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Introduction
I decided to present you my thesis in two ways: the first one written and binding, while in the second I can show you my work in a web site.
That thesis works around 3 main subject linked between them:
History, Italian literature and right
The History part is about the Second World War and influence of Fascist movement in Italy, which has influenced a lot of great exponents of Italian literature as Luigi Pirandello.
I’ll speak about Pirandello’s life deepening two of his major works: “Uno, nessuno, centomila” that has been last and perhaps greatest Pirandello’s novel and “Il fu Mattia Pascal”.
After all, I’ll introduce the fascism laws and characters of dictatorship of Fascism in Right.
I hope that you will enjoy my presentation.
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Storia
- Il fascismo e lo Stato italiano
- 2° guerra mondiale e caduta del fascismo
Italiano
- Pirandello e il fascismo
- La vita e lo stile
- “Uno, nessuno, centomila”
- “Il fu Mattia Pascal”
Diritto
- “Le leggi fascistissime”
- I caratteri principali della dittatura fascista
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Il fascismo e lo Stato italiano
Il fascismo è un movimento fondato in Italia da Benito Mussolini nel 1919 con la conseguente conquista del potere nel 1922. Benchè non costituisca un fenomeno esclusivamente italiano, il fascismo ha avuto origine nel nostro Paese come reazione e conseguenza della grave crisi politica ed economica seguita alla prima guerra mondiale.
La classe dirigente, aveva voluto spingere l’Italia nel conflitto, senza prevedere le gravissime perdite umane che ne sarebbero derivate.
Così, dopo la fine vittoriosa, si era trovata improvvisamente costretta a dover fronteggiare una situazione difficilissima, ricca di tensioni e contrasti interni, dove gli interessi dei gruppi economico-sociali privilegiati si scontravano con le aspirazioni della maggioranza della popolazione, fino ad allora tenuta ai margini della vita dello Stato.
Il ritorno alla “normalità” non aveva offerto a milioni di reduci la meritata ricompensa, dopo i lunghi anni di pericoli e sofferenza in trincea. Anzi, insieme al dissesto delle finanze pubbliche, che i responsabili al governo non riuscivano a sanare, l’aumento dei prezzi e il diffondersi della disoccupazione alimentavano le agitazioni popolari.
In questo sconvolgimento sociale, dove l’inefficienza economica stimolò il rafforzamento dei partiti di massa, con una forte crescita dei socialisti, soprattutto fra gli operai, nacque e si andò affermando il movimento fascista.
Mussolini capì che la debolezza della classe dirigente, incapace di stabilizzare la situazione economica e sociale, si poteva vincere solo conquistando i favori dei gruppi dominanti del padronato industriale e dei proprietari terrieri, sempre più intolleranti verso le manifestazioni popolari e pronti ad appoggiare chiunque fosse disposto a usare la “mano forte”.
Così, nel giro di pochi mesi, la propaganda fascista conquistò terreno e, senza far segreto di una volontà autoritaria, dichiaratamente antidemocratica, cercò di sfruttare il malcontento e di incanalare la spinta reazionaria delle forze borghesi e conservatrici.
Il movimento fascista, divenuto partito nel novembre del 1921, cercò di darsi una dottrina e, poiché il grande momento per i socialisti era passato, Mussolini, prima di puntare decisamente al potere, tentò la politica delle alleanze.
Entrò, per le elezioni del 1921, nei blocchi nazionali giolittiani, ottenne un primo successo mandando alla camera 35 deputati e cercò l’alleanza con i socialisti e i popolari.
La marcia su Roma non fu tuttavia la conquista del potere, ma il cammino verso il potere e, mentre socialisti e comunisti si schierarono subito all’opposizione, molti rappresentanti della vecchia classe politica liberale, si illusero di poter controllare l’ascesa del fascismo al potere, incanalandolo nell’ambito della vita democratico-parlamentare.
Il primo governo Mussolini poté così ottenere una larga maggioranza alla Camera. Ma la speranza di una rapida normalizzazione non si realizzò, mentre lo svuotamento delle istituzioni parlamentari e l’avvio verso un sistema dittatoriale cominciarono subito con l’inquadramento delle camicie nere nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, vero esercito di partito messo direttamente “agli ordini del capo del governo” e con la creazione del Gran Consiglio del Fascismo destinato nel 1928 a diventare l’organo supremo che avrebbe coordinato e integrato tutte le attività del regime.
Inoltre, la riforma elettorale del 1924, non solo non mise a tacere le intimidazioni fasciste, ma accentuò le violenze e i brogli elettorali, che il deputato socialista Matteotti denunciò alla Camera, anche se l’atto coraggioso gli costò la vita ad opera di alcuni sicari fascisti.
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Nonostante lo sdegno dell’opinione pubblica e la reazione degli altri partiti che abbandonarono il Parlamento, Mussolini, con il discorso del 3 gennaio 1925, diede una svolta decisiva al regime dittatoriale.
Furono varate le leggi fascistissime che consacrarono la nuova struttura e lo strapotere dello Stato. Ogni speranza legalitaria o di riporto alla legalità del fascismo cadeva.
Essa moriva con la soppressione della libertà di stampa, le persecuzioni contro gli antifascisti, col ripristino della pena di morte, l’istituzione di un tribunale speciale per i reati politici, l’istituzione dell’O.V.R.A. (polizia politica segreta), e con l’attribuzione al potere esecutivo di emanare norme di legge.
Il Parlamento risultò svuotato di ogni prerogativa e le elezioni (1929) vennero ridotte a semplici plebisciti di approvazione di una “lista unica” di deputati designati dal Gran Consiglio.
Il capo del governo, che era contemporaneamente duce del fascismo, prese a occupare il vertice della piramide politica, che simboleggiava l’ordinamento gerarchico del regime, e venne sottratto a qualunque controllo o sanzione, con l’obbligo di rispondere solo al sovrano.
Con le elezioni plebiscitarie del 1929 Mussolini poté contare su una Camera tutta composta da fascisti e il carattere totalitario del fascismo finì rapidamente per coinvolgere ogni settore della vita italiana.
Inoltre, dopo aver costretto la maggioranza degli oppositori a patire carcere e violenze o a trovare asilo politico all’estero, per meglio rafforzare la propria posizione interna, il regime fascista aveva trovato un accordo con la Chiesa cattolica, realizzando attraverso i Patti Lateranensi del 1929 la conciliazione fra lo Stato italiano e la Santa Sede, così da garantire a Mussolini l’appoggio delle più alte gerarchie ecclesiastiche.
L’ascesa del fascismo culminò nel 1936 con la conquista dell’Etiopia, la proclamazione dell’impero e la vittoria sulle sanzioni economiche proclamate da cinquantadue Stati della Società delle Nazioni che aveva condannato l’aggressione italiana in Africa.
Mussolini, seguendo l’esempio di Hitler, promulgò le leggi razziali nel 1938-39 segnando la prima vera scissione tra il Paese e il regime.
Nel 1940 l’Italia, assolutamente impreparata, fu trascinata dalla Germania nel secondo conflitto mondiale e ciò determinò la progressiva caduta del fascismo.
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