Istituto tecnico industriale statale
“Dionigi Scano”
Indirizzo: costruzioni aeronautiche
Classe: 5^B
Alunno: Usai Maurizio
Il mondo bipolare
Anno scolastico 2013/2014
Indice
- Introduzione pg. 1
- Due blocchi contrapposti: la guerra fredda pg. 1
- Hermann Hesse: il punto di vista tedesco pg. 3
- Le grandi innovazioni: i motori a getto pg. 5
- Il ciclo Brayton-Joule pg. 7
- New communication rules: the ICAO phonetic alphabet pg. 8
- Matematici e strategia: John Nash pg. 9
Introduzione
Il periodo storico che coincide con la costituzione del cosiddetto “mondo bipolare” fu caratterizzato non solo dalla corsa alla modernizzazione e alla supremazia nel campo tecnologico, ma anche dall'utilizzo di strategie belliche e diplomatiche che altro non portarono se non tensioni sia internazionali sia interne ai due blocchi.
Paesi come la Corea e l'Afghanistan e città come Berlino furono vittima dello strapotere di USA e URSS e della concreta impossibilità di cominciare un conflitto diretto che avrebbe portato a nuove ostilità su scala mondiale.
I governi si impegnarono ad ideare strategie che non verranno mai messe in atto, coinvolgendo alcune tra le menti più brillanti del tempo e conosciute ancora oggi.
Le innovazioni in campo aeronautico furono notevoli e finalizzate all'ideazione di un metodo di trasporto straordinario e definitivo, in grado di garantire viaggi economici e sicuri ma che, al contempo, fosse facilmente utilizzabile in campo militare garantendo la supremazia aerea.
Tali innovazioni richiesero ovviamente una maggiore organizzazione ai fini della sicurezza e portarono allo sviluppo di nuovi standard di comunicazione utilizzati ancora oggi.
Due blocchi contrapposti: la guerra fredda
Con l'espressione “guerra fredda” si indica la contrapposizione che venne a crearsi, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, fra due blocchi internazionali:
- Gli Stati Uniti d'America, gli alleati della NATO ed i paesi amici;
- L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, gli alleati del patto di Varsavia ed i paesi amici.
La denominazione “guerra fredda” deriva dal fatto che le tensioni fra i due blocchi non sfoceranno mai in uno scontro militare ma assumeranno la forma di una competizione nei campi ideologico, culturale, spaziale, sportivo, economico e soprattutto bellico.
La fase critica della guerra fredda può essere identificata tra gli anni ‘50 e gli anni ’70, poiché, nel periodo successivo, entrambi i blocchi avevano raggiunto un tale potenziale bellico che la situazione non mostrava altra via d'uscita se non quella di procedere allo smantellamento di parte degli armamenti.
Tuttavia la fine delle tensioni viene identificata con la caduta del muro di Berlino nel 1989 e la successiva dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991.
La maggior parte della guerra fredda si svolse quindi con alcune metodologie condivise da entrambi i blocchi:
- Un largo utilizzo della diplomazia al fine di evitare conflitti armati e, nel caso peggiore, una pericolosa guerra nucleare;
- L'utilizzo dei servizi segreti e quindi di una guerra sotterranea che ben poco influenzò l'opinione pubblica ma che produsse più vittime in relazione alla totalità del conflitto.
- Il sovvenzionamento delle cosiddette “nazioni surrogate” alle quali i due blocchi internazionali fornivano aiuti generalmente di tipo militare.
Di fatto i rapporti tra USA e URSS non si interruppero mai durante tutto il periodo della guerra fredda, nel 1963 entrò in funzione la “linea rossa”, il collegamento telefonico tra Washington e Mosca.
Solo in alcuni casi le tensioni sfociarono in veri e propri conflitti:
- La guerra di Corea (1950-1953);
- L'invasione dell'Afghanistan (1979-1989);
- La guerra del Vietnam (1960-1975);
Dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale il Giappone perderà il controllo della Corea, permettendo l'intervento dell'Unione Sovietica e degli USA (1950-1953), che divideranno il territorio attraverso l'istituzione della ZDC, la “zona demilitarizzata coreana”.
Il conflitto non fece altro che indebolire i due blocchi e portò ad un armistizio poco condiviso soprattutto dalla Corea del Nord, che nel 2009 deciderà di ritirarsi dal trattato.
Sia durante il conflitto che nelle fasi successive, gli Stati Uniti intensificheranno la lotta contro i paesi socialisti: fu firmato il trattato di pace con il Giappone, il Patto di sicurezza con Australia e Nuova Zelanda, si iniziò il riarmo della Germania e vennero concessi aiuti economici a Spagna e Jugoslavia.
Dal 1979 al 1989 l'Unione Sovietica manifestò il proprio interesse nell'appoggiare la Repubblica Democratica dell'Afghanistan, inviando contingenti di truppe e ingenti quantità di aeromobili.
La situazione fu sfruttata dai guerriglieri mujaheddin, schierati già da tempo contro l'RDA.
Inizialmente lo scopo degli Stati Uniti era quello di prolungare il conflitto, così da indebolire l'URSS dal punto di vista economico: il metodo migliore era quello di fornire fondi ed assistenza a patto che questi non potessero essere ricollegati agli USA.
Successivamente l'amministrazione americana si pose l'obiettivo di abbattere il governo comunista afghano, fornendo ai guerriglieri non solo fondi ma anche addestramento ed armi che capovolgeranno l'esito del conflitto.
L'Unione Sovietica sarà costretta a ritirarsi dall'Afghanistan, mentre la guerra civile proseguirà fino al 1992.
La guerra del Vietnam, iniziata nel 1960, vide contrapporsi i governi filo-comunista e filo-americano, con scontri concentrati principalmente nel Vietnam del Sud.
Dal 1965 al 1972 gli Stati Uniti intervennero contro gli atti terroristici a danno del governo del Vietnam del Sud, arrivando a fornire 550.000 soldati ed un ampio supporto aereo e navale.
Intanto l'Unione Sovietica forniva ingenti quantitativi di armamenti ed il suo appoggio diplomatico all'esercito regolare del Vietnam del Nord, costringendo gli USA al ritiro dalla guerra già nel 1973 e favorendo la caduta di Saigon del 1975.
Durante tutta la guerra fredda la società americana visse un periodo di grande tensione, caratterizzato da una continua preoccupazione verso una possibile guerra nucleare e la necessità di prepararsi, arrivando a costruire persino rifugi antiatomici personali.
Il clima portò alla condanna di tutte le possibili “influenze comuniste”, anche a danno dei singoli individui; scrittori, giornalisti e registi dovettero quindi tenere un comportamento “politicamente corretto”.
Nonostante la vittoria derivata dal secondo conflitto mondiale, l'URSS attraversò una profonda crisi economica dovuta ai danni provocati dal conflitto; la risposta dello stato fu quella di rafforzare il controllo sull'economia, favorendo gli strati più bassi della società ma al contempo penalizzando la qualità della produzione.