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Esempi di prove per la scuola secondaria di secondo grado

Presentazione prove INVALSI per la scuola secondaria di secondo grado

La direttiva triennale del MIUR n. 74/2008 affida all’INVALSI il compito di realizzare, nell’arco di un triennio, il Servizio nazionale di valutazione (SNV) per la rilevazione degli apprendimenti di base nella scuola italiana, a partire dalla Primaria fino alla Secondaria di secondo grado.

Sulla base di questo mandato, confermato dalle successive direttive annuali, l’INVALSI ha provveduto a progettare un sistema di rilevazione degli apprendimenti che, nell’a.s. 2008-09, ha interessato la seconda e la quinta classe della scuola primaria, nell’anno scolastico 2009-10 ha coinvolto, oltre alle due predette classi, anche la prima classe della scuola secondaria di primo grado e, infine, nel corrente anno scolastico si è esteso anche alla seconda classe della scuola secondaria di secondo grado di tutti i licei e gli istituti tecnici e professionali, statali e paritari.

Inoltre, già dall’anno scolastico 2007-08, l’INVALSI ha curato la predisposizione, la somministrazione e l’analisi dei dati della Prova nazionale, ossia una prova standardizzata di Italiano e Matematica, che è entrata a far parte delle prove previste all’interno dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione.

Le prove della scuola secondaria di secondo grado

L’INVALSI, come altri organismi che in ambito internazionale si occupano di ricerche sui livelli di apprendimento, è partito dalla definizione di quadri di riferimento per la valutazione. Essi rivestono un ruolo fondamentale per la costruzione delle prove standardizzate da somministrare agli allievi.

Mediante il quadro di riferimento per la valutazione (QdR) vengono definiti gli ambiti, i processi cognitivi e i compiti oggetto di rilevazione, delimitando quindi il campo rispetto al quale sono costruite le prove. Inoltre il QdR permette di definire e circoscrivere il valore informativo delle prove che in base ad esso vengono costruite, chiarendone la portata e i limiti (http://www.invalsi.it/snv1011/).

Il QdR elaborato dall’INVALSI è il frutto di uno studio articolato su più anni in cui sono stati valutati, anche in chiave comparativa, sia la normativa attualmente vigente in Italia circa i contenuti dell’insegnamento primario e secondario sia i quadri di riferimento prodotti negli ultimi anni dalla IEA e dall’OCSE e, non da ultimo, la prassi didattica, pur nella consapevolezza che quest’ultima è molto varia e differenziata.

Il QdR è uno strumento fondamentale per tutti coloro che, a vario titolo, sono coinvolti nel processo di costruzione e utilizzo delle prove oggettive standardizzate, dove, in questo contesto, per prove oggettive standardizzate si intendono prove costruite in modo che la loro correzione possa avvenire secondo modalità riproducibili e non dipendenti dal soggetto che effettua la correzione stessa.

Esse non si basano pertanto solo su domande a risposta chiusa, ma anche a risposta aperta, corrette sulla base di un protocollo pubblico in grado di eliminare l’interferenza di elementi soggettivi legati a chi effettua la correzione stessa, o quanto meno di ridurne fortemente gli effetti.

Le prove standardizzate su cui si basano le rilevazioni del SNV sono il frutto di un rigoroso processo scientifico in grado di garantire l’attendibilità dei risultati, tenendo in debito conto che le prove sono rivolte all’intera popolazione scolastica.

Anche per questa ragione, le prove cui sono sottoposti gli allievi sono state pretestate su campioni rappresentativi di studenti. In questo modo è possibile mettere a punto un protocollo di somministrazione basato su tempi e modi sperimentati su allievi con caratteristiche molto simili a quelle dell’intera popolazione scolastica che deve sostenere le prove medesime.

Le prove per la scuola secondaria di secondo grado sono strutturate per misurare i livelli fondamentali degli apprendimenti alla fine del primo biennio e non richiedono alcuna specifica forma di preparazione o, tanto meno, di addestramento.

Il raggiungimento da parte degli allievi destinatari delle prove di livelli adeguati di apprendimento negli ambiti oggetto di indagine è sufficiente per ottenere buoni risultati nelle rilevazioni del SNV.

A tal fine, può essere utile consultare anche i fascicoli della Prova nazionale degli anni passati, somministrata all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione (http://www.invalsi.it/esamidistato0910/somministrazione/).

L’estensione delle prove del SNV anche al secondo anno della scuola secondaria di secondo grado ha reso necessarie alcune scelte; bisogna infatti tener conto del fatto che queste prove sono proposte a studenti che si trovano al termine dell’obbligo di istruzione, indipendentemente dal tipo di scuola e dall’indirizzo di studio frequentato e che devono quindi possedere competenze di base, sia se continueranno i loro studi sia se si inseriranno nel mondo del lavoro.

In questa fase di avvio della rilevazione si è pertanto ritenuto opportuno predisporre prove uniche per tutti i tipi di scuola (licei, istituti tecnici e professionali), volte alla misurazione degli apprendimenti di base relativi a due ambiti fondamentali: 1) la comprensione di testi scritti di varia natura e la riflessione sulla lingua e 2) la matematica.

La scelta di sottoporre agli studenti prove non differenziate rispetto agli indirizzi di studio implica necessariamente che esse facciano riferimento a contenuti, abilità e competenze comuni a tutti i tipi di scuola e che i quesiti proposti siano in grado di coprire tutta un’ampia gamma di livelli di difficoltà.

La scelta di somministrare a tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado prove non differenziate non significa che i loro risultati saranno restituiti alle scuole senza tenere conto dei diversi indirizzi di studio in esse presenti.

Ciascuna istituzione scolastica riceverà via web i propri risultati, articolati anche per classe, in modo da poterli confrontare non solo con quelli medi complessivi dell’intero Paese e della regione di appartenenza, ma anche con i livelli medi dei risultati conseguiti dalle scuole della stessa tipologia, sia a livello nazionale sia regionale.

La somministrazione delle prove

Tutti gli allievi di tutte le classi seconde degli istituti tecnici e professionali e dei licei dovranno svolgere le prove del SNV e, a seguire nella stessa mattinata, il questionario studente.

La rilevazione sarà quindi censuaria sia a livello di scuola sia a livello studente. In alcune scuole, in una o due classi per indirizzo di studio a seconda della dimensione della scuola medesima, sarà inviato dall’INVALSI un osservatore esterno a garanzia del rispetto di tutte le procedure di realizzazione della rilevazione.

Diverse settimane prima del 10 maggio 2011 le scuole in cui sono presenti classi campione, ossia in cui sarà inviato un osservatore esterno, riceveranno una comunicazione dall’INVALSI con l’esatta indicazione del corso di studio e della sezione delle predette classi campione.

L’organizzazione dello svolgimento delle prove dovrà avvenire, compatibilmente con le specificità di ciascuna istituzione scolastica, secondo le modalità indicate dall’INVALSI in un apposito protocollo di somministrazione reso pubblico alcune settimane prima della somministrazione medesima.

Le modalità di restituzione dei risultati alle scuole

L’INVALSI intende utilizzare anche per le scuole secondarie di secondo grado la stessa modalità di restituzione dei risultati delle prove SNV utilizzata per le istituzioni scolastiche appartenenti al primo ciclo di istruzione.

All’inizio di agosto 2010 l’INVALSI ha pubblicato un rapporto nazionale basato sui dati osservati nelle classi campione. In dette classi la somministrazione delle prove e l’imputazione delle risposte fornite dagli studenti è stata curata da un osservatore esterno, incaricato dall’INVALSI.

In tal modo è possibile, da un lato, garantire una rapida restituzione dei risultati e, dall’altro, definire dei termini di riferimento rispetto ai quali ciascuna scuola si può confrontare in modo sicuro e affidabile.

All’inizio dell’anno scolastico 2010-11 a tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado l’INVALSI ha poi restituito in via esclusiva e riservata i risultati conseguiti nelle prove SNV 2009-10.

Tali dati riguardano invece l’intera popolazione e sono ottenuti in base agli esiti delle prove i cui risultati vengono riportati su apposite schede risposta dai docenti della scuola.

Questa modalità di restituzione dei risultati permette di rendere ancora più evidente che il Servizio nazionale di valutazione è un servizio per la scuola.

Infatti, mentre le analisi per fornire un quadro generale dei livelli di apprendimento raggiunti dagli allievi che frequentano la scuola italiana sono basate sui dati delle classi campione, quelle che si fondano sugli esiti dell’intera popolazione hanno lo scopo di fornire a ciascuna scuola dati comparabili sui quali organizzare approfondimenti didattico-metodologici in grado di consolidare e promuovere il miglioramento all’interno di ciascuna istituzione scolastica.

Da ciò segue, necessariamente, che il prezioso e fondamentale lavoro dei docenti per la correzione delle prove trova la sua principale ragion d’essere proprio all’interno della scuola in cui essi operano poiché i dati che verranno restituiti dall’INVALSI consentono loro di approfondire gli esiti delle scelte effettuate nell’organizzazione della didattica, anche in ottica di confronto con i risultati conseguiti dall’intero Paese e da scuole simili per tipologia e caratteristiche.

Per chi volesse rendersi meglio conto della modalità di restituzione dei dati alle singole scuole, che - si ribadisce - sono le sole a conoscere e poter disporre dei dati che le riguardano, alla pagina http://www.invalsi.it/snv0910/restituzione/2_ingresso.php, inserendo il codice meccanografico fittizio RMIC000000 e la password è possibile visualizzare tutte le elaborazioni fornite dall’INVALSI sia a livello di classe sia a livello di intera istituzione.

In particolare, ogni scuola può consultare i propri risultati, complessivi e di classe, così organizzati:

  • Risultati globali.
  • Risultati articolati per ogni domanda delle prove, con dettaglio delle percentuali di scelta non solo della risposta corretta, ma anche delle opzioni errate di risposta.
  • Confronto dei risultati medi per ogni quesito, classificato secondo la parte della prova di afferenza e il compito/processo indagato, della scuola e della classe con quelli nazionali.
  • Risultati medi di scuola e di classe sia complessivi sia disaggregati in base al genere, all’origine (studenti autoctoni e studenti di origine immigrata di prima e seconda generazione) e alla regolarità nel percorso di studio.

La disponibilità di dati così articolati può rappresentare un utile strumento per le scuole per programmare e realizzare azioni di consolidamento e miglioramento e per effettuare comparazioni sia all’interno di ciascuna istituzione scolastica sia tra scuole e indirizzi dello stesso tipo.

Nel prossimo futuro è prevista anche la restituzione alle scuole dei loro dati in termini di “valore aggiunto” (tenendo conto cioè dell’influenza esercitata dalle caratteristiche della popolazione scolastica di una scuola sui suoi risultati), oltre che di risultati in termini assoluti.

Gli esempi di prove per la scuola secondaria di secondo grado

L’INVALSI ha predisposto per la scuola secondaria di secondo grado, per questo primo anno, una serie di esempi di prove relativi agli ambiti sopra descritti, con lo scopo di rendere ancora più esplicito il percorso della valutazione (dal QdR alla costruzione della prova).

Per la prova di Italiano si riportano di seguito esempi che si riferiscono sia alla comprensione dei testi scritti (alcune tipologie di domande riferite a un testo narrativo, ad un testo espositivo e ad un testo misto) sia alla riflessione sulla lingua scritta.

Analogamente, anche per la prova di Matematica si propongono alcune domande esemplificative delle modalità con cui possono essere posti i quesiti relativi agli ambiti e ai processi definiti nel QdR.

Prima parte della prova di Italiano: lettura

Esempio di testo narrativo

La signora ch’è stata sulla Luna

Torino, settembre 1965

Quasi ogni giorno il comandante in seconda della flotta spaziale di Marte, trasferito da circa un anno nel pianeta Masar, di nome Ithacar, scende a Torino ed entra, con le sue onde-pensiero, in un appartamento al primo piano di corso Vittorio Emanuele 204.

Abita qui, con la mamma Emilia e la figlia Milli, studentessa al liceo scientifico, la signora Germana Grosso, una gentile e mite creatura, esemplare, si direbbe, della buona borghesia, lontana da ogni eccentricità e coi piedi ben piantati sulla terra.

Eppure, come entrano in casa le onde-pensiero di Ithacar, la signora Germana si mette alla macchina da scrivere e batte velocemente ciò che le detta l’amico extraterrestre.

La signora Germana non è una medium, non cade in trance, anche nel corso di queste comunicazioni telepatiche è sempre presente a se stessa, risponde se la chiamano, corre di là se il telefono suona.

«Cara amica», le comunicava per esempio Ithacar qualche giorno fa, «sono in viaggio su un’astronave diretta verso Venere. Siamo in duemila a bordo, con donne e uomini misti, di altri pianeti; andiamo per una importante comunicazione, poi verremo sulla Terra, portando altri.

Ora vengo a dirti che i disastri provocati dal maltempo sono appena l’inizio di cose molto più serie; in quanto le atomiche che si vorrà far scoppiare porteranno squilibri tali che non avrete più stagioni delineate come prima. L’asse della Terra è già spostato. È un segno.

Noi siamo in allarme per voi tutti. Abbiamo preparato un piano di emergenza, e quando dovessimo venire lo faremo per salvarvi dal peggio…».

La signora Germana mi fa accomodare in salotto. Siedo dinanzi a una serie di piccoli quadri, dipinti dalla stessa signora, nello stile degli antichi egizi. Alle mie spalle invece sono altri suoi quadri con strani viluppi vegetali.

Avendone io lodato uno, vivace formicolio di ricciuti arabeschi, la signora Germana va a prendere un altro dipinto: «Questi sono dei fiori di Marte. Li ho fatti su ispirazione di Ithacar. Si chiamano sherindene».

Le straordinarie esperienze della signora Grosso ebbero inizio nel ’57. Si presentò a lei, in forma telepatica, uno spirito-guida di nome Guicciardo, da Siena, vissuto «all’epoca delle crociate».

Guicciardo cominciò a trasmetterle dei messaggi in rima. La signora Germana stava uscendo da un periodo assai travagliato e questa inattesa amicizia le fu di conforto a tante sofferenze.

Non si domandò il perché del fenomeno. Tutto le risultò naturalissimo. E le parvero «sensazioni meravigliose».

Dopo Guicciardo, si presentò uno spirito più evoluto, Chadrj, maestro tibetano, «signore dei venti». Le disse: «Come senti la mia voce prendi la matita e scrivi».

Chadrj le rivelava i segreti della pura conoscenza che avrebbe potuto portare alla «sublimazione assoluta». Di giorno in giorno la signora Germana ritrovava un «nuovo senso alla sua vita».

Il 26 agosto 1958 il maestro tibetano le annunciò che, essendo lei ormai abbastanza iniziata, le sarebbero giunti messaggi da altri pianeti. Ed ecco entrare in scena Ithacar.

La signora Germana mi racconta tutto questo con estrema tranquillità e letizia, come se mi dicesse che sua figlia ha preso sette in matematica o è partita per le vacanze. Niente di spiritato, di eccitato, di invasato.

Da allora Ithacar le è stato sempre fedele. Oramai i suoi messaggi ammontano a un centinaio.

Uno di questi fece parlare i giornali a suo tempo. Era un monito rivolto, tramite la signora Germana, al presidente Kennedy in data 17 luglio 1963.

Tra l’altro diceva testualmente: «È certo che elementi sbarcati in USA, tendono a formare un nucleo di azione terrorista e a creare un “settore speciale” di infiltrazione e di sabotaggi.

Ti prego vivamente di badare alla tua vita. E sii molto prudente a non esporti eccessivamente quando andrai in mezzo alle persone. Sii prudentissimo.

Aumenta le guardie intorno a te perché mirano giusto».

Appena ricevuto il messaggio, la signora Germana ne fece copia e la mandò alla Casa Bianca.

In risposta ricevette uno dei consueti formulari in cui la segreteria del presidente, ringraziando per l’interessamento, escludeva di poter prendere in considerazione eccetera eccetera.

Naturalmente, come Kennedy fu ucciso in novembre, Ithacar si fece vivo rammaricandosi che il suo avvertimento non fosse stato preso in considerazione ed avvertendo che il vero assassino non era Oswald bensì un certo Jacob Fulthon Ills, di 37 anni, losco figuro della malavita.

Ma a quanto pare, fino ad oggi almeno, di questo Fulthon Ills la polizia americana ignora l’esistenza.

(Tratto e adattato da in Dino Buzzati, a cura di La signora ch’è stata sulla Luna, Cronache terrestri, Domenico Porzio, Arnoldo Mondadori Editore 1972)

A1. A chi si riferisce l’espressione “abita qui” (riga 4)?

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