Il simbolismo
e l’affascinante figura del maledetto
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Tesina multidisciplinare di Gorini Valentina
Liceo artistico A. Volta
Introduzione
La mia tesina racconta un fenomeno descrivibile piuttosto che definibile, sia per le sue proporzioni che per la sua stessa natura: il simbolismo.
Il simbolismo è un movimento letterario sorto in Francia per iniziativa di Jean Moréas, che ne pubblicò il manifesto su "Le Figaro" del 18 settembre del 1886. Il vero precursore fu invece Charles Baudelaire, che, con la poesia “Corrispondenze” diede per primo una definizione di questo complesso e nuovo pensiero. Ma il simbolismo rappresenta anche una corrente innovatrice e rivoluzionaria nella cultura artistica, che si sviluppa in Francia parallelamente al Divisionismo e all’Art nouveau e che trova il suo esponente più espressivo in Moreau.
Questa tesina vuole essere una fitta trama intessuta attorno ad uno dei movimenti culturali più affascinanti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
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Indice
Introduzione
La situazione storica e culturale del secondo Ottocento
- Seconda rivoluzione industriale
- Il positivismo e il naturalismo
- Il materialismo storico
- Il simbolismo
- Charles Baudelaire
- Les Fleurs du Mal
- Gustave Moreau
L’artista maledetto: Van Gogh
Il poeta maledetto: Byron
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La situazione storica e culturale del secondo Ottocento
Seconda rivoluzione industriale
Per capire al meglio la corrente simbolista è opportuno analizzare, prima di tutto, il quadro storico in cui essa nasce e si sviluppa. Per l’Occidente la seconda metà dell’Ottocento è, infatti, un periodo di grande sviluppo tecnologico e scientifico: si verifica la cosiddetta seconda rivoluzione industriale. Dal vecchio sistema agricolo – artigianale – commerciale, si passa così ad un nuovo sistema basato sull’uso di macchine azionate da energia meccanica, sull’uso di nuove fonti di energia (petrolio, elettricità), e sulla fabbrica. È proprio quest’ultima che favorisce la nascita di un nuovo ceto: la classe operaia, che riceve un salario dal capitalista industriale in cambio della propria forza lavoro, e che assumerà un ruolo importantissimo nel futuro panorama sociale – economico – politico europeo. È anche il periodo dell’imperialismo, in cui troviamo una Francia disposta a riscattarsi per le sconfitte della Comune e di Napoleone III, disposta allo scontro pur di ritrovare la sua completa grandezza e maestà.
Il positivismo e il naturalismo
Ad esaltare questo sviluppo tecnologico – scientifico, emarginato all’inizio dell’Ottocento dai romantici, si sviluppa nello stesso periodo la corrente del positivismo.
L’idea-chiave di questo movimento è che l’unica vera fonte di conoscenza è la scienza, basata sull’osservazione sperimentale dei fenomeni e sulla scoperta delle leggi che li mettono in relazione. Il positivismo estendeva inoltre il metodo scientifico della conoscenza della natura a quella dell’uomo e della società: in questo clima le scienze umane, come la psicologia e la sociologia, ebbero un grande sviluppo.
Da questa fiducia nella scienza deriva anche la cosiddetta corrente del naturalismo.
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Il materialismo storico
L’idea che i fatti spirituali come l’arte, le religioni, le ideologie abbiano un fondamento materiale veniva contemporaneamente sviluppata, in modo indipendente, dal fondatore del materialismo storico, Karl Marx. L’attività di Marx rientra fondamentalmente nella storia della politica e il suo concetto-chiave è che la base della società è la struttura economica: nella produzione di beni gli uomini entrano tra loro in determinati rapporti di classe, storicamente variabili a seconda dello sviluppo delle forze produttive. Su questa base si eleva poi la “sovrastruttura”, costituita dalle forme politiche e da tutti i prodotti spirituali (comprese le opere artistiche e letterarie).
Il simbolismo
Di simbolismo si iniziò a parlare in Francia intorno al 1880, includendovi Baudelaire come precursore, e tre maggiori poeti dell’epoca, Paul Verlaine, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé. Il termine designa oggi non solo una scuola, ma una tendenza fondamentale, su scala europea, fra il tardo Ottocento e il primo Novecento. I simbolisti operano un profondo rinnovamento del linguaggio poetico: con accostamenti inconsueti di parole e idee, con l’accumulo di metafore sorprendenti, con la sinestesia (intreccio di ordini diversi di sensazioni), la lingua della poesia volta le spalle alla comunicazione ordinaria e si fa allusiva. Ciò che la poesia simbolista vuole evocare è una realtà “altra” che sta al di là delle esperienze comuni.