Liceo classico Giovanni Pico
Linearità e circolarità
Due diverse concezioni del tempo
di Carlo Medici
Classe 5^A - a.s. 2010/2011
Esame di Stato 2011
Sommario pag. 4
Il tempo della fisica e della biologia pag. 4
Entropia e irreversibilità
Il principio di causalità: ecco perché non si può viaggiare nel tempo pag. 5
L’evoluzione biologica come massimo esempio del tempo lineare pag. 5
La circolarità del mondo classico pag. 6
La teoria delle costituzioni pag. 7
Roma come esempio di perfetto equilibrio delle πολιτεῖαι pag. 7
L’anaciclosi nel De re publica
Il principato come forma di governo imprescindibile secondo Tacito pag. 8
Il tempo in Seneca pag. 8
Il De brevitate vitae pag. 9
La linearità del tempo senecano tripartito pag. 9
Le Epistulae morales ad Lucilium pag. 10
Seneca e l’epicureo carpe diem pag. 10
Leopardi, un tempo tra vita e dolore pag. 10
Una linearità come progressivo aumento di dolore pag. 11
La vita nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia pag. 11
Il Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere
2 pag. 13
La Teoria del piacere pag. 14
E l’invito ad apprezzare la giovinezza
Il sabato del villaggio
Nietzsche, l’eterno ritorno e una nuova circolarità pag. 15
L’evoluzione del pensiero nietzschiano pag. 15
L’idea di un tempo circolare pag. 16
Un tempo senza inizio né fine pag. 16
L’amor fati pag. 17
Volontà di potenza ed Eterno Ritorno pag. 17
Conclusioni 3
Linearità e circolarità
Due diverse concezioni del tempo
Il concetto di tempo è, da sempre, uno dei più dibattuti nella storia del pensiero dell’uomo. Nel corso dei secoli, è stato considerato in tantissimi modi differenti: dal tempo circolare a quello lineare, fino alle teorie relativistiche di Einstein. Ho scelto di soffermarmi sui concetti di tempo circolare e tempo lineare, analizzando nella prima parte, in modo sintetico, le loro principali caratteristiche e applicazioni in ambito scientifico e, nella seconda, ricercandone tracce nella filosofia e nella letteratura, sia antica sia moderna.
Il tempo della fisica e della biologia
L’uomo, definito da Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494) «stabilis evi et fluxi temporis interstitium», è l’unico essere vivente che possiede la nozione di tempo e che ne percepisce il passare. Ciò, con tutta probabilità, gli deriva dall’osservazione dei fenomeni naturali, come l’avvicendarsi del giorno e della notte e delle stagioni, suggerendogli un procedere lento e ciclico. Accanto a questa percezione ne esiste, però, una di tipo lineare, come quella del trascorrere delle ore e dei giorni. Ciclicità e linearità non sono separabili.
Entropia e irreversibilità
È fuori discussione, tuttavia, che il tempo, nella fisica e nella biologia, sia prevalentemente lineare. Bisogna rifarsi al secondo principio della termodinamica, che afferma l’esistenza di una funzione, l’entropia (scomponibile in due parti: un flusso entropico proveniente dal mondo esterno e una produzione di entropia propria al sistema considerato), responsabile dell’irreversibilità dei fenomeni. Tutti i fenomeni fisici a livello macroscopico e quelli biologici sono irreversibili: si può andare avanti, ma non indietro, è possibile procedere verso il futuro, ma non verso il passato. In campo scientifico, l’irreversibilità corrisponde al disordine; la teoria dell’informazione afferma che un guadagno d’informazione equivale ad una diminuzione di entropia, mentre la perdita di essa corrisponde a un aumento di entropia. La trasmissione di un messaggio, con il passare del tempo, diverrà sempre più confusa e disturbata. Semplificando, si può descrivere quest’affermazione citando un gran numero di esempi, dal gioco di società del passaparola alle trasmissioni radiofoniche e televisive, dalla copiatura dei manoscritti da parte degli amanuensi medievali alle distorsioni e al progressivo deterioramento di una registrazione discografica. Risulta ovvio, pertanto, che il tempo in fisica e biologia è di tipo lineare.
1 «in bilico tra lʼeternità e il fluire del tempo», tratto da G. Pico, Oratio de hominis dignitate (1486), §2.3.
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Il principio di causalità: ecco perché non si può viaggiare nel tempo
Tutte le relazioni fra eventi diversi devono rispettare il principio di causalità: nessun effetto può mai trovarsi nel passato della propria causa. È questo il motivo per cui non è possibile viaggiare a ritroso nel tempo e tanto meno nel futuro, nonostante gli innumerevoli riferimenti immaginari che la letteratura ha prodotto nei secoli a cui, in tempi più recenti, si sono aggiunte sperimentazioni nel cinema. Cito, ad esempio, il film Ritorno al futuro prodotto da Steven Spielberg, che ha fatto dei viaggi attraverso il tempo il nucleo centrale della sua trama.
L’evoluzione biologica come massimo esempio del tempo lineare
A rappresentare il massimo dell’irreversibilità è, tuttavia, l’evoluzione biologica. Nessuno può, infatti, prevedere ciò che succederà, come nessuno avrebbe potuto prevedere ciò che è già successo.
È l’illustrazione più concreta e tangibile della successione lineare del tempo, che caratterizza il modo di susseguirsi degli avvenimenti sia nella fisica sia nella biologia.
La circolarità del mondo classico
In ambito storiografico e politico prevaleva, nel mondo classico, una visione ciclica del tempo, e una concezione regressiva della storia umana, destinata ad avvolgersi su se stessa e a ripetersi all’infinito. Il primo tempo che i Greci conoscono è quello circolare e ripetitivo del mito delle età, che si deve a Esiodo; si tratta di una nozione poetico-mitica del tempo. L’età dell’oro, epoca felice in cui non si conoscevano dolore e fatica, degenera progressivamente in età successive, che rappresentano altrettante tappe del processo involutivo dell’uomo: l’età dell’argento, del bronzo e del ferro. Chiusosi il cerchio con l’età peggiore, il ciclo riprenderà dall’inizio, e così all’infinito.
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La teoria delle costituzioni
Un’altra visione ciclica è quella dell’alternanza dei governi (πολιτεῖαι), contenuta nelle Ἰστορίαι di Polibio (206-124 a.C.).
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Già Erodoto, in un passo famoso delle sue Storie, aveva individuato nella monarchia, nell’aristocrazia e nella democrazia le tre possibili costituzioni di uno Stato. In seguito, pensatori e filosofi come Platone e Aristotele approfondirono quest’argomento, sia mettendo in risalto una sorta di ciclo cronologico obbligato (dal regime monarchico a quello aristocratico e infine a quello democratico), sia analizzando in particolare la costituzione di Sparta, l’unica nel mondo greco che pareva sottrarsi a quella sorta di legge evolutiva.
Il greco Polibio ha analizzato in modo approfondito la storia e la costituzione di Roma repubblicana, riversando le proprie conoscenze nei quaranta libri che compongono le sue Storie. L’autore sdoppia ciascuna delle tre costituzioni tradizionali, individuandone una versione buona e una degenerata, e inquadrandole tutte in una rigida successione involutiva circolare, dalla migliore alla peggiore e poi di nuovo daccapo (ἀνακύκλωσις).
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Secondo questa teoria, la forma originaria di governo è per ogni Stato la monarchia, in cui il re agisce a difesa e per conto dell’intera comunità; quando, però, egli comincia a sfruttare la sua posizione a proprio esclusivo vantaggio, la monarchia si trasforma in tirannide ed è infine rovesciata dai migliori fra i cittadini (οἱ ἄριστοι), stanchi di sopportare soprusi. Costoro danno, allora, vita a un regime aristocratico, che decade poi in oligarchia (governo di pochi, anziché dei migliori), per le stesse ragioni che avevano mutato la monarchia in tirannide. Quando il popolo abbatte gli oligarchi, fonda una democrazia, che a sua volta degenera quando cura solo gli interessi della massa popolare (ὄχλος) e non di tutta la comunità, trasformandosi, così, in oclocrazia.
2 Storie.
3 Anaciclosi. 6
A questo punto il ciclo involutivo è compiuto e si può ricominciare dal punto di partenza, con la monarchia.
Roma come esempio di perfetto equilibrio delle πολιτεῖαι
Fisica e biologia
Linearità del tempo ed entropia
Greco
Polibio (ciclo delle costituzioni)
Latino
Seneca (De brevitate vitae ed Epistulae Morales ad Lucilium)
Italiano
Giacomo Leopardi (Teoria del piacere, Canto di un pastore errante dell'Asia, Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere, Il sabato del villaggio)
Filosofia
Friedrich Nietzsche (Eterno ritorno)