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Introduzione

Attraverso questa “tesina” ho deciso di problematizzare ed analizzare le principali sfide nate con la Guerra Fredda.

Le motivazioni che hanno suscitato il mio interesse e spinto ad approfondire questo argomento sono varie, anche se alcune hanno avuto una rilevanza particolare.

L'idea mi è balzata alla mente in seguito alla visione del film Le vite degli altri (di Florian Heckel von Donnersmark; Premio Oscar per il miglior film straniero). Attraverso la vicenda del protagonista, che da idealista votato alla causa comunista, finisce per divenirne oppositore, questa pellicola mi ha suggerito di analizzare quel clima di estrema conflittualità e tensione proprio della Guerra Fredda, celandolo dietro il dramma privato di una spia della Stasi (polizia della DDR).

Al di là di tale input, le ragioni che mi hanno spinto a sviluppare un lavoro di ricerca su questo tema derivano dal sentimento che mi lega a Berlino, fulcro su cui si è bilanciato l'intero assetto mondiale e le cui sorti sono state profondamente intrecciate a questo periodo storico. I ripetuti viaggi, il clima e la gente di questa città hanno fatto nascere in me una particolare curiosità nei confronti della sua storia, in particolar modo la vista del Muro e la sua carica simbolica hanno stimolato la necessità di conoscere quella battaglia che per quarant'anni si è combattuta sopra di esso.

Oltre queste motivazioni personali, la scelta di tale argomento è dovuta ad altri due fattori.

Il primo è legato alla coinvolgente atipicità della Guerra Fredda: il conflitto tra le due superpotenze è stato totale e straziante quanto le consuete vicende belliche, rimanendo però estraneo alla guerra aperta. Si è combattuta una sfida colossale in ogni settore, e le entusiasmanti avventure di spionaggio che ne costituiscono lo sfondo testimoniano la volontà dei due avversari di conoscersi per potersi di conseguenza studiare vicendevolmente e dimostrare al mondo la propria superiorità.

Il secondo è la sua vicinanza temporale: questa sfida mondiale, infatti, si è conclusa circa vent'anni fa, e dunque il suo ricordo è ancora vivo nelle menti di genitori e parenti che hanno respirato per parte della loro vita tale clima e che spesso ne riportano testimonianze. La sua vicinanza, inoltre, è stata fondamentale nella mia scelta per il fatto che molte conseguenze di questo periodo sono riscontrabili ancora oggi.

Basti pensare all'inasprimento delle tensioni tra Corea del Nord e del Sud, che ha rischiato di sfociare in un nuovo conflitto non più tardi di un mese fa, oppure alla questione afghana, le cui basi sono state gettate dall'invasione sovietica del 1979, che ha portato all'instaurazione del regime talebano; o ancora la recente firma del trattato Start 2 da parte di Stati Uniti e Russia che ridurrà gli arsenali nucleari di entrambe le potenze del 30%. Sono solo alcuni degli esempi che potrebbero essere riportati e che dimostrano che la conoscenza di quanto accaduto in questi quarant'anni di storia può aiutare notevolmente nella comprensione del mondo attuale.

Il mio percorso di ricerca è stato dunque volto ad analizzare alcuni degli aspetti fondamentali di tale periodo. In particolare mi sono concentrato sulle sfide sviluppatesi tra il blocco statunitense e quello sovietico, collegandole ad argomenti trattati nelle varie materie didattiche nel corso dell'anno scolastico.

La trattazione comincia con una contestualizzazione storica sul periodo che diede origine alla sfida (orientativamente 1945-1950). Partendo dalle condizioni delle due superpotenze al termine della Seconda Guerra Mondiale, mi sono soffermato sull'analisi delle vicissitudini che hanno inasprito la loro divisione e l'instaurazione di grandi zone di influenza, quindi dalla previa Conferenza di Bretton Woods agli Stati Uniti che diventano i “banchieri d'Europa” (“containment”, Piano Marshall); dalle manovre di Stalin per trasformare i paesi dell'est Europa in “democrazie popolari” al Blocco di Berlino, sino alla nascita delle grandi alleanze quali la NATO e il Patto di Varsavia e il conseguente “mondo diviso in due”.

La prima sfida che intendo trattare è quella ideologica, che rappresenta il punto di partenza e il cardine di questa contrapposizione. Dapprima con il pensiero di John Stuart Mill che, nel suo Saggio sulla libertà, delinea quelli che sono alcuni dei fondamenti della società capitalista (di cui gli USA sono il modello), per poi passare alla critica elaborata da Karl Marx a questo tipo di società, alla dimostrazione della sua crisi inevitabile e al comunismo come forma ideale di società (da cui l'URSS attingerà come modello).

Successivamente ho continuato con una riflessione sulla grande sfida in ambito letterario e artistico, che ha influito enormemente sulle produzioni di scrittori e artisti di ambedue i blocchi. Il Congress for Cultural Freedom (CCF, voluto dalla CIA), nella zona occidentale, incentivava la diffusione di opere che tutelavano le libertà, e che in qualsiasi modo promuovevano un messaggio antisovietico.

D'altra parte il Realismo Socialista sovietico (appoggiato e diffuso dalla KGB) esaltava la realtà socialista come la migliore possibile.

Nelle letterature, data la difficoltà nel reperire materiale appartenente al Realismo Socialista, mi sono soffermato sull'analisi di due opere legate al mondo occidentale, Uscita di sicurezza (di Ignazio Silone) per quella italiana e 1984 (di George Orwell) per quella inglese.

Nella prima l'autore, iscritto al CCF, narra la sua storia da ex membro del PCI ed il suo successivo allontanamento da esso, facendo trasparire un messaggio facilmente interpretabile come accusa al comunismo russo.

Nella seconda, invece, viene presentato un mondo diviso in tre superpotenze in perenne lotta tra loro, ricalcando in termini esagerati la situazione della Guerra Fredda e ponendosi come intento principale la critica ai totalitarismi, quello sovietico per primo. Le analogie tra lo stato in cui vive il protagonista e l'URSS sono numerose, a partire dal regime totalitario di stampo socialista sino alla negazione delle libertà e al controllo quasi totale da parte dello stato sul singolo individuo.

Pubblicata nel 1949, l'opera venne utilizzata moltissimo da parte del CCF e divenne il simbolo della “lotta” contro il sistema sovietico, e alcuni documenti hanno dimostrato come la CIA abbia lavorato affinché il film ispirato a questo libro, realizzato proprio nel 1984, avesse un finale rafforzato in funzione antisovietica.

L'arte, forse più della letteratura, ha testimoniato questa grande sfida. Nel mio percorso ho analizzato poi due opere simbolo delle due diverse società: Green Coca-Cola Bottles di Andy Warhol per la Pop Art e Collective farm harvest festival di Sergej Gerasimov per il realismo socialista.

La prima rivolge la propria attenzione agli oggetti, ai miti e ai linguaggi della società capitalista americana, la seconda invece esprime i valori del comunismo avendo come soggetti quasi esclusivamente gli eroi del lavoro, le attività rivoluzionarie, l'armata rossa ed è volta all'esaltazione del colosso sovietico.

Per quanto concerne la sfera tecnico-scientifica ho scelto di analizzare una delle sfide più rappresentative della Guerra Fredda: la corsa allo spazio. Partendo da una panoramica generale su alcune tappe che hanno condotto all'apice questa sfida, ho incentrato la mia ricerca in particolare sul programma Apollo, la celeberrima missione di allunaggio del 1969 e sulle scoperte conseguite dall'analisi dei reperti riportati da queste missioni. Ho approfondito quindi la descrizione della morfologia del suolo lunare.

Infine ho approfondito un altro fondamentale terreno di scontro tra le due superpotenze, anch'esso legato alla sfera tecnico-scientifica: quello militare. Attraverso la costruzione di armi sempre più sofisticate e distruttive, la partita si giocava soprattutto sul campo del nucleare, grazie al quale si costruiscono bombe potenzialmente devastanti, ma proprio per questo paradossalmente fautrici di una pace basata sul terrore.

Propongo così la spiegazione della fissione nucleare, processo alla base della potenza distruttiva di queste bombe: esso consiste nello spezzare un nucleo di materiale fissile (uranio) in due nuclei instabili attraverso il bombardamento di particelle subatomiche (neutroni), liberando in questo modo energia e particelle che innescano altre fissioni.

Le origini della sfida

“Al momento attuale nella storia del mondo quasi ogni nazione deve decidere tra sistemi di vita alternativi. Tale scelta troppo spesso non è libera. Un sistema di vita è basato sulla volontà della maggioranza ed è caratterizzato da istituzioni libere, governo rappresentativo, libere elezioni, garanzia di libertà individuale, libertà di parola e di religione e libertà dall'oppressione politica. Il secondo sistema di vita è basato sulla volontà di una minoranza imposta con la forza sulla maggioranza. Esso si fonda sul terrore e l'oppressione, il controllo della stampa e della radio, elezioni truccate e soppressione delle libertà individuali”.

Sono queste le parole pronunciate dal presidente Truman di fronte al Congresso il 12 marzo 1947, con le quali viene formalmente riconosciuto a livello internazionale il clima di tensione e di conflitto che si andava generando tra le due massime potenze mondiali: USA e URSS. Di lì a poco il famoso giornalista americano Walter Lippman coniava il termine “Guerra Fredda” che descriveva questa contrapposizione fatale che avrebbe calato il mondo per oltre quarant'anni in un equilibrio straziante tra i due blocchi, senza mai sfociare fortunatamente in un effettivo e diretto conflitto militare.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale quasi tutte le potenze vincitrici, sotto il profilo politico e militare, apparivano distrutte. Quelle che ne uscivano in maniera migliore, per motivi differenti, erano appunto Stati Uniti ed Unione Sovietica. L'elemento che maggiormente separava questi due colossi, al di là dei due sistemi (capitalista e comunista) su cui si reggevano, era la disparità economica.

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