M.I.U.R. - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Prova di ammissione al corso di laurea in Medicina veterinaria
Anno Accademico 2002/2003
Test di logica e cultura generale
1. (a Galileo) si svelavano fino in fondo gli equivoci che la confusione peripatetica fra fisica e teologia aveva introdotto sul terreno religioso. La scienza umana è valida nella misura in cui si rende conto dei propri limiti, che sono i limiti della propria verificabilità. ( ... )
L'ambito dell'esperienza è mondano e corruttibile; è limitato e conscio del limite. Deserta di presenze ultramondane, la scienza mondana riconosce l'esistenza di un'altra esperienza: la fede; conflitto tra le due non può esserci, quando sia eliminata la confusione aristotelica fra fisica e teologia. Ed è qui, forse, che nasce il più profondo interrogativo di Galileo. Quella veduta tutta terrestre del sapere e dell'uomo, lascia davvero un margine alla fede? ( ... )
Galileo trova la sua risposta in un cristianesimo sincero, riconosciuto nella sua funzione pedagogica e morale. La sua lotta contro il peripatetismo si presenta insieme come lotta per la liberazione degli uomini attraverso la verità e la fecondità della scienza, e come una sorta di nuova apologetica di un Dio molto lontano dal Dio dei filosofi. Serena la sua fede, liberatrice la sua scienza; i cieli scoperti, gli strumenti costruiti, gli danno un senso di gioia e di forza, di fiducia. Proprio per questo la proclamazione della verità, a tutti, nel suo straordinario volgare assume ai suoi occhi valore di missione. Sagredo lo implora invano di non «mettere in discorso cose dimostrative» e di lasciar perdere gl'ignoranti: «Se i predicatori non muoiono dietro gli ostinati peccatori, perché ella vuole martireggiarsi da se stessa per convertire gli ignoranti, i quali infine, non essendo predestinati o eletti, bisogna lasciarli cadere nel fuoco dell'ignoranza».
Vincat veritas! - risponde Galileo; alla verità è intrinseca la necessità di comunicarsi a tutti e di operare per il bene di tutti. Qui l'inizio e la fondazione, non la crisi delle scienze europee.
Eugenio Garin, Scienza e vita civile nel Rinascimento italiano, UL, 1975
Delle interpretazioni riassuntive della posizione di Galileo UNA È INCONGRUENTE con l'analisi di Garin sopra riportata. Quale?
- A) Se si evita la confusione tra i diversi discorsi, quello sul mondo e quello su Dio, si evita ogni conflitto tra scienza e fede
- B) L'esistenza di Dio non è affermata dalle dimostrazioni dei filosofi: il sapere degli uomini è tutto terrestre
- C) La religione non fa conoscere il mondo fisico, ma dà agli uomini insegnamenti e precetti morali
- D) Anche se la scienza dimostra che Dio non esiste, lo scienziato ne sente l'esigenza e la soddisfa con un atto di fede
- E) Tutti hanno il diritto di conoscere la verità che lo scienziato scopre e che ha il dovere di comunicare anche agli ignoranti
2. Delle note esplicative di alcuni termini del testo di Garin UNA È ERRATA. Quale?
- A) Peripatetica: di scuola aristotelica, conforme all'aristotelismo
- B) Teologia: discorso, studio su Dio e su ciò che concerne il divino
- C) Apologetica: difesa, elogio, esaltazione
- D) Volgare: in linguaggio inelegante, quotidiano
- E) Intrinseca: necessariamente connessa
3. Quale tra le opere sotto elencate NON è stata scritta da Galileo?
- A) Il saggiatore
- B) Dialogo sui due massimi sistemi del mondo
- C) Discorso sul metodo Pagina 1 di 18
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- D) Lezioni circa la figura, sito e grandezza dell'Inferno di Dante
- E) Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze
4. UNO SOLO dei seguenti abbinamenti libro/autore È CORRETTO. Individuatelo:
- A) La montagna incantata - Hans Christian Andersen
- B) Le città invisibili - Italo Calvino
- C) Vino e pane - Leonardo Sciascia
- D) Oceano mare - Jacques Cousteau
- E) La fattoria degli animali - Konrad Lorenz
5. Individuate, tra le opere sotto elencate, LA SOLA che NON È stata eseguita da Leonardo da Vinci:
- A) La caduta dei giganti (Palazzo Te)
- B) La Vergine delle rocce (Louvre)
- C) L'adorazione dei magi (Uffizi)
- D) L'ultima cena (Santa Maria delle Grazie)
- E) Annunciazione (Uffizi)
6. Per la prima volta nella storia dell'umanità si potrebbe forse dire che le avanguardie di un grande rinnovamento culturale, sociale e politico, quello che fondò l'età moderna, non sono rappresentate da uomini con armi ma da uomini con libri. La nuova civiltà europea, quella dell'Umanesimo e del Rinascimento, iniziata da Petrarca e Boccaccio, nel suo concerto e nella sua circolazione e nei suoi assetti non è avviata - come quelle di secoli precedenti - dalle legioni romane o dagli eserciti carolingi o svevi, seguiti dalle ondate di amministratori e di legisti. È promossa invece dalle appassionate missioni degli apostoli della nuova cultura, gli umanisti, che dalla rivoluzione cristiana - e dalla stessa miglior cultura medievale dell'eloquenza - avevano appreso la potente e radicale forza rinnovatrice della parola detta o scritta o rappresentata in immagini. Si proiettano fra metà del Trecento e metà del Quattrocento dall'Italia per tutta Europa questi fondatori della civiltà moderna, armati solo di libri; assertori e propagatori gli uni e gli altri di una nuova visione della vita civile.
I loro codici sono ancor oggi disseminati in tutta Europa e di lì negli altri continenti (...). Sono testimonianza precisa e ancor vivente di quel travolgente fenomeno rinnovatore che furono l'Umanesimo e il Rinascimento. Segnano ancora - dalla Russia alla Romania, dalla Scozia al Portogallo, dalla Grecia alla Danimarca e persino all'Islanda e oltre gli Oceani - le tappe e gli effetti vivificanti di quelle acque fecondanti da cui poté sbocciare la fioritura del Rinascimento.
Vittore Branca, La civiltà letteraria europea, Iter, IV, 13, 2001. Treccani
In cinque paragrafi è qui riassunto il testo di V. Branca. Individuate QUALE di essi, travisando le informazioni fornite dall'articolo, CONTIENE UN ERRORE:
- A) Petrarca e Boccaccio furono le avanguardie del rinnovamento della civiltà europea del Rinascimento
- B) Fu, cosa mai prima vista nel corso della storia, un rinnovamento pacifico, che si estese nel giro di pochi anni anche oltre Oceano
- C) È stato l'avvento rivoluzionario del Cristianesimo a mostrare quale potesse essere la forza rinnovatrice della parola
- D) La nuova arma civile, la parola, si diffonde non solo attraverso il discorso diretto e gli scritti, ma anche attraverso il linguaggio delle immagini
- E) I codici dell'età umanistica, custoditi nelle biblioteche di tutto il mondo, permettono di ripercorrere le tappe della nascita della civiltà rinascimentale
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7. UNO SOLO dei titoli qui proposti è veramente coerente con il contenuto dell'articolo di V. Branca:
- A) Dall'ascetismo medievale all'esaltazione delle virtù umane
- B) La forza della parola sconfigge per sempre quella delle armi
- C) Una nuova concezione del valore dell'arte
- D) L'Umanesimo: un fenomeno tutto italiano
- E) Un'avanguardia culturale: Petrarca e Boccaccio
8. Surrealismo : X = Futurismo : Marinetti = Impressionismo : Y
Quale proposta completa correttamente l'uguaglianza?
- A) X = André Breton Y = Claude Monet
- B) X = André Breton Y = George Braque
- C) X = Edvard Munch Y = Vincent Van Gogh
- D) X = Paul Cézanne Y = Salvador Dalì
- E) X = Salvador Dalì Y = Umberto Boccioni
9. (...) parlare al prossimo in una lingua che egli non può capire può essere malvezzo di alcuni rivoluzionari, ma non è affatto uno strumento rivoluzionario: è invece un antico artificio repressivo, noto a tutte le chiese, vizio tipico della nostra classe politica, fondamento di tutti gli imperi coloniali. È un modo sottile di imporre il proprio rango: quando padre Cristoforo dice «Omnia munda mundis» in latino a fra Fazio che il latino non lo sa, a quest'ultimo, «al sentir quelle parole gravide d'un senso misterioso, e proferite così risolutamente,... parve che in quelle dovesse contenersi la soluzione di tutti i suoi dubbi. S'acquietò, e disse: -basta! lei ne sa più di me- ».
Neppure è vero che solo attraverso l'oscurità verbale si possa esprimere quell'altra oscurità di cui siamo figli, e che giace nel nostro profondo. Non è vero che il disordine sia necessario per dipingere il disordine; non è vero che il caos della pagina scritta sia il miglior simbolo del caos ultimo a cui siamo votati: crederlo è vizio tipico del nostro secolo insicuro. Finché viviamo, e qualunque sia la sorte che ci è toccata o che ci siamo scelta, è indubbio che saremo tanto più utili (e graditi) agli altri ed a noi stessi, e tanto più a lungo verremo ricordati, quanto migliore sarà la qualità della nostra comunicazione. Chi non sa comunicare, o comunica male, in un codice che è solo suo o di pochi, è infelice, e spande infelicità intorno a sé. Se comunica male deliberatamente, è un malvagio, o almeno una persona scortese, perché obbliga i suoi fruitori alla fatica, all'angoscia o alla noia.
Beninteso, perché il messaggio sia valido, essere chiari è condizione necessaria ma non sufficiente: si può essere chiari e noiosi, chiari e inutili, chiari e bugiardi, chiari e volgari, ma questi sono altri discorsi. Se non si è chiari non c'è messaggio affatto. Il mugolio animale è accettabile da parte degli animali, dei moribondi, dei folli e dei disperati: l'uomo sano ed intero che lo adotta è un ipocrita o uno sprovveduto, e si condanna a non avere lettori. Il discorso fra uomini, in lingua d'uomini, è preferibile al mugolio animale, e non si vede perché debba essere meno poetico di questo.
Ma, ripeto, queste sono mie preferenze, non norme. Chi scrive è libero di scegliersi il linguaggio o il non-linguaggio che più gli si addice, e tutto può darsi: che uno scritto oscuro per il suo stesso autore sia luminoso ed aperto per chi lo legge; che uno scritto non compreso dai suoi contemporanei diventi chiaro ed illustre decenni e secoli dopo.
Primo Levi, L'altrui mestiere: Dello scrivere oscuro, Einaudi, 1985
UNA delle seguenti osservazioni NON TROVA precisa conferma nello scritto di Primo Levi qui riportato:
- A) Chi non si preoccupa di esprimersi in modo chiaro dimostra di aver poco da dire ed è destinato ad esser presto dimenticato
- B) I politici spesso hanno il vezzo di parlare oscuro, quasi a impedire ai loro ascoltatori di
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- comprendere e quindi discutere le loro affermazioni
- C) La frase di fra' Cristoforo vince le esitazioni e i dubbi di fra' Fazio, proprio perché è per lui, che non sa il latino, incomprensibile
- D) Comunicare male è a volte segno di una sofferta incapacità espressiva, a volte frutto di un atteggiamento maligno
- E) Non sempre uno scritto chiaro è migliore di altri che chiari non sono
10. Sulla base della propria esperienza di lettore e di scrittore, Primo Levi si interroga sui motivi per i quali spesso chi comunica si compiace di usare un linguaggio oscuro: UNA SOLA delle motivazioni qui elencate NON È DEDOTTA rigorosamente dal testo:
- A) Perché non ci si preoccupa dello sforzo di comprensione a cui si costringono gli interlocutori
- B) Perché è un modo ben sperimentato di imporsi a chi è in una condizione di debolezza
- C) Perché siamo vittime di un vizio diffuso proprio del nostro tempo
- D) Perché è il modo più efficace di esprimere il disorientamento in cui ci troviamo
- E) Perché chi comunica sa o vuole usare un codice solo suo o di pochi
11. Tra i consigli agli scrittori che sono stati tratti dalle riflessioni di Primo Levi uno NON HA FONDAMENTO nel passo citato:
- A) Anche se uno scrittore sente dentro di sé caos e oscurità, può esprimersi in modo limpido e accessibile ai propri lettori
- B) Se uno scrittore vuole aver successo nel proprio tempo ed essere letto anche dai posteri eviti nel modo più assoluto di esprimersi in modo oscuro
- C) Cercate di essere chiari, ma siate ben consapevoli che ciò non basta a rendere interessanti e meritevoli i vostri scritti