzandola nel concetto di “atarassia” che significa raggiungere la pace interiore, liberandosi completamente dai piaceri terreni. E’ stoico dunque colui che riesce completamente a staccarsi dalle cose terrene e dalle restrizioni sociali.

Per gli scettici invece il saggio deve abbandonare ogni azione buona in sé per potere raggiungere l’autarchia, dunque la propria felicità. Tutto ciò che è buono e che quindi proviene dalle passioni deve essere rigettato anche per gli scettici.

Infine un’altra scuola filosofica che ha sviluppato nelle sue dottrine il principio di autarchia è senz’altro quella epicurea, secondo cui il piacere è immaginato come qualcosa di statico che dovrebbe servire per eliminare il dolore.
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