Estratto del documento

"Il potere non è qualcosa che si acquista, si strappa o si condivide, qualcosa che si conserva o che si lascia sfuggire; il potere si esercita a partire da innumerevoli punti e nel gioco di relazioni disuguali e mobili" Michel Foucault.

Ho scelto questo argomento per la mia tesi, perché quando mi guardo attorno, nel mondo di oggi, mi trovo circondata da molte forme di potere, sia nell'accezione positiva che in quella negativa.

Per "potere" generalmente si intende la capacità di prendere decisioni su altre persone che le subiscono.

Questa definizione mi riporta alla mente la figura del dittatore, che, nel mondo occidentale, ha avuto la sua massima espressione nel nazifascismo.

Del potere però ho deciso di descrivere in maniera più ampia l'aspetto socio-economico-sociale.

Questi elementi sono interrelati tra loro in maniera indiscutibile.

Il mondo in cui viviamo è infatti basato sulla collaborazione di un vasto numero di gruppi, istituzioni, persone; ma affinché tutto possa funzionare bene è necessario che il "potere" imponga la sua obbedienza, applicando sanzioni a chi non rispetta le regole.

Così, dopo essere partita dalla riflessione su "come non dovrebbe essere il potere", ho ragionato su "come esso concretamente funziona", sulla capacità e possibilità di dirigere persone, contare su risorse umane e materiali e disporre di un apparato burocratico. Marika Amodeo

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Percorso di studi

Tecnica

Informatica

Ragioneria matematica

Scienze delle finanze: il potere nelle sue sfaccettature

Inglese

Diritto: storia italiana

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Indice

Percorso di studi..........................................................................................pag. 3

Il Nazifascismo..........................................................................................pag. 4

  • Il Fascismo..........................................................................................pag. 4
  • Il Nazismo...........................................................................................pag. 5

L'Ermetismo...............................................................................................pag. 6

  • Ungaretti.........................................................................da pag. 7 a pag. 9
  • Montale...........................................................................da pag.10 a pag. 14

Lo Stato................................................................................da pag. 15 a pag.20

The United Kingdom...........................................................da pag.21 a pag.22

Le spese pubbliche .............................................................da pag.23 a pag.25

Le entrate pubbliche (Imposte)..........................................da pag.26 a pag.28

  • Gli elementi e la classificazione delle imposte..............da pag. 29 a pag. 34

Il bilancio d'esercizio........................................................da pag.35 a pag. 38

Le autorità creditizie........................................................da pag. 39 a pag. 41

Il sistema informativo aziendale

(Cenni di Database e database in rete).........................da pag.42 a pag. 49

La ricerca operativa.......................................................da pag.50 a pag. 51

I problemi di scelta........................................................da pag.52 a pag. 54

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Il Nazifascismo

Nazifascismo è un termine politico e storiografico con il quale vengono designati il fascismo italiano, nato nel 1919 che si è diffuso e consolidato al potere agli inizi degli anni venti in Italia, ed il nazionalsocialismo (nazismo) tedesco, imitatore sotto molti aspetti del fascismo, che nasce in Germania nel 1920 ma si diffonde solo nel decennio successivo arrivando al potere nel 1933.

A livello storico il termine viene utilizzato indicando il periodo dell'alleanza italo-tedesca, ma è stato e viene utilizzato per definire le forze fasciste e naziste durante l'ultima fase della seconda guerra mondiale. Se il fascismo è potuto iniziare a realizzarsi solo dopo la presa al potere da parte di Mussolini nel 1922, il nazismo ha dovuto aspettare il 1933 ad Adolf Hitler per poter esprimere le proprie potenzialità.

Sia il fascismo che il nazionalsocialismo ed i regimi cui hanno dato vita, presentano alcuni elementi comuni:

  • La forma dittatoriale del governo;
  • La concezione totalitaria dello stato, molto più accentuata nel nazismo che nel fascismo;
  • L'esaltazione dell'identità nazionale;
  • La collaborazione di classe (corporativismo), in antitesi con la lotta di classe;
  • Il razzismo biologico nel caso del nazismo, una differente forma di razzismo storico-culturale da parte del fascismo.

Fascismo

Il fascismo ha dato vita a un tipo di Stato totalitario che ha caratterizzato l'Italia dal 1925 fino al 1945.

L'avvento al potere è avvenuto infatti nel 1922, anche se il fascismo assume caratteristiche propriamente dittatoriali solo nel 1925. Pur se la dittatura mussoliniana cadde nel 1943, per mano di un gruppo di gerarchi appoggiati dalla casa reale, il movimento fascista si concluse definitivamente nel 1945, con il crollo della Repubblica Sociale Italiana.

L'Italia fascista è stata caratterizzata dal mantenimento di una forma di governo monarchico, con un rispetto formale delle prerogative della casa reale e un'esautorazione della stessa e del Parlamento. Nella realtà il potere è stato infatti detenuto in massima parte da Benito Mussolini e, su suo mandato, da un ristretto numero di gerarchi.

Il Duce, come veniva chiamato il fondatore del fascismo, si è fatto promotore di una politica estera imperialista che ha portato l'Italia alla conquista dell'Etiopia e dell'Albania e, successivamente, alla seconda guerra mondiale. In politica interna si è avuto una graduale affermazione dell'autarchia e del corporativismo.

Questi, e più in generale la politica economica fascista, avevano l'obiettivo di eliminare i conflitti e la lotta di classe in ottica di collaborazione interclassista.

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Nazismo

Il Nazismo (abbreviazione del termine nazionalsocialismo) nasce nella prima metà degli anni venti e raggiunge il potere in Germania grazie alla fuga del proprio fondatore e capo carismatico, Adolf Hitler. Egli ed il suo partito hanno governato il popolo tedesco dal 1933 al 1945, cioè fino alla conclusione, in Europa, della seconda guerra mondiale. Il totalitarismo nazista si è ispirato al fascismo, per poi esercitare a sua volta una notevole influenza sul regime mussoliniano.

Il nazismo è stato caratterizzato da una politica estera particolarmente aggressiva ed espansionistica che, dopo i successi iniziali, ha avuto come epilogo la distruzione e lo smembramento della Germania al termine della seconda guerra mondiale.

In politica interna il regime fu caratterizzato da un appoggio prestato al grande capitale che a sua volta aveva finanziato l'ascesa di Hitler al potere. La politica economica del regime è stata caratterizzata da forti investimenti nelle infrastrutture pubbliche, da una nazionalizzazione dei grandi complessi bancari e finanziari e da forti investimenti per l'abbattimento della disoccupazione.

Sia in Germania che nelle zone conquistate sono state introdotte delle politiche basate sul razzismo biologico nei confronti di popoli considerati inferiori o inassimilabili (come ebrei e zingari) e di fasce ben definite considerate dal nazismo dannose (come ad esempio omosessuali ed affetti da malattie mentali).

L'Ermetismo

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L'ermetismo nasce intorno agli anni venti, precisamente durante il ventennio fascista, esaurendosi nel secondo dopoguerra sotto lo svilupparsi del Neorealismo. In questo nuovo movimento si realizza un rinnovamento del linguaggio, che appare diverso e svincolato dagli schemi tradizionali della poesia. Il termine deriva da Ermete o Mercurio, il dio delle scienze occulte, ed è stato coniato nel 1936 da Francesco Flora, adoperandolo in senso dispregiativo per indicare la nuova poesia e indicare una poesia pura e fuori dagli schemi. Il compito della poesia ermetica era di estrapolare l'essenza segreta del reale, scoprendo i lati più nascosti dell'animo umano e delle cose. La poesia ermetica interpreta una poesia spirituale nuova, legata alle vicende storiche italiane (prima guerra mondiale, dopoguerra, fascismo, ecc.), ed esprime il disagio dell'uomo sui problemi della società. I temi più frequenti sono: il senso di solitudine di un mondo ostile, l'angoscia che deriva dal non capire il significato della vita, l'impossibilità di stabilire un rapporto armonioso con l'universo e con le persone.

Nonostante i suoi limiti, la poesia ermetica è molto importante nella storia, perché ha messo la letteratura italiana a contatto con la letteratura europea, diventando anch'essa una testimonianza della crisi spirituale dell'Italia e dell'Europa tra le due guerre. Ha contribuito, inoltre, a liberare la poesia italiana dai residui della retorica tradizionale, ancora vivi nelle opere di Carducci, Pascoli e D'Annunzio.

Per quanto riguarda i contenuti, questo nuovo tipo di poesia rifiuta la concezione oratoria della poesia intesa come elemento che celebra elementi esemplari (la religione, la patria, la storia, ecc.) e porta avanti gli ideali di una poesia pura, libera cioè non solo dalle forme metriche tradizionali, ma anche da ogni finalità pratica, didascalica, ecc. Quindi la metrica tradizionale viene superata, con la nascita del verso libero, e la punteggiatura viene abolita o ridotta al minimo. Si tratta di una poesia nuova, diversa non solo da quella ottocentesca ma anche dalla recente esperienza dei crepuscolari, i quali avevano reso la poesia umile, prosastica e discorsiva.

Il motivo centrale della nuova poesia è il senso della solitudine disperata dell'uomo moderno: infatti perduta la fede negli antichi valori, egli non ha più certezze a cui legarsi saldamente, in un mondo incomprensibile, sconvolto dalle guerre. Di conseguenza si ha una visione della vita sfiduciata e desolata, senza delle illusioni.

Ad appesantire il senso della solitudine e del mistero ci sono altri elementi, che sono anch'essi i temi della nuova poesia: l'incomunicabilità, cioè l'incapacità di avere un colloquio o un rapporto fiducioso e aperto con gli altri; l'alienazione, cioè il sapere di essere ridotti ad un ingranaggio nella moderna civiltà di massa, strumentalizzati per fini più o meno distanti; la frustrazione, cioè la coscienza del contrasto tra una realtà quotidiana sempre banale e deludente e l'idea di una vita diversa, intuita ma irrealizzabile.

Dei temi così desolati non possono essere espressi con un linguaggio e delle forme che caratterizzavano la poesia romantica e positivistica, che aveva carattere oratorio ed esortativo, proprio perché aveva miti e certezze da proporre. Quindi i poeti ermetici vanno alla ricerca di nuove forme che meglio rispecchiavano il loro stato d'animo, e le trovano nelle parole essenziali, scabre, secche, che esprimono la condizione di chi si chiude su se stesso e scopre la propria angoscia esistenziale.

Caratteristica della poesia ermetica è l'uso frequente dell'analogia e della sinestesia. L'analogia è l'accostamento immediato di due immagini, situazioni, nato su un rapporto di somiglianza o di uguaglianza.

Nella poesia tradizionale l'analogia viene espressa attraverso una similitudine, che veniva introdotta con delle particelle correlative, ad esempio "come... così...". I nuovi poeti eliminano queste particelle correlative e uniscono insieme nell'analogia i due concetti. Un esempio può essere, tratto da Ungaretti: sono pioggia di nube, cioè mi sento fresco e leggero come la pioggia che in primavera scende da una nuvola chiara.

La sinestesia, che simultaneamente significa "percezione simultanea", è l'accostamento di sensazioni diverse avvertite simultaneamente. Un esempio famoso è di Baudelaire: "Vi sono profumi freschi come carni di bambini, dolci come gli oboi, verdi come le praterie". In queste parole sono accostate contemporaneamente le sensazioni olfattive (i profumi), sensazioni tattili (le carni fresche dei bambini), sensazioni uditive (il dolce suono degli oboi), sensazioni visive (il verde delle praterie), unite e percepite nello stesso momento.

La poesia ermetica, per l'arditezza e la celebrità delle analogie e il linguaggio spesso oscuro e involuto, restò e resta tuttora di difficile comprensione per il grosso pubblico e presenta una sostanziale aridità spirituale, perché è estranea agli interessi umani, civili e sociali delle grandi masse. Ecco perché con la fine della guerra, con l'ingresso sulle scene della storia delle grandi masse popolari, essa è andata gradatamente indebolendosi fino alla scomparsa quasi del tutto.

Giuseppe Ungaretti

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Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d'Egitto il 10 febbraio 1888 da genitori toscani (precisamente della provincia di Lucca). La madre, dopo la morte del padre, porta avanti la gestione del forno di proprietà, con il quale garantisce gli studi al figlio, che può iscriversi in una delle scuole più prestigiose di Alessandria.

L'amore per la poesia nasce proprio durante il periodo scolastico e si intensifica grazie alle amicizie nate nella città egiziana. In questi anni, attraverso una rivista francese e una italiana, si avvicina alla letteratura francese e a quella italiana: inizia così a leggere le opere di Leopardi e Baudelaire. Nel 1906 conosce Enrico Pea con il quale condivide l'esperienza della "Baracca Rossa", un deposito di marmi e legname dipinto di rosso che è diventato punto di incontro per anarchici e socialisti. Nel 1912, dopo un breve periodo trascorso al Cairo, lascia l'Egitto per trasferirsi a Parigi. Nel tragitto vede per la prima volta l'Italia. A Parigi frequenta per due anni le lezioni del filosofo Bergson in un college francese. In Francia Ungaretti elabora tutte le sue esperienze, perfezionando le sue conoscenze letterarie e il suo stile poetico. Dopo qualche pubblicazione su Lacerba, decide di partire volontario in guerra. Nel 1915, poco dopo aver pubblicato su alcune riviste le prime poesie, viene chiamato in guerra come soldato semplice: prima combatte sul Carso e poi, nel 1918, sul fronte francese. Intanto nel 1916 esce il suo primo libro, in ottanta copie, con il titolo "Il porto sepolto" (un'edizione del 1923 porta la prefazione di Mussolini, testimonianza dell'adesione di Ungaretti al fascismo, inteso come movimento rivoluzionario e rigenerativo). Nel gennaio del 1917 a Santa Maria la Longa scrive la nota poesia "Mattina". Nella primavera del 1918 va a combattere in Francia, nella zona di Champagne, con il reggimento al quale apparteneva (19° reggimento di fanteria). Al termine della guerra il poeta rimane a Parigi prima come corrispondente di un giornale, poi come impiegato all'ufficio stampa dell'ambasciata italiana. Nel 1919 viene stampato "Allegria di naufragi", che raccoglie anche le poesie de "Il porto sepolto".

Nel 1920 sposa Jeanne Dupoix, dalla quale poi avrà due figli, Anna Maria, detta Ninon (nata nel 1925) e Antonietto (nato nel 1930). Nel 1921 si trasferisce a Roma dove vive e lavora come giornalista. Gli anni venti hanno segnato per il poeta un cambiamento nella vita privata e culturale. Egli aderisce al fascismo, firmando il Manifesto degli intellettuali fascisti. In questi anni svolge un'intensa attività su diversi quotidiani e riviste francesi; fa diversi viaggi sia in Italia sia all'estero, ottenendo nel frattempo diversi riconoscimenti di carattere ufficiale, come il Premio del Gondoliere. Nel 1931 ha l'incarico di inviato speciale per la Gazzetta del Popolo e si reca in Egitto, in Corsica e nell'Italia meridionale, raccogliendo il frutto delle sue esperienze vissute in "Il povero nella città". Nel 1933 esce "Sentimento del tempo" e raggiunge il massimo della sua fama. Successivamente si trasferisce in San Paolo del Brasile dove vive per circa cinque anni e insegna lingua e letteratura italiana all'università. Torna in Italia e nel 1942 viene nominato Accademico d'Italia e nominato professore di letteratura italiana contemporanea all'università di Roma. Riceve, a partire soprattutto dagli anni Cinquanta, molti riconoscimenti e molte lauree honoris causa da molte università italiane e straniere. Escono nel frattempo altre opere; tra queste abbiamo la produzione poetica "La terra promessa" e "Il taccuino del vecchio". A partire dal 1942 l'editore Mondadori ripubblica le opere di Ungaretti con il titolo "Vita di un uomo". Il poeta muore a Milano nella notte tra l'1 e il 2 giugno del 1970, all'età di ottantadue anni.

Ai funerali non partecipa nessuna rappresentanza ufficiale dello stato.

Le opere

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Le sue poesie riflettono l'evoluzione della poetica di Ungaretti, che si definisce "uomo di pena" e successivamente "uomo di fede": dall'angoscia esistenziale, che deriva dal senso del dolore, alla fede rasserenatrice in Dio; dalla concezione di "uomo di pena" a quella di "uomo di fede". Questo spiega il titolo "Vita di un uomo", che Ungaretti ha voluto dare alla raccolta definitiva delle sue opere.

La concezione della poesia viene intesa come ricerca dell'autenticità dell'essere, che richiede un'espressione adeguata a quest'idea. Ungaretti la individua nella parola nuda, scarna, portata alla purezza e alla freschezza delle origini, quando l'uomo dava i nomi alle cose con il senso immediato del suo intimo rapporto con queste.

Svolgimento dei contenuti e delle forme

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Sintesi

Introduzione tesina sul potere

Ho scelto questo argomento per la mia tesina, perché quando mi guardo attorno, nel mondo di oggi, mi trovo circondata da molte forme di potere, sia nell'accezione positiva che in quella negativa. Per "potere" generalmente si intende la capacità di prendere decisioni su altre persone che le subiscono.

Questa definizione mi riporta alla mente la figura del dittatore, che, nel mondo occidentale, ha avuto la sua massima espressione nel nazifascismo. Del potere però ho deciso di descrivere all'interno della mia tesina di maturità in maniera più ampia l'aspetto socio-economico-sociale. Questi elementi sono interrelazionati tra loro in maniera indiscutibile.

Il mondo in cui viviamo è, infatti, basato sulla collaborazione di un vasto numero di gruppi, istituzioni, persone; affinché tutto possa funzionare bene è necessario che il "potere" imponga la sua obbedienza, applicando sanzioni a chi non rispetta le regole. Così, nella tesina, dopo essere partita dalla riflessione su "come non dovrebbe essere il potere", ho ragionato su "come esso concretamente funziona", sulla capacità e possibilità di dirigere persone, contare su risorse umane e materiali e disporre di un apparato burocratico.

Come dice Michael Foucault: "Il potere non è qualcosa che si acquista, si strappa o si condivide, qualcosa che si conserva o che si lascia sfuggire; il potere si esercita a partire da innumerevoli punti e nel gioco di relazioni disuguali e mobili".

Collegamenti

Tesina sul potere

  • Storia - Il nazifascismo.
  • Italiano - Ermetismo, Montale, Ungaretti.
  • Diritto - Lo Stato.
  • Inglese - The United Kingdom.
  • Scienza delle finanze - Entrate e spese pubbliche (imposte).
  • Ragioneria - Il bilancio d'esercizio.
  • Tecnica aziendale - Le autorità creditizie.
  • Informatica - Il sistema informatico aziendale (Database e Database in rete).
  • Matematica - La ricerca operativa: i problemi di scelta.
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