Estratto del documento

頤和園,

[Pechino, Summer Palace Settembre 2011.]

Claudia Owczarek – classe VF

Liceo Scientifico Statale “Carlo Jucci”

Anno scolastico 2012-2013

Il viaggio

“Quando ho iniziato a pensare ad un tema da scegliere per questa tesina, ho deciso di soffermarmi un minuto per pensare a quale fosse stato l’evento che negli ultimi anni avesse maggiormente influenzato la mia vita, affinché avessi potuto trattare un argomento da cui ero profondamente affascinata e fare di questo lavoro una cosa realmente “mia”.

La prima cosa che mi è venuta in mente è stata la mia esperienza in Cina.

In essa sono racchiuse le tre sfaccettature del termine “viaggio” che tratterò in questo percorso“

Sommario

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I. Introduzione

II. Il tema del viaggio inteso come:

La fuga

  • Migrazioni proletarie di massa
  • The migrant workers in “The Grapes of Wrath”

La ricerca interiore

  • Agostino e il suo colloquio interiore alla ricerca di Dio
  • Nietzsche e la figura del viandante

Il ritorno

  • “La luna e i falò”, romanzo modello del ritorno alle origini
  • Il bosone di Higgs
  • Le origini dell’universo secondo la teoria del Big Bang

III. Bibliografia

Introduzione

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“Viaggiare è un verbo che seduce per la poliedricità dei suoi significati: camminare, spostarsi da un luogo all’altro, lungo un tragitto o percorso, ad una certa velocità, essere trasportati o spostarsi. Si può viaggiare con ogni mezzo, con l’immaginazione, a dorso di un asino o in sella ad una moto, in prima classe o da

La professoressa Catia Santini, dell’Università di Torino, spiega nella sua dispensa come la parola “viaggiare” sintetizzi in sé una varietà vastissima di significati, concentrando al suo interno un’incredibile capacità evocativa.

Viaggiare è sognare, è volontà di andare oltre, desiderio di valicare tutti i confini che ci sono stati imposti, necessità di essere in un dato luogo e in un dato tempo. E’ per questo che ognuno di noi, tutto il genere umano non può discostarsi dall’immedesimarsi nella figura del viaggiatore.

Catia Santini prosegue affermando che:

“Viaggiare è mutare, cercare, ritrovare, smarrirsi, incontrare, conoscere, riflettere, ricordare, evocare e soprattutto andare oltre”. 4

Il viaggio è importante non per il fatto di raggiungere una meta quanto più percorso: compiere un è per questo che un viaggio non necessita per forza di uno spostamento fisico, ma può essere considerato “viaggio” ogni genere di percorso - individuale o collettivo – che porta ad una riflessione, una maturazione, una ricerca di sé, un incontro con gli altri e così via.

“...Il viaggio ha rappresentato, per quasi l’intero corso della storia umana, un percorso di conoscenza e di scoperta individuale, sociale, culturale, ambientale,economica, di sviluppo. […] La rappresentazione mentale del concetto di viaggio è sovrapponibile al concetto di percorso e può essere decifrato attraverso chiavi di lettura che sorgono da riflessioni su un altro importante concetto: l’identità.” [Usala Ninive, 2004 “Migrazioni e Sviluppo”]

Storia: viaggio verso nuove possibilità: migrazioni proletarie di massa

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Tra l’ultimo ventennio dell’800 e la fine degli anni 20’, si calcola che circa 9 milioni di Italiani lasciarono l’Europa e altrettanti migrarono in altri paesi del nostro continente.

Famiglie di emigrati.

Diversi furono i fattori scatenanti questo fenomeno:

  • La situazione economica delle zone d’immigrazione;
  • I profondi squilibri dello sviluppo economico e sociale italiano: innanzitutto fra nord e sud, fra città e campagna, fra zone industrializzate o a tendenziale industrializzazione e zone agrarie arretrate e in via di disgregazione sociale ed economica;
  • La contraddizione tra la crescente pressione demografica e la scarsa disponibilità di nuovi posti di lavoro in una struttura economica arretrata che poteva essere migliorata attraverso un radicale rivoluzionamento della stessa o con la valvola di sfogo dell’emigrazione;
  • L’attrattiva esercitata dalle opportunità di arricchimento e di una sistemazione economico- sociale vantaggiosa (si pensi alla corsa all’oro, alle terre vergini, e ad altre opportunità più o meno eccezionali e/o fantasiose);
  • Il sistema dei trasporti che ha influenzato, assieme alla posizione geografica, tanto le zone di partenza che quelle di arrivo o di insediamento (I costi delle navi per l’America erano minori di quelli dei treni per il nord Europa);
  • I fattori umani, quali l’esistenza di colonie o regioni o nazioni già a forte insediamento di nuclei di immigrati della stessa nazionalità.

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I primi flussi migratori, tra il 1876 e il 1900, furono quelli in partenza dal Veneto, dal Friuli Venezia Giulia e dal Piemonte diretti verso paesi vicini come: Francia, Germania, Austria o Svizzera. Si trattava per lo più di migrazioni

swallows birds of passage

temporanee di lavoratori maschi, detti (rondini) o (uccelli migratori) assunti come manovali nei lavori edilizi, stradali e ferroviari oppure come contadini stagionali. A prezzo di duri sacrifici, questi inviavano ogni anno alle loro famiglie somme di denaro anche importanti e dopo alcuni anni ritornavano al loro paese.

Nelle regioni meridionali, meno densamente popolate, il fenomeno fu per lungo tempo irrilevante, a causa dell’isolamento di queste aree, della scarsezza di mezzi di trasporto e di vie di comunicazione. Questa situazione di arretratezza e di estraniamento dalla vita del resto del Paese, continuò per lungo tempo (senza ombra di dubbio, si può considerare come il residuo dei passati regimi, ma anche del tradizionale attaccamento alla terra e alla casa e di minori necessità economiche, derivanti da una vita esclusivamente agricola e patriarcale), e solo nel quindicennio successivo il primato passò ad alcune regioni meridionali come la Sicilia, seguita dalla Campania.

Questo cambiamento di rotta fu dovuto principalmente all’ulteriore aggravarsi della questione meridionale causato dal progetto di Giolitti per il progresso del paese,che muoveva infatti da una visione industrialista e settentrionalista del problema italiano come già era avvenuto con la Destra Storica: esso si fondava su un accordo fra industriali e classe operaia settentrionale , che escludeva nei fatti i ceti meridionali che appartenevano a un territorio che rimaneva in fin dei conti ancora “estraneo” al governo della monarchia sabauda.

Gli emigrati dall’Italia meridionale, prevalentemente addetti all’agricoltura e braccianti, costretti all’espatrio dalla povertà dei loro paesi erano disposti ad accettare qualsiasi lavoro e a stabilirsi definitivamente all’estero, nelle terre d’oltremare, approdandovi attraverso traversate che avvenivano in condizioni disumane. 7

Elenco dei passeggeri delle navi per le traversate oceaniche.

“Masse di popolazione spinte dalla miseria e dalla speranza di un miglioramento per il loro avvenire, si spingevano da una parte all’altra del mondo. Erano dagli armatori considerate come merce, piuttosto che come essere umani e l’unico obiettivo di quelli che speculavano su questi derelitti figli d’Italia era di trasportarne il maggior numero possibile col maggior profitto,senza alcun pensiero nonché del benessere, dell’esistenza stessa di quella povera gente.” [Carlo Maurizio Belli, 1905 " esperto di igiene navale”] 8

Immigrati a bordo delle navi.

“Le condizioni sanitarie del viaggio di andata sono state poco soddisfacenti: sopra i 401 emigranti ho avuto 48 ricoverati in infermeria di bordo dei quali solo tre guarirono durante la traversata, 44 sbarcarono ammalati e uno ebbe esito letale. La causa di così grave percentuale di ammalati la si deve attribuire all’essersi sviluppate a bordo quasi contemporaneamente tre diverse malattie infettive: vaiolo, varicella e morbillo”

[Dicembre 1906, medico di bordo.]

Inizialmente lo stesso governo vide favorevolmente questo fenomeno che da una parte allontanava il pericolo di esplosioni sociali e dall’altra contribuiva, mediante le rimesse degli emigrati, al riequilibrio del bilancio dei pagamenti; tuttavia,dopo l’ascesa al potere, Mussolini cominciò a definire l’emigrazione come “stillicidio di forza nazionale”.

Gli effetti di lunga durata di questa emorragia di forza-lavoro furono contraddittori. L’allentamento della pressione demografica, traducendosi in una relativa diminuzione dell’offerta di lavoro, permise a chi restava di conquistare salari più alti e condizioni di lavoro migliori. Ma nel lungo periodo lo spopolamento delle campagne meridionali ne ritardò lo sviluppo, sottraendo a quelle regioni le forze più giovani e dinamiche.

A ciò si aggiunse d’altra parte un certo risveglio del Meridione sotto lo stimolo delle nuove idee e dell’esempio di intraprendenza che gli emigranti, quando tornavano in Patria, in genere con accresciute capacità lavorative , definitivamente o per far visita ai parenti, portavano nei loro paesi.

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Inglese: The migrant workers in “The Grapes of Wrath”

Published in 1939, “The Grapes of Wrath” vividly portrays life during the Great Depression in America as it follows a family of poor farmers travelling from the Oklahoma arid lands to the California valleys in search of a new frontier and a better life; even if these will turn out to be only illusions, men and women are prepared to die on the road to their dream. It explores the strength and goodness of the human spirit in the face of gruesome, dismal circumstances.

The Grapes of Wrath.

During the early 1930s, a severe drought led to massive agricultural failure in parts of the southern Great Plains, particularly throughout western Oklahoma and Texas. These areas had been heavily overcultivated by wheat farmers in the years following World War I. In the absence of rain, crops withered and died; the topsoil, no longer

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Sintesi

La fuga

  • Storia - Le migrazioni proletarie di massa tra la fine dell'800 e gli inizi del 900
  • Inglese - The migrant workers in "The grapes of wrath" by John Steinbeck

La ricerca interiore

  • Latino - Agostino e il suo colloquio interiore alla ricerca di Dio
  • Filosofia - Nietzsche e la figura del “viandante”

Il ritorno

  • Italiano - “La luna e i falò” romanzo modello del ritorno alle origini di Cesare Pavese
  • Fisica - Viaggio alla scoperta delle origini della massa: "Il bosone di Higgs"
  • Geografia astronomica - Viaggio alle origini dell'universo secondo la teoria del Big Bang
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