Indice: Italiano:
La filosofia dei supereroi
(Le maschere di Pirandello)
Storia:
Bastardi senza Gloria
(Seconda Guerra Mondiale)
Storia dell’Arte: Italiano:
La reazione dello spettatore La filosofia dei supereroi
(Hermann Nitsch)
Pianificazione: (Le maschere di Pirandello)
La pubblicità occulta parodia
(Red Apple cigarettes)
Inglese:
The attention to the intertwining
Matematica:
Le funzioni
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La filosofia dei supereroi
“L’elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e il suo alter ego. Batman è, di fatto, Bruce Wayne. L’Uomo Ragno è, di fatto, Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker. Deve mettersi un costume per diventare l’Uomo Ragno.
Ed è questa caratteristica che fa di Superman l’unico nel suo genere. Superman non diventa Superman: Superman è nato Superman. Quando Superman si sveglia al mattino è Superman. Il suo alter ego è Clark Kent. Quella tuta con la grande S rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono, sono quelli i suoi vestiti.
Quello che indossa come Kent, gli occhiali, l’abito da lavoro… quello è il suo costume. È il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede. E quali sono le caratteristiche di Clark Kent? È debole, non crede in sé stesso ed è un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana.” - Bill in Kill Bill Vol. 2
Più o meno come la pensa Luigi Pirandello: “Tutti indossiamo una maschera, conforme a ciò che da noi si aspettano gli altri e che noi ci siamo imposti”.
C’è da chiedersi a questo punto se la maschera in Pirandello riveli o nasconda la vera personalità. Occorre quindi indagare sulle sue tematiche ed anche su quali fatti potevano suggerirgliele. Pirandello aveva la moglie disturbata di mente e la sua malattia portò lo scrittore ad approfondire lo studio dei meccanismi della mente e della reazione sociale dinnanzi alla menomazione intellettuale, portandolo ad avvicinarsi alle nuove teorie sulla psicanalisi di Sigmund Freud.
Inoltre, nella sua difficile situazione, Pirandello acquista quindi il sentimento della vita come sofferenza, sentimento che lo accompagna sempre, anche nei momenti più belli della sua carriera, quando la sua notorietà in campo teatrale superò i confini italiani. La vita è qualcosa di inconsistente, una sorta di grande fluido sempre in movimento, caotico, inarrestabile; è una grande forza universale che si incarna poi nelle varie “forme”. La vita è quello che l’individuo vuole per sé e per il quale lotta (questa forma può essere definita come la situazione sociale).
Una volta raggiunta la forma si finisce di vivere: la forma imprigiona la vita, che diventa statica. Possiamo dire che il nucleo centrale della tematica pirandelliana è il contrasto tra illusione e realtà, contrasto che va inteso in modo molto radicale e profondo, iniziando proprio dall’interiore coscienza di ognuno.
Infatti in ognuno di noi c’è una serie di contrasti tra quello che vorremmo e quello che in realtà siamo, tra quello che sembriamo agli altri e quello che realmente siamo. Pertanto l’esistenza umana è una vicenda di solitudine, di pena e di illusioni, condizionata all’esterno da tutta una serie assurda di convenzioni, e amareggiata all’interno dalla consapevolezza della falsità e delle ipocrisie a cui si deve ricorrere per restare “nel flusso di vita” della società.
Tutti infatti indossiamo una “maschera”, conforme a ciò che da noi si aspettano gli altri e che noi ci siamo imposti. Sconsolante è quindi il quadro di questa società, fondata sul nulla della finzione, della convinzione, del credere vero quello che si sa non essere tale.
L’individuo viene travolto facilmente da questo gioco tragico e finisce per “vedersi vivere”: non più vivere la vita in senso attivo e fattivo, ma lasciarsi imporre la vita, subirla come un peso. A questo punto l’individuo, che si è visto vivere, si ribella, ma si tratta di una ribellione solo momentanea, infatti i personaggi che si ribellano alla forma finiscono per riaccettare la loro situazione perché in effetti non ci sono alternative, oppure succede che si precipiti nella pazzia senza più uscirne.
In genere i personaggi di Pirandello sono degli asociali perché capiscono che la vita sociale non ha spontaneità, immediatezza; ci sono però delle situazioni sociali inevitabili, una di queste è la famiglia, che non appare un luogo di serenità, tranquillità e pace, ma che diventa invece un luogo di tensione, un ambiente pieno di ipocrisie, di menzogne.
Nei personaggi pirandelliani è venuto soprattutto un indebolimento dell’“io”: l’uomo ha perso coscienza di se stesso (già la psicanalisi glielo ha dimostrato), questo “io” ha perso la sua forza nei confronti delle tradizioni sociali; quest’indebolimento dell’“io” è caratteristica non solo di Pirandello, ma in generale del Decadentismo.
Per quel che riguarda poi il concetto di umorismo, Pirandello pone una differenza fondamentale tra l’opera d’arte e quella umoristica. Nell’opera d’arte l’artista cerca di armonizzare tutte quante le parti e mentre lo fa, sotto la spinta dell’ispirazione, la coscienza dell’artista tace, non giudica l’opera mentre viene composta.
L’umorista, invece, nel momento in cui si accinge a fare la sua opera, ha vicino a sé una coscienza vigile, che giudica la sua opera momento per momento. Quindi non rappresenta una realtà armoniosa, ma la realtà così com’è, sempre frammentaria, scomposta, proprio perché mentre compone la sua opera la coscienza lo avverte di tutte le disarmonie che ci sono nella realtà, smaschera le menzogne delle convenzioni sociali e degli autoinganni.
L’umorista fa quindi un’opera completamente diversa dall’opera d’arte: su quella che chiamiamo ispirazione artistica prevale la coscienza dell’artista. L’umorismo è il “sentimento del contrario”, da non confondere con il comico, che è solo l’“avvertimento del contrario”.
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Storia
Bastardi senza Gloria
(Seconda Guerra Mondiale)
Tarantino si sa, nei suoi film fa prevalere sempre un forte senso di vendetta da parte dei personaggi che crea. Ma questa volta ha voluto persino stravolgere la vera storia! Infatti i suoi personaggi ebrei (che con un intreccio narrativo riescono ad arrivare tutti allo stesso scopo) sono talmente assetati di vendetta che riescono persino ad uccidere Hitler a colpi di fucilate violente per poi chiudere in bellezza incendiando il luogo dove erano riuniti tutti i maggiori esponenti nazisti.
Si tratta del film “Bastardi Senza Gloria”, ambientato nella sanguinosa II Guerra Mondiale. Nel territorio francese, in piena occupazione tedesca, la giovane Shosanna, assiste all’uccisione della propria famiglia da parte di un colonnello nazista e riesce a sfuggire indenne al massacro. Si rifugia a Parigi, dove assume una nuova identità e diviene proprietaria di una sala cinematografica.
Nel frattempo sempre in Europa, il temerario tenente Aldo Raine, riesce a formare una squadra speciale di soldati ebrei, rinominati i Bastardi, messi assieme con l’obiettivo comune di eliminare a qualunque costo il leader del Terzo Reich.
In Italia, Mussolini, incoraggiato dal potere conquistato da Hitler, assunse un atteggiamento colonialista e nel 1936 proclamò la conquista dell’Impero d’Etiopia. In seguito, assieme alla Germania offrì il proprio appoggio alla guerra di Franco contro il fronte popolare spagnolo. A questi primi atti di violenza, gli stati democratici non reagirono, mentre l’Italia e la Germania erano sempre più unite dall’asse Roma – Berlino.
Il 1° settembre 1939 Hitler invase la Polonia, a causa della rivendicazione della città di Danzica. Lo stato maggiore tedesco applicò con successo la guerra lampo, una tecnica di invasione che aveva come obbiettivo il rapido annientamento del nemico.
Alla notizia dell’attacco Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra alla Germania, sostenendo la Polonia, mentre l’Italia, sorpresa dalla mossa di Hitler, si dichiarò non belligerante.
La Russia, dopo aver occupato la Polonia orientale come concordato con Hitler, si impadronì delle repubbliche baltiche, e con un breve conflitto strappò alla Finlandia alcuni territori di confine.
Hitler, intanto, proseguiva la guerra lampo, passando di successo in successo. Nella primavera del 1940, la Germania invase e occupò la Danimarca e la Norvegia.
Collegamenti interdisciplinari
- Italiano: "La Filosofia dei supereroi" - Le maschere di Pirandello
- Storia: "Bastardi senza Gloria" - Seconda Guerra Mondiale
- Storia dell'arte: "La reazione dello spettatore" - Herman Nitsch
- Pianificazione Pubblicitaria: "La pubblicità occulta parodia" - Red Apple Cigarettes
- Inglese: The attention to the interwining
- Matematica: Le funzioni
- Fotografia: Trunk Shot