Estratto del documento

INDICE

Introduzione

 ……………………………………………………………………….... pag. 3

Latino

 - Seneca; Orazio;………………………………………………………….......pag. 5

Storia

 - Le guerre lampo…………………………………………………………...... .pag. 7

Filosofia

 - Freud…………………………………………………………………….….... pag. 10

Storia dell’arte

 - Salvador Dalì………………………………………………………….….... pag. 12

Inglese

 - James Joyce……………………………………………………………..…....pag. 14

Italiano

 - Italo Svevo………………………………………………………………...... pag. 16

Chimica

 - Il decadimento radioattivo……………………………………………...…..pag. 19

Fisica

 - La teoria della relatività di Einstein……………….…………………...…..pag. 19

Matematica

 - Le derivate………………………………………………………………...…..pag. 19

Ed. Fisica

 - Il cuore: il tempo della vita.……………………………………………...…..pag. 19

Conclusione

 ………………………………………………………………………..…pag. 22

Introduzione

Il Tempo è un concetto che esprime la successione e la durata di eventi passati, presenti e

futuri. Esso è ovunque, è regolatore implacabile della vita dell’uomo, sempre presente sin

dall’inizio della storia dell’umanità, intangibile, impalpabile, ma strepitosamente attraente.

L’impossibilità di bloccarlo o di viaggiarci attraverso hanno da sempre afflitto l’uomo,

impotente di fronte al suo flusso inesorabile, costretto a cedergli il passo, a lasciare che il

proprio corpo avvizzisca sotto la sua spaventosa scure.

L’unico modo che l’essere umano ha di maneggiare il tempo è la memoria di cui è padrone:

ricordi, emozioni, eventi, anniversari, tutto ciò che avviene in passato è possibile incastonarlo

nella nostra mente e quanto più sarà forte il desiderio di ricordare, tanto più saranno vividi i

nostri ricordi.

Nel nostro secolo il rapporto uomo – tempo si configura come la possibilità di vivere

liberamente in funzione del tempo interiore: le passioni, le emozioni, le sensazioni attraverso

le quali i secondi sembrano durare ore e i giorni sembrano volare via come i convenzionali

secondi.

Questo è il risultato a cui sono giunti scrittori e artisti, in seguito alle più aspre battaglie

contro il tempo. Le armi moderne di questa battaglia (macchine fotografiche, CD, computer)

sono incredibilmente efficienti. Per rivivere un qualunque istante, basta schiacciare un piccolo

tasto. Ciò nonostante l’uomo continua ad aggrapparsi disperatamente ad esso, e nel

momento in cui crede di averlo preso, il tempo gli sfugge dalle mani. Quando guardiamo un

vecchio album fotografico, teniamo in mano solo la tomba del tempo perduto e il suo

involucro mummificato. Tutto ciò che bisogna fare, invece, è lanciarsi nei flutti del tempo,

lasciarsi trascinare dove vuole; l’importante è uscire dalla finta consapevolezza di poter

trattenere il tempo.

Latino

Seneca “De brevitate vitae”, “Epistules morales ad Lucilium”; Orazio “Carpe Diem”.

La rievocazione del passanto, la riflessione sul fluire temporale sono temi che hanno

caratterizzato, in larga o stretta misura, i capolavori della maggior parte degli scrittori, italiani

o inglesi che siano. In realtà alla base del tutto e della modernità risiede alla radici della storia

un’ampia meditazione sulla “concezione del tempo”, che si intravedeva già nei grandi poeti

della letteratura latina. Fra i molti emerge senza alcun dubbio la figura di Seneca.

Possiamo ricondurre il suo pensiero a questa frase:

(Nessuna cosa ci appartiene, soltanto il tempo è nostro)

La riflessione del tempo ruota, cioè, essenzialmente intorno a due poli: il tempo come entità

fuggevole e precaria, dalla quale il sapiens deve svincolarsi e che l’uomo comune impiega in

occupazioni dispersive, e ,viceversa, il tempo come unico bene in possesso dell’uomo,

strumento per raggiungere la perfezione morale e la saggezza. Il filo che lega questi due

aspetti, apparentemente in contraddizione tra loro, è costituito da un unico presupposto

filosofico, che fa leva non sulla quantità ma sulla qualità del tempo: il tempo è fuggevole e

labile ma se usato proficuamente, al fine di raggiungere la saggezza, è l’unica nostra

ricchezza. Dunque non è la vita che è breve, siamo noi che la rendiamo tale sperperando

tempo preziosissimo in occupazioni del tutto futili.

(mentre rimandiamo la vita passa)

In un brano, tratto dal “De brevitate vitae”, egli afferma con fermezza che la vita sarebbe

abbastanza lunga, e ci è data in abbondanza per il compimento delle più grandi imprese;

bisognerebbe che fosse tutta ben spesa; ma quando è svanita tra il lusso e la trascuratezza,

quando è impiegata per nessuna azione che valga qualcosa, allora noi, ci accorgiamo che

essa è già passata. Con forte rammarico Seneca lamenta il fatto che nella società il tempo lo

si chiede e lo si da come fosse niente, giocando con la cosa più preziosa di tutte e nelle sue

lettere indirizzate a Lucilio, egli consiglia al suo amico di custodire con maggior cura ciò che

non si sa quando verrà a mancare: “Il tempo non tornerà indietro nè arresterà il suo corso,

non farà rumore, non darà segno della sua velocità, scorrerà in silenzio senza mai soste.

La valorizzazione attenta di ogni attimo dell’esistenza è il mezzo attraverso il quale è possibile

raggiungere la saggezza e superare la debole condizione umana. Il concetto di vivere

pienamente ogni istante della propria vita è, anche, ideale epicureo e ricorre in Orazio. Le

analogie tra il concetto espresso da Orazio e quello espresso da Seneca tradiscono però una

grande differenza di impianto: alla base del carpe diem epicureo c’è il concetto del vivere

intensamente ogni attimo dell’esistenza, capitalizzandone goie e piaceri, in un’ottica

distensiva dello spirito. Nel concetto stoico del vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo si

concretizza invece l’ideale di una pratica filosofia tesa alla conquista della saggezza, in lotta

con il tempo che scorre implacabile: un’ottica, quindi che non mira alla distensione quanto

piuttosto alla tensione dello spirito. Padroneggiare il presente e affrancarsi del domani diventa

in Seneca un invito al possesso di se stessi, non solo e non tanto, quindi, un richiamo al

carattere effimero dell’esistenza.

Storia

Guerra Lampo: “BLITZKRIEG”

Il tempo ha da sempre condizionato la nostra vita e la nostra società. Esso è infatti una

componente fondamentale in tutte le nostre azioni e usata nel modo corretto, può portare relativi

a chi sa come sfruttarlo.

In storia militare, Blitzkrieg, dal tedesco guerra lampo, descrive una tattica militare usata

dall'esercito tedesco all'inizio della seconda guerra mondiale nella quale movimenti ampi e rapidi

di truppe meccanizzate non lasciavano all'avversario il tempo di organizzare una difesa stabile.

Anche se sbandierato come uno stile di guerra veramente moderno, le basi strategiche della

guerra lampo sono antichissime. Strategie simili vennero impiegate da Alessandro Magno

nell'epoca classica; Napoleone ne era maestro; e furono impiegate su scala più piccola da

entrambe le parti nella prima guerra mondiale fino alla Seconda guerra mondiale quando i

tedeschi utilizzarono la guerra lampo soprattutto come tattica per impossessarsi nel minor tempo

possibile della maggior estensione di territorio nemico. La guerra lampo era uno stile di

combattimento veloce e aperto, che si basava sull’uso congiunto dell’aviazione e delle forze

corazzate, affidando a queste ultime il peso principale dell’attacco. Componente principale era per

l’appunto l’”arma” tempo. Le armate che subivano questo tipo di attacco non dovevano avere il

tempo materiale di riorganizzare le proprie difese o di preparare un contrattacco degno di essere

chiamato tale.

La strategia venne teorizzata da alcuni tra i più grandi stratega militari tedeschi nel 1914, durante

la prima guerra mondiale come reazione alla logorante guerra di trincea che si era instaurata

durante il corso del conflitto.

Essa tuttavia non fece la sua comparsa ufficiale durante il primo conflitto mondiale soprattutto per

l’inefficienza dei mezzi di motorizzazione e di comunicazione. La guerra lampo , infatti, implica

necessariamente il possesso di affidabili reparti d’assalto motorizzati, in grado di spostarsi

rapidamente e al tempo stesso fornire un adeguato attacco militare ai nemici, e di un efficiente

sistema di comunicazione per la coordinazione dei vari reparti specializzati nonché per una sicura

intesa tra forze d’aviazione e quelle d’assalto terrestre.

Al tempo della prima guerra mondiale, quindi, lo sviluppo industriale non permetteva un affidabile

utilizzo del motore a scoppio e l’aviazione presentava numerose mancanze o errori (il primo aereo

dei fratelli Wright era infatti stato inventato solo un decennio prima, nel 1903), sebbene lo

sviluppo di entrambi questi settori non fu trascurabile durante il conflitto.

La teoria venne applicata per la prima volta contro la Polonia, all’inizio della seconda guerra

mondiale, dalle truppe tedesche naziste dove si rivelò efficace anche se la meccanizzazione delle

truppe era in quel momento ancora limitata.

Le prime settimane di guerra furono sufficienti alla Germania per sbarazzarsi della Polonia e per

offrire al mondo un’impressionante dimostrazione di efficienza bellica.

Ma il vero valore della guerra lampo fu ampiamente dimostrato nel 1940 durante la campagna di

Francia, nella quale veloci truppe mobili d’assalto, costituite per lo più dai nuovi mezzi d’attacco

come i Panzer (carri armati), concentrarono i loro sforzi nei punti deboli del fronte di difesa

francese riuscendo in poche settimane a soggiogare l’intero territorio francese.

che sul fronte

Altri cenni dell’efficienza del Blitzkrieg furono dati dal generale Erwin Rommel,

africano riuscì a sconfiggere forze molto superiori alle proprie usando abili tattiche basate

sull'impiego dei panzer in gruppi mobili per colpire le retrovie e i fianchi del nemico, senza

lasciare loro il tempo di riorganizzarsi.

La sconfit

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Viaggio attraverso il mistero del tempo Pag. 1 Viaggio attraverso il mistero del tempo Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Viaggio attraverso il mistero del tempo Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Viaggio attraverso il mistero del tempo Pag. 11
1 su 13
Sintesi
  • Latino: Seneca (De brevitate vitae); Orazio (Carpe diem)
  • Storia: le guerre lampo
  • Filosofia: Sigmund Freud (visione del tempo)
  • Arte: Salvador Dalì (gli orologi molli)
  • Inglese: James Joyce (stream of consciousness)
  • Italiano: Italo Svevo (La coscienza di Zeno)
  • Chimica: il decadimento radioattivo; la datazione dei reperti
  • Fisica: Albert Einstein (la relatività)
  • Matematica: le derivate
  • Ed. Fisica: il cuore
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi