M.I.U.R. - Ministero dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Prova di ammissione al corso di laurea in medicina e chirurgia
Anno Accademico 2003/2004
Test di logica e cultura generale
1.
“Fa attenzione alle forme con cui costruisce il contadino. Perché sono patrimonio tramandato dalla saggezza dei padri. Cerca però di scoprire le ragioni che hanno portato a quella forma. Se i progressi della tecnica consentono di migliorare la forma, bisogna sempre adottare questo miglioramento. [...] Sii vero. La natura sopporta soltanto la verità. Va d’accordo con i ponti a travi reticolati in ferro, ma rifiuta i ponti ad archi gotici con torri e feritoie.
Non temere di essere giudicato non moderno. Le modifiche al modo di costruire tradizionale sono consentite soltanto se rappresentano un miglioramento, in caso contrario attieniti alla tradizione.
Perché la verità, anche se vecchia di secoli, ha con noi un legame più stretto della menzogna che ci cammina al fianco”. Adolf Loos, Parole nel vuoto, Adelphi, 1990, p. 271-72
Una sola delle norme sotto elencate non è correttamente ricavata dall’analisi di Loos.
Individuatela:
- A) Rispetta e custodisci intatto il patrimonio tramandato dai padri
- B) Rispetta la verità, rifuggi sempre dalle falsificazioni
- C) Non aver paura di non essere abbastanza moderno
- D) Serviti delle innovazioni tecniche ogni volta che ti sembrano realmente utili
- E) Sii attento alla tradizione, tienila presente e rispettala, ma sii critico nei suoi confronti
2.
Uno solo dei giudizi sotto riportati è a rigore ricavato dal discorso di Loos:
- A) Nelle forme tradizionali popolari c’è un senso che merita scoprire
- B) Chi non comprende il senso della tradizione non può essere un vero innovatore
- C) La natura ama la verità e accoglie male i frutti della tecnologia
- D) Siamo sempre più legati alle menzogne di moda che alle verità fuori-moda
- E) Gli strumenti moderni impongono sempre una modernizzazione delle forme
3.
“Erra chi crede che la vittoria delle imprese consista nello essere giuste o ingiuste, perché tutto dì si vede il contrario: che non la ragione, ma la prudenza, le forze e la buona fortuna danno vinte le imprese. È ben vero che in chi ha ragione nasce una certa confidenza, fondata sulla opinione che Dio dia la vittoria alle imprese giuste, la quale fa gli uomini arditi e ostinati: dalle quali due condizioni nascono talvolta le vittorie. Così l’avere la causa giusta può per indiretto giovare, ma è falso che lo faccia direttamente”. da Francesco Guicciardini, Ricordi, n.147
Individuate la considerazione non rigorosamente dedotta dal passo di Guicciardini, sopra riportato in “traduzione” in italiano moderno:
- A) Che un’impresa sia sentita da chi la promuove più o meno giusta, è del tutto irrilevante ai fini del suo successo
- B) Che Dio sostenga le azioni dei giusti è un’illusione: la causa giusta è spesso perdente
- C) L’opinione che Dio sostenga le azioni dei giusti è illusoria; ciò non vuol dire che non possa avere effetti positivi
- D) Il coraggio e l’ostinazione di chi si sente dalla parte della giustizia sono talvolta elementi determinanti per conseguire una vittoria
- E) L’esperienza ci insegna che ha più successo chi è forte e fortunato che chi è dalla parte della ragione
4.
Uno solo dei motivi elencati non è rilevante, secondo Guicciardini, per il buon esito di un’impresa. Individuatelo:
- A) Il fatto che la causa che si difende sia oggettivamente giusta
- B) La determinazione nel lottare per ciò che si crede giusto
- C) La fiducia in un Dio giusto
- D) L’ostinazione a perseguire una meta che si crede giusta
- E) La buona sorte
5.
“Il _______ scientifico tende a un linguaggio puramente formale, matematico, basato su una logica astratta, indifferente al proprio contenuto. Il discorso letterario tende a costruire un _______ di valori in cui ogni parola, ogni segno è un valore per il solo fatto di esser stato scelto e fissato sulla pagina.
Non ci potrebbe essere nessuna coincidenza tra i due linguaggi, ma ci può essere (proprio per la loro estrema diversità) una sfida, una scommessa tra loro. In qualche situazione è la letteratura che può indirettamente servire da molla propulsiva per lo scienziato: come esempio di _______ nell’immaginazione, nel portare alle estreme conseguenze un’ipotesi ecc. E così in altre situazioni può avvenire il contrario. In questo momento il _______ del linguaggio matematico, della logica formale, può salvare lo scrittore dal logoramento in cui son scadute parole e immagini per il loro falso uso. Con questo lo scrittore non deve però credere d’aver trovato qualcosa di assoluto; anche qui può servirgli l’esempio della scienza: nella paziente modestia di considerare ogni _______ come facente parte di una serie forse infinita d’approssimazioni”.
Italo Calvino, Due interviste su scienza e letteratura, in Una pietra sopra, 1968
Alcune parole sono state espunte dal testo di Calvino; individuate la serie che le contiene nell’ordine in cui vanno reinserite nel discorso:
- A) Discorso – sistema – coraggio – modello – risultato
- B) Modello – sistema – coraggio – risultato – discorso
- C) Sistema – modello – discorso – coraggio – risultato
- D) Sistema – risultato – discorso – coraggio – modello
- E) Modello – discorso – sistema – coraggio – risultato
6.
Individuate quale delle seguenti considerazioni non è rigorosamente dedotta dal passo citato di Italo Calvino:
- A) Il linguaggio scientifico e quello letterario, sostanzialmente diversi, non possono influenzarsi in modo significativo
- B) In campo letterario nessuna conquista, per quanto rilevante, deve essere considerata definitiva e assoluta
- C) La logica del discorso scientifico è molto diversa da quella del discorso letterario
- D) In campo scientifico la ricerca non pretende di raggiungere verità definitive
- E) Il modello logico-formale non può trasferirsi integralmente nel linguaggio letterario
7.
Una sola delle seguenti considerazioni è logicamente dedotta dal passo riportato di Calvino:
- A) Il modello della logica matematico-formale può rappresentare un’ancora di salvezza per il linguaggio letterario in un tempo in cui esso è usurato e scaduto
- B) Il discorso scientifico ha sempre bisogno di difendersi dal logoramento indotto nel linguaggio dall’uso improprio delle parole
- C) Il discorso scientifico è fondato su una logica puramente formale che tende a costruire un sistema di valori universali
- D) Il linguaggio della letteratura ha sempre bisogno del rigore caratteristico del linguaggio scientifico nel portare alle estreme conseguenze le proprie ipotesi
- E) Il coraggio dell’immaginazione, dote propria del letterato, è sempre assolutamente necessaria anche allo scienziato
8.
“Sempre e ovunque - ha scritto W. Jaeger - ci sono stati dei medici; ma l’arte sanitaria dei medici è diventata arte metodicamente consapevole soltanto per l’efficacia esercitata su di lei dalla filosofia ionica della natura ... Senza lo sforzo di ricerca dei più antichi filosofi naturalisti ionici, volto a scoprire una spiegazione naturale di ogni fenomeno, senza il loro tentativo di ricondurre ogni effetto a una causa e di rivelare nella catena di cause ed effetti un ordine universale e necessario, senza la loro fiducia incrollabile di poter penetrare tutti i segreti del mondo attraverso l’impregiudicata osservazione delle cose e per forza di conoscenza razionale, la medicina non sarebbe mai divenuta scienza”.
Massimo Baldini, Introduzione a Ippocrate, Giuramento, Tascabili Economici Newton
Tra i caratteri della filosofia ionica e della scienza medica antica messi in luce da M. Baldini uno è inserito indebitamente. Individuatelo:
- A) La medicina greca nasce e si sviluppa come una branca della filosofia
- B) La filosofia ionica della natura ha fornito alla medicina il metodo scientifico di conoscenza
- C) La filosofia naturalistica greca è sorretta dalla fiducia della conoscibilità del mondo
- D) L’osservazione e l’esercizio della ragione sono gli strumenti della conoscenza delle cose
- E) Conoscere le cose significa risalire dagli effetti alle loro cause: assumendo questo principio la medicina è diventata scienza
9.
“Chiunque scriva di storia è necessariamente obbligato a scegliere solo una piccola quantità delle testimonianze disponibili, e se questo viene fatto con onestà, si tratta di una prassi tanto ineccepibile quanto inevitabile. La necessità di semplificare ci ricorda tuttavia che la falsificazione si ottiene più facilmente attraverso le omissioni anziché per esplicite affermazioni. L’interpretazione del passato implicherà sempre una semplificazione, talvolta anche un eccesso di semplificazione (e di conseguenza la distorsione), ma esiste comunque una garanzia nel fatto che in seguito altri storici potrebbero criticare qualunque interpretazione non tenga conto di testimonianze pertinenti in grado di offrire una differente versione dei fatti”. Denis Mack Smith, La storia manipolata, Laterza, 2000
Una sola delle seguenti considerazioni è in sintonia con quanto osserva Smith nel testo riportato:
- A) Pronunciare giudizi semplificatori può essere meno disonesto che passar sotto silenzio e omettere testimonianze
- B) Operare delle semplificazioni nella ricostruzione degli eventi è per uno storico un arbitrio inammissibile e un atteggiamento disonesto
- C) Lo storico ha il dovere di essere obiettivo nei giudizi e di non tralasciare nessun documento sull’argomento di cui si occupa
- D) La distorsione degli eventi viene comunque sempre corretta da storici successivi, in possesso di altre testimonianze
- E) La prassi di attenersi ad una parte soltanto della documentazione disponibile è sempre disonesta e va contrastata in ogni modo
10.
Una sola delle norme operative qui elencate può essere dedotta dalla concezione espressa nel passo citato di Mack Smith:
- A) Uno storico onesto deve operare delle scelte tra le testimonianze che ha a disposizione
- B) Uno storico onesto non deve tralasciare nessuna testimonianza
- C) Uno storico onesto non deve mai far ricorso a semplificazioni
- D) Uno storico onesto deve essere rigorosamente obiettivo nel pronunciare giudizi
- E) Uno storico onesto non ha il diritto di operare scelte tra le testimonianze che ha a disposizione
11.
“Il primo effetto collaterale della democrazia in Iraq è la comparsa di migliaia di prostitute sulle strade polverose di Bagdad. Non sono arrivate coi carri armati americani. Lavoravano già al tempo di Saddam, però di meno e di nascosto, perché in un afflato di moralizzazione (altrui) il tiranno aveva preso l’abitudine di farle accoppare in pubblico con un colpo di scimitarra. Adesso si aggirano senza paura, mostrando abiti sgargianti e centimetri di carne al sole. Qualcuno dubita che si tratti di una grande conquista democratica. Lo pensano anche gli iracheni che non hanno soldi per pagarle: la democrazia, senza denaro, può diventare un affronto[...] Si rivela così il segreto intimo delle democrazie. Mentre le dittature di ogni colore sorgono sempre dall’ambizione di modificare la natura umana (perciò sono tutte bigotte), esse si accontentano di prenderla così com’è, rinunciando alla pretesa di contenerne i vizi e cercando solo di limitarne gli orrori. Per questo la democrazia liberale è contestata dai giovani, che sognano un mondo migliore, e difesa dagli adulti, che hanno smesso di illudersi”. Massimo Gramellini, La Stampa, 1/5/03
Scegliete il solo titolo adatto al breve articolo di Gramellini.
- A) Lussuria e libertà
- B) Prostituzione, frutto della democrazia
- C) Puritanesimo democratico
- D) L’illusione liberal-moralistica
- E) In difesa del tiranno
12.
Una delle tesi sotto elencate non è deducibile dall’elzeviro di Gramellini. Individuatela:
- A) Un limite delle democrazie liberali è l’indifferenza assoluta nei confronti dei vizi umani e dei loro effetti
- B) Qualunque ne sia il tipo e il carattere, le dittature esibiscono fini moralizzatori
- C) I giovani sono più insofferenti delle debolezze e dei vizi umani che non gli adulti
- D) Non tutti ritengono una conquista civile l’esibizione della prostituzione, non più costretta alla clandestinità
- E) Le democrazie liberali generalmente non coltivano l’illusione di modificare, correggendone i vizi, la natura umana
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