Siamo ciò che mangiamo
Istituto Superiore “F. Zuccarelli”
Pitigliano
E 2014
Esame di Stato
Alunna: Michela Allegrini
Classe: 5^ A Programmatori (Mercurio)
Anno scolastico: 2013 - 2014
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Argomenti per materia
Economia: Business plan.
Diritto: Società di capitali a confronto.
Scienze delle finanze: IRAP e IRES.
Matematica: Costi, ricavi, profitti.
Informatica: Database e sito internet.
Inglese: Multinational and McDonald’s.
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Introduzione
Ho scelto di svolgere questo argomento per sfatare dei luoghi comuni su un’alimentazione molto spesso criticata.
Tengo a sottolineare che non è una moda, ma è uno stile di vita contro ogni tipo di sfruttamento animale.
Io mi soffermerò sul veganismo dietetico, una pratica alimentare basata sull’esclusione di tutti i cibi di origine animale.
La maggior parte delle persone non-vegetariane spesso sostiene che: sia la carne, sia i derivati animali sono fondamentali o necessari nella dieta umana.
Data tale affermazione:
1. Alcuni credono che i vegetariani e i vegani siano più soggetti a problemi di salute rispetto ai consumatori di carne, per motivi legati alla loro alimentazione.
E da qui sorgono alcuni dubbi:
Dove prendono le proteine? E i grassi?
- Se non mangiano carne, dove prendono il ferro?
- Evitando anche alimenti di origine animale, ad esempio il latte, come assumono calcio?
- Hanno bisogno di integratori alimentari?
2. Altri ancora pensano che i vegani siano persone più tristi rispetto ai non-vegetariani, sempre a causa della loro alimentazione.
Partendo da questi luoghi comuni ho svolto la mia tesina, basandomi su documenti e dati ripresi da persone esperte nel settore: Biologi Nutrizionisti, Scienziati ecc..
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Credo che i risultati di questa mia ricerca siano sufficienti a smentire le frasi comuni sopra elencate, frutto di una disinformazione su tale argomento.
Sono diventato vegetariano per ragioni etiche, oltre che salutistiche.
Credo che il vegetarismo possa incidere in modo favorevole sul destino dell’umanità.
- Albert Einstein
Cos’è il veganismo?
Nell’ultimo periodo si sente sempre più spesso parlare di vegetariani e vegani.
Mentre cosa sia il vegetarianismo è abbastanza noto a tutti, pochissime persone sono a conoscenza di cosa sia il veganismo.
Il termine «vegan» fu coniato, prendendo le prime e le ultime lettere della parola «vegetarian».
Essere vegani significa escludere dalla propria alimentazione qualsiasi cibo animale, che sia esso carne o pesce, e tutti i loro derivati.
Questo tipo di alimentazione è considerata cruelty free, cioè priva di crudeltà.
In passato il veganismo era unicamente dettato da principi religiosi e praticato solo nelle aree interessate a tali dottrine, poi nel corso degli ultimi decenni si è sviluppato un interesse verso questa pratica alimentare anche nei paesi più ricchi, e ovviamente si sono aggiunte ragioni di altra natura.
Le ragioni che spingono molte persone a scegliere questa dieta possono essere svariate, le principali sono: rispetto per la vita animale, ma soprattutto salutistiche ed ecologiche.
In base a queste due ragioni questa pratica alimentare si divide principalmente in due: veganismo dietetico e veganismo etico.
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Perché scegliere il veganismo dietetico?
Quando l’alimentazione vegana viene scelta per motivi salutistici è opportuno adottare la dieta che esclude totalmente cibi animali e tutti i loro derivati.
A proposito del consumo di carne e dei suoi derivati, molti biologi nutrizionisti affermano che abituarsi a basare la propria dieta prevalentemente o esclusivamente sui cibi vegetali è un modo efficace per rimanere in buona salute.
È ormai accurato che i vegetariani hanno livelli di colesterolo nel sangue molto inferiori rispetto ai carnivori, e le malattie cardiovascolari sono meno diffuse tra i vegetariani.
Le motivazioni sono molto semplici: i cibi vegetali sono tipicamente poveri di grassi saturi e privi di colesterolo.
I vegani seguono una dieta assolutamente priva di colesterolo, dal momento che questo grasso si trova solamente nei cibi animali come carni, latticini e uova.
Il tipo di proteine fornite da una dieta vegana è un altro importante aspetto vantaggioso per la salute.
“Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”
- Ippocrate
Vediamo perché le diete vegane aiutano a difenderci dal cancro
Le diete a base di cibi vegetali possono aiutare anche a prevenire alcuni tipi di tumore.
Gli studi condotti su popolazioni di vegetariani mostrano che i tassi di mortalità per cancro sono circa metà/tre-quarti inferiori di quelli della popolazione generale.
Innanzitutto, perché sono povere di grassi ed hanno un elevato contenuto di fibre rispetto alle diete basate su cibi animali.
Ma ci sono altri fattori estremamente importanti:
I vegetali contengono delle sostanze naturali che permettono all’organismo umano di disporre di un maggior numero di cellule della serie bianca, chiamate “natural-killer”, che sono in grado di riconoscere e distruggere le cellule cancerose.
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Per smentire la convinzione dei “carnivori” riguardo al consumo necessario di carne e derivati animali per una vita sana, è possibile attestare che a condizione che si consumi una buona varietà di cibi vegetali nell’arco della giornata, e si soddisfino le esigenze energetiche; le fonti di proteine vegetali sono in grado di fornire da sole quantità adeguate di aminoacidi essenziali.
Vediamo adesso come i vegani riescono ad assumere calcio, proteine, vitamine e ferro senza l’aiuto dei cibi di derivazione animale
Organizzare una dieta vegetariana che soddisfi senza problemi i fabbisogni dei vari nutrienti è molto semplice.
Il regime alimentare vegano, studiato anche per cercare di contrastare molte delle malattie odierne, è così costituito:
La carne è forza vitale - fintanto che vive.
- M.L. Holzer-Sprenger
Una dieta vegana aiuta ad essere più felici?
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Per quanto riguarda invece la credenza che i vegani siano più tristi, alcuni studi dimostrano invece che le persone che mangiano molta frutta e verdura tendono a essere più felici e ottimiste sul futuro.
I ricercatori della Harvard School of Public Health hanno sottoposto 982 volontari, sia uomini che donne, a delle analisi del sangue, per valutare i livelli di 9 diversi antiossidanti, e ad un questionario, per analizzare le abitudini, gli stili di vita e, tra le altre cose, anche il grado di ottimismo.
È così che hanno scoperto che i più ottimisti avevano fatto registrare livelli di carotenoidi superiori, anche del 13%, rispetto a coloro che risultavano pessimisti.
Successivamente il team ha collegato questi risultati alle diverse abitudini alimentari dei partecipanti, rilevando che chi consumava 3 o più porzioni al giorno di frutta e verdura era più ottimista, mentre chi ne mangiava meno di 2 era pessimista.
Per questo gli esperti sono giunti alla conclusione che i livelli più alti di consumo di frutta e verdura tra le persone più ottimiste possano, almeno in parte, spiegare i risultati.
Non è possibile assicurare agli animali benessere e tenere in piedi l’industria zootecnica.
- Roberto Marchesini
Che significa essere vegani etici?
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Quando la ragione è di tipo etico, per evitare lo sfruttamento animale si può adottare la dieta secondo la quale ovviamente si esclude la carne, ma si possono mangiare i derivati se si è sicuri che non provengano dal loro sfruttamento e dalla loro sofferenza.
Il veganismo dettato da principi etici di rispetto per la vita animale è basato sul pensiero anti specista e su una visione non-violenta della vita.
Scopo del veganismo è quello di non partecipare allo sfruttamento e all’uccisione sistematica, intenzionale e non necessaria degli animali, evitando il sostegno ad attività quali l’allevamento degli animali per l’alimentazione umana, la sperimentazione sugli animali, la caccia e così via.
Un vegano etico pertanto rifiuta l’idea che l’uomo abbia il diritto di disporre della vita degli altri animali come meglio crede, ma realisticamente riconosce che la semplice esistenza di un essere umano implica la morte accidentale e non intenzionale di altre creature.
Nella pratica quotidiana si distinguono una serie di abitudini e scelte diffuse e riconosciute da tutta la comunità vegana etica.
In particolare molta importanza viene data alle scelte in campo alimentare, optando per una dieta vegana classica.
Un vegano etico, come un vegano dietetico, rifiuta il consumo di ogni tipo di carne e/o derivati.
Per un vegano etico evitare il consumo di cibi animali e dunque il sostegno all’industria zootecnica e della pesca è particolarmente importante, in quanto tali settori sono causa dello sfruttamento e uccisione di un numero di animali molto elevato.
Un vegano etico inoltre indossa solo capi in fibre vegetali e sintetiche ed evita l’acquisto di ogni capo con parti di origine animale, usa cosmetici e prodotti per la pulizia della casa non testati su animali e possibilmente privi di ingredienti di origine animale.
In generale evita l’acquisto di tutti i beni che comprendono parti animali.
Oltre alle scelte di consumo quotidiano, un vegano etico evita inoltre la pratica, la partecipazione e il sostegno ad attività quali la sperimentazione sugli animali, caccia e pesca, spettacoli con animali come la corrida, il combattimento di galli, il circo con animali o il rodeo, l’impiego di animali in competizioni sportive, manifestazioni folcloristiche con uso di animali, zoo, acquari e strutture simili che detengono animali, commercio degli animali da compagnia e altre attività simili.
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L. I. D. A. (Lega Italiana dei Diritti dell’Animale)
La L.I.D.A. è nata a Roma nel 1977 per intraprendere una pubblica lotta non violenta in difesa degli animali.
Nel 1978 presso la sede dell’UNESCO a Parigi, la L.I.D.A. fu tra le molte associazioni europee e internazionali che presentarono e proclamarono la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale”.
Proponendo il rispetto dei diritti naturali di ogni vivente, la tutela degli habitat e degli animali selvatici e domestici comportano un’etica aperta per una giustizia interspecifica che si concretizza in:
- Un progetto di vita sobrio e semplice con riduzione dell’energia e dei consumi;
- Un vegetalismo globale che elimini la fame umana e la sofferenza animale;
- Una conoscenza di tipo intuitivo-analogico, rispettosa della vita e della morte;
- Una coesistenza non violenta tra tutti gli esseri viventi.
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale
Premessa
Considerato che ogni animale ha dei diritti;
considerato che il disconoscimento e il disprezzo di questi diritti hanno portato e continuano a portare l’uomo a commettere crimini contro la natura e contro gli animali;
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considerato che il riconoscimento da parte della specie umana del diritto all’esistenza delle altre specie animali costituisce il fondamento della coesistenza delle specie nel mondo;
considerato che genocidi sono commessi dall’uomo e altri ancora se ne minacciano;
considerato che il rispetto degli animali da parte degli uomini è legato al rispetto degli uomini tra loro;
considerato che l’educazione deve insegnare sin dall’infanzia a osservare, comprendere, rispettare e amare gli animali.
Si proclama
Articolo 1
Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza.
Articolo 2
a) Ogni animale ha diritto al rispetto;
b) l’uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali;
c) ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure e alla protezione dell’uomo.
Articolo 3
a) Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli;
b) se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, né angoscia.
Articolo 4
a) Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi;
b) ogni privazione di libertà è contraria a questo diritto.
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Articolo 5
a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell’ambiente dell’uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie;
b) ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall’uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.
Articolo 6
a) Ogni animale che l’uomo ha scelto per compagno ha diritto ad una durata della vita conforme alla sua naturale longevità;
b) l’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante.
Articolo 7
Ogni animale che lavora ha diritto a ragionevoli limitazioni di durata e intensità di lavoro, ad un’alimentazione adeguata e al riposo.
Articolo 8
a) La sperimentazione animale che implica una sofferenza fisica o psichica è incompatibile con i diritti dell’animale sia che si tratti di una sperimentazione medica, scientifica, commerciale, sia di ogni altra forma di sperimentazione;
b) le tecniche sostitutive devono essere utilizzate e sviluppate.
Articolo 9
Nel caso che l’animale sia allevato per l’alimentazione deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansia e dolore.
Articolo 10
a) Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo;
b) le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale.
Articolo 11
~ 12 ~
Ogni atto che comporti l’uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita.
Articolo 12
Ogni atto che comporti l’uccisione di un gran numero di animali selvaggi è un genocidio, cioè un delitto contro la specie;
a) l’inquinamento e la distruzione dell’ambiente naturale portano al genocidio.
Articolo 13
a) L’animale morto deve essere trattato con rispetto;
b) le scene di violenza di cui gli animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione a meno che non abbiano come fine di mostrare un attentato ai diritti dell’animale.
Articolo 14
a) Le associazioni di protezione e di salvaguardia degli animali devono essere rappresentate a livello governativo;
b) i diritti dell’animale devono essere difesi dalla legge come i diritti dell’uomo.
Lo spirito della D.U.D.A.
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale è stata redatta, nel corso di riunioni internazionali, da personalità appartenenti al mondo scientifico, giuridico e filosofico e alle principali associazioni mondiali di protezione animale.
Tale Dichiarazione costituisce una presa di posizione filosofica riguardo ai rapporti futuri tra la specie umana e le altre specie.
Essa propone all’uomo le norme di un’etica che dovrebbe essere fermamente e chiaramente espressa nel mondo attuale minacciato di distruzione e nel quale violenza e crudeltà esplodono in ogni istante.
L’uomo, nel corso del tempo, ha stabilito un codice di diritti relativi alla propria specie; ma nei confronti dell’universo non dispone di alcun particolare diritto.
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L’uomo ha creato nel mondo vivente una gerarchia arbitraria che non esiste in natura, tenendo conto solamente della propria utilità.
Questa gerarchia ha condotto allo specismo, che consiste nell’adottare un atteggiamento differente secondo le specie, nel distruggerne alcune proteggendone altre: alcuni proteggono il cane e il gatto, mentre non si preoccupano degli animali selvatici imprigionati negli zoo.
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Siamo ciò che mangiamo tesina
Ho scelto di svolgere questo argomento nella mia tesina di maturità per sfatare dei luoghi comuni su un’alimentazione molto spesso criticata. Tengo a sottolineare che non è una moda, ma è uno stile di vita contro ogni tipo di sfruttamento animale. Io mi soffermerò sul veganismo dietetico, una pratica alimentare basata sull'esclusione di tutti i cibi di origine animale.
La maggior parte delle persone non-vegetariane spesso sostiene che: sia la carne, sia i derivati animali sono fondamentali o necessari nella dieta umana.
Data tale affermazione:
- 1. Alcuni credono che i vegetariani, e i vegani siano più soggetti a problemi di salute rispetto ai consumatori di carne, per motivi legati alla loro alimentazione.
E da qui sorgono alcuni dubbi:
- Dove prendono le proteine? E i grassi?
- Se non mangiano carne, dove prendono il ferro?
- Evitando anche alimenti di origine animale ad esempio il latte, come assumono calcio?
- Hanno bisogno di integratori alimentari?
- 2. Altri ancora pensano che i vegani siano persone più tristi rispetto ai non-vegetariani, sempre a causa della loro alimentazione.
Partendo da questi luoghi comuni ho svolto la mia tesina, basandomi su documenti e dati ripresi da persone esperte nel settore: Biologi Nutrizionisti, Scienziati.
Credo che i risultati di questa mia ricerca siano sufficienti a smentire le frasi comuni sopra elencate, frutto di una disinformazione su tale argomento.
Collegamenti
Siamo ciò che mangiamo tesina
Economia aziendale - Business plan di un fast-food vegano.
Diritto - Società di capitali a confronto.
Scienze delle finanze - IRAP e IRES.
Matematica - Esercizio su costi, ricavi e profitti riguardanti la vendita di torte vegane nel mio fast-food.
Informatica - Database e sito internet del fast-food.
Inglese - Multinational e McDonald's.