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Il regime e i mass media: cronaca di uno sviluppo censurato

Nicolò Carosio (1907-1984), giornalista e cronista radiotelevisivo italiano, è stato per oltre trent’anni la voce della Nazionale Italiana di calcio. Fu una delle prime star radiotelevisive della nostra nazione; ha raccontato le cavalcate vincenti ai Mondiali del ’34 e del ’38.

Libertà va cercando, ch'è si cara come sa chi per lei vita rifiuta.

(Dante, Purgatorio I, v. 71)

A cura di: Giovanni Marrucci

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Indice

0. Introduzione

1. Il concetto di libero pensiero

1.1. La definizione di Immanuel Kant

1.2. La libertà di pensiero come diritto

1.3. Una continua conquista

2. Il contesto storico

2.1. Cronologia dell’Italia fascista

3. La censura attraverso i mass media negli anni del fascismo

3.1. Brevi cenni storici: lo sviluppo dei mass media in Italia

3.1.1. La radio (invenzione e diffusione in Italia)

3.1.2. I giornali negli anni del fascismo

3.1.3. Il cinema in Italia

3.2. La censura fascista

3.2.1. Un primo caso di censura: Mussolini e D’Annunzio

3.2.2. Le leggi fascistissime e la fine della libertà di stampa

3.2.3. Il decollo della radio, strumento esclusivo del regime fascista

3.2.4. La censura attraverso i giornali

3.2.5. “La cinematografia è l’arma più forte”

4. Come reagire alla repressione

4.1. Tacito e la sua posizione nell’Agricola

4.2. Croce vs Gentile: cenni di un dibattito intellettuale

4.2.1. Il regime e gli intellettuali

4.2.2. Gentile e il “Manifesto degli intellettuali fascisti”

4.2.3. Croce e il “Manifesto degli intellettuali antifascisti”

5. Montale, l’antifascista

5.1. “La primavera hitleriana” ed il tema politico

6. Cenni di una censura moderna e conclusioni

0. Introduzione

Pensare liberamente. Esporre opinioni libere, nostre, autentiche. Una conquista dei nostri tempi, almeno sulla carta. La cosiddetta libertà di pensiero che rende la società varia, disomogenea, non standardizzata verso un’unica direzione.

La libertà di pensiero è forse la base di un uomo libero, in tutti gli aspetti. La mia tesina si muove attraverso questa linea guida, ma soffermandosi su di un caso in particolare: la censura e la repressione del pensiero nel regime totalitario fascista.

In realtà questa tesina ha una storia abbastanza travagliata, o per meglio dire “romanzata”. Partito infatti con l’intento di approfondire lo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa agli inizi del ‘900, ho cercato in seguito di ripiegare su una soluzione meno vasta e confusa. E così, dopo ripensamenti vari, cercando di sposare anche un altro dei filoni che mi premevano di più, ovvero quello della libertà di pensiero, ho deciso di analizzare lo sviluppo (e la conseguente censura) dei mass media in Italia durante il periodo fascista. 2

L’obiettivo non è tanto quello di condannare, o comunque giudicare, tale sviluppo con annessa censura, bensì quello di voler dimostrare che in Italia, per la prima volta, durante quel ventennio i mezzi di comunicazione di massa assunsero un ruolo fondamentale, o meglio decisivo, nelle dinamiche sociali. La spinta che Mussolini dà allo sviluppo di strumenti potenzialmente “totali” (con riferimento alla possibilità, attraverso di essi, di raggiungere l’intera popolazione) quali possono essere cinema, radio e giornali si rivelerà determinante nell’innesco di quel processo che ci ha portato a concepire i mezzi di comunicazione così come li concepiamo oggi. Con questo non voglio dire che Mussolini “ha inventato” la comunicazione di massa, bensì che è stato il primo italiano, insieme ai Futuristi e a D’Annunzio, rivelatosi capace di promuovere e sfruttare, mosso da interessi esclusivamente propri, i debuttanti mass media. A lui si deve l’“iniziazione” del sistema radiofonico italiano, a lui il decollo del cinema come strumento d’evasione, come nuovo svago della massa. A lui, è doveroso ricordarlo, si deve però anche la totale repressione della libertà di stampa negli anni del suo regime, oltre al tristemente noto concorso di colpa che ha portato allo sterminio di milioni di ebrei.

Opposta al grandioso progresso delle tecniche di comunicazione, è la totale unidirezionalità che contraddistingue radio, stampa e cinema mussoliniani. Oltre ai giornali di stampo unicamente fascista (per entrare nell’Albo dei Giornalisti era necessario il tesserino del partito fascista), è da ricordare il caso della radio, la quale si può considerare vera e propria “creatura” nelle mani del Duce. “Creatura” perché fu Mussolini, come detto, ad introdurla in Italia. Tale strumento non venne però condiviso con altre forze politiche, neanche clandestinamente, ma divenne un vero e proprio “organo ufficiale” del regime, soprattutto nel secondo decennio. Discorso a parte è quello del cinema, mai troppo influenzato dalle volontà fasciste, se non per i cinegiornali che venivano proiettati prima di qualsiasi pellicola, nella veste di “esaltatori” del periodo fascista.

In definitiva, nel ventennio fascista, il fenomeno della comunicazione comincia a coinvolgere sempre più persone, che siano esse intese come pubblico o come operatori del settore.

Nel concreto, la mia ricerca di studio prenderà le mosse dal “lieto fine”, ovvero dal riconoscimento della libertà di pensiero come diritto, avvenuto nel 1948 grazie alla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. In seguito, andrò ad analizzare in maniera dettagliata lo sviluppo di radio, giornali e cinema in Italia nel periodo che è compreso tra le due Guerre Mondiali, portando alla luce la rigorosa censura pro fascismo alla quale il Duce sottopose tali mezzi. Particolare attenzione andrà, come detto, al mezzo radiofonico, decisamente il “più rivoluzionario” dei tre per l’epoca. Dopodiché prenderò in considerazione alcuni metodi di reazione alla repressione, attraverso le personalità di Tacito e Benedetto Croce. Prima di concludere, ci sarà spazio per Montale ed alcuni, significativi versi de “La primavera hitleriana”. Infine, ecco un piccolo accenno alla censura moderna, che corre attraverso la rete ed il suo social network principe, “Facebook”.

Le fonti utilizzate sono sia cartacee, sottoforma di libri di testo, che virtuali, sottoforma di siti internet.

L’obiettivo del mio approfondimento, a cavallo tra storia, letteratura, filosofia e attualità, è quello di indagare le origini della società moderna attraverso l’analisi di mezzi, i mass media, con i quali ognuno di noi si è oramai abituato a convivere. Inoltre, vorrei una volta di più dimostrare che alla base di una società libera, vi è un pensiero che va necessariamente lasciato libero di muoversi. 3

1. Il concetto di libero pensiero

1.1. La definizione di Immanuel Kant

«Libertà di pensiero è la capacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro».

(Immanuel Kant)

Con queste parole Immanuel Kant (1724-1804), filosofo vissuto nel XVIII secolo definisce la libertà di pensiero. Egli riteneva infatti che la libera circolazione delle idee fosse il fondamento della conoscenza e dell’emancipazione dell’uomo.

Particolare rilievo assumono le parole «senza la guida di un altro». È questo uno dei temi portanti della mia ricerca di studio, ovvero l’importanza di sviluppare un pensiero originale, che provenga anche e soprattutto dall’interiorità della persona in sé, e che non sia esclusivamente frutto di un adeguamento alla moda o all’istanza culturale del tempo.

1.2. La libertà di pensiero come diritto

“Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo».

(dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, art. 18)

«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni

».

altro mezzo di diffusione (dalla Costituzione della Repubblica Italiana, art. 21)

«Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione: tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo e la libertà di manifestare individualmente o collettivamente, sia in pubblico che in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti […]».

(dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, art. 9)

Ecco le tre principali definizioni di libertà di pensiero, estrapolate da tre carte fondamentali riguardo i diritti dell’uomo.

Se ne deduce che, prima di tutto, la libertà di pensiero è un diritto di ogni uomo. Dunque nella società moderna, almeno sulla carta, a tutti è garantita la libera espressione e la libera diffusione delle proprie idee.

1.3. Una continua conquista

«La libertà illimitata d'espressione non è un dato di fatto ma una continua conquista, che l'obbligo dell'obbedienza non ha molto favorito fino a oggi. Non esiste un uso buono o cattivo della libertà d'espressione, esiste soltanto un uso insufficiente di essa». (Raoul Vaneigem)

È Raoul Vaneigem, filosofo belga ancora oggi vivente, a fornirci l’idea della libertà di pensiero come una continua conquista. L’“obbligo dell’obbedienza” ha da sempre condizionato l’uomo, rendendogli arduo il cammino verso la libertà di pensiero. Tale obbedienza si configura soprattutto come atteggiamento di reverenza alle “presunte verità” proposte da correnti culturali, ma anche religiose. L’uomo, di fronte all’incertezza 4

dell’esistenza, sviluppa la paura e ciò lo porta ad obbedire alle convenzioni e a determinati riti prestabiliti che garantirebbero la salvezza. Seppur non avendo un’idea ben precisa di ciò da cui si deve salvare, l’uomo blocca i propri istinti e quindi il proprio pensiero e le proprie opinioni. Di qui ecco «l’uso insufficiente» della libertà di pensiero menzionato da Vaneigem.

2. Il contesto storico

2.1. Cronologia dell’Italia fascista

«Il Fascismo è un movimento recente ed antico dello spirito italiano, intimamente connesso alla storia della Nazione italiana, ma non privo di significato e interesse per tutte le altre. Le sue origini prossime risalgono al 1919, quando intorno a Benito Mussolini si raccolse un manipolo di uomini reduci dalle trincee e risoluti a combattere energicamente la politica demosocialista allora imperante». (dal Manifesto degli intellettuali fascisti)

Per inquadrare il contesto storico, proporrò adesso un’accurata cronologia degli eventi accaduti negli anni del regime fascista.

1919, 21 marzo: Benito Mussolini fonda il Fascio Milanese di Combattimento; i 120 uomini che danno vita al movimento verranno detti poi Sansepolcristi dal nome della piazza nella quale avvenne la riunione.

1919, 12 settembre: Gabriele D'Annunzio conquista Fiume con una spedizione di volontari non autorizzata dal governo.

1920, 13 giugno: cade il governo Nitti perché impotente contro D'Annunzio; gli subentra Giolitti. I fascisti sono sconfitti alle elezioni.

1921, 1 luglio: cade il governo Giolitti e gli succede Ivanoe Bonomi; i fascisti guadagnano 35 deputati.

1921, 11 giugno: nel suo primo discorso Mussolini attacca Giolitti e offre alle sinistre un compromesso.

1921, 3 agosto: viene stipulato il Patto Zaniboni-Acerbo che segna una tregua negli scontri tra fascisti e socialisti.

1921, 7-10 novembre: Congresso Fascista.

1921, 9 novembre: nasce il Partito Nazionale Fascista; viene accantonato il patto Zaniboni-Acerbo.

1922, 25 febbraio: cade il governo Bonomi, gli succede Luigi Facta.

1922, 24 ottobre: il governo Facta non riesce ad arginare lo strapotere delle squadre fasciste; Mussolini dichiara: "O ci daranno il potere o lo prenderemo calando su Roma".

1922, 28 ottobre: la Marcia su Roma. Mussolini con i quadrumviri Bianchi, Balbo, De Bono e De Vecchi, guida 14.000 camicie nere nella capitale.

1922, 31 ottobre: Mussolini presenta al Re la lista dei ministri. Questo governo viene votato anche dalle forze moderate ed ottiene addirittura l'assenso di Giolitti.

1922, 16 novembre: Mussolini tiene alla camera il famoso "discorso del bivacco". Le squadre fasciste vengono trasformate nella Milizia Volontaria.

1924, 6 aprile: il "listone" fascista ottiene 374 rappresentanti alla camera: è il partito di maggioranza assoluta.

1924, 10 giugno: Giacomo Matteotti, dopo aver pronunciato un vibrante atto d'accusa contro il metodo violento fascista durante la competizione elettorale, viene rapito sul 5 lungotevere da uomini di fiducia del Duce, tra i quali Dumini, Volpi e Malacria, e assassinato.

1924, 27 luglio: tutti i deputati dell'opposizione, guidati da Giovanni Amendola, tranne i membri del PCI, si ritirano dalla Camera nella speranza che questo "Aventino" mandi in crisi il governo. Il fascismo accusa il colpo, ma proprio la divisione tra comunisti e "aventiniani" permette al governo di promulgare numerose leggi a proprio favore.

1924, 27 dicembre: scoppia la bomba del memoriale Rossi. L'ex capo dell'ufficio stampa del Duce accusa Mussolini di essere il mandante dell'omicidio Matteotti.

1925, 3 gennaio: Mussolini, con un discorso alla Camera, si accolla tutte le responsabilità delle violenze fasciste. Si instaurò così il regime fascista con le sue caratteristiche violente ed antidemocratiche.

1925, 4 novembre: Tito Zaniboni, ex deputato socialista, attenta alla vita del Duce, ma il suo gesto viene sventato dall'intervento della polizia.

1926, 7 aprile: Violet Gibson, inglese, spara alla tempia di Mussolini: un repentino balzo all'indietro salva il Duce dalla morte ma non da una ferita al naso.

1926, 11 settembre: terzo attentato al Duce, questa volta ad opera dell'anarchico Gino Lucetti, il quale lancia una bomba verso la macchina di Mussolini, senonché l'ordigno rimbalza contro lo sportello dell'auto ed esplode nella strada.

1926, 31 ottobre: quarto ed ultimo attentato a Mussolini. Anteo Zamboni, bolognese, dopo aver esploso un maldestro colpo di pistola verso la figura del Duce, viene linciato sul posto.

1926, 25 novembre: viene istituita la pena di morte. Gli antifascisti vengono confinati o imprigionati.

1928, 12 aprile: alla fiera di Milano muoiono 20 persone nel mancato attentato al Re.

1929, 11 febbraio: vengono stipulati i Patti Lateranensi.

1929, 24 marzo: si vota per il plebiscito. I sì al fascismo sono più di 8 milioni mentre i no sono 136 mila. Votò il 90 per cento degli aventi diritto.

1929, 28 aprile: nasce l'Opera Nazionale Balilla, sorgono ovunque i campi DUX. L'Italia è fascista.

1929, 28 ottobre: viene inaugurata l'Accademia d'Italia che annovera tra le sue fila Mascagni, Fermi, Marinetti, Pascarella, Romagnoli e Guglielmo Marconi.

1930, 3 febbraio: Michele Bianchi, primo segretario del PNF, quadrumviro al tempo della marcia su Roma, si spegne a Roma.

1930, 24 aprile: Galeazzo Ciano sposa Edda Mussolini.

1930, 17 dicembre: undici idrovolanti partono da Orbetello alla volta di Rio de Janeiro. Tra l'equipaggio spicca il nome di Italo Balbo. Per i 44 trasvolatori è un trionfo.

1931, 7 gennaio: Achille Starace è il nuovo segretario del partito fascista.

1931, 7 novembre: inizia la bonifica dell'Agro Pontino, è il periodo delle grandi opere fasciste.

1931, 12 dicembre: il mahatma Gandhi giunge a Roma per una visita a Mussolini.

1931, 21 dicembre: Muore Arnaldo Mussolini, fratello del Duce.

1932, 30 giugno: viene fondata Littoria, l’odierna Latina.

1932, 1 luglio: per festeggiare il primo decennale della rivoluzione viene promossa la grande crociera Roma-New York. È sempre Balbo il capitano dei 24 idrovolanti.

1933, 7 giugno: Francia, Inghilterra e Germania firmano il patto a quattro ideato da Mussolini per "dare all'Europa dieci anni di pace".

1933, 8 settembre: Mussolini incontra una donna chiamata Claretta Petacci.

1934, 12 giugno: a Stra di Venezia, Mussolini e Hitler si incontrano per la prima volta.

1934, 5 dicembre: incidente di Ual-Ual. Una guarnigione italiana posta sul confine tra la Somalia e l'impero etiopico viene attaccata.

1935, 3 ottobre: scoppia la guerra d'Africa; vengono prese subito Adua e Adigrat.

1935, 8 novembre: vengono prese Axum e Macallè.

1935, 18 novembre: a Ginevra la Società delle Nazioni decide il blocco economico contro l'Italia. Il paese reagisce di slancio contro le "inique sanzioni": è autarchia.

1936, 15 febbraio: le truppe di Badoglio occupano l'Amba Aradam: è aperta la via verso l'Amba Alagi.

1936, 6 marzo: si combattono le battaglie decisive nella regione Tembien e dello Scirè; Badoglio sta per aprirsi la via verso Addis Abeba.

1936, 4 aprile: sulle rive del lago Ascianghi si combatte l'ultima grande e decisiva battaglia.

1936, 9 maggio: la guerra d'Abissinia è vinta. Il Negus è fuggito all'estero. Dal balcone di palazzo Venezia il Duce grida: "L'Italia ha il suo impero!"

1936, 18 luglio: ha inizio la guerra civile spagnola. Mussolini appoggerà il generale Franco anche con l'invio di volontari fascisti.

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Sintesi

Italiano: Eugenio Montale

Filosofia: Benedetto Croce; Giovanni Gentile

Storia: il Fascismo

Latino: Tacito nell'Agricola

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