Estratto del documento

Ludovica Nicoletti Tesina Maturità A.S.

2007/2008

III D

Un sorriso non dura che un istante

ma nel suo ricordo può essere eterno.

(Friedrich Schiller)

2

Un sorriso

Un sorriso non costa nulla

e rende molto.

Arricchisce chi lo riceve,

senza impoverire chi lo dona.

Non dura che un istante

ma il suo ricordo

è talora eterno.

Nessuno è così ricco

da poterne fare a meno.

Nessuno è così povero

da non poterlo dare.

Crea felicità in casa;

è sostegno negli affari;

è segno sensibile

dell'amicizia profonda.

Un sorriso

dà riposo alla stanchezza;

nello scoraggiamento

rinnova il coraggio;

nella tristezza è consolazione;

d'ogni pena

è naturale rimedio.

Ma è bene che non si può

comprare, né prestare,

né rubare, poiché esso

ha valore solo nell'istante

in cui si dona.

E se poi incontrerete talora

chi non vi dona

l'atteso sorriso,

siate generosi e date il vostro;

perché nessuno ha tanto

bisogno di sorriso come chi

non sa darlo ad altri. P. Faber

1

Che cos'è il sorriso?

Che cos'è il sorriso? I dizionari lo definiscono “un'espressione

facciale in cui gli angoli della bocca vengono tirati leggermente

verso l'alto, a esprimere divertimento, approvazione o gioia”.

Il sorriso lo troviamo nella letteratura: molti sono gli autori che

si occupano di far sorridere, le origini più antiche le troviamo

anche prima di Cristo, con la commedia greca; il prendere in

giro e suscitare sorriso è sempre stato in primo piano nella vita

dell'uomo, e oltre che nella commedia lo possiamo vedere nelle

satire dei vari autori latini, nei vari scrittori sia italiani che

stranieri, e anche i filosofi hanno riflettuto su cosa sia un sorriso

e da dove scaturisca.

Il sorriso è innato in noi da sempre, è una delle prime

espressioni dell'uomo.

Infatti i bambini, appena nati, dopo i primi attimi di pianto,

sorridono, e per i primi mesi di vita sarà proprio il sorriso a

caratterizzare i loro momenti gioiosi.

E, a parer mio, il sorriso più bello è proprio quello dei bambini

perché è il sorriso più spontaneo, il più innocente e anche il più

solare.

Ma è davvero importante sorridere? Beh, vi ricordate quando

con un sorriso qualcuno vi ha dato sollievo o vi ha fatto sentire a

vostro agio? O viceversa quando la mancanza di un sorriso vi ha

fatto sentire a disagio o perfino di troppo? Sì, un sorriso è

importante. Influisce su chi lo fa e su chi lo riceve. Anche

affrontare una difficoltà con un sorriso ci predispone meglio

verso la fatica; oppure iniziare la giornata sorridendo, piuttosto

che con un “muso” imbronciato, ce la fa affrontare meglio.

Un sorriso ci fa sentire più a nostro agio e ci fa sentire più

affabili.

2

Il valore del sorriso

Sorridere è un gesto apparentemente spontaneo, ma in realtà

carico di intenzionalità e volere. Se sorridiamo a qualcuno sarà

pronto a ricambiare; e quella risposta, quella prova di contagio,

sarà sufficiente per farci comprendere che nella vita, in fondo,

vale sempre la pena sorridere.

Credo che nessuno sia così ricco da poterne fare a meno, né

così povero da non poterlo donare.

Quando incontri qualcuno che non ti offre un sorriso, sii

generoso e offri il tuo, perché nessuno ha tanto bisogno di un

sorriso, come colui che non sa darlo.

3

La commedia nuova

Con il IV sec. a.C. si consumò il definitivo e irreversibile tramonto

della civiltà della polis. 1

In relazione a questo cambiamento politico, si verifica anche un

cambiamento di tutta la letteratura.

Dei grandi generi letterari che erano stati trattati nel V sec.

l'unico che ritroviamo è la commedia. Una commedia diversa

nelle forme e nei contenuti, che si può definire:

commedia

nuova.

La situazione politica è cambiata, e di conseguenza cambiano

anche le tematiche nella commedia: viene meno la tematica

politica e subentra la sfera del privato, del sentimento

personale, la realtà privata.

Il sentimento che predomina è l'amore.

I personaggi sono la donna, la famiglia, la casa, quindi

tematiche quotidiane. “Commedie borghesi”,

Queste commedie vengono definite “borghese”, ad indicare una realtà

tranquilla, quotidiana, proprio del mondo borghese.

La comicità della commedia antica era una comicità esagerata,

aggressiva e che si serviva di doppi sensi; ora questo tipo di

comicità scompare e alla risata sguaiata subentra un sorriso

composto e commosso.

Storia e testi della letteratura greca 3 (I),

M. Casertano e G. Nuzzo, G.B. Palombo editore, pag.

1

31 4

Menandro

L'unico autore pervenutoci della commedia nuova è Menandro.

Accantonati il dibattito assembleare e le grandi questioni

politiche che per tutto il V secolo avevano costituito incredibile

fonte di ispirazione della commedia attica, lo spazio teatrale,

ora libero, viene riempito da vicende nelle quali è rilevante la

presenza dell'elemento psicologico, e il cui maggiore grado di

interesse risiede nella complessità di una trama

sostanzialmente ripetitiva ed esile, ma tuttavia vivacizzata da

colpi di scena, equivoci e rivelazioni. Menandro pone al centro

del suo teatro l'uomo, un uomo qualunque, calato in una

normale quotidianità, disinteressato alle vicende e ai grandi

temi della vita politica.

Le vicende proposte dal teatro di Menandro appartengono alla

sfera del privato, mentre l'intreccio prende l'avvio da eventi

quotidiani, quali un banale equivoco, uno scambio di persona, il

sospetto di un inesistente adulterio, la presenza di un possibile

rivale amoroso

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