Liceo scientifico statale
“Nicolò Copernico”
Torino
Esame di stato – Prova orale
Giovedì 25 giugno 2015
Vinum, culturae calix
Di Torres Vasquez Sergio Manuel
Classe 5^E
Indice degli argomenti 1
- Introduzione Pag. 3
- La storia del vino:
- Origini Pag. 3
- L’epoca greco-romana Pag. 4
- Orazio: Il motivo gnomico/simposiaco Pag. 5
- Dal Medioevo all’Ottocento Pag. 6
- Il Novecento: Pavese e Fenoglio Pag. 7
- La scienza nel vino:
- Cos’è e come si produce Pag. 8
- L’uva Pag. 9
- Vendemmia ed ammostamento Pag. 9
- Fermentazione alcolica Pag. 10
- Dall’invecchiamento alla nostra tavola Pag. 10
- Presente e futuro:
- The global wine market: evolution and trends Pag. 11
- Bibliografia Pag. 12
Introduzione
La tesina che ho scelto di preparare riguarda il vino, la sua storia, i suoi legami con la letteratura, la sua scienza e le sue prospettive.
La scelta è ricaduta sul vino in quanto ho avuto modo di fare un’esperienza lavorativa in un’enoteca durante l’anno. È stata breve (3 mesi in soluzione di continuità e 2 saltuaria per il resto dell’anno), ma è stata molto formativa e mi ha fatto appassionare all’ambito. Inoltre questa presentazione nasce dal desiderio di unire l’aspetto didattico delle nozioni imparate a scuola a quello professionale che ho avuto modo di sperimentare.
La storia del vino
Origini
“Vina parant animos faciuntque caloribus aptos”
“Il vino dispone l’animo all’amore e lo rende pronto alla passione”
Così esordisce Ovidio nel par. 237-252 del libro primo dell’Ars Amatoria descrivendo così la più celebre bevanda alcolica che ha accompagnato l’uomo sin dagli albori della civiltà fino ai giorni nostri: il vino.
Il vino è passione, tradizione, storia, sentimento, espressione dei caratteri territoriali più profondi.
La sua storia va di pari passo con quella dell’uomo e affonda le sue radici in tempi antichi.
Si ritiene infatti che la domesticazione della Vitis Vinifera, la specie di vite dalla quale si produce la maggior parte del vino (che con ogni probabilità deriva dal sanscrito “Venas – amore”), sia avvenuta intorno al IV millenio a.C. nell’area mesopotamica, tanto che abbiamo una prima testimonianza scritta sul vino già nell’“Epopea di Gilgamesh” (poema epico di tradizione sumero-babilonese del III millenio a.C.).
Dalla Mesopotamia, durante i secoli ed i milleni successivi la coltivazione della vite si diffonde rapidamente in Siria, Palestina, Egitto ed in seguito a tutto il bacino del Mediterraneo.
Epoca greco-romana
Tra il VIII-III secolo a.C. il vino è ormai ampiamente diffuso e viene particolarmente apprezzato nella penisola ellenica, dove diventa un elemento centrale nella vita dei Greci (vale la pena ricordare come Omero celebri il vino in quanto dono speciale di Dioniso, nota divinità greca).
Ma è grazie a Roma che il vino giunge all’apice della sua diffusione nel periodo antico, anche grazie al ruolo della letteratura e ad autori quali Catone, Virgilio, Columella, Plinio il Vecchio, ma soprattutto Orazio. 3
Orazio – il motivo gnomico-simposiaco
Ed è proprio su Orazio che voglio soffermarmi per sottolinearne lo stretto legame che lo associa al “nettare degli Dei”.
Orazio, poeta di umili origini nato nel 65 a.C., dedica la sua intera vita all’attività letteraria, entrando anche a far parte del circolo di Mecenate.
Tra le sue opere più importanti vanno citate le Satire, le Epistole,
gli Epodi ma soprattutto le Odi.