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Esame di stato

a.s. 2011/2012

Alunno

DIMITRI Salvatore, 5 Ainf.

a

Presenta:

"Natura il fece, e poi ruppe lo stampo" 1

Teorie di unicità

Dal nazismo ai giorni nostri

dall'"Orlando Furioso" di Ludovico Ariosto, 1516

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"Ogni cervello non è qualcosa di solitario e di unico?"

Il compimento dell'amore,

Robert Musil, 1911

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Decadentismo

In contrapposizione alle ideologie e al pensiero scientifico, che stava influenzando gran parte della cultura europea, dando vita a movimenti culturali come il Naturalismo, nasce il Decadentismo.

Il termine Decadentismo indica la decadenza o il tramonto di una cultura, in questo caso quella romantica, a cui segue l’origine di una nuova, basata sull’estetismo, perciò sul culto della bellezza e sul piacere.

Più avanti il termine indicherà quel movimento culturale e letterario, che influenza gran parte d’Europa, a partire dalla metà degli anni ’80 dell'Ottocento, per terminare nel primo decennio del Novecento, dando spunto alle seguenti nascenti poetiche dell’Ermetismo, Futurismo,

2 3

Crepuscolarismo.

4

Il Decadentismo mira ad esaltare la figura dell’intellettuale, rispetto alla società di massa nascente, recuperando i valori classici e tradizionali, rivalutando il privilegio del ruolo dell’artista, e dando origine alla figura del PROFETA-VATE e del SUPERUOMO. Tutti questi atteggiamenti si identificano perfettamente nella nuova società, dove l’artista, esaltando la sua figura, facendo della propria vita un’opera d’arte che tende all’inimitabilità, plagia la massa, diventando un vero e proprio mito, soddisfacendo perfettamente le esigenze del pubblico e della società.

Gabriele D'Annunzio

Poeta, romanziere, drammaturgo, giornalista, nato a Pescara nel 1863 e morto a Gardone Riviera nel 1938, fu uno tra i maggiori protagonisti della vita letteraria italiana di fine Ottocento e dei primi decenni del Novecento. Fu anche il più importante esponente del Decadentismo italiano, affascinato dalle idee di Nietzsche da cui ricavò il mito del superuomo. A Roma, dove si trasferì da Pescara nel 1881 per frequentare all’università la facoltà di Lettere, seguì la corrente del Decadentismo che accese in lui l’amore per il linguaggio raffinato e musicale e l’ideale di una vita eroica. Nel 1915 si

Gabriele D'Annunzio schierò con gli interventisti e prese parte alla prima guerra mondiale, compiendo imprese audaci e clamorose come la beffa di Buccari e il volo su Vienna. Nel 1919 occupò con i suoi legionari

2 sul piano letterario, col termine ermetismo si sottolinea una poesia dal carattere chiuso (ermetico) e volutamente complesso, solitamente ottenuto attraverso una serie di analogie di difficile interpretazione.

3 si sottolinea, col termine futurismo, una corrente artistica nata in Italia grazie a F. T. Marinetti e diffusasi poi in tutta Europa. Essa si poneva come obiettivo principale il totale rifiuto del passato, cercando di abolire ogni tipo di "passatismo", con una visione del mondo proiettata al futuro, sulla base del "dinamico presente".

4 il termine crepuscolare cominciò a essere usato dalla critica per delineare quel gruppo di poeti che, pur non costituendo una vera e propria scuola, si trovano concordi nelle scelte tematiche e linguistiche e che rifiutavano qualsiasi forma di poesia eroica e sublime. 46

la città di Fiume, rivendicandola come appartenente all’Italia. Dal 1922 fino alla morte si ritirò in una villa presso Gardone, il Vittoriale, che egli trasformò in un mausoleo pieno di cimeli della sua vita "inimitabile".

D’Annunzio e Nietzsche

Il Superuomo come nuovo capo di un’élite aristocratica capace di riportare la “piccola” Italia ai fasti dell’Impero di Roma

Il pensiero filosofico di Nietzsche ha rappresentato per decenni il bisogno di un rinnovamento, di una ricerca di valori, di una rinascita della civiltà europea per affrontare il torbido nichilismo nel quale la società

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moderna era entrata. L’interpretazione dannunziana del pensiero del filosofo tedesco è volta proprio a questo: ricercare i valori che il nuovo corso materialistico e democratico aveva distrutto. Nietzsche divenne così il fondatore d'un modo di pensare nuovo. Uno dei concetti più stimolanti ma allo stesso momento di difficile interpretazione è il cosiddetto Superuomo. Nietzsche non ha Friedrich Nietzsche

infatti mai specificato chi o cosa debba essere il Superuomo. I critici si sono divisi in diverse correnti di pensiero, anche a seconda delle appartenenze politiche. Il superuomo può essere interpretato come una ricerca di libertà e creatività in un mondo eccessivamente conservatore e chiuso, o la ricerca di uno sbocco forte e autoritario da un mondo reso caotico.

Gabriele D’Annunzio è profondamente influenzato da questa seconda interpretazione. Dà molto rilievo al rifiuto del conformismo borghese e della democrazia e dei principi egualitari, all’esaltazione dello spirito "dionisiaco", al vitalismo pieno e libero dai limiti imposti dalla morale moderna, al rifiuto dell’etica della pietà, dell’altruismo, all’esaltazione dello spirito della lotta e dell’affermazione di sé anche attraverso la morte.

Le opere superomistiche di D’Annunzio sono tutte una denuncia dei limiti della realtà borghese del nuovo stato unitario, del trionfo dei principi democratici ed egualitari, del parlamentarismo e dello spirito affaristico e speculativo che contamina il senso della bellezza e il gusto dell’azione eroica. D’Annunzio arriva perciò ad auspicare l’affermazione di una nuova classe dirigente elitista e aristocratica che si elevi dalla massa e

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5 il termine nichilismo indica l'assenza di una finalità ultima che orienti il corso della vita, e di conseguenza è una posizione filosofica basata sul non-senso di ogni cosa (Wikipedia).

6 aristocrazia. È una teoria politica basata sul principio minoritario (élite, dal latino eligere, ovvero scelta dei migliori). 46

comandi il paese attraverso il culto del bello e dell’azione eroica, al di sopra delle leggi, sprezzando il bene e il male, guidata dai valori tradizionali sempre attuali. Queste élite devono portare l’Italia, culla della

di

cultura latina e perciò europea, di nuovo al comando del mondo, nuovo ai fasti imperiali dell’antica Roma.

Ma il Superuomo dannunziano è anche esteta. L’estetismo è di fatti

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fondamentale per l’elevazione della stirpe, e si trasforma in un senso di volontà di potenza. L’immagine romanzesca del Superuomo appare in D’Annunzio nel 1892 in un articolo, “La bestia selvaggia”, nel quale lo scrittore presenta il pensiero del filosofo tedesco presentato come il grande “rivoluzionario aristocratico”. D’Annunzio formulerà le sue teorie in due successivi romanzi: "Il Trionfo Della Morte", dove non viene ancora proposta compiutamente la nuova figura mitica, ma c’è la ricerca ansiosa e frustrata di nuove soluzioni, e "Le Vergini delle Rocce". Proprio in quest’ultimo c’è il significativo passaggio nel quale il protagonista, Claudio Cantelmo, auspica l’avvento di questa nuova élite che abbia il coraggio e la volontà di guidare una nuova Italia. Questo Uomo va cercato tra gli intellettuali. L'intellettuale sarà non più solo esteta, ora anche uomo d’azione, non più isolato, ma voglioso di lanciarsi nella lotta volta a cambiare l’attualità, modellandola su i principi di bellezza, forza ed eroismo.

Cantelmo, nel frattempo si propone tre compiti:

  • Portare a perfezione, nella sua persona e nella società, i caratteri della stirpe latina;
  • Trasmettere le ricchezze ideali della stirpe ai figli;
  • Fare della propria vita un’opera d’arte.

Il Superuomo sarà perciò colui che guiderà la stirpe latina a toccare il culmine della sua storia. Questo passaggio può essere considerato il vero e proprio manifesto politico del Superuomo dannunziano

Ma è il periodo dell’interventismo a creare il mito del “D’Annunzio-

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Superuomo”. La nuova forma dell’oratoria politica verso le masse, proponeva D’Annunzio come nuovo capo carismatico della nazione. Anche la parola, insomma, si faceva gesto, ebbrezza d’azione, istante assoluto da consumare in sé stesso. Il periodo della guerra ci presenta un D’Annunzio eroe quasi invincibile (basti ricordare la beffa di Buccali e il volo su Vienna). Tutte queste imprese fanno crescere in D’Annunzio il pensiero di essere l’uomo giusto al momento giusto, colui che guiderà l’Italia a nuovi obiettivi e a nuovi trionfi. Dopo l’impresa di Fiume, in D’Annunzio aumenta lo scontento per il mondo democratico e liberale, inerme davanti lo strapotere del popolo combattente e produttore.

Ad incarnare perfettamente il superuomo è Ulisse: egli non è come i suoi compagni, che pure gli sono cari, ma si sente spinto a confidare solo in

7 forma di Decadentismo, mirante al culto del bello.

8 con il termine interventismo si definiscono, in riferimento alla storia italiana, le posizioni assunte da alcune correnti politiche e di pensiero favorevoli all'intervento nella Prima Guerra Mondiale.

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se stesso e destinato a realizzare imprese eccezionali, come quell’Ulisse di cui ha meritato il simbolico sguardo. Ulisse diventa quindi non solo il simbolo del "superuomo" per D’Annunzio, ma anche l’esempio e l’incitamento di tutti gli uomini che, come il poeta, non si accontentano di una vita tranquilla ma vogliono affermare la loro volontà di potenza realizzando la dimensione eroica di se stessi.

L’interpretazione dannunziana del pensiero di Nietzsche si può perciò riassumere in due concetti: insofferenza di una vita comune e normale e vagheggiamento della "bella morte eroica". Egli perciò insiste sui temi della grandezza, dell'orgoglio, dell'eroismo estetizzante. In D'Annunzio il superuomo trova la sua perfetta identificazione con l'artista. In lui non è tanto la vita a tenere dietro l'arte, ma l'arte a seguire le eccentricità della vita e questo costò al poeta un'accusa di superficialità.

I romanzi del superuomo di D'Annunzio

Il superomismo caratterizza i quattro romanzi pubblicati tra il 1894 e il 1910:

  1. Il trionfo della morte,
  2. Le vergini delle rocce,
  3. Il Fuoco,
  4. Forse che sì, Forse che no.

Si tratta però di un superomismo problematico, in quanto i personaggi restano quasi sempre deboli e sconfitti perché fatalmente attratti dalla decadenza e dalla morte, rappresentate da figure femminili.

Trionfo della morte (1894)

Giorgio Aurispa, come lo Sperelli de "Il Piacere", è un esteta alla ricerca di un significato alto e nobile da conferire alla propria esistenza, in contrapposizione alla volgarità e banalità del vivere comune.

Cercherà come un disperato questo significato passando attraverso la musica, il misticismo, il tentativo di recupero degli affetti familiari, l'abbandono alla forte passione sensuale per Ippolita, consumata in un eremo immerso nella campagna e a contatto con la vita semplice dei contadini.

Ad ogni esperienza cui segue la disillusione, il protagonista si sente intimamente estraneo. Persino la presenza della sua amante gli diventa fastidiosa. Aveva sperato che Ippolita, con la sua prorompente sensualità, avesse potuto guarirlo da tutti i mali esistenziali e rappresentare la risposta ad ogni dubbio. Invece la donna verrà avvertita come una nemica e la morte sarà l'unica possibile soluzione al "mal di

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vivere". Giorgio si recherà con Ippolita sull'alto di una rupe e si getterà di sotto, precipitandosi nella morte insieme alla sua compagna che, disperatamente, tenterà invano di sottrarsi all'abbraccio fatale.

Il romanzo si richiama apertamente alla teoria del "superuomo" di Nietzsche nel tratteggiare la personalità di Giorgio Aurispa: uomo al di là ed al di sopra dei suoi simili che si lasciano vivere un esistenza insulsa e mediocre.

In conclusione, nonostante la tragicità del finale della storia che, sembra, non ammettere vie d'uscita per chi voglia vivere un'esistenza autentica, D'Annunzio ci lascia in eredità un sentimento costruttivo di ricerca dei valori profondi delle cose, che non si trovano in superfice, ma solo indagando l'ombra.

Le vergini delle rocce (1895)

Le vergini delle rocce è il primo romanzo del superomismo e viene definiti da Salinari come «manifesto politico del superuomo». D'Annunzio abbandona la figura dell'esteta dedito solo ed esclusivamente alla ricerca del Bello in sé, per cercare adesso una concreta azione eroica e violenta.

Ma, non trovando spazio per l'eroismo, si rifugia nell'utopia della ricerca della «perfetta opera d'arte». Neanche in questo intento riuscirà, perché la donna fatale, Violante Montaga, si ucciderà determinando la sconfitta del protagonista stesso.

Claudio Cantelmo, il primo superuomo della narrativa dannunziana, è disgustato dall'epoca in cui gli tocca vivere, afflitto com'è dalla folla e dai commerci che minacciano la civiltà. Dovunque si sente rattristato e accerchiato dall'affarismo e dall'utilitarismo.

Sogna di procreare un individuo che, capace di ridurre all'obbedienza il popolo, sappia restaurare l'antico ordine distrutto.

"paese dalle vertebre di roccia",

Ritorna a Rebursa, tenero e amato teatro della sua infanzia. Raggiunge la vicina Trigento, dove vive, nell'avvilita nostalgia del proprio passato, un principe borbonico decaduto, Luzio Montaga.

Capece

Claudio ha modo di incontrare i due figli del principe Luzio, Antonello e Oddo, adorati amici di infanzia, sopraffatti, soprattutto il primo, dalla desolazione e dallo sconforto; ma soprattutto ha modo di ammirare Massimilla, Anatolia e Violante, le tre belle e nubili figlie del principe.

("O belle

Claudio vorrebbe idealmente sposare tutte e tre le sorelle anime [...] nella casta trinità non è forse la perfezione dell'amore umano").

Massimilla, gracile e soave, in procinto di farsi monaca, rappresenta la virtù e la timidezza sottomesse e adoranti.

"forza generosa" "bontà efficace",

Anatolia, e simboleggia la femminilità, atta a raccogliere e a sostenere. 46

"l'amore sterile [...], la voluttà che non crea",

Violante è lussuriosa, intangibile, attediata.

Dovendo operare una scelta, Claudio rimane incerto fino alla fine. Il lettore non conoscerà il nome della principessa prescelta, quella la cui unione col protagonista permetterà di generare il superuomo, capace di riscattare la patria dalla barbarie.

Il Fuoco (1900)

Il fuoco richiama molto del romanzo precedente: il protagonista Stelio Effrena vagheggia un'opera d'arte totale, come rito capace di ridestare nelle profondità della stirpe italiana le energie.

Compare la protagonista femminile, Foscarina Perdita (altro nome 'parlante'), che non è altro che Eleonora Duse. E' nevrotica, ossessionata dalla fuga del tempo, quindi dalla perdita dellapropria bellezza e dalla paura di perdere l'amante.

Rimane senza una conclusione positiva, perché l'opera d'arte totale non riuscirà a comporla.

Protagonisti della vicenda narrata, che ha come seducente sfondo una "L'Imaginifico" alter

regale Venezia, sono infatti Stelio Effrena, evidente ego "anima appassionata e veemente",

dello scrittore pescarese, poeta,

che aspira a un'esistenza ricca e impetuosa, in cui arte e vita si fondano,

"la grande attrice tragica",

e Foscarina, già avanti negli anni, incarnazione letteraria di Eleonora Duse.

9

Il loro amore vive di esaltazioni e di disperazioni, di armonie e di gelosie; la Foscarina rappresenta per il "superuomo" Stelio Effrena la musa ispiratrice, la carica vitale, la catalizzatrice della sua creatività artistica. Esalta la sua potenza spirituale e sensuale.

Tuttavia sul loro amore incombe la giovane cantante Donatella Arvale, dalla quale il poeta-superuomo si sente attratto. Di qui i dubbi, le amarezze, le disperazioni di Foscarina, sempre pronta al sacrificio per il suo più giovane amante.

Forse che sì forse che no (1910)

Il protagonista Paolo Tarsis realizza la sua volontà eroica nel volo aereo; anche in questo romanzo vi è una forza negativa, che si incarna in una donna sensuale e perversa (Isabella Inghirami). Tuttavia l eroe, nel momento in cui sembra dover soccombere alla donna e al suo influsso negativo, e mentre cerca la morte tentando di precipitare in mare, riesce ad approdare sulle coste della Sardegna rimanendo illeso.

9 fu uno dei primi amori scandalosi del D'Annunzio, quello con l'attrice Eleonora Duse, alla quale restò legato dal 1895 al 1904. 46

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La (non) purezza della razza germanica

In questa trattazione verranno analizzati i due componenti principali dell'ideologia del nazismo: la teoria razziale e l'antisemitismo.

La teoria razziale

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Italiano: D'Annunzio vs. Nietzsche (superuomini a confronto);
  • Storia: Il Nazismo;
  • Matematica: Il teorema di Cauchy per equazioni differenziali del primo ordine;
  • Informatica: normalizzazione del Database;
  • Sistemi: Il modello TCP/IP, gli indirizzi IP;
  • Elettronica: sistemi di acquisizione e distribuzione dati;
  • Inglese: Nietzsche and the Nazism.
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