L'altra metà della mela: frutto del peccato o simbolo del progresso?
“C'è chi cerca l'altra metà della mela, io sto cercando ancora la mia mezza.
Sono uno spicchio di me stesso”
Il mio percorso è incentrato sul tema della mela, un frutto che nel corso del tempo ha assunto funzioni e significati differenti. Partendo dalle sue origini bibliche, dove è inteso come frutto del peccato, la mela, nel corso del tempo, ha assunto significati diversi fino a quello odierno di simbolo del progresso con la Apple.
Innanzitutto la mela è un frutto originario probabilmente dell'Asia centrale e occidentale, diffuso in Europa fin dai tempi più remoti. Si suppone che fin dal Neolitico, l'uomo abbia conosciuto il melo e ne abbia apprezzato i frutti. Le prime notizie certe a proposito del melo risalgono al XIII secolo a.C., epoca in cui era coltivato in Egitto e in Asia Minore. Sette secoli dopo, i testi greci ne parlano diffusamente e successivamente anche alcuni autori latini lo citano nei loro scritti. Plinio, ad esempio, ne descrive trenta varietà e racconta che gli Etruschi, prima dei Romani, erano abilissimi negli innesti.
Oggi il melo è indubbiamente l'albero più coltivato nel mondo e la sua fortuna è stata certamente favorita dai lunghi tempi di conservazione e dalla facilità di trasporto dei suoi frutti.
La stessa storia dell’uomo nasce da una mela rubata: se Eva non avesse ceduto alla tentazione di cogliere il frutto proibito, probabilmente vivremo ancora in un paradiso terrestre. Dio, dopo aver creato i primi uomini, Adamo ed Eva, li fece vivere nel giardino dell'Eden, ordinando loro di nutrirsi liberamente dei frutti di tutti gli alberi presenti, tranne che di quelli del cosiddetto albero della conoscenza del bene e del male. Ma i due, tentati dal serpente, mangiarono il frutto dell'albero proibito.
Spesso il "frutto proibito" viene rappresentato come una mela. Nel testo della Bibbia si parla di "frutto" senza ulteriori specificazioni. In latino la mela viene chiamata malum, parola che ha anche lo stesso suono di quella che significa "male". Per questo motivo nel Medioevo si sarebbe cominciato a rappresentarla come una mela. Quindi il primo passo è: frutto del peccato.
Nel Paradiso Terrestre è il frutto proibito, ma non è solo nella cultura cattolica e giudaica che esso assume uno straordinario valore simbolico. La sua fama, infatti, attraversa non solo la tradizione biblica ma anche la mitologia classica, soprattutto quella greca dove la mela ha svolto un ruolo fondamentale. Pensiamo alla mela d’oro che Paride ebbe il compito di assegnare alla più bella tra le dee; l’uomo assegnò il titolo a Venere perché costei gli aveva promesso di far cadere tra le sue braccia Elena. Tutto questo portò alla guerra di Troia.
Sono passate alla storia anche le mele di Ippomene con le quali l’uomo distrasse Atalanta, vincendola così nella corsa e, alla fine, sposandola. Non furono, tuttavia, solo i mortali e gli eroi della mitologia che amarono le mele; anche gli Dei cedettero alla loro seduzione. Si racconta che Zeus aveva il suo albero personale affidato alle Esperidi. Gli Dei dell'antico Egitto ricevevano in dono ceste colme di saporitissime
Simposio
mele. Ricordiamo ancora il mito della caverna o il di Platone, nel quale il filosofo greco propone il racconto immortale della ‘mela’ perfetta.
Secondo Platone in un passato remoto, vivevano tre diversi generi umani: il 'maschio', originato dal Sole; la 'femmina', originata dalla Terra e l''ermafrodita' dalla Luna, poiché assume sia i caratteri del Sole che della Terra, vivendo di luce riflessa. Gli ermafroditi erano esseri completi, che avevano sia qualità maschili, che femminili. La forma del corpo era rotondeggiante, avevano quattro braccia e quattro gambe, una testa con due volti, quattro orecchie e due organi genitali diversi: dei perfetti esemplari di 'superuomo', per intenderci. Questa loro completezza li faceva sentire addirittura più potenti degli dei dell’Olimpo che, per questo motivo, decisero di far loro guerra. Ma nulla può annientare le divinità: non ci son riusciti i Giganti, figurarsi gli esseri umani... Zeus, in concilio, decise di punirli, dividendoli, come una mela, in due parti uguali. Fu così che gli ermafroditi persero la loro ‘perfezione’, divenendo semplici uomini e donne. Da quel momento vissero in una condizione miserabile, poiché sentivano l’insopportabile e inappagante mancanza della loro vecchia metà.
Collegamento Percorso Mela e simbologia tesina
Italiano: Leopardi "La Ginestra" (in quanto utilizza la mela per rappresentare la natura matrigna dell'uomo).
Latino: Marziale "Un ospite avaro", Libro 1, Epigramma 43.
Filosofia: Hegel "L'ominizzazione - Quando si accende l'autocoscienza?" (La mela è stata oggetto della tesi di laurea di Hegel).
Inglese: Shakespeare "Girls are like an apple on the tree".
Francese: "Le pomme renette et le pomme d'api".
Spagnolo: "La manzana de la discordia".
Arte: Magritte.
Fisica: Newton e le leggi gravitazionali.
Cultura generale: Adamo ed Eva, Plinio, Celso, Platone "Il mito della mela perfetta", Guglielmo Tell, Paride e la mela d'oro.
Beatles e "Apple Records", Steve Jobs.