Tesina di 3° media
A.S. 2012/2013
Il patriottismo nel Romanticismo
Arte
Il Romanticismo
Il Romanticismo nacque in Germania e si diffuse in Europa abbracciando tutte le forme artistiche: la letteratura, la musica, il teatro, la pittura, la scultura, l’architettura.
Rifiutando la cultura neoclassica, giudicata troppo fredda e razionale, proponeva nuovi valori quali:
- Il sentimento, la spiritualità, l’emotività e la fantasia;
- La creatività libera da qualsiasi regola imposta;
- L’amore per la patria, che esorta all’impegno civile e alla lotta per l’indipendenza nazionale;
- La ricerca dell’identità nazionale attraverso il recupero delle proprie radici culturali.
Architettura
Gli avvenimenti storici che sconvolsero l’Europa dell’Ottocento crearono una forte spinta alla costruzione di un’identità nazionale. Francia, Germania e Inghilterra ricercarono le proprie origini nel Medioevo riscoprendo il Gotico, riconosciuto come la radice della propria cultura.
Nacque il Neogotico o Gothic Revival che si sviluppò principalmente nei paesi nordici. In Italia tale ispirazione si espresse nel Neoromantico, considerato un linguaggio tipicamente nazionale, diversamente dal Gotico, ritenuto di provenienza straniera.
Il desiderio di recuperare monumenti antichi, deteriorati e mutilati nel tempo, spinse gli architetti a ricercare i metodi per restaurare gli edifici storici. Contemporaneamente alla costruzione di edifici nuovi in stile Gotico furono attuati interventi di restauro interpretativo, nel corso dei quali il progettista riportava l’edificio al suo antico splendore ricostruendo le parti mancanti in sintonia con lo stile dell’epoca.
La rivoluzione industriale portò grandi sconvolgimenti nella vita dell’uomo e nell’organizzazione del lavoro. L’introduzione delle macchine in agricoltura aumentò la produzione e ridusse il lavoro manuale.
Questo determinò un progressivo spostamento di masse di lavoratori, che dalle campagne si riversarono nelle città attratti dal lavoro nelle fabbriche. In breve tempo le città si popolarono in modo disordinato e nelle zone periferiche sorsero baracche, capannoni e depositi di merci, creando pessime condizioni di vita per gli operai.
Misere stamberghe ospitavano famiglie numerose in ambienti malsani degradati dalla mancanza di servizi igienici.
Scultura
Nella scultura i temi maggiormente rappresentati furono a carattere patriottico o riferiti a immagini semplici tratte dalla vita quotidiana, in cui i gesti di ogni giorno si caricano, tra gli altri, di sentimenti di intima religiosità.
Pittura
La pittura romantica superò le regole stabilite dalle accademie che imponevano scelte precise rispetto ai soggetti, alla composizione, alle tecniche pittoriche.
Gli artisti scelsero di esprimere liberamente le proprie emozioni, esaltando le sensazioni dell’uomo nella convinzione che la vera bellezza fosse quella interiore. Sentimento e libera creatività costituirono la matrice comune al Romanticismo, che assunse forme diverse nei vari paesi europei.
Il Romanticismo affondava le sue radici nella corrente del “sublime”, che proponeva l’esaltazione dei sentimenti provati di fronte alla grandezza della natura. L’ambiente naturale diviene fonte di ispirazione degli artisti romantici inglesi e tedeschi.
Viandante sul mare di nebbia
Il pittore tedesco Caspar David Friedrich dipinse che rappresenta la solitudine di fronte alla maestosità della natura La
Il pittore inglese William Turner affrontò il tema della schiavitù nel dipinto
Nave negriera
In Spagna, Francia e in Italia la pesante situazione politica e sociale portò gli artisti a esaltare i sentimenti patriottici attraverso immagini di storia contemporanea e passata, per contrastare la cultura napoleonica.
Il 3 maggio 1808: fucilazioni alla Moncloa
Francisco Goya dipinse per denunciare le violenze napoleoniche.
La libertà che guida il popolo
Eugène Delacroix con rappresenta i moti rivoluzionari del 1830 a Parigi, scoppiati per cacciare Carlo X.
Francesco Hayez è il massimo esponente del Romanticismo italiano. Seppe realizzare con sapiente abilità ritratti di personaggi di spicco, soggetti di storia contemporanea e altri temi ricchi di pathos che tanto piacquero alla società del tempo.
Nacque a Venezia e morì a Milano all’età di 91 anni. Molti suoi dipinti sono
Il
criptati, hanno cioè un significato nascosto (sicuramente politico).
Bacio, suo quadro più famoso, diventerà il “manifesto” del Romanticismo.
Il bacio è un olio su tela di 112 × 88 cm, realizzato nel 1859 su commissione di Alfonso Maria Visconti di Saliceto, che alla propria morte lo regalò alla Pinacoteca dell’Accademia di Brera, dove è tuttora conservato ed esposto.
Oltre a questo dipinto, l’artista realizzò tre repliche con lo stesso soggetto, delle quali due versioni sono in collezioni private ed un’altra, in cui il vestito della donna è bianco. “Il bacio” raduna in sé i principali ideali del romanticismo italiano: la Patria, la libertà e la natura.
La scena è ambientata in un castello e ha un significato storico, perché rappresenta un ideale abbraccio (un’alleanza) tra l’Italia e la Francia entrambe occupate dagli Austriaci. Questo abbraccio, nel quale lei rappresenta la Francia e lui l’Italia, vuole realizzare la possibilità di riacquistare, insieme, la libertà.
Il ritratto cela i visi dei due amanti per dar maggiore risalto all’azione dove il personaggio maschile vestito con mantello, calzamaglia e cappello alpino sorregge il viso di lei tra le mani.
Il piede sinistro poggiato su uno scalino rappresenta la precarietà per la situazione politica italiana che solo due anni dopo troverà l’unità.
È una delle opere più popolari della pittura romantica italiana. Ne è tipico il gusto teatrale dell’abbigliamento dei personaggi, vera commistione di epoche e provenienze diverse.
Segnò una svolta nella pittura di Hayez, in direzione più moderna per effetto anche della luce. Essa proviene da sinistra e illumina il vestito di lei in seta con veli in oro e gli scalini donando una morbidezza alla scena che allontanano dall’atmosfera classica ispirata dalle pose dei due giovani ritratti.
Il quadro è molto curato nei dettagli.
Musica
Giuseppe Verdi
In ambito musicale, per il musicista romantico si pone come fondamentale l’obiettivo di esprimere se stesso, di esprimere attraverso un linguaggio di suoni gli avvenimenti intimi del proprio io.
La musica è intesa come il linguaggio capace di cogliere il concetto dell’infinito, di instaurare una magica comunione con la natura, una mediazione soprannaturale fra sensi e spirito, fra l’individuo e il tutto.
Nell’Ottocento tra le varie forme di musica, il melodramma era senz’altro la forma che più godeva del favore del pubblico e suscitava un grande interesse sia nelle persone semplici che negli intellettuali e negli aristocratici.
La rappresentazione di un’opera era allora un evento di straordinario interesse sia nelle persone semplici che negli aristocratici e negli intellettuali. La rappresentazione di un’opera era allora era un evento di straordinario interesse: per effetto della sua natura che mette insieme lo spettacolo scenico, la musica e l’intreccio narrativo spesso commovente, essa costitutiva un’occasione unica capace di suscitare vero impeto in un’epoca in cui le possibilità di intrattenimento non erano molte.
Per questo molti guardavano al melodramma come a uno dei mezzi più efficaci per far conoscere le nuove idee di libertà, d’indipendenza, d’amor di patria. La musica di Verdi, si può definire la colonna sonora del Risorgimento.
Giuseppe Verdi nacque nelle campagne della bassa parmense. Pur essendo un giovane di umile condizione sociale, grazie alla sua volontà e all’aiuto del suo mecenate, nonché padre della moglie, Antonio Barezzi divenne un grande musicista.
Dopo la morte della moglie e dei figli, mise in scena il Nabucco, una delle sue opere più famose. Escludendo le due opere antecedenti, si può considerare il Nabucco l’inizio dell’ascesa artistica di Verdi.
Fu sostenitore dei moti risorgimentali: durante l’occupazione austriaca la scritta “Viva V.E.R.D.I”, era letta come Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia”. Il Paese lo volle membro del primo parlamento del Regno d’Italia e partecipò attivamente alla vita pubblica del suo tempo.
Lui suddivise le sue produzioni in tre fasi:
- La gioventù (con: I Lombardi della prima crociata, Nabucco, Oberto conte di San Bonifacio).
Nella prima fase, cioè nelle opere giovanili, la musica è legata alla tradizione perché in esse prevalgono le scene corali e i temi di carattere storico-politico.
- La maturità (con: Il trovatore, La traviata, Rigoletto).
Egli dedica un’attenzione particolare al ritratto psicologico dei protagonisti delle sue opere; per questo motivo rompe gli schemi tradizionali del melodramma e cerca una maggiore aderenza della musica alla situazione rappresentata.
- La vecchiaia (con: Aida, Falstaff, Otello).
Nella terza e ultima fase la sua riforma tocca il culmine: la tradizionale distinzione tra arie (cioè momenti lirici, melodici e cantabili) e recitativi (cioè momenti in cui la linea melodica si avvicina molto al parlato) è completamente abbandonata.
Morì a Milano in albergo dove soleva trascorrere l’inverno, il 27 gennaio 1901.
Sintesi Nabucco
Gli Ebrei a Gerusalemme si lamentano per il loro destino perché sono stati sconfitti da Nabucco, il re di Babilonia.
Zaccaria è pontefice di Gerusalemme e cerca di sollevare l’umore degli Ebrei.
Fenena, figlia di Nabucco, viene catturata e Ismaele, nipote del re di Gerusalemme, la controlla.
Fenena, però, è innamorata di Ismaele e anche lui di lei e cercano di fuggire insieme. Arriva in quel momento Abigaille, l’altra figlia di Nabucco e anche lei innamorata di Ismaele, e quando scopre la loro fuga minaccia Fenena.
Fenena diventa governatrice della città di Gerusalemme e si converte all’ebraismo liberando tutti gli schiavi ebrei. Abigaille entra con la forza in Gerusalemme con un piccolo esercito.
Ma arriva anche Nabucco che riprende la corona e maledice il Dio degli Ebrei. Appena dice queste parole viene però fulminato e cade a terra.
Abigaille prende la corona, si dichiara nuova regina e condanna a morte tutti gli Ebrei.
Nabucco sa che così morirà anche sua figlia Fenena e si converte anche lui all’ebraismo pregando Dio di aiutarlo. Una parte dell’esercito quando vede che Nabucco sta di nuovo bene lo aiuta contro Abigaille.
Nabucco riprende la corona e Abigaille si avvelena chiedendo perdono.
Zaccaria predice che Nabucco governerà su tutti i popoli della terra.
Storia
Giuseppe Garibaldi
I Per Cavour, l’unità e l’indipendenza d’Italia
Il simbolo del Quarantotto
dovevano venire da una politica astuta, fatta di negozianti diplomatici e di accordi militari: una politica che teneva in scarso conto l’opinione pubblica e le iniziative dal basso.
Per Mazzini, invece, l’Italia nuova doveva risultare dal coinvolgimento diretto e spontaneo delle masse popolari. Agli occhi degli Italiani interessati alla politica, però, la figura di Mazzini resta quella di un cospiratore, un carbonaro: era l’uomo dell’ombra, che voleva fare la rivoluzione attraverso il sacrificio di singoli patrioti.
Per rendere il Risorgimento un movimento autenticamente popolare, ci voleva ben altre delle imprese mazziniane, che finivano sempre in disastri. Ci voleva Giuseppe Garibaldi.
Egli seppe colpire la fantasia degli Italiani come simbolo del Quarantotto. Era un trascinatore, un capo militare: era l’uomo della luce, che voleva fare la rivoluzione portando il popolo a combattere e magari a morire sui campi di battaglia.
L’eroe Garibaldi era nato nel 1807 a Nizza, che a quell’epoca era ancora una città ligure. Figlio di un capitano di marina aveva navigato sin dalla più tenera età in lungo e in largo per il Mediterraneo.
Eroe dei due mondi
In un suo viaggio incontrò un ligure che gli fece conoscere la “Giovine Italia” (associazione politica istituita da Giuseppe Mazzini, il cui programma veniva pubblicato su un periodico al quale fu dato lo stesso nome.
Coloro che vi prendevano parte utilizzavano come pseudonimo il nome di personaggi del Medioevo italiano, e il loro scopo era di trasformare l’Italia in una repubblica democratica unitaria.)
Così cominciò anche la sua carriera patriottica. Nel 1833 incontrò Mazzini a Marsiglia che gli impresse principi rivoluzionari e lo avviò alle azioni eroiche (le più importanti furono quelle per i moti mazziniani della Savoia e di Genova) ma se ne staccò subito per il diverso modo di concepire il
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Materie
- Italiano: Leopardi - Infinito
- Storia: Unità d’Italia - Garibaldi
- Geografia: Brasile
- Tecnologia: Effetto serra - Inquinamento atmosferico
- Scienze: Genetica
- Ed. fisica: Maratona
- Musica: Verdi
- Inglese: Romantic Novel
- Francese: Liberté, Paul Éluard
- Arte: Romanticismo - Bacio, F. Hayez