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Percorso di Calisi Maria

Liceo scientifico Vd

Introduzione

La donna: creatura fisicamente debole o forte?

Intelligente quanto o meno dell'uomo? Capace di scelte autonome o bisognosa del costante appoggio maschile? Angelo del paradiso o demoniaca tentatrice? Dolce e innocente o perversa e ingannatrice?

Questo è il quesito che emerge negli autori di ogni tempo e di ogni cultura.

Il lavoro vuole ripercorrere nel tempo le varie condizioni sociali della donna, dal suo ruolo di angelo del focolare alla sua emancipazione col diritto di voto. Nella tesina viene inoltre illustrato il pensiero di coloro che, nel panorama culturale europeo, hanno messo a fuoco questo problema.

La donna nella società greca

  • In Grecia, ad Atene, la donna libera, di buona famiglia, non aveva un ruolo sociale; fulcro della società ateniese era il nucleo familiare, per cui il destino di ogni donna era quello di sposarsi e
  • di mettere al mondo dei figli, preferibilmente maschi. Il matrimonio era inteso come un contratto che si fondava sul concetto di dono, nel senso che la donna quando si sposava, veniva “data in dono” con la sua dote dal padre, o dal tutore, al futuro sposo. La donna trascorreva la giornata nel gineceo (stanze assegnate alle donne) dove sotto la sua tutela vivevano anche i figli e le schiave, cui la padrona di casa assegnava i vari lavori domestici. Essa filava e tesseva, controllava il lavoro affidato alle schiave e organizzava le cerimonie familiari e i banchetti, ai quali, però, non prendeva parte.
  • Essa usciva in rare occasioni, come le feste di matrimonio o le feste religiose. In effetti, il solo campo della vita sociale in cui le donne potevano godere degli stessi diritti degli uomini, era proprio quello religioso, in quanto le donne sposate e madri di famiglia, con un'ottima reputazione, potevano essere elette sacerdotesse.
  • A Sparta, invece, le donne godevano di una maggiore libertà, in quanto venivano educate fuori casa, frequentavano le palestre, potevano non occuparsi della casa e non curarsi della crescita dei figli. Era più importante dedicarsi alla danza e agli esercizi ginnici, così da fortificarsi e dare alla luce figli più sani e robusti.

La donna nella società romana

  • Nei primi secoli della sua storia il diritto romano rifletteva le regole di una società in cui capo indiscusso era l'uomo: soltanto lui godeva dei diritti politici (votare, eleggere e farsi eleggere, percorrere la carriera politica, il cursus honorum). La donna ne era del tutto esclusa. Essa era costantemente sotto tutela, cioè in manu: dalla manus protettiva e imperativa del padre passava, anche senza il suo consenso, a quella del marito.
  • Le donne romane non avevano diritto al nome proprio. Nel caso avesse un nome proprio, questo non doveva essere conosciuto se non dai più stretti familiari e non doveva mai essere pronunciato in pubblico.
  • In altre parole i compiti della donna romana e i suoi diritti non si discostano in maniera sostanziale da quelli della donna greca: per entrambe il compito principale era occuparsi della casa e dei figli. A questo proposito possiamo citare Cornelia, la celebre “madre dei Gracchi”.

La donna nella società medievale

  • Nel Medioevo abbiamo la scissione della figura della donna in due: da una parte ritroviamo la cosiddetta donna-angelo con la Madonna come donna per eccellenza. La donna-angelo era la madre di famiglia, la sposa fedele, colei che curava il focolare domestico. Ad essa si contrappone l'immagine della donna-strega, colei che porta l'uomo a commettere peccato (Eva).
  • La celebre Giovanna d'Arco incarna entrambe le figure di donna: essa è una santa, una liberatrice e si presenta come inviata di Dio, ma fu fatta ardere viva come strega.

La donna nella società vittoriana

  • In Victorian age there is double soul: puritan, chaste and repressive but also sensual and uninhibited.
  • The condition of women in the Victorian is the symbol of the difference between power and national wealth of England and the backward social condition. During the era symbolized by the reign of Queen Victoria, women's lives became increasingly difficult because of the spread on the ideal "woman angel", shared by most of society.
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