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L'espressionismo


La pittura espressionista comunica un malessere individuale e collettivo: l’assurdità e la violenza del mondo sono espressi per mezzo di un tratto duro e colori violenti e allucinanti.

In Germania, tra il 1905 e il 1925, nacque e si sviluppò un movimento artistico che contestava radicalmente i pittori allora in voga, usando colori aggressivi e deformando le proporzioni.
Esso fu definito dalla critica Espressionismo e viene solitamente diviso in tre correnti:
La Prima, nota come Il Ponte (in tedesco, Die Brücke ), si formò a Dresda nel 1905 e rappresenta il gruppo storicamente più importante; Intendendo che questa pittura potesse portare in un “altro” luogo, a un altro modo di concepire l’arte; Ne fecero parte Ernest Ludwig Kirchner ed Emil Nolde, mentre come rappresentanti dei Paesi nordici abbiamo Edvard Munch e James Ewnsor
La Seconda, è denominata Cavaliere Azzurro (in tedesco, Der Blaue Reiter), essa ricercava nell’arte una dimensione spirituale; fu fondata a Monaco nel 1911 da Vasilij Kandinskij e Franz Marc.

La Terza, conosciuta come Nuova Oggettività (in tedesco, Neue sachlichkeit), si espresse con le opere di Otto Dix e George Grosz in una corrosiva satira sociale. Gli espressionisti estesero i loro interessi a ogni forma di comunicazione (letteratura, teatro, musica, cinema.). Per loro l’uomo era un alienato privo di spiritualità che viveva in una società falsa e ipocrita. Per contestarla, essi si servirono di una tecnica esecutiva rozza, brutale, che spesso trasformava le sembianze dell’uomo in una maschera grottesca.

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