Sylvia Plath
Introduzione
È difficile spiegare il legame che mi lega a S. P., il primo incontro avvenne due anni fa quasi per caso e l’attrazione fu immediata. Le sue parole mi rispecchiavano in un modo che mi spaventava e affascinava al tempo stesso.
Per tutta la vita ho dovuto lottare contro il sentimento di inadeguatezza, di malinconia, di solitudine e per la prima volta ho realizzato di non essere sola. Tutti in qualche modo pensiamo di essere diversi, e ascoltando le persone ho imparato molte cose. Ho aperto gli occhi e mi sono resa conto che tutti abbiamo un demone interiore, piccolo o grande che sia.
Sylvia non ha mai rifiutato questa parte di sé, pur
« Dio la vita non è proprio altro che solitudine, malgrado tutti gli oppiacei, malgrado la stridula posticcia allegria delle feste senza scopo, malgrado il sorriso falso che tutti indossiamo.
E quando infine trovi qualcuno in cui senti di poter riversare la tua anima, ti blocchi di colpo davanti alle tue stesse parole – le hai tenute così dentro così a lungo, contratte nel buio, che sono ormai sbiadite, brutte, banali e fiacche.
Si c’è l’allegria, l’autorealizzazione, lo stare insieme: ma la solitudine dell’anima nella sua spaventosa autoconsapevolezza è
Vita e opere
Cenni biografici
- 1932 Nasce a Boston.
- 1940 Il padre muore di diabete.
- 1950 Pubblica il primo racconto ed entra allo Smith College con tre borse di studio.
- 1953 Partecipa allo stage presso «Mademoiselle» (New York), a fine estate tenta il suicidio.
- 1956 Conosce Ted Hughes, qualche mese dopo si sposano.
- 1959 Conosce Anne Sexton e scopre di essere incinta.
- 1960 Nasce Frieda R. Plath e viene pubblicato «The Colossus and other poems».
- 1962 Nasce il secondo figlio, Nicholas Farar. Ted tradisce Sylvia, che dopo la separazione pubblica «Ariel».
- 1963 Pubblica «The Bell Jar». Si suicida.
Opere
Pubblicazioni:
- «The Colossus And Other Poems»
- «The Bell Jar»
Pubblicazioni postume:
- «Ariel»
- «Johnny Panic and the Bible of Dreams»
- «Letters Home»
- «Diaries»
Perfezionismo
Il foglio bianco è per Sylvia fonte di angoscia. Era attratta dalla perfezione fino al disumano, e ogni volta che il suo modello di perfezione si traduceva nell’impossibilità di concretizzarlo cadeva in stati di depressione.
«Voglio scrivere perché ho bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazioni della vita»
La scrittura è il mezzo che adotta contro la paura di impazzire, attraverso cui cerca di ritrovare la sua identità. Ella appare vittima del proprio perfezionismo dal punto di vista stilistico (rigore assoluto) ma anche dei canoni estetici.
Ruolo della donna
Contesto storico
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