La fotografia
La fotografia è probabilmente, fra tutte le forme d'arte, la più accessibile e la più gratificante.
Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia.
Può sorprendere, divertire ed educare.
Può cogliere e comunicare emozioni e può, inoltre, documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione.
(John Hedgecoe)
A cura di
Silvia Elisa Arosio
Istituto Tecnico Statale Argentia
a.s. 2013-2014 1
Indice
- Mappa concettuale………………………………………………….…3
- Introduzione alla fotografia……………………………………………4
- Economia aziendale – Il business della fotografia…………..5
- Storia – L’invenzione della fotografia …………………..…….....8
- Diritto - La legislazione sulla fotografia ……………….………12
- Italiano – Avventure di un fotografo, Gli amori difficili di Italo Calvino ………………………………………………………………….19
- Curiosità: Il selfie: un fenomeno attuale…………………………...25
- Fonti …………………………………………………………………...28
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La fotografia
Il termine fotografia deriva dal francese photographie, proveniente dall'inglese photography, composizione di foto- (dal greco luce) e -grafia (dal greco disegno).
Con il termine fotografia si indicano tanto la tecnica quanto l'immagine ripresa e, per estensione, il supporto che la contiene.
L'estrema versatilità di questa tecnica ne ha consentito l'utilizzo nei campi più diversi delle attività umane, dalla ricerca scientifica all'intrattenimento, dalla pubblicità al giornalismo, fino a consacrarla come autentica forma d'arte.
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Economia aziendale
Marketing e fotografia
Il marketing è un ramo dell'economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell'analisi dell'interazione del mercato e degli utilizzatori con l'impresa.
Marketing significa letteralmente “piazzare sul mercato” e comprende, quindi, tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate al piazzamento di prodotti o servizi, considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare tale operazione finanziaria.
Il marketing può rivolgersi ai consumatori, e in questo caso si parla di marketing B2C, (business to consumer, "dall'impresa al consumatore"), spesso definito semplicemente marketing; oppure, può rivolgersi al mercato delle imprese, e in questo caso prende il nome di marketing industriale o marketing B2B, (business to business, "da impresa a impresa").
Sono da citare anche il marketing dei servizi (compagnie aeree, catene alberghiere...) e il marketing istituzionale (fatto cioè da istituzioni). Di significato meno economico è il marketing politico, così come quello che le aziende riservano ai propri dipendenti e che viene comunemente definito, sebbene impropriamente, marketing B2E (business to employee, "da impresa a dipendente").
Il marketing è inoltre volto alla creazione del valore per il cliente, e uno dei suoi scopi è creare un posizionamento della marca (brand) nella mente del consumatore attraverso tecniche di brand management. Le ultime tendenze sono volte allo studio del marketing esperienziale, che abbraccia la visione del consumo come esperienza, in cui il processo di acquisto si fonde con gli stimoli percettivi, sensoriali ed emozionali. 5
Il marketing strategico
Una delle tipologie di marketing più diffuse è il marketing strategico. Esso si basa sull'analisi dei bisogni degli individui e delle organizzazioni. Questo primo aspetto del processo di marketing riguarda anzitutto l'individuazione, all'interno del mercato di riferimento, dei prodotti-mercato e dei segmenti già esistenti o potenziali. Di questi il marketing strategico misura l'attrattività in termini quantitativi, qualitativi (con riferimento all'accessibilità al mercato) e dinamici (con riferimento alla durata economica che è rappresentata dal ciclo di vita del prodotto).
Tali operazioni consentono di scegliere una strategia di sviluppo che colga le opportunità esistenti sul mercato (rappresentate sostanzialmente da bisogni insoddisfatti) e che, tenga conto delle risorse e competenze dell'impresa, offrendo alla stessa un potenziale di crescita e di redditività attraverso l'acquisizione ed il mantenimento di un vantaggio competitivo.
Il ruolo della fotografia nelle strategie di marketing
Sono passati molti anni da quando è stato impresso, per la prima volta ed in maniera duratura, un istante di realtà. Da quel momento, la fotografia ha subito innumerevoli trasformazioni, cambiando la sua destinazione d’uso. E’ passata dalla funzione privata, che aveva lo scopo di fissare istanti di vita, alla funzione pubblica a quella dell’informazione e denuncia.
Tutte le potenzialità racchiuse in un istante, colto dalla macchina fotografica, sono state fatte proprie dal marketing che le ha utilizzate per uno scopo ben preciso: veicolare le emozioni attraverso uno scatto fotografico.
Bernd Schmitt, professore alla Columbia Business University di New York, ha dato un nome al processo, studiato a tavolino,
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che trasforma i sentimenti privati in emozioni che conducono al bisogno di acquisto degli esseri umani ed all’ottimizzazione del brand ottenuto con la fotografia digitale: il marketing emozionale.
Quella del marketing emozionale è una strategia di mercato che ricorre ai sentimenti ed alle emozioni più intime dell’essere umano per “far innamorare” i clienti di un brand.
E quale strumento migliore della fotografia per evocare in chi la guarda sensazioni ed emozioni che sono alla base del processo d’acquisto?
Spot pubblicitari, cartelloni, volantini, campagne di marketing e comunicazione, sfruttano sempre di più questa componente per catturare l’attenzione e la fidelizzazione del consumatore, con il quale si cerca di interagire con un margine di coinvolgimento sempre maggiore, affinché essi vivano un’esperienza indimenticabile che li leghi il più possibile al bene o al servizio in questione.
Perché il marketing emozionale funzioni appieno, però, occorre che il messaggio veicolato dalla fotografia sia chiaro, o che il sottinteso sia semplice. Non si tratta di banalità ma di efficacia.
Se il target a cui è rivolto il messaggio impiega più di qualche secondo a capirne il senso o a sviluppare una fidelizzazione legata al sentimento provocato dall’immagine usata, significa che quel messaggio, quella fotografia, non è efficace.
Le componenti e gli elementi emotivi, risultano quindi fondamentali per coinvolgere il cliente, non soltanto da un punto di vista materiale del bene, ma soprattutto sul piano emozionale ed esperienziale.
La riprova del potere dell’immagine nella comunicazione “emozionale” è dato dallo spazio che i vari social network dedicano a questo tipo di “contenuto” e il modo con cui le aziende stanno sfruttando questi strumenti (Instagram, Facebook, Twitter e altri) per relazionarsi con i propri clienti; una relazione che si sviluppa attraverso la comunicazione dei valori e delle emozioni che il brand è capace di trasmettere.
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Storia
L’invenzione della fotografia
La storia della fotografia descrive le vicende che portarono alla realizzazione di uno strumento capace di registrare il mondo circostante grazie all’effetto della luce. Utilizzando le scoperte e gli studi iniziati già nell’antica Grecia, la fotografia si concretizzò agli inizi dell’Ottocento e si sviluppò arrivando alla riproduzione del colore e all’utilizzo di supporti digitali, imponendosi inoltre come mezzo artistico capace di supportare e affiancare altre arti visuali.
La fotografia si è affermata nel tempo dapprima come procedimento di raffigurazione del paesaggio e dell’architettura, poi come strumento per ritrarre la nascente borghesia e il popolo. La diffusione sempre maggiore del mezzo fotografico portò ad uno sviluppo della sensibilità estetica e all’indagine artistica del nuovo strumento, consentendone l’accesso nelle mostre e nei musei. Ebbe inoltre un ruolo fondamentale nello sviluppo del giornalismo e nel reportage ed il miglioramento della tecnologia ne contribuì l’estensione anche nella cattura di immagini dello spazio e del micromondo.
La parte storica della fotografia si concentra tutta negli ultimi 150 anni circa, e le date si susseguono in modo frenetico a colpi di invenzioni e brevetti. La scoperta dei principi della trasmissione della luce attraverso un piccolo foro all’interno di una camera oscurata alla luce risalgono sicuramente ad epoche molto lontane.
L’invenzione della camera obscura ed il foro stenopeico
Datare con precisione l’invenzione della camera oscura è praticamente impossibile. Del fenomeno della proiezioni di immagini attraverso un piccolo foro ne parla già Aristotele nel IV secolo a.C. Ad usare praticamente la camera obscura furono però per primi i pittori del ‘500 che se ne servivano per ricalcare con il carboncino le immagini capovolte sulle tele
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che poi avrebbero successivamente dipinto. Molti dei capolavori che troviamo nei musei sono stati dipinti con questo sistema. Il grosso difetto della camera obscura era che l’immagine era molto poco luminosa e per essere vista il pittore doveva stare fisicamente all'interno della camera. La camera obscura era quindi ingombrante e difficilmente trasportabile.
L’invenzione dell’obbiettivo
Il passo successivo fu quindi quello di dotare la camera oscura di una lente che convergesse il fascio di luce sul piano focale costituito da un vetro smerigliato in modo da aumentare l’intensità luminosa.
In questo modo il pittore poteva stare dietro all’apparecchio e ricalcare su un foglio l’immagine ripresa dall’obbiettivo. La camera oscura rimase ancora per secoli solo un utile ausilio dei pittori paesaggisti e ritrattisti che non avevano una buona mano.
I primi materiali sensibili e l’otturatore
Nel 1727 H. Schulze, un medico tedesco, scoprì che i sali di nitrato d’argento per effetto della luce si annerivano. Egli impregnava pezzi di cuoio nei sali d’argento che poi esponeva nell’apparecchio di ripresa. Era nata la prima fotografia. Aveva un solo grande difetto: la foto così realizzata poteva essere guardata solo per pochi minuti ed alla debole luce di una candela; poi diventava, irrimediabilmente, tutta nera. Il fissaggio dell’immagine d’argento, infatti, non era ancora stato inventato.
Per avere la prima fotografia permanente dobbiamo ancora aspettare un secolo. Nel 1827 Joseph Nicéphore Niepce ottenne la prima vera fotografia stabile nel tempo. Il procedimento si basava sul bitume di giudea (un tipo di fango) che spalmato su una lastra
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di peltro ed esposto in un apparecchio da ripresa per circa 8 ore diventava insolubile nelle zone dove era stato colpito dalla luce.
Lavando la lastra di peltro (nera) rimanevano attaccate solo le parti di bitume (bianco) esposte alla luce.
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Sintesi fotografia, tesina
La tesina di maturità tratta del tema della fotografia. Il termine fotografia deriva dal francese photographie, proveniente dall'inglese photography, composizione di foto- (dal greco luce) e -grafia (dal greco disegno). Con il termine fotografia si indicano tanto la tecnica quanto l'immagine ripresa e, per estensione, il supporto che la contiene. L'estrema versatilità di questa tecnica ne ha consentito l'utilizzo nei campi più diversi delle attività umane, dalla ricerca scientifica all'intrattenimento, dalla pubblicità al giornalismo, fino a consacrarla come autentica forma d'arte. La tesina permette anche dei collegamenti con le altre materie scolastiche.
Collegamenti
Fotografia, tesina
- Economia aziendale - Marketing e fotografia.
- Storia - Storia della fotografia.
- Diritto - Art. 9 Cost. It., Codice dei beni culturali e del paesaggio, legge sulla privacy.
- Italiano - Le avventure di un fotografo di Italo Calvino da Gli amori difficili.
- Curiosità - Selfie: un fenomeno attuale.