Gabriele D'Annunzio
Vita e opere
Gallo Giuseppe
Maturità 2013 Italiano
Maturità
2013 (La vita)
Gabriele D’Annunzio nacque nel 1863 a Pescara da una famiglia borghese molto abbiente, e studiò presso una delle scuole più aristocratiche e prestigiose dell’Italia del tempo, il Collegio Cicognini di Prato. Intellettuale prodigio, esordì a soli sedici anni con il libretto di versi “Primo Vere” che non passò inosservato agli occhi della critica e si trasferì due anni dopo a Roma per frequentarvi l’Università. Abbandonò tuttavia gli studi perché più interessato ai salotti nobili e alto borghesi che all’istruzione accademica, e acquistò subito notorietà grazie all’attività di produzione di articoli di giornale, di versi, di opere narrative ad alto contenuto erotico e tramite una vita spregiudicata fatta di scandali, avventure galanti, lussi e ripetuti duelli.
Dopo un primo periodo di vita da “esteta” in cui D’Annunzio, sprezzando le masse e la diffusione della cultura, si circondò di oggetti belli e costosi e tentò di trasformare la propria stessa esistenza in un’opera d’arte, l’artista attraversò un momento di dura crisi all’inizio degli anni Novanta, epoca in cui cominciò ad andare alla ricerca di tematiche e forme espressive nuove. Le trovò nel mito del “superuomo”, approssimativamente ispirato alle teorie filosofiche di Nietzsche e poi approfondito in maniera personale e nuova. La svolta lo spinse a manifestare la propria eccezionalità nel vivere (da lui chiamata “vivere inimitabile”) non solo in scelte di tipo estetico, ma anche e soprattutto nell’ideazione e supporto ad attività politiche. Tentò così l’avventura parlamentare nel 1897 come deputato dell’estrema destra, e passò platealmente nel 1900 allo schieramento di sinistra, in linea con quell’ambiguità e irrazionalità tipica della posizione estetizzante e vitalistica che abbracciava.
Italiano
Maturità
2013
Nel 1898 decise di riservare parte della propria attività al teatro: ma, a causa dei creditori che non gli davano respiro, si sentì costretto a fuggire dall’Italia nel 1910 e a rifugiarsi in Francia, dove continuò la propria produzione letteraria e teatrale scrivendo anche in lingua francese.
Allo scoppio della I Guerra Mondiale D’Annunzio tornò in patria e intraprese un’intensa campagna interventista, che ebbe notevole influenza sull’opinione pubblica e spinse il Paese all’entrata in guerra. Nel dopoguerra si mise a capo di un gruppo di volontari e marciò trionfalmente sulla piccola cittadina di Fiume, rivendicandone l’appartenenza al popolo italiano e dando voce, con quel gesto, alla disapprovazione e polemica contro la “vittoria mutilata” che il governo aveva accettato alla fine del conflitto. A Fiume il vate instaurò un dominio personale sfidando lo Stato Italiano: scacciato con le armi, strinse rapporti con Mussolini e fu celebrato come Padre della Patria dal fascismo, che però, avendone un po’ paura, lo confinò in una suntuosa villa di Gardone. Fu qui che D’Annunzio visse gli ultimi anni: trasformò la villa in un mausoleo vivente, con suppellettili costose e ricercatissime, statue che lo rappresentavano, lussi e comodità.
Qui morì, ormai stanco e malato, all’età di 75 anni. Era il 1938.
Le opere e i temi
La raccolta poetica d’esordio “Primo Vere” (1879), “Canto Novo” del 1882 e le novelle di “Terra Vergine” dello stesso anno sono le prime opere di D’Annunzio: influenzate dagli scritti contemporanei di Carducci e Verga, mostrano un’attenzione per la realtà concreta, per la natura solare e per un interesse di tipo quasi panistico, ma presentano visioni cupe e mortuarie in perfetta ottica decadente. “Il libro delle Vergini” (1884), “San Pantaleone” (1886) e “Novelle della Pescara” (1902) si distaccano dall’interesse sociale e documentario del Verismo per inserirsi in una cornice irrazionalista dichiaratamente decadente.
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Maturità
2013
Ben presto D’Annunzio si sposta verso un estetismo che lo porta ad affermare che “Il Verso è tutto” e a vivere come un difensore della bellezza, della pura arte e della sensibilità. Ma con il suo romanzo più famoso, “Il piacere” (1889), questa fiducia nella capacità di giudizio dell’esteta viene decisamente meno. Il vate si rende conto dell’intima debolezza di questa figura che non ha nessuna forza di opposizione contro la borghesia in ascesa e che, abituato all’isolamento sdegnoso contro le masse, non potrà mai cambiare nulla.
“Il piacere” ha per protagonista Andrea Sperelli, un esteta che altro non è che il corrispettivo di D’Annunzio stesso: è un giovane aristocratico, colto, sostenitore dell’arte, che come ogni buon esteta vuole costruire la propria vita come si fa con un quadro o una statua. Ma tale intento diviene una forza autodistruttrice per Andrea, che finisce per rimanere triste e solo nella sua sconfitta.
A “Il piacere” segue una fase di incerte sperimentazioni che cercano di distaccarsi il più possibile dall’estetismo. È però solo con il “Trionfo della morte” (1894) che l’artista inizia a proporre una nuova figura mitica, seppur ancora non completamente definita: il “superuomo”. Il concetto parte da alcuni aspetti del pensiero di Nietzsche, che vengono però semplificati e forzati entro un diverso sistema di concezioni: anzitutto ci si scaglia contro il conformismo borghese e i principi egualitari colpevoli di livellare e banalizzare la personalità; in secondo luogo si esalta lo spirito vitalistico, ovvero gioioso, energico, pieno, capace di andare contro le convenzioni, i pregiudizi e gli scandali; infine si rifiuta la pietà, la compassione, l’altruismo, che sono visti come retaggio della tradizione cristiana e giudicati ostacolo alla gioia del vivere.
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Maturità
2013
La voglia di affermarsi, di celebrare la propria individualità e di creare qualcosa di nuovo si impongono come le caratteristiche di un nuovo uomo, superiore alle masse: il superuomo. Nel “Trionfo della morte” viene abbozzata una figura umana che ricerca un nuovo senso della vita, ma che cede infine alla morte: la vera svolta ideologica si registra solo con “Le vergini delle rocce” del 1895, dove si descrive un eroe sicuro, che procede senza esitazione verso la meta. È questo il manifesto politico del Superuomo dannunziano.
Tale nuova linea di personaggi è confermata da “Fuoco” (1900), “Forse che sì forse che no” (1910) e soprattutto nella produzione teatrale (una tra tutti, “Città morta” del 1986).
La sera fiesolana
Maturità 2013
La poesia che segue è trattata dalla raccolta Alcyone, che rappresenta l’apice della esperienza poetica di D’Annunzio. In essa il poeta approfondisce la sua ricerca sulla parola per darle quella evocatrice capace di oltrepassare i confini della descrizione e trasmettere soprattutto emozioni e suggestioni. Metro: tre strofe di 14 versi, endecasillabi, novenari, settenari, quinari liberamente alternati e rimati, inframmezzate da «riprese» di tre versi.
Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscío che fan le foglie
del gelso ne la man di chi le coglie
silenzioso e ancor s’attarda a l’opra lenta
5 su l’alta scala che s’annera
contro il fusto che s’inargenta
con le sue rame spoglie
mentre la Luna è prossima a le soglie
cerule e par che innanzi a sé distenda un velo
10 ove il nostro sogno si giace
e par che la campagna già si senta
da lei sommersa nel notturno gelo
e da lei beva la sperata pace
senza vederla.
15 Laudata sii pel tuo viso di perla,
o Sera, e pè tuoi grandi umidi occhi ove si tace
l’acqua del cielo!
Dolci le mie parole ne la sera
ti sien come la pioggia che bruiva
20 tepida e fuggitiva,
commiato lacrimoso de la primavera,
su i gelsi e su gli olmi e su le viti
e su i pini dai novelli rosei diti
che giocano con l’aura che si perde,
25 e su ’l grano che non è biondo ancóra
e non è verde,
e su ’l fieno che già patì la falce
e trascolora,
e su gli olivi, su i fratelli olivi
30 che fan di santità pallidi i clivi
e sorridenti.
Italiano
Maturità
2013
Laudata sii per le tue vesti aulenti,
o Sera, e pel cinto che ti cinge come il salce
il fien che odora!
35 Io ti dirò verso quali reami
d’amor ci chiami il fiume, le cui fonti
eterne a l’ombra de gli antichi rami
parlano nel mistero sacro dei monti;
e ti dirò per qual segreto
40 le colline su i limpidi orizzonti
s’incúrvino come labbra che un divieto
chiuda, e perché la volontà di dire
le faccia belle
oltre ogni uman desire
45 e nel silenzio lor sempre novelle
consolatrici, sì che pare
che ogni sera l’anima le possa amare
d’amor più forte.
Laudata sii per la tua pura morte
50 o Sera, e per l’attesa che in te fa palpitare
le prime stelle!
Analisi del testo
La terza strofa, infine, introduce il poeta e s’inargenta. Nella seconda strofa, poi, la sua interlocutrice silenziosa in un mondo magico-mitico (i «reami d’amor»), dove le colline s’incurvano «come labbra». L’enumerazione (ai vv. 22-23 e 25-29) serve al poeta per fissare in immagini visive e uditive l’impressione fuggevole della pioggia.
Rivolgendosi a un’interlocutrice che rimane silenziosa, il poeta la rende partecipe delle sensazioni e del particolare clima di una sera che prelude all’estate, nella cornice delle colline Fiesole. Il poeta vuole trasmettere la visione di una natura animata, fino a non distinguere più tra paesaggio e sentimento, con la conseguente rappresentazione della sera con sembianze umane. Rivolgendo il suo invito alla donna, intende renderla partecipe di un’esperienza amorosa da vivere in armonia e in simbiosi con le trasformazioni di luce, di colori e di paesaggio.
La ripresa di espressioni che appartengono alle laudi e, in particolare, al Cantico di san Francesco non rinviano a un sentimento religioso che il poeta non possiede, quanto, piuttosto, al senso di mistero che pervade la poesia.
Struttura e temi
L’intero testo della poesia si sviluppa in tre ampi periodi che coincidono con le tre strofe, con un’assenza quasi totale della punteggiatura, a sottolineare l’aspetto di libero fluire di immagini, nate per associazione più che per nessi logici.
Siamo di fronte a un testo nel quale il lavoro di D’Annunzio sulla forma si manifesta con grande evidenza. Notevole appare la libertà con cui il poeta ha costruito le strofe, con l’alternanza di versi di varia lunghezza (anche più lunghi dell’endecasillabo, quasi a rimarcare l’intenzione del poeta di andare oltre gli schemi rigidi della matrice tradizionale). Gli stessi frequenti enjambement svolgono questa funzione di superamento del verso chiuso, in favore di ritmi autonomi e che meglio si adattano agli stati d’animo.
Curata è la ricerca degli effetti musicali, sin dai primissimi versi (si veda la doppia serie di allitterazioni sui suoni «f» e «s»); ma anche la ripetizione di alcuni costrutti verbali: «s’attarda... s’annera... s’inargenta».
Il lessico è ricercato e, come sempre in D’Annunzio, attinto dal linguaggio letterario («opra», «aura», «clivi», «aulenti»). La formula «Laudata sii» riecheggia esplicitamente il Cantico delle creature di san Francesco. È largamente presente la similitudine (ai vv. 2, 19 e 41), che istituisce un rapporto tra mondo naturale e mondo umano. Di grande effetto la sinestesia d’apertura della poesia («Fresche le mie parole»).
Il fascismo e lo Stato Italiano
La storia
Gallo Giuseppe
Maturità 2013
Il fascismo e lo Stato Italiano
Il fascismo è un movimento politico e regime di carattere totalitario, cioè che si riferisce alla totalità senza eccezione su persone o cose considerate.
Il fascismo deriva dal “fascio littorio”, un simbolo di potere dell’antica Roma. Nacque in Italia nel 1919 per iniziativa di Benito Mussolini, dove conquistò il potere nel 1922, conservandolo fino al 1943.
Alla fine della prima guerra mondiale l’Italia si trovò in una grave crisi economica.
Si verificarono situazioni alquanto difficili, nelle campagne, fra la piccola e media borghesia, i cui risparmi erano stati colpiti dalla svalutazione della lira, serpeggiava il malcontento. L’Italia ottenne anche risultati negativi alla conferenza di Parigi.
Fra il 1919 (nascita del fascismo) e il 1920 viene ricordato come il biennio rosso dove si verificano agitazioni sindacali e occupazioni di fabbriche, che sembravano preludere ad uno scoppio rivoluzionario che non avvenne. Nel frattempo nacquero nuove formazioni politiche come il Partito popolare, di ispirazione cattolica (1919) e il Partito comunista (1921) nato in seguito ad una scissione al Partito socialista.
Il movimento fascista di Benito Mussolini guadagnava sempre più simpatie verso il popolo. Mussolini sosteneva una politica nazionalistica, aggressiva e antisocialista.
Esso trovò l’appoggio degli industriali, dei proprietari terrieri, da parte dell’esercito, dalla piccola e media borghesia, combattendo con metodi violenti gli oppositori politici. Infatti, le squadre fasciste si resero responsabili di ogni tipo di devastazione, pestaggi e delitti contro sedi e rappresentanti di organizzazioni politiche e cattoliche.
Da ricordare la data del 28 ottobre 1922, quando fu organizzata la marcia su Roma da Benito Mussolini e i suoi sostenitori. Il presidente del Consiglio Luigi Facta esortò il re Vittorio Emanuele III a dichiarare lo stato di assedio e a sciogliere la manifestazione con forza, ma il monarca si rifiutò e nominò Mussolini presidente del Consiglio incaricandolo della formazione di un nuovo governo. Nel 1924, infatti, in base ai risultati positivi delle elezioni si vide il successo dei fascisti, un successo che si ottenne in un clima di brogli e intimidazioni, denunciato in Parlamento dal deputato socialista Giacomo Matteotti che venne rapito e ucciso.
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Introduzione tesina su Gabriele D'Annunzio
Questa tesina di maturità si incentra su Gabriele D'Annunzio, le sue opere, il suo pensiero letterario. Tesina maturità argomenti: in Italiano Gabriele D'Annunzio, vita e opere, in Storia il fascismo e lo Stato italiano, in Inglese inductance, capacitance, impedance, in Matematica lo studio di una funzione frazionaria, in Impianti Elettrici il rifasamento, in T.D.P. il PLC, in Elettrotecnica il trasformatore e la misurazione della potenza attiva nei sistemi trifase.
Collegamenti D'Annunzio
- Italiano - Gabriele D'Annunzio, vita e opere.
- Storia - Il fascismo e lo Stato italiano.
- Inglese - Inductance, Capacitance, Impedance.
- Matematica - Lo studio di una funzione frazionaria.
- Impianti Elettrici - Il rifasamento.
- T.D.P. - Il PLC.
- Elettrotecnica - Il trasformatore e la misurazione della potenza attiva nei sistemi trifase.