Liceo scientifico Paolo Frisi
Smile Please!
Approfondimento di:
Federico Nicolussi
Classe: VF
Anno scolastico: 2011-2012
Discipline coinvolte: Biologia, Filosofia, Inglese e Italiano
Indice
Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 3
1) La scienza del ridere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 4
2) La gelotogia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 4
1.
2. Robert Provine e la funzione sociale della risata . . . . . . . . . . . . p. 5
Bergson: l’umanità della risata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 6
3.
La selva del non-sense di Lewis Carrol . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 8
3) Cenni biografici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 8
1. Un tè da pazzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 9
2.
4) Pirandello: l’umorismo come metodo di indagine del reale . . . . p. 10
Cenni biografici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 10
1. L’umorismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 10
2. La patente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 11
3.
5) Quello di cui non parli mai- Tim Burton e lo humor nero . . . . . p. 13
Cenni biografici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 13
1.
2. The Melancholy Death of Oyster Boy and Other Stories . . . . . p. 13
Conclusione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 17
6) Appendice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 18
7) Appendice 1 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 18
1. Appendice 2 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 21
2.
Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 25
8) 2
Introduzione
“Smile without a reason why”: sorridi senza un motivo, così inizia la bellissima canzone di Noa tratta dalla colonna sonora di La Vita è Bella, film di Roberto Benigni.
Sorridere. Sorridere fa bene allo spirito, alla mente e anche al fisico. Ho scelto di parlare del sorriso proprio perché, in tempi difficili come questi, è necessario imparare a capire il suo valore e i benefici che ci può dare. Benefici scientificamente provati, che possono migliorare la nostra e la vita degli altri. Questo breve lavoro si concentra prima di tutto proprio su questo, cioè sullo studio scientifico della risata, e inoltre fornisce anche un background filosofico e letterario sull’argomento.
Nel secondo capitolo perciò mostrerò in maniera generale quelle che sono le ultime teorie scientifiche sui benefici della risata. Queste mettono in luce come ridere possa essere un’arma importante per prevenire le malattie, poiché migliora l’efficacia del nostro sistema immunitario e la risposta agli stimoli negativi, ma non solo, il buon umore aiuta e velocizza la guarigione. Perciò non c’è da sorprendersi se gli ultimi test dimostrano come la clownterapia e gli incontri terapeutici tra gli ammalati terminali aumentino significativamente la loro aspettativa di vita.
Proseguirò citando un articolo molto interessante scritto da Robert Provine. Questo neuroscienziato statunitense ha compiuto uno studio alla ricerca dei meccanismi e delle finalità della risata. Dopo 10 anni di osservazioni è arrivato alla conclusione che essa è un gesto sociale universale atto a creare collaborazione e unione tra gli individui di un gruppo, conclusione simile a quella del filosofo francese Henri Bergson che, all’inizio del XX secolo, ha pubblicato un intero saggio sulla funzione sociale del ridere, analizzando come il riso sia una modalità per correggere coloro che non si adeguano pienamente al flusso vitale assumendo comportamenti rigidi e ripetitivi.
Perciò esso assumerebbe la funzione di castigo sociale per colui che non si adatta alla vita e allo stesso tempo avrebbe lo strabiliante effetto di aggregare le persone.
Nell’ultima parte del mio lavoro invece passo ad analizzare come queste teorie sull’umorismo e la comicità rispecchino la sensibilità di tre autori e del periodo a cui appartengono.
I tre scrittori che ho scelto appartengono uno all’800 inglese, uno all’inizio del ‘900 italiano e uno dell’America contemporanea. I tre sono tutti scrittori molto provocatori e un po’ sui generis.
Il primo è Lewis Carrol, autore dell’intramontabile “Alice in Wonderland”, fine linguista e coniatore di spassosissimi neologismi e personaggi che provocano il riso sia in bambini che negli adulti e che possiamo afferire alla corrente umoristica inglese del non-sense.
Il secondo è uno dei più grandi autori italiani di inizio Novecento, Luigi Pirandello, che invece
studia e rielabora una sua personale teoria sull’umorismo e gli effetti che ha sulla nostra capacità di comprendere il mondo.
Il terzo ed ultimo personaggio, perché è proprio il caso di etichettarlo in questo modo, è l’eclettico e a tratti macabro Tim Burton, regista e scrittore di gran fama che esprime la sua arte attraverso un umorismo definito “nero”: oscuro, legato a quello che più ci spaventa della vita, ma in grado comunque di appassionarci e farci ridere delle nostre debolezze.
La scienza del ridere
2.1) La gelotogia
La gelotologia (dal greco ghelos=riso e logos=scienza) è una nuova disciplina, ponte tra biologia, psicologia, antropologia e medicina, che studia in maniera sistematica l’attività del ridere, del buonumore e del pensiero positivo come rimedio a numerosi disturbi e malattie psicofisiche.
L’operatore della gelotogia è il Clown Dottore, sebbene questa figura possa non necessariamente essere un dottore ma un semplice volontario. Questa disciplina si basa sugli studi di PsicoNeuroEndocrinoimmunologia (P.N.E.I.) che hanno sostanziato l’influenza diretta degli stati mentali e delle emozioni sul sistema immunitario e viceversa. Anche la PNEI è una disciplina di nascita relativamente recente, che basa le proprie teorie e i propri metodi sulla convinzione che i vari sistemi (psichico, neurologico, endocrino e immunitario) interagiscano tra loro per il raggiungimento di un’omeostasi (equilibrio) interna dell’organismo. Secondo questo presupposto se mente e corpo sono in grado di interagire, non risulta difficile accettare l’idea che l’umore (inteso come disposizione mentale, più o meno positiva, all’interpretazione degli stimoli) possa regolare, o quantomeno influenzare, il sistema nervoso centrale, quello ormonale e quello immunitario. La gelotologia ha effettuato molti studi sugli effetti fisiologici della risata (alcuni sono ancora in corso), però fino ad ora gli esperimenti compiuti mostrano che l’allegria produce una serie di effetti positivi sull’intero organismo:
- Rilassamento del corpo. Durante la risata si attivano diversi gruppi muscolari, che si rilassano nel momento in cui si smette di ridere. Questo stato di rilassamento può durare per un massimo di 45 minuti. Una buona risata quindi allevia la tensione muscolare e riduce lo stress fisico.
- Rafforzamento del sistema immunitario. Quando si ride si verifica un aumento del livello di anticorpi (immunoglobina) nella circolazione sanguigna anche perché abbassa il livello di stress, che invece toglie energie al sistema immunitario; l’aumento di queste difese immunitarie preserva l’organismo da una serie di malattie causate da virus, batteri e micro-organismi come bronchite,
raffreddore, allergie ecc.
- Azione sul sistema respiratorio: Durante la risata la respirazione diventa più profonda, in questo modo viene aumentata la capacità polmonare e si accelera l’ossigenazione (aumento dei livelli di ossigeno nel sangue). Per questo la risata è utile anche come terapia per chi soffre di asma, bronchite ed enfisema.
- Abbassamento della percezione del dolore. Quando si ride vengono rilasciate beta endorfine e catecolamine che sono degli analgesici naturali che agiscono come un temporaneo effetto calmante sul dolore apportando un’ sensazione generale di benessere.
- Azione sul sistema cardiocircolatorio: La risata, favorisce, attraverso la respirazione profonda, l’ossigenazione e la circolazione del sangue con un aumento della frequenza cardiaca e abbassamento della pressione arteriosa. Ciò costituisce un vero e proprio esercizio per il cuore e può aiutare a proteggere da un attacco cardiaco e da altri problemi cardiovascolari anche perchè durante la risata le arterie e le vene sono più aperte.
- Allenamento dei muscoli: Quando si ride si muovono circa 80 muscoli diversi di cui 15 del volto. Per questo la risata rappresenta un vero e proprio esercizio fisico per tutto il corpo; da uno studio è emerso che 100 risate al giorno equivalgono a 10 minuti di corsa o di vogatore. Ridendo si tonificano i muscoli del viso e di conseguenza si ha un effetto di ringiovanimento e, allo stesso tempo, si contraggono e tonificano anche i muscoli addominali e quelli degli arti superiori.
Inoltre, la contrazione dei muscoli addominali, durante una risata, agisce come un massaggio per gli organi interni come il fegato e l’intestino migliorando le loro funzioni e combattendo anche la stitichezza.
2.2) Robert Provine e la funzione sociale della risata
Robert Provine, un neuroscienziato impegnato in studi riguardanti lo sviluppo, l’evoluzione e i meccanismi neuronali del comportamento umano ed animale, in uno dei suoi ultimi articoli sulla rivista specialistica Psychology Today ha pubblicato le conclusioni della sua ultima ricerca durata 10 anni riguardo la risata.
Secondo i suoi studi la risata sarebbe un linguaggio universale ed inconscio essenzialmente atto a legare le persone, un comportamento programmato dai nostri geni per rispondere positivamente a stimoli derivanti da altre persone e non dalle battute divertenti in sé. Provine ha infatti evidenziato che ciò che scatena maggiormente le risate sono frasi semplici e non comiche che in gruppo hanno la capacità di far ridere. Solo una piccola parte delle risate in realtà (intorno al 20%) nasce da barzellette e frasi comiche. Questo perché la risata è un linguaggio inconscio che si adatta alle diverse circostanze sociali. Quando siamo in compagnia infatti ridiamo 30 volte più frequentemente di quando siamo soli (ovvero senza la compagnia di altre persone e senza la presenza dei media) mentre quando siamo in situazioni che richiedono serietà o rivestiamo incarichi di una certa importanza tendiamo ad avere un comportamento più rigido. La sua ricerca inoltre ha mostrato che in una conversazione tra persone di sesso opposto le donne ridono in media il 126% in più rispetto agli uomini. Uno studio tedesco integra questo dato evidenziando come le donne tendenzialmente cerchino partner con alto sense of humor mentre gli uomini cerchino compagne che ridano in loro presenza. Sarebbe perciò la risata della donna, e non dell’uomo l’indice di una relazione felice.
Provine ha studiato anche il meccanismo della risata. In particolare ipotizza che ci sia un processo neuronale che controlla la tempistica della risata, impedendo che questa scaturisca nel mezzo della frase che si sta formulando, permettendo quindi la corretta comunicazione. Esiste inoltre un meccanismo di “contagio” della risata attivata attraverso i neuroni specchio che in casi estremi può portare ad epidemie di riso, come è successo in Tanzania. Nel gennaio del 1962 una scuola di missionari di questo paese ha dovuto chiudere perché gran parte degli studenti erano colpiti da attacchi di risata che duravano a lungo che impedivano la lezione. Restati a casa i ragazzi hanno diffuso la risata ai parenti e questi ai villaggi limitrofi. Questa riso-epidemia si concluse solo due anni e mezzo più tardi, dopo aver coinvolto più di 1000 persone.
2.3) Bergson: l’umanità della risata
Henri-Louis Bergson (1859 – 1941) è stato uno dei massimi esponenti della corrente filosofica dello spiritualismo francese. Il suo pensiero ebbe una forte influenza nei campi della psicologia, dell’arte e della letteratura e nel 1927 vinse il Premio Nobel per la letteratura.
Negli ultimi anni dell’Ottocento si interessò allo studio del fenomeno della risata, pubblicando le sue conclusioni nel saggio Il riso. Saggio sul significato del comico (1900). Bergson in quest’opera si chiede quale sia il fine del ridere, essendo esso un comportamento prettamente umano. Per riuscire a trovare una risposta a tale domanda analizza quando questo gesto si verifica. A tal proposito il filosofo francese indica i tre punti che rendono possibile la risata:
- −“Non vi è nulla di comico al di fuori di ciò che è propriamente umano” (Il riso. Saggio sul significato del comico) l’uomo perciò non solo è animale che ride, ma che fa ridere. Sebbene inizialmente questa frase possa lasciare perplessi perché ridiamo anche di cose non strettamente umane, si riconoscerà che quest’ultime hanno un forte legame con l’essere umano e proprio su ciò si fonda la loro comicità;
- −Chi ride non deve farsi coinvolgere emotivamente dalla scena, deve porsi come un semplice spettatore, come “intelligenze pure” scrive Bergson, per poter ridere anche delle piccole disgrazie altrui “il comico esige dunque, per produrre tutto il suo effetto, qualcosa come un’anestesia momentanea del cuore” (ivi);
- −Infine come abbiamo già visto nell’articolo di Robert Provine ridere è un’esperienza principalmente corale atta a cementare il legame tra le persone che ridono. “Il riso, [...] cela sempre un pensiero nascosto di intesa, direi quasi di complicità, con altre persone che ridono, reali o immaginarie che siano” (ivi).
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Scienze
Gelotologia / Robert Provine
Filosofia
Bergson: Il riso
Inglese
L. Carroll (il non-sense in Alice nel Paese delle Meraviglie)
Italiano
Pirandello (l'umorismo nella commedia "La patente")