Sigmund Freud
S igmund Freud dedica parte del suo lavoro alla sessualità ed, in particolare con
l’opera “Tre Saggi Sulla Sessualità”, egli analizza le varie fasi della sessualità
che caratterizzano la vita umana. Nel primo saggio, “Le Aberrazioni Sessuali”,
vengono descritte prima di tutto le deviazioni rispetto all'oggetto sessuale.
Secondo Freud, infatti, esistono tre tipi di "invertiti":
Gli invertiti assoluti il cui oggetto sessuale può solo essere omosessuale;
Gli invertiti anfigeni il cui oggetto sessuale può appartenere sia allo stesso
sesso sia all'altro;
Gli invertiti occasionali i quali, in certe condizioni esterne particolari, possono
prendere per oggetto sessuale una persona del medesimo sesso.
Gli “invertiti” attraversano nell’infanzia una breve ed intensa fase di “fissazione” sulla
donna, che perlopiù si configura con la madre; dopo il superamento di questa fase si
identificano con la donna stessa e assumono se stessi come oggetto sessuale, cioè
partendo dal narcisismo cercano uomini simili a loro che li vogliano amare come li ha
amati la loro madre. Una serie di fattori esterni, tra i quali la presenza o meno di
ambedue i genitori, può influire inoltre alla scelta sul comportamento sessuale.
Freud ci parla anche di persone sessualmente immature, cioè persone che
utilizzano come oggetto sessuale i bambini o gli animali. Questi assumono tale
funzione quando un individuo diventa vile e impotente; oppure, quando in presenza di
una pulsione urgente, non può rivolgersi a un oggetto più appropriato.
Esistono, secondo il Nostro, deviazioni riguardo alla meta sessuale:
Essa è normalmente considerata l'unione dei genitali nell'atto sessuale. Tuttavia,
anche nel più normale dei procedimenti sessuali, si possono riscontrare delle
perversioni; si parla così di prevaricazioni anatomiche o indugi in relazioni intermedie
con l'oggetto sessuale.
Il Sadismo e Il Masochismo
Il masochismo e il sadismo derivano da una fissazione alla fase anale dello sviluppo
della personalità. Il classico masochista secondo l'interpretazione freudiana ha alle
spalle una figura materna amorevole, sì, ma distaccata, poco affettuosa, intransigente
e/o dispotica, per cui da bambino giunge ad associare l'amore per lui, in mancanza di
altre manifestazioni esteriori, all'atto della punizione o umiliazione, impartitagli "per il
suo bene". Questo vissuto riemerge nel momento dell'innamoramento e dell'amore da
adulti, e porta il masochista ad interpretare le punizioni dell'altro come segni tangibili
del suo amore per lui e quindi, nonostante il dolore e l'umiliazione, piacevoli in sé.
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Il Secondo Saggio e La Sessualità Infantile
Nel secondo saggio, Freud scopre la sessualità infantile, uno degli aspetti che
maggiormente scandalizzarono la società del tempo. In particolare, egli sostiene la
centralità della sessualità nella vita umana, mettendo in evidenza come le pulsioni che
stanno alla base della vita siano sessuali e come dal sesso derivino perfino la civiltà e
molte altre cose. Freud vede la sessualità come un’energia suscettibile di dirigersi
verso le mete più diverse e in grado di investire gli oggetti più disparati. Questa
energia fu denominata da Freud “Libido” e venne considerata come un flusso
migratorio localizzato di volta in volta, in corrispondenza dello sviluppo fisico, su
alcune parti del corpo dette “zone erogene” ( ovvero generatrici di piacere erotico).
Parallelamente a questa rifondazione del concetto di sessualità, Freud elaborò
un’originale dottrina della sessualità infantile. Infatti demolendo il pregiudizio secondo
cui la sessualità apparterrebbe solo all’età adulta e respingendo la mistificante
immagine del bambino come sorta di “angioletto asessuato”. Freud giunse a definire il
piccolo uomo come un “essere perverso polimorfo”, ossia come un individuo capace di
perseguire il piacere indipendentemente da scopi riproduttivi e mediante i più svariati
organi corporei. In particolare, Freud sostiene che lo sviluppo psicosessuale del
soggetto avviene attraverso tre fasi, ognuna delle quali appare caratterizzata da una
specifica zona erogena: fase orale, anale e genitale.
La fase orale, che caratterizza i primi mesi di vita e che dura sino ad un anno e
mezzo circa, ha come zona erogena la bocca e risulta connessa a quella che, in
questo periodo, costituisce la principale attività del bambino: il poppare;
La fase anale, che va da un anno e mezzo circa ai tre anni, ha come zona
erogena l’ano ed è collegata alle funzioni escrementizie, che per il bambino
sono oggetto di particolare interesse e piacere;
La fase genitale, che inizia alla fine del terzo anno, ha come fattore erogeno la
zona genitale. Essi si articola in due sottofasi: quella fallica e quella genitale in
senso stretto. La fase fallica è cosi chiamata perché la scoperta del pene
costituisce oggetto di attrazione sia per il bambino che per la bambina, che
soffrono entrambi di un <<complesso di castrazione>> ed inoltre perché
l’organo d’eccitamento sessuale è il pene o quel suo equivalente femminile che
è la clitoride. La fase genitale in senso stretto, che segue a quella fallica dopo
un periodo di latenza è caratterizzata dall’organizzazione delle pulsioni sessuali
sotto il primato delle zone genitali.
Connesso alla teoria sulla sessualità infantile è anche il <<complesso di Edipo>> che
consiste in un << attaccamento “libidico” verso il genitore di sesso opposto e in un
atteggiamento ambivalente verso il genitore di eguale sesso>>. Tale complesso si
sviluppa tra i tre e i cinque anni e, a seconda della sua risoluzione o meno, determina
la futura strutturazione della personalità. Secondo Freud la perversione è un
rimasuglio dello sviluppo sessuale verso il" complesso di Edipo", dopo la rimozione del
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quale è di nuovo emersa la componente della pulsione sessuale che era
costituzionalmente più forte.
Le "Psiconevrosi " si fondano su forze pulsionali sessuali. I sintomi nervosi si fondano
da un lato sulla pretesa delle pulsioni libidiche, e dall'altro su quella contraria che
sorge nell' Io come di reazione contro di esse.
Questi sintomi sono il sostituto di una serie di desideri e aspirazioni psichiche investiti
affettivamente, ai quali attraverso la rimozione, è stata sbarrata la strada verso
l'eliminazione, che si otterrebbe mediante un'attività psichica ammissibile alla
coscienza. Queste formazioni mentali, trattenute nelle condizioni dell'incoscio,
aspirano a esprimersi, cercano una scarica, e la trovano nell'isteria con il processo
della "conversione" in fenomeni somatici: appunto i sintomi isterici. Nell'isteria si ha la
presenza di una coppia di contrari : bisogno sessuale eccessivo ed esagerato, rifiuto
della sessualità. Si può dire che la nevrosi è la negativa della perversione. I sintomi
infatti non insorgono soltanto a spesa della pulsione sessuale normale, bensì a spese
sopratutto delle pulsioni sessuali perverse. Ad esempio in tutti i nevrotici si trovano
nella vita psichica inconscia inclinazioni all'inversione, inclinazioni alle prevaricazioni
anatomiche, sadismo, masochismo e feticismo. Si può concludere che i nevrotici
conservano la loro sessualità allo stato infantile o vi sono stati risospinti.
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Petronio: Gitone ed Encolpio
Lamento in Riva al Mare
Nec diu tamen lacrimis indulsi, sed veritus ne Menelaus etiam antescholanus inter
cetera mala solum me in deversorio inveniret, collegi sarcinulas locumque secretum
et proximum litori maestus conduxi. Ibi triduo inclusus redeunte in animum solitudine
atque contemptu vervarabam aegrum planctibus pectus et interior tot altissimos
gemitus frequenter etiam proclamabam: <<Ergo me non ruina terra potuti haurire?
non iratum etiam innocentibus mare? Effugi iudicium, harenae imposui, hospitem
occidi, ut inter tot audacie nomina mendicus, exul, in devorsorio graecae urbis
iacerem desertus? Et quis hanc m,ihi solitudinem imposuit? Adulescens omni libidine
impurus et sua quoque confessione dignus esilio, stupro liber, stupro ingenuus, cuius
anni ad tesseram venierunt, quem tamquam puellam conduxit etiam qui virum
putavit. Quid ille alter? Qui die togae virilis stolam sumpsit, qui postquam conturbavit
et libidinis suae solum vertit, reliquit veteris amicitiae nomen et, pro pudor, tamquam
mulier secutuleia unius noctis tactu omnia vendidit. Iacent nunc amatores adligati
noctibus totis, et forsitan mutuis libidinibus attriti derident solitudinem meam. Sed non
impune. Nam aut vir ego liberque non sum aut noxio sanguine parentado iniuriae
meae>>.
Traduzione:
Né tuttavia a lungo mi abbandonai alle lacrime, ma, temendo che Menelao l’assistente
del maestro mi scoprisse, tra tutti gli altri mali, riunii i bagagli leggeri e affittai, triste,
un luogo appartato e vicino alla spiaggia. Essendo rimasto qui dentro per tre giorni,
tornando la solitudine e il disprezzo nell’animo mi battevo il petto sfinito dai lamenti e
tra tutti gli altissimi gemiti spesso anche gridavo: “Non poteva quindi la terra
inghiottirmi in una voragine? Non il mare irato anche con gli innocenti? Sfuggii alla
giustizia, ingannai la sabbia, uccisi un ospite, per giacere tra tutte le prove d’audacia
mendicante, esule, abbandonato nell’albergo di una città greca?E chi mi pose sopra
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questa solitudine? Un giovane depravato a causa di ogni libidine e inoltre per sua
confessione degno dell’esilio, cittadino libero per uno stupro la cui età è stata venduta
a buon prezzo, che anche chi lo credeva un uomo lo ha comprato come se fosse una
fanciulla. E che dire dell’altro? Uno che si è messo la stola nel giorno della toga virile,
che fu persuaso dalla madre a non essere un uomo che ha svolto mansioni femminili
in galera, dopo aver mosso e scosso il terreno della su