Mappa concettuale – La Guerra Fredda
Italiano
Periodo post-Guerra Fredda
Letteratura
Letteratura mondiale della Guerra Fredda - Salvatore Quasimodo
Storia
Gli avvenimenti della Guerra Fredda
Geografia
La Cina
Scienze
Guerra Fredda nello Spazio - La Luna
Inglese
The Cold War - John Kennedy
Educazione tecnica
Energia Nucleare - Esplosione della Centrale Nucleare di Chernobyl
Educazione artistica
Pablo Picasso - Pop Art
Educazione musicale
Beatles - Bob Dylan
Scienze motorie
Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972
Alessia Cucchiara - Classe III° F - Anno scolastico 2012/2013
Istituto Comprensivo “Papa Giovanni XXIII” - Terrasini 1 24
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Mappa concettuale per la sintetizzazione degli argomenti
Guerra Fredda
Scienze
- Guerra Fredda nello Spazio.
- La Luna.
Italiano
- Il Periodo post-Guerra Fredda.
Letteratura
- Letteratura Mondiale della Guerra Fredda: Salvatore Quasimodo.
Storia
- Gli avvenimenti della Guerra Fredda.
Educazione tecnica
- Energia Nucleare;
- Esplosione della Centrale Nucleare di Chernobyl.
Geografia
- La Cina.
Inglese
- The Cold War;
- John Kennedy.
Educazione artistica
- Pablo Picasso;
- Pop Art.
Scienze motorie
- Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972.
Educazione musicale
- Beatles;
- Bob Dylan.
Italiano: Periodo post-Guerra Fredda
I cambiamenti apportati dalla Glasnost (Trasparenza) e dalla Perestrojka (Riforma) di Michail Gorbaciov ebbero una grande influenza sui rapporti tra l'URSS ed i suoi paesi satelliti. La volontà di limitare il “Rinnovamento” del sistema socialista, esclusivamente all’interno delle Repubbliche Sovietiche, si scontrò con i forti problemi economici e politici dei Paesi Comunisti dell'Europa Orientale. L'URSS (Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche) dovette rivedere i propri rapporti con i paesi dell'Est che, a causa della crisi economica degli ultimi anni, erano diventati un peso per la sua economia.
Questi cambiamenti superavano di gran lunga i piani della Perestrojka. I sei paesi che componevano il blocco socialista (Polonia, Germania Est, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria) assunsero posizioni differenti nei confronti delle riforme di Gorbaciov. Da un lato vi erano Polonia ed Ungheria dove governo e società erano determinati ad appoggiare il Rinnovamento proposto dal leader del Cremlino, sapendo che le riforme sarebbero andate ben oltre quelle tentate in Unione Sovietica. Dal lato opposto vi erano i governi di Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria e Germania Est che, senza il consenso popolare, avevano deciso di contrastare la Perestrojka e tutte le eventuali riforme che potevano mettere in pericolo la stabilità del loro sistema socialista.
Conseguentemente alle elezioni sovietiche del 1989, esplosero rivolte in quasi tutti i paesi del blocco comunista, infatti ora che la patria del socialismo si avviava a diventare un paese democratico, i regimi dittatoriali non avevano più ragion d'essere all'interno del blocco.
A partire dal “Crollo del Muro di Berlino” le azioni di protesta nei paesi dell'Europa Orientale si moltiplicarono, accelerando il moto riformatore. E così in Cecoslovacchia un forte movimento di protesta guidato da Václav Havel, in seguito a numerose manifestazioni, presentò un piano riformatore che il Partito fu costretto a prendere in considerazione, per cercare di salvare la situazione; alla fine del dicembre del 1989 Havel diventò il Presidente della Repubblica Cecoslovacca.
A Bucarest la rivolta invece fu molto violenta e portò alla fucilazione del leader Nicolae Ceausescu e di sua moglie, mentre a Sofia il Presidente Bulgaro Todor Zivkov fu costretto a dare le dimissioni. La velocità degli avvenimenti superò ogni previsione e Gorbaciov perse ogni controllo delle riforme nell'Europa Orientale e perfino all'interno del suo paese.
Attualmente, dopo la caduta dell'Unione Sovietica, la situazione della “Guerra Fredda” può essere considerata ormai superata. Tuttavia, durante gli anni successivi al 2000 si sono verificati alcuni episodi di contrapposizione tra USA e Russia, come ad esempio la Guerra in Iraq, che venne portata avanti nel 2003 da USA, Regno Unito e altri alleati (fra cui l'Italia) ed è stata vivamente osteggiata dalla Federazione Russa.
Attorno agli anni 2006 e 2007 i rapporti tra USA e Russia sono diventati ancor più tesi per questioni riguardanti lo Scudo Spaziale e il Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa. La proposta statunitense di installare basi di difesa missilistica a terra in Polonia e Repubblica Ceca, nonché la prospettata creazione di basi militari in Romania e Bulgaria ha visto una forte opposizione russa, la quale denunciò i piani statunitensi come violazione del Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa.
La situazione è culminata il 26 aprile 2007, quando il presidente russo Vladimir Putin annunciò l'intenzione di porre una interruzione al Trattato, fino a che tutti i paesi non lo avessero ratificato e avessero iniziato ad applicarlo. Nel dicembre 2007 la Duma (Assemblea Rappresentativa Russa) votò favorevolmente alla sospensione del trattato. Verso agosto 2007 la Russia, per la prima volta dallo scioglimento dell'Unione Sovietica, ha ripristinato su Europa, Pacifico e Atlantico voli strategici permanenti di aerei militari a lungo raggio.
Nell'agosto del 2008, a causa della guerra nell'Ossezia del Sud, i rapporti tra la Russia e il mondo occidentale, in particolar modo gli Stati Uniti, diventano ancora più tesi. Il 20 agosto 2008 la firma dell'accordo sullo scudo antimissile tra USA e Polonia crea ancora più tensione internazionale. Il giorno successivo Mosca annuncia l'intenzione di voler interrompere ogni collaborazione con la NATO.
Malgrado questi eventi negativi, l'ascesa alla Casa Bianca di Barack Obama e l'avvento della nuova politica estera americana hanno cominciato a ridistendere nuovamente i contatti fra le due superpotenze, tenuto conto che gli USA in questi ultimi anni sono stati impegnati nell’altro fronte della lotta contro il Movimento Terroristico Fondamentalista Islamico “Al Qaeda”, responsabile, tra l’altro, degli attacchi terroristici alle Torri Gemelle, al Pentagono ed alla Casa Bianca dell'11 Settembre 2001.
A tali massacri gli USA hanno risposto: con la Seconda Guerra del Golfo (2003), invadendo l'Irak ed arrestando il dittatore Saddam Hussein, condannato a morte per impiccagione nel 2006 con l'accusa di “crimini contro l'umanità” ed inoltre con l'uccisione di Osama Bin Laden, Leader di “Al Qaeda”, responsabile delle suddette stragi ed ucciso nel 2011 in Pakistan, in un conflitto a fuoco contro agenti segreti americani.
In questi ultimi mesi invece l’intero pianeta è in apprensione per un’altra Guerra Fredda degli Stati Uniti contro la Corea del Nord, che ha mosso gravi minacce di attacco nucleare contro gli Americani, i cui motivi hanno origini remote. Gli Stati Uniti sanno bene che le dichiarazioni della Corea del Nord non sono suffragate da un potere militare sufficiente a materializzare queste minacce, ma la tensione è in continuo aumento perché la situazione non va sottovalutata.
Tutto è iniziato alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando la Corea veniva divisa provvisoriamente in due stati: Corea del Nord occupata dai Russi (che l’avevano liberata dai Giapponesi) e Corea del Sud occupata dagli Americani. Le due superpotenze avrebbero dovuto ritirarsi nel giro di due anni e permettere che il paese si riunificasse. La Russia lo fece, gli Stati Uniti no, e così nel 1950 scoppiò la sanguinosa Guerra di Corea che durò tre anni e che si interruppe nel 1953 con la sconfitta della Corea del Nord, che firmò l’armistizio con gli USA.
Da allora i Nordcoreani chiedono continuamente ed insistentemente agli Stati Uniti:
- Un trattato di pace per porre fine alla guerra;
- La riunificazione delle due Coree;
- La fine dell’occupazione statunitense della Corea del Sud;
- Negoziati bilaterali tra Washington e Pyongyang per mettere fine alle tensioni.
Queste proposte sono state sempre rifiutate dagli USA, che ha grossi interessi economici e militari in Corea del Sud; anzi gli Americani hanno di recente effettuato simulazioni di attacco nucleare ai confini con la Corea del Nord, facendo alzare in volo bombardieri ed aerei da combattimento “invisibili”, provocando così la sopra citata reazione dei Nordcoreani.
Letteratura: Letteratura della Guerra Fredda - Salvatore Quasimodo
Letteratura Mondiale della Guerra Fredda. Nel periodo “caldo” della Guerra Fredda, grande rilievo ha assunto la letteratura russa, per merito di Aleksandr Solzenicyn e Varlam Salamov, i due principali autori che sono riusciti a raccontare magistralmente la terribile realtà dei Gulag (campi di concentramento della Siberia). Tra le loro opere “Arcipelago Gulag” di Solzenicyn è un saggio di narrativa sul terrificante utilizzo della giustizia politica nei campi di concentramento siberiani, al fine di mettere a tacere anche la più piccola forma di dissenso vera o presunta. “I Racconti della Kolyma” sono, invece, la dettagliata descrizione delle condizioni di vita, provate in prima persona da Salamov, all’interno del Gulag. Dalle pagine trasuda un realismo sconvolgente da raccontare, soprattutto, a futura memoria.
Di altro genere sono invece i romanzi incentrati sul Maccartismo (periodo americano di intenso sospetto anti-comunista) degli scrittori americani: Ray Bradbury (autore di “Fahrenheit 451”) e Norman Mailer (che scrisse “Il Parco dei Cervi”). Tale letteratura si avvicina molto a quella inglese di: Graham Greene (autore de “Il nostro Agente a L’Avana”), Ian Fleming (autore della serie dei romanzi di Guerra Fredda dell’Agente Segreto 007) e John Le Carrè, che si caratterizza, rispetto agli altri autori contemporanei, per un maggiore realismo sia tecnico che politico, forse dovuto alla sua lunga esperienza come agente segreto.
Egli dedica molta attenzione al sistema dei due blocchi contrapposti USA-URSS, all’interno del quale si muovono i personaggi. Tra i suoi romanzi: “Chiamata per il morto”, “La spia che venne dal freddo”, “La Casa Russia”.
Salvatore Quasimodo. Salvatore Quasimodo, il maggiore scrittore italiano, la cui produzione letteraria è contemporanea alla Guerra Fredda, nasce a Modica, in provincia di Ragusa, il 20 Agosto 1901 e trascorre gli anni dell'infanzia in piccoli paesi della Sicilia seguendo il padre Gaetano, Capostazione delle Ferrovie dello Stato. Dopo il tremendo terremoto del 1908 si trasferisce a Messina dove il padre è chiamato per riorganizzare la locale stazione: inizialmente sono i vagoni ferroviari la loro dimora, come accaduto per molti altri superstiti; questa esperienza tragica e precoce lascerà un profondo segno nell'animo del poeta.
Nella città dello Stretto Salvatore Quasimodo si diploma nel 1919, nella Sezione Fisico-Matematica dell'Istituto Tecnico "Jaci", e comincia a scrivere versi che pubblica su riviste locali. Poi lascia la Sicilia e si stabilisce a Roma dove continua a scrivere versi e studia il latino ed il greco presso Monsignor Rampolla del Tindaro, nello Stato del Vaticano.
Nel 1926 viene assunto al Ministero dei Lavori Pubblici e assegnato al Genio Civile di Reggio Calabria. L'attività di geometra, per lui faticosa e del tutto estranea ai suoi interessi letterari, sembra però allontanarlo dalla poesia.
Tuttavia il riavvicinamento alla Sicilia fa sì che Quasimodo riprenda i versi del decennio romano, per rivederli e aggiungerne di nuovi.
Nel 1929 si reca a Firenze dove il cognato Elio Vittorini lo introduce nell'ambiente della rivista "Solaria", facendogli conoscere i suoi amici letterati, tra cui Montale, che intuiscono presto le doti del giovane siciliano. Nel 1930 esce "Acque e Terre", il primo libro della storia poetica di Quasimodo, accolto con entusiasmo dai critici, che salutano la nascita di un nuovo poeta. Nel 1932 Quasimodo vince il “Premio dell'Antico Fattore” e nello stesso anno esce la raccolta di poesie "Oboe Sommerso". Nel 1934 si trasferisce a Milano, dove viene accolto in una società letteraria, di cui fanno parte poeti, musicisti, pittori e scultori.
Nel 1936 pubblica "Erato e Apòllion" con cui si conclude la fase ermetica della sua poesia. Nel 1938 lascia il suo lavoro presso il Genio Civile e inizia l'attività editoriale come segretario di Cesare Zavattini, il quale più tardi lo farà entrare nella redazione del settimanale "Il Tempo". Quell’anno esce la prima importante raccolta antologica "Poesie". Nel 1941 gli era stata concessa, per chiara fama, la cattedra di Letteratura Italiana presso il Conservatorio di musica "Giuseppe Verdi" di Milano. Quasimodo vi insegnerà fino all'anno della sua morte e nel 1942 esce "Ed è subito sera".
Durante la 2° guerra mondiale, nonostante mille difficoltà, Quasimodo continua a lavorare instancabilmente: mentre continua a scrivere versi, traduce dal latino parecchi Carmina di Catullo, parti dell'Odissea, Il Fiore delle Georgiche, il Vangelo secondo Giovanni, Edipo Re di Sofocle (lavori che vedranno la luce dopo la guerra). Quasimodo porterà avanti questa attività di traduttore anche negli anni successivi. Tra le sue numerosissime traduzioni: Ruskin, Eschilo, Shakespeare, Molière, e ancora Cummings, Neruda, Aiken, Euripide, Eluard (quest'ultima uscita postuma). Nel 1947 esce la sua prima raccolta del dopoguerra "Giorno dopo giorno" e nel 1949 viene pubblicato "La vita non è un sogno", ancora ispirato alla Resistenza.
Nel 1950 Quasimodo riceve il premio “San Babila” e nel 1953 il premio “Etna-Taormina”. Nel 1954 esce "Il falso e vero verde", un libro di crisi, con cui inizia una terza fase della poesia di Quasimodo, che rispecchia un mutato clima politico. Dalle tematiche prebelliche e postbelliche si passa a poco a poco a quelle del consumismo, della tecnologia, del neocapitalismo, tipiche di quella "civiltà dell'atomo" che il poeta denuncia. Il linguaggio ridiventa complesso, più ruvido e suscita perplessità in quanti vorrebbero il poeta sempre uguale a se stesso. Segue nel 1958 una “Antologia della Poesia Italiana del Dopoguerra” e nello stesso anno il poeta compie un viaggio in URSS, nel corso del quale viene colpito da infarto, cui segue una lunga degenza all'ospedale Botkin di Mosca.
Il 10 dicembre 1959, a Stoccolma, Salvatore Quasimodo riceve il premio Nobel per la Letteratura e nel 1960 l'Università di Messina gli conferisce la “Laurea Honoris Causa” oltre alla cittadinanza onoraria. La sua ultima opera "Dare e Avere" è del 1966: si tratta di una raccolta che è un bilancio della propria vita, quasi un testamento spirituale (il poeta sarebbe morto appena due anni dopo).
Infine nel 1967 è l'Università di Oxford a conferirgli la “Laurea Honoris Causa”.
Colpito da ictus ad Amalfi, dove si trovava per presiedere un premio di poesia, Quasimodo muore il 14 Giugno 1968, sull'auto che lo sta accompagnando a Napoli. Le opere del Poeta, Premio Nobel per la Letteratura, sono tradotte in quaranta lingue e studiate in tutti i Paesi del mondo.
Dopo le tragiche esperienze delle due guerre mondiali, Salvatore Quasimodo vive la sua maturità letteraria negli anni della “Guerra Fredda” della quale, nel ricordo degli atroci precedenti, ne percepisce il pericolo, che essenzialmente emerge nella sua poesia “Uomo del mio tempo”, la quale manifesta l’immutabilità della natura umana, rimasta uguale a quella dell’uomo «della pietra e della fionda», fatta di istinti, di pulsioni, di sentimenti e di egoismo.
Essa è rimasta uguale fino a oggi, anche se la scienza ha fatto passi da giganti ed ha perfezionato le armi che portano la morte ai fratelli. Alcuni uomini, presi dalla volontà di potenza, ancora oggi scatenano guerre che portano lutti e sofferenza alle popolazioni civili. La civiltà ha solo mutato le condizioni di guerra: dalla fionda si è passati ai carri armati, agli aerei ed ai missili che seminano la morte.
L’uomo del nostro tempo, afferma il poeta, ha perduto ogni apprezzamento dei fratelli e ha dimenticato la solidarietà e la religione che lo trattengono dalla violenza. E rimasto uguale a Caino che, attratto il fratello in un campo, lo ha ucciso. Di fronte alla menzogna e all'inganno i giovani di oggi, ossia i figli, farebbero bene a rinnegare i padri che portano la guerra: le loro tombe giacciono in una terra desolata, gli avvoltoi rodono il loro cuore e il vento sparge nell’aria l’odore dei loro cadaveri.
È l’affermazione della crudeltà dell’uomo, che a distanza di tanti secoli è rimasto uguale a se stesso: primitivo, feroce, bestiale, crudele, istintivo, irriflessivo, selvaggio, spietato, al pari di quando per uccidere si serviva di strumenti approssimativi. Il progresso della civiltà non è servito a farne un uomo migliore e oggi si costruiscono armi sempre più intelligenti, destinate alla distruzioni di interi popoli.
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