Charles Dickens: “Oliver Twist”
Verga: “Rosso Malpelo” working-class
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“I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini trovano il nulla in tutto”
(G. Leopardi)
I bambini dell’Ottocento
Introduzione: Quintiliano
L’importanza del bambino e della sua educazione. Filosofi
Arte a Freud
“Il bambino come un essere perverso e polimorfo”
Borghesia proletariato sviluppo psicosessuale del
“Ragazze al pianoforte” di Renoir (1869, Musée d’Orsay)
“Il vecchio musicista” di Manet (1862, National Gallery Washington)
Soggetto: come la vita sessuale infantile può avere influssi sul futuro comportamento dell’adulto
I bambini dell’Ottocento
Introduzione: l’importanza del bambino e della sua educazione
Fin dall’antichità la figura del bambino è stata ritenuta importante, in quanto essa rappresenta il futuro della civiltà e della società in generale. Non sempre, però, il ruolo del bambino è stato visto e considerato allo stesso modo.
Uno dei primi autori che ha scritto sull’importanza dei bambini e della loro educazione è stato Quintiliano con la sua “Institutio Oratoria”, un’opera di 12 libri, che illustrano i precetti ideali per l’educazione dell’oratore fin dall’infanzia, fornendo un corso completo di istruzione.
L’opera di Quintiliano è assolutamente originale, anche perché le riflessioni ivi contenute comprendono ben tre campi culturali di rilievo: la retorica (per l’educazione dell’oratore), la pedagogia e la critica letteraria.
Egli concepisce nobilmente la funzione dell’insegnante, il quale dovrebbe assumere il ruolo di genitore nei confronti degli allievi; rivela la sua profonda diffidenza per i cosiddetti ragazzi-prodigio; ammette il valore dei giochi per l’infanzia con scopo educativo.
È con il suo stile talora ricercato, talora breve e sintetico che l’“Institutio Oratoria” offre metodi di insegnamento molto saggi e validi ancora oggi: “Quintiliano, infatti, appare attento alla realtà del bambino e del fanciullo, di cui si prende cura dalla sua più tenera età. Egli era convinto del fatto che lo studio fosse utile in ogni caso per il miglioramento di tutti gli uomini, per questo, occorre agire nell’opera educativa sempre partendo da questo principio. Nei primi anni d’età lo studio deve avere carattere di gioco, il maestro userà spesso la lode per stimolare l’allievo e farà ricorso anche allo spirito di emulazione. Quintiliano sosteneva inoltre che tutti i ragazzi dovevano frequentare scuole pubbliche e non essere educati da maestri privati, perché il futuro oratore deve abituarsi fin dai più teneri anni a vivere in mezzo alla gente, entrando in rapporto con i coetanei. Egli è contrario alle punizioni corporali (diffuse nella scuola antica) soprattutto perché umiliano il punito e lo spingono a comportamenti deplorevoli”.
(di Italo Lana, da “Quintiliano, in Dizionario degli scrittori greci e latini”)
Filosofia: “Il bambino come un essere perverso e polimorfo”
La figura del bambino, intesa come parte integrante della società umana, fu studiata approfonditamente nel corso dell’Ottocento dal filosofo tedesco Sigmund Freud (1856-1939).
Egli, infatti, giunse a dichiarare che molto importante e essenziale nella vita di un individuo è il suo sviluppo psicosessuale: la vita sessuale infantile può avere influssi sul futuro comportamento dell’adulto.
La nuova concezione di Freud è, quindi, non identificare più la sessualità con l’attività genitale dell’individuo adulto, ma scoprire che essa esiste anche nel bambino.
Da tali affermazioni, Freud elaborò un’originale dottrina della sessualità infantile: è così che egli giunse a definire il bambino come un “essere perverso e polimorfo”, cioè un individuo capace di perseguire il piacere indipendentemente da scopi riproduttivi.
Lo sviluppo psicosessuale del soggetto avviene attraverso diverse fasi, legate l’una all’altra:
- Fase orale: caratterizza i primi mesi di vita fino ad un anno e mezzo. Essa ha come zona erogena la bocca, ossia il mezzo attraverso il quale il bambino compie la sua principale attività: il poppare.
Infatti, l’unica relazione che il bambino ha con il mondo esterno è di tipo nutritivo, attraverso la madre: la bocca diventa il tramite che lo lega al mondo e alla realtà circostante.