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Tesina

Istituto “E. Balducci”

Liceo scientifico

Pontassieve

Il suicidio

La candidata Anna Maria Arcangeli

V A 2012/2013

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Indice

  • 1. Suicidio come “azione stolta”: Seneca…… pag. 5
  • 2. Suicidio come “forma di accettazione non autentica della morte”………. pag. 8
  • 3. Suicidio in amore: la figura di Cleopatra… pag. 10
  • 4. Il suicidio come libera scelta e soluzione al male di vivere….. pag. 12
  • 5. Il suicidio nell’arte: Van Gogh… pag. 13
  • 6. Suicidio: atto post bellico in Gran Bretagna….. pag. 16
  • 7. Il terrorismo suicida in Medio Oriente…… pag. 18
  • 8. La dolce morte: l’eutanasia….. pag. 20
  • 9. Suicidio e sport…………. pag. 22
  • 10. Bibliografia…………… pag. 24

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Introduzione

Nel corso dei miei studi sono stata attratta da svariati argomenti, ma quello che mi ha maggiormente incuriosita è stato il suicidio!

Lo reputo un atto che nasconde mille misteri, mille perché, mille ragioni.

Bisogna riconoscere che per attuare “la morte di se stessi” si deve essere davvero convinti e coraggiosi.

Approfondendo tale tema, ho constatato che i più grandi filosofi, letterati e psicologi si sono cimentati a definire il fenomeno e a studiarlo nei minimi dettagli, servendosi di strumenti adeguati, archivi, statistiche e grafici.

Il filosofo e scrittore latino Seneca, dopo aver studiato il tema, si preoccupa di trasmettere le proprie idee a Lucilio grazie alle epistole. Il poeta Leopardi e il filosofo Schopenhauer ne hanno studiato cause ed effetti e hanno stilato una teoria filosofica per spiegarne i motivi.

Che il suicidio sia un “estremo atto d’amore” lo hanno pensato i due innamorati per eccellenza Romeo e Giulietta e la regina d’Egitto Cleopatra.

Per molte persone uccidersi è l’unico modo per porre un termine al male di vivere come fa Van Gogh o per non ammettere di essere stato distrutto da qualcun altro, come nel caso di Hitler.

Nella società attuale una causa diffusa di suicidio è la depressione come ad esempio quella generata dalla Prima Guerra Mondiale in Gran Bretagna.

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In Medio Oriente il suicidio è considerato l’atto che permette di difendere la propria patria, generando così il terrorismo.

Anche l’eutanasia è suicidio considerato come fine della propria esistenza oramai troppo dolorosa e difficile da condurre.

Attualmente si sente parlare, sempre più frequentemente, di suicidio all’interno dello sport.

Infatti molti atleti scelgono di togliersi la vita per non subire l’umiliazione della sconfitta.

Molte persone considerano il suicidio come porta d’accesso per raggiungere un luogo sconosciuto che desta tanta curiosità. Penso che tale porta si presenti a tutti, almeno una volta nella vita, nei momenti di difficoltà, di buio e di confusione. Quando ci si è dinnanzi bisogna scegliere se varcarne la soglia o meno.

È del tutto evidente che i fattori sociali hanno grande influenza sulla scelta, ma l’individuo deve saper scegliere perché non è possibile avere una seconda possibilità!!!

1. Lucio Anneo Seneca

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Seneca aveva una visione complessa della morte costituita da due aspetti diversi: uno tradizionale ed uno originale.

Egli considerava la morte come qualcosa di positivo, in quanto liberazione dei mali di una tormentata esistenza.

L’originalità sta nell’idea che l’uomo muore giorno per giorno. Infatti, secondo Seneca, anche se la morte è qualcosa di lontano, gran parte di questa è già stata vissuta perché tutto il tempo che è trascorso appartiene alla morte. Non è importante quanto tempo si vive, ma come viene vissuto il tempo che si ha a disposizione. Si diceva favorevole al suicidio tanto che sarà lui stesso a togliersi la vita nel 65 a.C., quando Nerone, divenuto imperatore pazzo e sanguinario, lo accusa di aver partecipato alla congiura senatoria contro di lui e gli ordina di recidersi le vene. Il suicidio deve essere compiuto quando il saggio non può più applicare la propria virtù, quando non è libero.

Appoggiava tale atto con ottica stoica in cui veniva considerato come via libertatis, come porta verso la libertà, libertà di una vita di oppressioni che non riserva più alcuna speranza all’uomo. Lo scrittore affermava che il suicidio non è un atto scandaloso e sprona l’uomo ad usarlo come atto estremo di rivendicazione della libertà e di disprezzo nei confronti dell’inevitabilità della morte. Non è però lecito togliersi la vita finché qualcuno a noi caro è ancora vivo. Questo è proprio il suo caso che, malgrado fosse stato vecchio, si curava per non arrecare dolore alla giovane moglie Paolina.

Le epistole a Lucilio

Si tratta di un epistolario reale, integrato da lettere fittizie, inserite nella raccolta al momento della pubblicazione. Il filosofo distinse le lettere filosofiche dalla comune pratica epistolare, prendendo come esempio Epicuro, il quale, nelle lettere agli amici, seppe realizzare quel rapporto di formazione e di educazione spirituale che Seneca istituì con Lucilio. Le lettere volevano essere uno strumento di crescita morale.

Il genere epistolare si rivela appropriato ad accogliere un tipo di filosofia privo di sistematicità e incline alla trattazione di argomenti e aspetti etici. Gli argomenti sono svariati e tra i tanti è presente quello del suicidio di Catone Uticense, all’interno dell’Epistola 24.

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Sintesi

Introduzione tesina sul suicidio

La tesina affronta il tema del suicidio nel pensiero dei filosofi letterati. Ha anche riferimenti molto attuali come l’eutanasia o il suicidio sportivo. Nel corso dei miei studi sono stata attratta da svariati argomenti, ma quello che mi ha maggiormente incuriosita è stato il suicidio. Lo reputo un atto che nasconde mille misteri, mille perché, mille ragioni. Bisogna riconoscere che per attuare “la morte di sé stessi” si deve essere davvero convinti e coraggiosi.

Approfondendo tale tema nella mia tesina di maturità, ho constatato che i più grandi filosofi, letterati e psicologi si sono cimentati a definire il fenomeno e a studiarlo nei minimi dettagli, servendosi di strumenti adeguati, archivi, statistiche e grafici. Il filosofo e scrittore latino Seneca, dopo aver studiato il tema, si preoccupa di trasmettere le proprie idee a Lucilio grazie alle epistole. Il poeta Leopardi e il filosofo Schopenhauer ne hanno studiato cause ed effetti e hanno stilato una teoria filosofica per spiegarne i motivi.

Che il suicidio sia un “estremo atto d’amore” lo hanno pensato i due innamorati per eccellenza Romeo e Giulietta e la regina d’Egitto Cleopatra.

Per molte persone uccidersi è l’unico modo per porre un termine al male di vivere come fa Van Gogh o per non ammettere di essere stato distrutto da qualcun altro, come nel caso di Hitler. Nella società attuale una causa diffusa di suicidio è la depressione, come ad esempio quella generata dalla Prima Guerra Mondiale in Gran Bretagna.

In Medio Oriente il suicidio è considerato l’atto che permette di difendere la propria patria, generando così il terrorismo. Anche l’eutanasia è suicidio considerato come fine della propria esistenza oramai troppo dolorosa e difficile da condurre. Attualmente si sente parlare, sempre più frequentemente, di suicidio all’interno dello sport. Infatti, molti atleti scelgono di togliersi la vita per non subire l’umiliazione della sconfitta.

Molte persone considerano il suicidio come porta d’accesso per raggiungere un luogo sconosciuto che desta tanta curiosità. Penso che tale porta si presenti a tutti, almeno una volta nella vita, nei momenti di difficoltà, di buio e di confusione. Quando ci si è dinnanzi bisogna scegliere se varcarne la soglia o meno. È del tutto evidente che i fattori sociali hanno grande influenza sulla scelta, ma l’individuo deve saper scegliere perché non è possibile avere una seconda possibilità.

Collegamenti

Tesina sul suicidio

  • Italiano: Leopardi e il riferimento a Cleopatra nelle opere di Dante Alighieri.
  • Latino: Seneca.
  • Filosofia: Schopenhauer.
  • Storia: Il terrorismo suicida.
  • Scienze: L’eutanasia.
  • Educazione fisica: Il suicidio per lo sport.
  • Storia dell’arte: Vincent Van Gogh.
  • Inglese: The consequences of the First World War.
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