Estratto del documento

Istituto di istruzione superiore “B. Russell” - Cles

Esami di Stato 2014/2015

Alunna: Daisy Fellin

Classe V, sez. LA

Il suicidio

Fili si spezzano, papaveri esplodono, vite svaniscono.

(Sofia Coppola, Il giardino delle vergini suicide, 1999.)

Indice

La mia esperienza

  • Esperienza di stage presso il Centro Salute Mentale di Cles Pag. 1

I suicidi nel mondo

  • Dati statistici sul suicidio nel mondo Pag. 2

Il suicidio nelle valli alpine

  • Analisi del fenomeno suicidario nelle valli alpine Pag. 4

Il suicidio in provincia di Trento

  • Dati statistici sul suicidio in provincia di Trento Pag. 5

Fattori di rischio

  • Analisi dei fattori che possono comportare il suicidio Pag. 7

Metodi di suicidio

  • Studio sui metodi di suicidio più frequenti Pag. 10

Le modalità di aiuto in provincia di Trento

  • Presentazione dei progetti dell'APSS Pag. 10

Il suicidio in filosofia

  • Concezione del suicidio nella storia della filosofia Pag. 11

Conclusioni Pag. 12

Bibliografia Pag. 14

Sitografia Pag. 14

La mia esperienza

Uno dei temi che ha sempre suscitato interesse nell'essere umano è sicuramente il suicidio, anche se spesso nella storia dell'umanità è stato giudicato come un atto illecito e immorale da parte della Chiesa e delle istituzioni governative. Se nel Medioevo la legislazione statale puniva il suicida con la confisca dei beni, al giorno d'oggi il suicidio non è più perseguibile penalmente, ma lo è chi lo ha istigato o ha contribuito alla sua esecuzione, con la conseguente pena detentiva che va dai 5 ai 12 anni (art. 580 Codice Penale).

Anche se il suicidio non è più considerato un reato, viene comunque ancora associato ad un tabù di cui non si vuole parlare, poiché richiama la morte ed una dimensione della psiche che può fare paura sia perché non la si può conoscere con certezza, ma anche perché spesso associata ad una patologia mentale. Per questo motivo negli ultimi anni le associazioni sanitarie hanno cercato di aiutare non solo il paziente affetto da malattia mentale o chi ha tentato il suicidio, ma anche la società che lo circonda, attraverso politiche di sensibilizzazione che hanno l'obiettivo di rendere le persone più tolleranti e più consapevoli affinché loro stesse possano aiutare le persone in difficoltà ed eliminare i tabù e i pregiudizi che circondano l'ambito della salute mentale.

Anche in quest'ottica l'Azienda Sanitaria di Trento e il Presidio Ospedaliero di Cles hanno presentato un'iniziativa orientata alla sensibilizzazione proponendo agli studenti del triennio del liceo B. Russell di Cles uno stage estivo o curricolare presso il Centro Salute Mentale di Cles. Io stessa ho avuto l'opportunità di partecipare a questo stage nel periodo tra il 3 ed il 7 febbraio 2014: in questo lasso di tempo ho avuto la possibilità di conoscere da vicino la malattia mentale, approfondire le mie curiosità in questo campo ed eliminare i pregiudizi che avevo a riguardo. Lo stage aveva come fine quello di osservare le modalità di lavoro all'interno della struttura e di rapportarsi con i pazienti ospitati in modo tale da rendere l'ambiente più accogliente e sereno; tuttavia mi ha ispirato anche ad intraprendere un approfondimento personale sul tema del suicidio, che era in molti casi presente nel passato clinico dei pazienti.

Il Centro Salute Mentale è diviso in due strutture: il centro diurno e il gruppo appartamento detto Melo, presso il quale si è svolta interamente la mia attività di stage; quest'ultimo è una struttura residenziale psichiatrica dove vengono svolti programmi ad alta intensità terapeutico-riabilitativa: la sua funzione è quella di ospitare dei pazienti psichiatrici che hanno bisogno di ristabilire i contatti con la società e con le attività quotidiane. L'ambiente e le varie attività che si sono svolte durante il periodo di tirocinio presso la struttura il Melo sono stati molto coinvolgenti non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche da quello emotivo: ascoltando le esperienze dei pazienti, alcuni dei quali in passato hanno tentato il suicidio, è stato difficile rimanere distaccati e tenere sotto controllo le emozioni. Il tirocinio mi ha fatto riflettere su quello che è davvero la malattia mentale e su ciò che essa comporta: relazionandomi con i pazienti ho capito che molti dei pregiudizi che avevo nei confronti dei malati psichiatrici erano causati da una paura senza fondamento, dal fatto di vederli da lontano, di giudicarli persone pericolose.

Dal momento che l'esperienza di stage mi ha fatto riflettere molto sulla malattia mentale e sulle sue conseguenze, ho deciso di approfondirne una che da sempre mi ha affascinato e turbato insieme: il suicidio. Per iniziare ad analizzare questo tema delicato non si può prescindere da un'indagine statistica, riferita in primo luogo al quadro internazionale e in secondo luogo al Trentino-Alto Adige. 1

I suicidi nel mondo

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che nell'anno 2000 quasi 1 milione di persone nel mondo si siano tolte la vita, ponendo il suicidio, con un tasso di mortalità pari a 14,5 su 100.000 abitanti, tra le prime 10 cause di morte. Va anche registrato che, per ogni suicidio riuscito, hanno luogo dai 10 ai 20 casi di tentato suicidio.

Negli ultimi 50 anni i dati disponibili mostrano un aumento del 60% del tasso di suicidi nel mondo, con un incremento particolarmente marcato nei paesi industrializzati; infatti le stime al 2020 forniscono un trend ancora in crescita sia nei maschi sia nelle femmine.

La tendenza di crescita emerge chiaramente dal grafico di seguito, in cui è ben evidente anche il divario tra il numero di suicidi maschi e femmine:

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1 Www.who.int/Suicide 2

Importanti variazioni si riscontrano anche tra i diversi Paesi, come rappresentato nella mappa seguente:

2

Nei seguenti grafici si possono notare le differenze a livello europeo dei suicidi e tentati suicidi tra femmine e maschi durante l'anno 2003.

3

2 Www.Who.int/Suicide

3 Www.euro.who.it/InformationSources/data 3

4 Dai grafici precedenti si può notare in Europa un tasso medio di mortalità di 17,5 su 100.000 abitanti, di cui 27,2 nei maschi e 5,1 nelle femmine. L'Italia, come si vede dalle statistiche, si colloca nelle ultime posizioni sia per quanto riguarda i maschi che le femmine; mentre nei Paesi dell'Est, in entrambi i sessi, si manifestano i valori di suicidio e tentato suicidio più elevati.

Il suicidio nelle valli alpine

Nell'immaginario collettivo le montagne rappresentano una riserva naturale e culturale:

«

ambiente incontaminato, selvaggio, puro, dove ancora esistono stili di vita tradizionali, genuini, sani, basati sul contatto diretto con la natura e le sue meraviglie. Sono luoghi dove da tempo anche i cittadini si rifugiano per ritrovare un certo benessere fisico e spirituale, per purificarsi dai mali e dagli stress procurati dalla vita urbana e metropolitana. »

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Sintesi

Filosofia: il suicidio secondo Aristotele, Epicuro, Agostino di Ippona, Tommaso d'Aquino, Immanuel Kant, Montesquieu, Holbach, David Hume, Arthur Schopenhauer, Friedrich Nietzsche, Emil Cioran, Albert Camus e Martin Heidegger

Sociologia: il suicidio secondo Émile Durkheim

Statistica: grafici e dati ricercati sul territorio

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