Macchina fotografica digitale
Indice
Storia della fotografia......................................................................................................................2
Storia della macchina fotografica digitale Di Mary Bellis............................................................................3
History of the Digital Camera By Mary Bellis...............................................................................................3
Diritto d’autore.......................................................................................................................................4
L'evoluzione della tutela internazionale.........................................................................................................6
La società dell'informazione...........................................................................................................................6
Considerazioni................................................................................................................................................7
Macchina fotografica digitale.......................................................................................................8
La conversione analogico/digitale............................................................................................11
Campionamento............................................................................................................................................11
Protezione dalla pirateria..............................................................................................................12
Caratteristiche del watermark......................................................................................................................13
Conclusione..................................................................................................................................................15
Archiviazione delle immagini........................................................................................................16
Database immagini (Locale).........................................................................................................................16
Database immagini (On Line)......................................................................................................................18
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Macchina fotografica digitale
Storia della fotografia
Il desiderio di registrare automaticamente le immagini risale alla preistoria, quando l'uomo primitivo imprimeva il segno della mano sporca di fango su una roccia liscia. La soluzione del problema ha richiesto l'applicazione congiunta di due distinte invenzioni: la proiezione di un'immagine su una superficie e l'impressione stabile ed evidente della figura su un supporto sensibile alla luce. Diverse scoperte nei campi dell'ottica e della chimica hanno perciò portato al risultato finale della fotografia. Pare che per primi, alcuni studiosi arabi abbiano osservato che all'interno di una camera buia, praticando un piccolo e sottile foro su di una parete, si poteva vedere un'immagine confusa dell’esterno, proiettata capovolta sulla parete opposta: ne riferiscono traduzioni latine precedenti il 1400. Anche il nostro Leonardo se n’è occupato.
Per quanto riguarda l'aspetto chimico del problema fotografico, l'azione della luce su alcuni pigmenti era conosciuta da secoli (consigli di Plinio sulla conservazione dei dipinti lontano dall'illuminazione diretta), ma occorreranno ancora secoli per poter “imprimere” in modo permanente un’immagine su un supporto. Intorno al 1820, il francese Daguerre, un pittore-scenografo che s’interessava, anche per motivi professionali alle sperimentazioni con la camera oscura, abbandona presto la direzione apparentemente priva di sbocchi che il suo socio (Niepce) aveva scelto per le ricerche, giungendo infine all'invenzione del "dagherrotipo" (1837). Il procedimento non fu brevettato, perché sarebbe stato in pratica impossibile riscuotere diritti da tutti quelli che lo utilizzarono. Grazie ad una serie di manovre politiche, l'invenzione venne, perciò, acquistata dal governo francese che ne liberalizzò la pubblicazione. Daguerre ne ricavò una lauta pensione.
Il dagherrotipo consisteva in una lastra di rame rivestita di argento che era esposta all'azione dello iodio. I tempi di posa normali erano compresi tra i cinque minuti e l'ora, ma i miglioramenti che subito seguiranno l'annuncio e la divulgazione ufficiali (1839), apportati specialmente da fotografi americani, abbasseranno la posa ad alcuni secondi (1840). Intanto in Inghilterra Talbot lavorava per conto suo e otteneva le prime negative su carta (1834). La luce che entrava nella camera oscura era però troppo debole per produrre l'annerimento diretto in condizioni normali d’illuminazione. Il passo successivo dei materiali sensibili sarà la gelatina (1871). Le applicazioni che ne derivarono, condussero ai vari procedimenti di fotoincisione. Nacquero e si diffusero raffinate tecniche fotografiche.
Fino alla fine dell’Ottocento resistette una tecnica che, ebbe fortuna nelle località di villeggiatura e nelle fiere. Il colore divenne in sostanza accessibile dal 1927 (F.lli Lumiere).
Dalla scoperta della fotografia fino ad oggi si può dire che nulla sia stato lasciato d’intentato e niente è più assolutamente originale. La fotografia è stata usata per un’infinità di scopi diversi: per primo come documentazione, per mostrare posti, persone e avvenimenti lontani, per fare conoscere opere d'arte e paesaggi. A causa delle difficoltà tecniche connesse all'uso in esterni della fotocamera, l'impiego più comune fu quello della ritrattistica. I miniaturisti scomparvero. Molti di loro diventarono fotografi per necessità e travasarono le regole del loro genere nella fotografia, condizionandone gli sviluppi successivi ai canoni della pittura. 2 di 20
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Storia della macchina fotografica digitale Di Mary Bellis
La tecnologia della macchina fotografica digitale è direttamente derivata dalla tecnologia che ha permesso di registrare le immagini televisive. Nel 1951, nei laboratori di Bing Crosby, si creò il primo VTR, il primo registratore di nastro video capace di catturare immagini visive da macchine televisive convertendo le informazioni in impulsi elettrici (digitali) e salvando le informazioni sopra nastro magnetico.
Durante gli anni sessanta, la NASA convertì i segnali (analogici in digitali) provenienti dalle sonde inviate a esplorare la luna per disegnarne la superficie. La tecnologia dei computer stava avanzando, e la NASA usò computer per migliorare le immagini che le sonde spaziali stavano inviando. Le immagini digitali avevano anche un altro uso per il governo americano: quello dei satelliti spia. L'uso del governo americano (Ministero della Difesa), aiutò lo sviluppo della tecnologia, della scienza dell’immagine digitale, ma anche il settore privato diede contributi significativi. La Texas Instruments brevettò una macchina fotografica elettronica senza pellicola nel 1972, e fu la prima industria a farlo. Ad agosto 1981, Sony lanciò la Sony Mavica, la prima macchina fotografica elettronica commercializzata. Le immagini erano registrate su un mini-disco e poi lette da un lettore di video connesso a un monitor o a una stampante a colori. La Sony Mavica non può essere considerata una vera macchina fotografica digitale, anche se essa avviò la rivoluzione del digitale.
Fin dalla metà degli anni settanta, Kodak inventò molti sensori d’immagine che "convertivano luce a ritratti digitali" per uso professionale e amatoriale. Nel 1986, gli scienziati di Kodak inventarono il primo sensore di megapixel del mondo, capace di registrare 1.4 milioni di pixel che producevano una stampa 5x7 pollici.
Nel 1990, Kodak sviluppò il sistema CD e propose "il primo standard mondiale per i colori nell'ambiente digitale del computer e unità periferiche". Nel 1991, brevettò il primo sistema professionale di macchina fotografica digitale (DCS): una Nikon F-3 dotata di un sensore di 1.3 megapixel.
Le prime macchine fotografiche digitali per il mercato del consumatore che funzionavano con un collegamento al computer di casa furono l'Apple QuickTake 100 (1994), la Kodak DC40 (995), la Casio QV-11 (con monitor LCD) (1995), e la Sony Cyber-Shot (1996). La Kodak entrò in una campagna di marketing aggressiva per promuovere la DC40 e presentò l'idea di fotografia digitale al pubblico. Kinko e Microsoft collaborarono con Kodak creando software per la creazione d’immagini digitali che permisero ai clienti di produrre CD di fotografie, e aggiungere immagini digitali ai documenti. Hewlett Packard fu la prima società a fare stampanti d’inkjet di colore che stampano le immagini delle macchine fotografie digitali.
Il marketing funzionò e oggi le macchine fotografiche digitali sono dappertutto.
Mary Bellis
History of the Digital Camera By
Digital camera technology is directly related to and evolved from the same technology that television video tape recorder recorded images. In 1951, the first (VTR) captured live images from television cameras by converting the information into electrical impulses (digital) and saving the information onto magnetic tape. Bing Crosby laboratories (the John Mullin) research team funded by Crosby and headed by engineer created the first early VTR and by 1956, VTR technology was perfected (the VR1000 invented by Charles P. Ginsburg and the Ampex Corporation) and in common use by the television industry.
CCD
Both television/video cameras and digital cameras use a (Charged Coupled Device) to sense light color and intensity.
During the 1960s, NASA converted from using analogical to digital signals with their space probes to map the surface of the moon (sending digital images back to earth). 3 di 20
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Computer technology was also advancing at this time and NASA used computers to enhance the images that the space probes were sending. Digital imaging also had another satellites.
government use at the time that being spy Government use of digital technology helped advance the science of digital imaging, however, the private sector also made significant contributions. Texas Instruments patented a film-less electronic camera in 1972, the first to do so. In August, 1981, Sony released the Sony Mavica electronic still camera, the camera which was the first commercial electronic camera. Images were recorded onto a mini disc and then put into a video reader that was connected to a television monitor or color printer. However, the early Mavica cannot be considered a true digital camera even though it started the digital camera revolution. It was a video camera that took video freeze-frames. Since the mid-1970s, Kodak has invented several solid-state image sensors that "converted light to digital pictures" for professional and home consumer use. In 1986, Kodak scientists invented the world's first megapixel sensor, capable of recording 1.4 million pixels that could produce a 5x7-inch digital photo-quality print. In 1987, Kodak released seven products for recording, storing, manipulating, transmitting and printing electronic still video images. In 1990, Kodak developed the Photo CD system and proposed "the first worldwide standard for defining color in the digital environment of computers and computer peripherals." In 1991, Kodak released the first professional digital camera system (DCS), aimed at photojournalists. It was a Nikon F-3 camera equipped by Kodak with a 1.3 megapixel sensor. The first digital cameras for the consumer-level market that worked with a home computer via a serial cable were the Apple QuickTake 100 camera Kodak DC40 (February 17, 1994), the camera (March 28, 1995), the Casio QV-11 (with LCD monitor, late 1995), and Sony's Cyber-Shot Digital Still Camera (1996). However, Kodak entered into an aggressive co-marketing campaign to promote the DC40 and to help introduce the idea of digital photography to the public. Kinko's and Microsoft both collaborated with Kodak to create digital image-making software workstations and kiosks which allowed customers to produce Photo CD Discs and photographs, and add digital images to documents. IBM collaborated with Kodak in making an internet-based network image exchange. Hewlett-Packard was the first company to make color inkjet printers that complemented the new digital camera images. The marketing worked and today digital cameras are everywhere.
Diritto d’autore
Il diritto d'autore è, giuridicamente parlando, molto giovane. Solo in tempi recenti, rispetto alla normale evoluzione del nostro diritto che comincia a formarsi più di duemila anni fa, è sentita l'esigenza di un riconoscimento di un diritto a favore dell'autore. Questa esigenza coincide con l'invenzione della stampa e con la conseguente nascita dell'attività editoriale, capace di produrre forti interessi economici e che porta alla circolazione di un rilevante numero di esemplari stampati. Certamente, il problema della tutela delle opere letterarie e artistiche si era presentato in modo rilevante anche in tempi più antichi. Per comprendere in pieno il diritto d'autore e la sua storia bisogna pertanto tenere in considerazione la distinzione che si crea tra l'esistenza di un diritto di proprietà immateriale (corpus mysticum), disgiunto da quello del possesso materiale del bene (corpus mechanicum), ossia tra il diritto dell'autore di un brano musicale, di un manoscritto, di un quadro o di una statua, e il diritto di chi possiede materialmente questi beni. Nell'antichità, non essendo possibile (se non in maniera limitata) una produzione di un numero rilevante di copie tratte dall'originale, non si poneva un problema di tutela economica: l'autore traeva i mezzi di sostentamento direttamente dai committenti dell'opera, o dalla città stessa che lo ospitava, o dai principi. 4 di 20
Macchina fotografica digitale
Nell’antica Grecia le opere erano liberamente appropriabili (riproducibili) in mancanza di disposizioni legislative. In Roma nessun diritto patrimoniale era riconosciuto agli autori di opere dell'ingegno, ma solo al librario o all'editore che aveva possesso del manoscritto. Era riconosciuto però il plagio, il diritto di non pubblicare l'opera e il diritto d’inedito.
Con la caduta dell'Impero Romano, la cultura si rifugia nei monasteri o in pochi centri abitati di una certa rilevanza. Solo con il sorgere delle Università si sviluppa una domanda di copie di testi letterari, e di conseguenza, un mercato degli stessi. Nascono le prime officine scrittorie. Un barlume di tutela viene quindi a svilupparsi grazie all'invenzione della stampa solo nella tarda metà del quindicesimo secolo a Venezia, sotto la forma di privilegio (di stampa), concesso dapprima agli editori e agli stampatori, e in seguito, in considerazione del lavoro creativo, dello studio e della fatica che comporta la genesi di un'opera, anche all'autore. A costui venne, infatti, riconosciuta la facoltà di prestare il consenso per la pubblicazione della propria opera. In Italia un primo decreto in materia fu emanato dal governo rivoluzionario piemontese nel 1799, seguito da una legge più completa, promulgata nel 1801 nella Repubblica Cisalpina. In seguito, dopo la restaurazione, furono pubblicati, nei diversi stati, differenti provvedimenti legislativi: ma, data la grossa frammentazione politica della penisola, queste leggi erano quasi inutili per il loro limitato ambito applicativo. Per ovviare in parte a questo inconveniente, Toscana, lo stato Sardo e l'Austria nel 1840 stipularono una convenzione per una protezione comune del diritto d'autore. La prima vera legge italiana risale al 1865, subito dopo l'unificazione della penisola, e poi, tradotta nel testo unico 19 settembre 1881 n. 1012, rimase in vigore fino al 1925, quando fu sostituita da una nuova normativa. Infine, la legge 22 aprile 1941 n. 633 e relativo regolamento del 18 giugno 1942 n. 1369, ha disciplinato più estesamente ed efficacemente la materia e, con alcune successive modifiche e integrazioni, è tuttora in vigore. Inoltre, disposizioni sul diritto d'autore si trovano nel nostro Codice Civile del 1942 agli articoli 2575-2583. Negli ultimi anni, la nostra legge ha subito numerosi interventi, per far sì che si adeguasse ai nuovi mezzi di comunicazione dell'opera, dell'ingegno e al mutato contesto tecnologico. In questo senso, molto dobbiamo al recepimento delle Direttive CE in materia. Per contrastare il fenomeno della pirateria, le ultime modifiche apportate alla legge hanno gravemente inasprito le pene per chi possiede o commercia opere dell'ingegno contraffatte. Sotto l'aspetto patrimoniale, il diritto d'autore trova il suo fondamento giustificativo nella tutela del lavoro "in tutte le sue forme e applicazioni" (Costituzione italiana art. 35 comma 1).
L'inclusione della disciplina dei diritti d'autore nel libro del lavoro (il V) del Codice Civile conferma quest’aspetto, perché la creazione dell'opera d'ingegno è considerata dalla legge come particolare espressione del lavoro intellettuale. Con la digitalizzazione, le copying technologies hanno raggiunto la perfezione: un'opera è riprodotta digitalmente a basso costo e in un numero di copie illimitato, assicurando le stesse qualità dell'originale. Molto importante ai fini della tutela dei diritti d’autore per le immagini diffuse su internet, è l’articolo 90 della L. 633/41. Gli esemplari della fotografia devono portare le seguenti indicazioni:
- Il nome del fotografo, o, nel caso previsto nel primo capoverso dell'88, della ditta da cui il fotografo dipende o del committente;
- La data dell'anno di produzione della fotografia;
- Il nome dell'autore dell'opera d'arte fotografata.