Il suicidio in Occidente
Gianluigi Schiavi, Liceo Scientifico “F. Severi”, Frosinone
a.s. 2008-2009
Definizione e origine del termine
Per suicidio si intende l'atto col quale un individuo si procura volontariamente e consapevolmente la morte.
Questo atto può essere commesso in diversi modi, ma le cause che spingono un individuo a togliersi la vita possono essere raccolte, come vedremo, in quattro categorie.
Il termine suicidio, nonostante sia formato da due parole latine (sui, uccidere se stessi; caedere), è di origine relativamente recente.
Infatti la tendenza a considerare il suicidio un delitto grave come l'omicidio era così forte che si usava lo stesso termine anche in campo linguistico.
Si parlava infatti di omicidio di sé medesimo, self-homicide in italiano, homicide de son corps in inglese, in francese…
Solo a partire dalla fine del '700, con il mutato atteggiamento nei confronti della morte volontaria, si sentì il bisogno di inserire un nuovo termine che distinguesse l'atto suicida dal ben più grave atto omicida.
Le 4 tipologie di suicidio
Fin dall'800 si è soliti categorizzare il suicidio in quattro diverse modalità, a seconda delle intenzioni di chi lo compie.
Si tiene in considerazione l'uccidersi, frutto dell'integrazione o meno del singolo nella società, ma anche di altri fattori.
Le tipologie si dividono in due gruppi, che tengono in considerazione le persone per le quali ci si toglie la vita e quelle contro le quali ci si toglie la vita.
- Egoistico è il suicidio commesso contro se stessi per se stessi. Questa categoria comprende chi si è tolto la vita pensando solo a sé stesso, per porre fine ad un dolore insopportabile dovuto a motivi diversi da caso a caso.
- Altruistico è il suicidio commesso da chi rinuncia alla propria vita anche per il bene di qualcun altro. Ne sono un esempio i martiri cristiani.
- Aggressivo è il suicidio di chi, oltre a voler uscire da uno stato di sofferenza, desidera punire la persona che lo ha causato.
- Arma di lotta è il suicidio di chi, morendo per una causa, di natura politica o religiosa nella maggior parte dei casi, intende colpire, danneggiare o addirittura uccidere un nemico. Questo tipo di morte volontaria si può definire anche suicidio per protesta.
Fattori che influenzano il suicidio
Tutti i tipi di suicidio si riferiscono alle intenzioni di chi li compie e al significato del gesto.
Essi dipendono quindi da diversi fattori:
- Struttura sociale: fattori che riguardano l'integrazione della persona nella società o la regolamentazione sociale.
- Natura psichiatrica: fattori che determinano quasi esclusivamente il suicidio egoistico.
- Culturali: fattori culturali.
Il suicidio in Occidente
Europa: dal Medioevo al Novecento
In Europa, fino al XVII secolo, il numero di suicidi è sempre rimasto contenuto, poiché gli uomini sono stati tenuti lontani in molti modi dalle possibilità di togliersi la vita.
Il più efficace è stato quello del controllo interno, cioè l'azione di norme e credenze interiorizzate dagli uomini.
La ferma condanna della morte volontaria da parte del cristianesimo ha avuto una straordinaria influenza sulle coscienze degli uomini del Medioevo.
Le norme e le credenze cristiane riconducevano il suicidio ad alcune emozioni, ira, accidia, tristezza, disperazione, che venivano considerate come peccati; si riteneva quindi che fosse il diavolo a istigare le persone a togliersi la vita.
Per molti secoli i teologi e giuristi hanno considerato il suicidio il peccato e il delitto più grave.
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