Il teatro
Istituto Pier-Crescenzi Pacinotti, Via Saragozza 9, Bologna
Alunno: Lorenzo Cimarelli
Classe: 5DS
A.S.: 2013/2014 1
Indice:
- 1. L’evoluzione architettonica del Teatro.
- 2. Il teatro oggi.
- 3. Luigi Pirandello e “Sei personaggi in cerca d’autore”.
- 4. Divieto del teatro durante il periodo Fascista.
- 5. Relazione tecnica. 2
1. L’evoluzione architettonica del teatro
In questa prima fase della tesina analizzeremo le principali evoluzioni, a livello architettonico e di pensiero, dell’opera pubblica del teatro nei vari periodi storici:
- Il teatro pre-greco.
- Il teatro greco.
- Il teatro romano.
- Il teatro medievale.
- Il teatro rinascimentale.
- Il teatro all’italiana.
- Il teatro contemporaneo.
Il teatro pre-greco
Di questo periodo di edifici teatrali non si hanno documentazioni, poiché tali strutture erano sostituite da alcuni spazi all’interno dei palazzi o all’esterno di essi. Esempi concreti sono gli spazi dei palazzi della civiltà minoica ed il cortile delle feste del palazzo di Festo a Creta. 1.
Nella prima immagine a lato possiamo vedere la pianta del primo piano del palazzo di Cnosso. Esso fu un importante centro della civiltà minoica (la civiltà cretese dell’età del bronzo) grazie agli ampi spazi presenti nel palazzo. Esso è legato ad antichi miti della Grecia classica: Minosse ed il labirinto costruito da Dedalo o quello di Teseo ed il Minotauro.
2. Nella seconda immagine troviamo invece ormai le macerie del cortile del palazzo di Festo a Creta. Possiamo notare solo una piccola porzione dello spiazzo, il quale era circondato su tre lati da gradinate, le quali potevano ospitare fino a 500 persone che lì venivano ad assistere a danze, cerimonie o tauromaiche (combattimenti tra tori e uomini). 3
Il teatro greco
In questo periodo l’area destinata alle rappresentazioni diventa uno spazio a cielo aperto, circolare o trapezoidale, suddiviso in tre parti:
1. Cavea (Koilon): pianta di settore circolare o trapezoidale nella quale sono disposte le gradinate addossate ad una collina per sfruttarne il pendio naturale, tale forma ad imbuto permetteva così ad ogni spettatore lo stesso rapporto visibilità – acustica rispetto al proscenio. La forma classica era un semicerchio leggermente allungato diviso in settori (kerkides) e corridoi (diazoma); tra i settori era spesso presente una fila d’onore per sacerdoti, ufficiali, capi, … . I sedili furono inizialmente in legno (ikria) e successivamente fatti in pietra.
2. Orchestra (Orkhestra, dal termine “Orhke” che significava “Danza”): pianta circolare o trapezoidale, posta tra il piano inferiore della cavea e la scena, che costituisce lo spazio centrale del teatro e luogo dove il coro poteva spostarsi a seconda della rappresentazione. Al di sotto vi era un canale per la defluizzazione dell’acqua proveniente dalla cavea; onde evitare problemi di caduta tale canale era coperto da terra battuta. Ai lati erano situate due entrate (parodoi) utilizzate come vie di entrata ed uscita per spettatori, attori e coro; inoltre esse separavano nettamente la scena dalle gradinate.
3. Scena (Skené): pianta allungata a base rettangolare disposta perpendicolarmente all’asse della cavea, interamente costruita in legno essa era posta ad un livello più alto dell’orchestra. In questo periodo, principalmente nel 425 a.C., la struttura divenne sempre più complessa: venne costruita in pietra e si cercò di arricchire sempre più la scena, per esempio abbellendo colonne, nicchie e frontoni.
Cavea (Koilon) Settori (Kerkides)
Orchestra
(Orkhestra)
Parodoi Scena (Skené) 4
Il teatro romano
Fra teatro romano e teatro greco troviamo molte analogie, dovute principalmente all’influenza della Grecia antica sul triumviro romano Pompeo. Nonostante ciò troviamo comunque un’evoluzione strutturale e non. Innanzitutto la pianta era ellittica e costruita interamente su di un terreno pianeggiante, ciò portava di conseguenza la costruzione di fondazioni proprie e la costruzione di muri perimetrali di uguale altezza che collegavano cavea e scena monumentale, sopra i quali vi era la possibilità di coprire la struttura con un velarium. In basso era posizionato il palcoscenico (pulpitum) basso e profondo.
In questo periodo vediamo anche la nascita dell’anfiteatro, struttura circolare di origine campana destinata ai combattimenti tra gladiatori. Evoluzione dello stesso anfiteatro fu la forma ellittica data alla pianta per ospitare spettacoli di grande portata o divenire ippodromi.
Il teatro medievale
Durante questo periodo la disapprovazione cristiana per gli spettacoli pagani portò alla emanazione di leggi contro ogni forma di spettacolo, fino ad arrivare alla sistematica dismissione degli spazi teatrali attraverso trasformazioni architettoniche o cambi di destinazione irreversibili. L’unica forma d’arte che riuscì a sopravvivere pienamente fu quella del giullare, del giocoliere e dei menestrelli; i quali si esibivano durante banchetti in taverne, piazze o, se fortunati, in corti. A partire però dal X secolo fu la Chiesa stessa a ridare vita al teatro, creando spettacoli le cui narrazioni erano tratte dalla Bibbia e dal Vangelo.
Inizialmente tali rappresentazioni si svolgevano all’interno degli edifici religiosi ma più tardi si spostarono anche al di fuori di tali strutture, così facendo tali rappresentazioni rianimarono l’interesse per il teatro nella popolazione tra la fine del Medioevo ed il primo Rinascimento.
Schema generale di un anfiteatro romano 5
Il teatro rinascimentale
Durante l’Umanesimo ed il Rinascimento, grazie alla ripresa dei testi religiosi e classici riprese l’attività teatrale. Agli inizi del ‘400 le rappresentazioni avvenivano principalmente in giardini, cortili e palazzi. La principale caratteristica del periodo fu comunque la ricerca e lo studio di scenografie ed addobbi per le rappresentazioni, ne è un esempio ancora oggi famoso il Teatro Olimpico a Vicenza di Andrea Palladio, il quale ancora oggi conserva la scenografia cinquecentesca di Vincenzo Scamozzi dell’Edipo Re di Sofocle. In esso ritroviamo molti caratteri fondamentali del teatro classico rivisitati:
- La cavea semiellittica.
- L’orchestra centrale, per gli spettatori più illustri.
- Il Frons Scenae, diviso in tre livelli (Alto: pannelli rappresentati la vita di Ercole, Centrale: costituito da una serie di nicchie intervallate da semicolonne, Inferiore: in questo piano vi erano 3 porte, dietro le quali vi erano 7 strade prospettiche che rappresentavano le sette vie di Tebe).
L’evoluzione maggiore la troviamo nell’aggiunta di un percorso colonnato sormontato da una balaustra su cui erano poste delle statue. Inoltre a livello artistico il tetto era completamente dipinto, rappresentando un grande cielo per rievocare la collocazione all’aperto degli antichi teatri.
Alla fine del XVI secolo nacquero i teatri privati a pagamento, aperti ad ogni classe sociale. Il continuo aumento dello sviluppo dell’interesse della popolazione verso le rappresentazioni teatrali portò la costruzione di nuovi teatri e la nascita di Accademie. Nell’immagine è rappresentata la pianta generale di un teatro rinascimentale ed il Frons Scenes del teatro olimpico di Vicenza
Il teatro all’italiana
La maggior parte dei teatri costruiti tra il ‘700 e l’‘800 risponde ad un modello che prese il nome di “Teatro all’italiana”. I principali elementi che qualificano i teatri italiani nel XVIII secolo sono:
- La pianta a ferro di cavallo creava una platea che diverrà col tempo da spazio destinato al ballo a luogo destinato al pubblico per una migliore visibilità dello spettacolo.
- I palchetti, creati al posto delle gradinate creavano una suddivisione in altezza per ordini.
- La scena veniva maggiormente curata attraverso l’utilizzo delle quinte e del sipario. 6
I teatri più famosi del periodo sono il Teatro alla Scala di Milano ed il Teatro San Carlo di Napoli.
Il teatro contemporaneo
In questo periodo nasce la consapevolezza che il teatro non doveva essere costruito in omaggio alle richieste del pubblico, ma in funzione della sola rappresentazione. Gli architetti del XX secolo progettano gli edifici teatrali ritornando ad una struttura classica ed elisabettiana, affrontando inoltre la corrispondenza tra i generi teatrali ed il teatro stesso: i melodrammi non possono essere rappresentati in uno spazio adibito per la prosa per mancanza di spazio, così come un dramma in prosa può risultare grottesco se rappresentato in un teatro lirico.
La tecnologia ha aiutato notevolmente a risolvere questo problema: già nel 1907 l’architetto Max Littmann realizzò il primo proscenio variabile al Grossherzogliches Hoftheater di Weimar, grazie ad esso a seconda delle esigenze drammaturgiche era possibile ampliare o meno lo spazio per la rappresentazione. Altro caso molto particolare nel 1927 a cura di Walter Gropius è il progetto per il mai costruito Totaltheater, un edificio dove sia la platea sia lo spazio scenico dovevano essere montati su piani mobili per ottenere nello stesso edificio tre disposizioni differenti: arena, sala con arco scenico, e teatro greco. Il concetto della variabilità della sala venne ripreso nel 1944 allo Stadsteater di Malmö, dove l’ampiezza della sala poteva essere modificata con delle pareti mobili. Un esempio vicino a noi è il teatro dell’Arena del Sole, dove nella sala grande grazie ad un sistema di pompe idrauliche la platea può diventare una sala adibita al ballo.
Nella seconda metà del secolo quella che è considerata come singola struttura “teatro” viene inserita in poli culturali, dove accanto ad essa troviamo sale cinematografiche, musei, ecc. Esempi famosi sono l’Opera House di Sydney, la Casa della Cultura di Grenoble e il Barbican Arts Centre di Londra. Pianta del Sydney Opera House 7
2. Il teatro oggi
L’edificio teatro, nell’accezione moderna, è una costruzione di norma composta da 4 parti fondamentali, più o meno nettamente distinte e separate, corredate, ciascuna in modo autonomo, di tutti i servizi, i locali accessori e gli impianti necessari alle rispettive funzioni caratteristiche:
- 1. Scena: luogo dove agiscono gli attori e dove la riproduzione di effetti ed ambientazioni scenografiche accompagna l’evolversi della rappresentazione.
- 2. Sala: creata per accogliere gli spettatori e permettere la visione della rappresentazione da ogni angolazione.
- 3. Orchestra: destinata ad accogliere elementi di accompagnamento a quanto si svolge sulla scena. Lo spazio dell’orchestra, pur essendo sovente in tutto o in parte visibile dal pubblico, non deve mai intralciare la visibilità della scena
- 4. Foyer: parte accessoria che comprende vestiboli, gallerie di passeggio per il pubblico prima dell’inizio dello spettacolo e durante gli intervalli, un gruppo di locali sovente usato anche per altri scopi (ritrovi ed esposizioni per esempio), … .
Lo spazio necessario per l’edificio del teatro varia normalmente da mq 1,5 per spettatore (prosa) a mq 3-4 (lirica), comprendendovi anche i locali accessori per il pubblico, le prove, i corpi di ballo, gli scenografi. L’edificio per disposizione di pubblica sicurezza deve essere isolato su almeno tre lati e affacciare su vie di sufficiente ampiezza per consentire un rapido afflusso di spettatori e ancor più rapido e compatto deflusso. Devono essere inoltre previsti, nelle immediate vicinanze, spazi adatti per il parcheggio delle automobili e servizi di pubblico trasporto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.