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Il debito

Di Alberto Giunta

ITC D. Bramante, Pesaro

2012/2013

Indice.

  • Premessa. 3.
  • Il debito. 4.
  • In Italia. 5.
  • Le cause. 7.
  • Gli effetti. 11.
  • Le soluzioni. 13.
  • Fonti. 16.

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Premessa

Non è la politica, non sono i sentimenti, non è la forza di volontà che governano il mondo che conosciamo, ma è l’economia. A ben pensarci questa incarna i desideri e l’egocentricità, la solidarietà o perfino il menefreghismo di ognuno di noi.

L’economia, intersezione tra le scienze umane, inesatte, e le scienze naturali, per loro natura esatte, è presente anche nelle società più semplici e meno evolute: ognuno mangia solo quello che caccia? Pseudo liberismo. Si caccia e si spartisce con gli altri il bottino? Simil socialismo. Come si può notare l’economia è alla base di quasi ogni decisione anche minimamente razionale.

Io personalmente ho cominciato a seguire con più attenzione questo fenomeno soltanto da pochi anni a questa parte, seguendo maggiormente la vita istituzionale italiana, e soprattutto dopo due incontri chiave relativi all’argomento: il primo a Rimini, nell’ottobre scorso, dove ho assistito a interventi di alcuni degli economisti più famosi del mondo: Grossman, Kostoris, Galli; il secondo durante la giornata di autogestione della scuola, con il professore di Storia del Pensiero Economico Giorgio Gattei, dell’Università di Bologna.

Le argomentazioni di tutti questi personaggi di spicco nel mondo economico italiano e mondiale mi hanno decisamente incuriosito e interessato all’argomento, che è tra l’altro oggetto frequente di discussioni tra i piani alti del Paese.

È per questo che ora parlerò del debito pubblico italiano, delle sue cause, dei suoi effetti, e delle sue possibili soluzioni, ammesso che questo possa realmente essere considerato un problema.

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Il debito

Siamo nel periodo che va dal Medioevo fino al XIX secolo.

I sovrani fanno richiesta e usufruiscono di un’ingente quantità di denaro preso in prestito per una migliore gestione del loro Impero. Quando l’ammontare dei debiti diventa insostenibile, i Sovrani svalutano ai danni del popolo il valore reale del denaro in circolazione, impoverendo di metalli preziosi le monete per poi riconiarle lasciando immutato il loro valore nominale, e ottenendo al contempo nuove ricchezze con cui risanare le casse del Regno. Questa è la storia, raccontata dal giornalista Tonino Perna de “Il Manifesto”, del “debito del sovrano”.

Oggi di Sovrani non ne sono rimasti, i Monarchi sono in via di estinzione e hanno comunque un potere puramente rappresentativo: tutto è stato sostituito dallo Stato che ha continuato a contrarre debiti e chiedere un sacrificio ai propri cittadini, anche se con modalità del tutto differenti. Per questo si parla ora di debito pubblico, dove il settore pubblico di uno Stato contrae debiti attraverso l’emissione di titoli, con lo scopo di reperire unicamente risorse finanziarie.

I Titoli di Stato italiani sono composti principalmente di BTP per il 65% e BOT per il 9%.

Dipartimento del Tesoro, dati aggiornati al 31 maggio 2013.

Le obbligazioni vengono sottoscritte da famiglie, imprese o istituzioni finanziarie, che prestano il loro denaro allo Stato in cambio di un interesse, denaro che lo Stato userà a copertura del deficit pubblico, naturale sintomo di un eccesso di spesa pubblica rispetto alle entrate.

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In Italia

Probabilmente il più grosso problema della finanza pubblica italiana da alcuni anni a questa parte è l’eccessivo livello di debito pubblico che si è andato formando nel tempo.

Fino al 1970 circa, il debito pubblico italiano mantenne un profilo piuttosto basso, nei primi anni anche grazie alle politiche finanziarie liberiste avute nel dopoguerra con Luigi Einaudi (prima governatore della Banca d’Italia, poi Presidente della Repubblica).

L’anno spartiacque è identificato con il 1963, anno in cui si raggiunse il livello minimo di debito pubblico dal dopoguerra, e anno dopo il quale il debito cominciò la sua progressiva espansione fino ad arrivare al livello attuale.

In questi anni in Italia si assistette a un notevole aumento della spesa pubblica finalizzata all’istituzione di un migliore welfare state e all’attuazione di politiche keynesiane a sostegno della domanda globale.

Contemporaneamente però lo Stato non si assicurò un aumento dal lato delle entrate con una maggiore imposizione fiscale, e finì inevitabilmente col dover far fronte a un notevole incremento del deficit di bilancio.

Nel decennio ’70 – ’80 la situazione si fece particolare: l’economia italiana era gravata da una forte inflazione, inasprita dall’emissione di moneta da parte della Banca d’Italia (finalizzata all’acquisto dei titoli di stato non collocati sul mercato) ma che ebbe dei lati positivi dal punto di vista della svalutazione del debito, che rientrò in limiti accettabili.

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Sintesi

Introduzione tesina sul debito pubblico italiano

Non è la politica, non sono i sentimenti, non è la forza di volontà che governano il mondo che conosciamo, ma è l’economia. A ben pensarci questa incarna i desideri e l’egocentricità, la solidarietà o perfino il menefreghismo di ognuno di noi.

L’economia, intersezione tra le scienze umane, inesatte, e le scienze naturali, per loro natura esatte, è presente anche nelle società più semplici e meno evolute: ognuno mangia solo quello che caccia? Pseudo liberismo. Si caccia e si spartisce con gli altri il bottino? Simil socialismo.

Come si può notare l’economia è alla base di quasi ogni decisione anche minimamente razionale. Io personalmente ho cominciato a seguire con più attenzione questo fenomeno soltanto da pochi anni a questa parte, seguendo maggiormente la vita istituzionale italiana, e soprattutto dopo due incontri chiave relativi all’argomento: il primo a Rimini, nell’ottobre scorso, dove ho assistito a interventi di alcuni degli economisti più famosi del mondo: Grossman, Kostoris, Galli; il secondo durante la giornata di autogestione della scuola, con il professore di Storia del Pensiero Economico Giorgio Gattei, dell’Università di Bologna. Grazie a questi incontri ho deciso di svolgere la mia tesina sul debito pubblico italiano.

Le argomentazioni di tutti questi personaggi di spicco nel mondo economico italiano e mondiale mi hanno decisamente incuriosito e interessato all’argomento, che è tra l’altro oggetto frequente di discussioni tra i piani alti del Paese.

È per questo che ora parlerò del debito pubblico italiano nella mia tesina di maturità, delle sue cause, dei suoi effetti, e delle sue possibili soluzioni, ammesso che questo possa realmente essere considerato un problema.

Collegamenti

Tesina sul debito pubblico italiano

  • Economia delle finanze - Il debito pubblico, finanza pubblica, spesa ed entrate pubbliche.
  • Matematica - I problemi di scelta, la ricerca operativa.
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