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Pierpaolo Beltratti V SC A – Istituto Salesiano Sacro Cuore

Steve Jobs: L’uomo che ha inventato il Futuro

Di Pierpaolo Beltratti V SC A – Istituto Salesiano Sacro Cuore

Indice

  • Steven Paul Jobs (1955-2011) 2
  • Premessa 3
  • Introduzione 4
  • Storia: La Rivoluzione Elettronica 6
  • Fisica: Circuito Capacitivo, 9
  • Matematica: La Derivata 11
  • Italiano: Gabriele D’Annunzio 14
  • Filosofia: La Scuola di Francoforte 20
  • Latino: Quintiliano e la comunicazione 22
  • Inglese: George Orwell 23
  • Scienze Naturali: Le biotecnologie 26
  • Bibliografia 28

STEVE JOBS (1955-2011) PIERPAOLO BELTRATTI " 1

Steven Paul Jobs (1955-2011)

L’uomo che ha inventato il Futuro

Di Pierpaolo Beltratti V SC A – Istituto Salesiano Sacro Cuore

Solo coloro che sono abbastanza folli da poter cambiare il mondo

lo cambiano veramente. 1

1 Dallo spot Pubblicitario della Apple del 1997 Link: https://www.youtube.com/watch?v=q4gF1PNhXNE

STEVE JOBS (1955-2011) PIERPAOLO BELTRATTI " 2

Premessa

Ho scelto di trattare come mio percorso conclusivo di questo ciclo di studi Steve Jobs perché grazie alla sua figura ho scoperto la mia passione per la tecnologia.

Questo percorso tratta del progresso tecnologico che ha influenzato la vita dei nostri giorni attraverso la testimonianza del cofondatore di Apple® Steve Jobs. In particolare si cercherà di offrire un’argomentazione multidisciplinare dove spieghi come il progresso tecnologico abbia influenzato il mondo del lavoro, dell’economia, della letteratura, della comunicazione e del marketing.

Con la testimonianza di Steve Jobs capiremo come ha rivoluzionato il mondo. Passeremo poi a descrivere tutte le dinamiche della rivoluzione elettronica che si è sviluppata intorno al 1974 con l’avvento dei circuiti.

Successivamente dai circuiti spiegheremo il concetto di derivata. Passeremo poi a descrivere il rapporto del letterato Gabriele D’Annunzio con la macchina e il progresso tecnologico. Si descriverà il progresso tecnologico mediante la figura di Paolo Tarsis con il suo primo volo aereo. Successivamente capiremo come la Scuola di Francoforte con la sua linea di pensiero sia pronta a sostenere la nuova società tecnologica definita da Adorno “Industria Culturale”.

Passeremo poi a descrivere gli effetti positivi della comunicazione facendo un breve accenno sull’importanza dell’oratoria durante l’epoca di Quintiliano. Il sottoscritto successivamente descriverà gli effetti negativi della comunicazione soffermandosi sul romanzo di George Orwell ossessionato dalla mancanza di Privacy.

Infine concluderò con una breve descrizione delle nuove tecnologie che hanno influenzato le scienze descrivendo il processo di clonaggio genico e la scoperta dei virus che tuttavia è in continua evoluzione anche nei attuali computer.

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Introduzione

Grande comunicatore e genio del marketing

Steve Jobs è stato sempre identificato come un genio, in grado di progettare il primo computer all in one della storia, di progettare il primo smartphone, il primo tablet. Ma non ha progettato nulla di tutto ciò. Ha avuto solamente la dote di mettere gli altri nelle condizioni di esprimersi al massimo negli ambiti in cui eccellevano, riuscendo sempre a trovare soluzioni invisibili ad altri.

Fin dal principio fu mosso da una naturale vocazione all’imprenditorialità, dalla predisposizione a convincere le persone che gli stavano attorno a perseguire obiettivi che spesso soltanto lui era in grado di vedere, seguendole e incoraggiandole perché riuscissero a raggiungerli.

Praticava un modo di vivere di ideologia buddista ma contemporaneamente anche capitalista. È risultato un grande comunicatore, dove dedicava circa tre ore a settimana alla campagna pubblicitaria della Apple.

Nel 1997 si fa promotore del primo grande slogan della Apple Computer: <<Think different>>. Questa campagna pubblicitaria fu una vera e propria rivoluzione perché Steve Jobs aveva deciso, per la prima volta nella storia, di pubblicizzare non il prodotto ma il marchio.

Voleva dimostrare che i prodotti Apple cambiavano il mondo. Lo spot infatti era un susseguirsi di fotografie dei più grandi innovatori del secolo: da Gandhi, Einstein, King fino a Picasso. Infatti con questo Jobs voleva rifondare l’Apple, un’azienda che si basava sulla creatività.

Per questo motivo, Jobs ottenne in questo periodo la carica di amministratore delegato “ad interim” (iCEO) che successivamente, dopo il lancio della nuova versione del MAC, divenne né permanente né provvisorio. Infatti lui stesso lo definì indefinito.

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La prima cosa che fece da iCEO fu quella di eliminare la possibilità di creare dei computer, progettati da terzi, con sistema operativo Macintosh. Operò questa scelta perché non faceva che erodere il fatturato dell’azienda.

Dopo essere ritornato alla produzione propria la Apple si concentrò sulla revisione delle linee di prodotto. Fu istituita una riunione settimanale composta da 30 dipendenti che portavano la loro idea.

Tale scelta si rivelò un cumulo di powerpoint prestampati che Steve commentò con l’espressione: ”patetici”. Abolì in queste riunioni i powerpoint e licenziò il 70% dei collaboratori.

Cominciò quindi a tagliare i prodotti Apple che esistevano in una moltitudine di versioni. A questo punto un giorno, durante la riunione, divise la lavagna in quattro parti: la prima parte era costituita dal computer professionale, quello che oggi viene definito MAC Pro.

La seconda parte fu chiamata quella del portatile professionale che corrisponde al MacBook Pro. La terza fu chiamata da Jobs quella del desktop consumatore che corrisponde all’attuale iMac.

L’ultima è quella del portatile consumatore che corrisponde a quella del MacBook Air. Fu questa la vera innovazione, cioè quella di creare qualcosa di unico, andando controcorrente alla Microsoft e all’IBM, che stavano creando infinite versioni di modelli.

Da qui nacque il desiderio dei consumatori di avere un prodotto Apple che rappresenta un prodotto unico sul mercato. Per questo motivo, grazie alla sua comunicazione, alla sua strategia di marketing, la Apple ottenne un profitto di 309 milioni solo nel primo trimestre del 1997.

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Storia: La rivoluzione elettronica

L’avvento del circuito integrato e la nascita del computer

Gli ultimi decenni del ’900 sono ricordati come un’epoca di grandi trasformazioni nell’economia e nella società del mondo industrializzato.

Come alla fine dell’800 l’emergere di nuove tecnologie e di nuovi settori produttivi aveva mutato profondamente le strutture economiche e la stessa vita quotidiana nei paesi più sviluppati, così ora si assiste al declino di industrie che avevano svolto un ruolo centrale per oltre un secolo, all’affermarsi di nuove tecniche produttive, all’aprirsi di nuovi campi di attività che lasciavano intravedere una realtà economica sociale molto diversa da quella che aveva avuto la sua massima espansione negli anni ’50 e ’60 del ‘900.

Il centro propulsore di questo processo di trasformazione sta certamente nell’elettronica, cioè in quella branca della fisica che studia il movimento degli elettroni e che, già nella prima metà del ‘900, era stata alla base di alcune fondamentali scoperte nel campo delle comunicazioni radiofoniche e televisive.

Ma più importante e la più rivoluzionaria fra le applicazioni della tecnologia elettronica fu attuata nel secondo dopoguerra nel settore dei computer: apparecchi capaci di riprodurre in qualche misura i meccanismi di funzionamento del cervello umano, mediante l’apertura e la chiusura di una serie di circuiti elettrici; di eseguire operazioni matematiche senza possibilità di errore in tempi infinitamente brevi di quelli consentiti all’uomo; di reagire, se opportunamente programmati, a impulsi esterni e di comandare, in base a questi impulsi, l’attività di altre macchine.

Steve Jobs e Steve Wozniak nel giorno della fondazione della Apple Computer®

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I primi calcolatori erano stati realizzati già durante la seconda guerra mondiale ma, basati sull’uso di componenti elettromeccaniche (i relais, comunemente impiegati nella telefonia), erano soggetti a usura, oltre che estremamente ingombranti.

La sostituzione del relais prima con la valvola, poi col transistor consentì, nel corso degli anni ’50, di ridurre enormemente le dimensioni del computer e di aumentarne la potenza di calcolo, l’affidabilità e la complessità.

Un ulteriore salto qualitativo fu compiuto nel decennio successivo con l’introduzione del circuito integrato: una piastrina di silicio sulla quale possono essere riprodotte, in forma miniaturizzata, le funzioni di un’intera rete di transistor.

Nascevano così, anche sotto la spinta delle imprese spaziali, i computer della terza generazione: apparecchi che non solo vantavano, rispetto i loro predecessori, dimensioni ancora più ridotte, velocità di calcolo ancora maggiore oltre alla possibilità di collegare molti apparecchi periferici a una sola memoria centrale.

Ma avevano anche costi di produzione sensibilmente più bassi. E questo fu certo un fattore decisivo per far uscire il computer dall’ambito dei laboratori specializzati e degli istituti di ricerca e per farlo entrare nel mondo della produzione di massa.

I successivi sviluppi della tecnologia consentirono di produrre processori sempre più piccoli e sempre più veloci ed elaborare programmi sempre più complessi. Del resto, nell’industria del computer l’hardware è meno importante, sotto il profilo dei costi, rispetto al software.

Strettamente legata alla rivoluzione del computer è la crescita di nuove tecnologie e di nuove branche della scienza applicata.

Lo sviluppo dell’informatica si è intrecciato con quello della cibernetica, scienza nata negli anni ’40 che studia processi di controllo di comunicazione negli organismi viventi e cerca di riprodurli nelle macchine. (2)

Con la nascita dell’informatica nacquero le prime aziende produttrici di hardware come la IBM, la HP e la Motorola. Aziende che svilupparono le prime schede utilizzate da Steve Jobs nell’Apple I.

La carriera di Steve Jobs e Steve Wozniak cominciò con la costruzione del “Blue Box”, dispositivo in grado di fare chiamate gratuite. Nella realizzazione del Blue Box, Woz è stato la mente, mentre Jobs, sentendo il profumo degli affari, ha fatto in modo di pubblicizzare il prodotto, riuscendo a venderne una buona quantità.

Nel 1975 i due iniziano a progettare il loro primo computer nella camera da letto dei genitori di Steve Jobs.

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All’inizio Wozniak progetta il suo computer principalmente sulla carta, perché avrebbe voluto utilizzare il processore Motorola 6800, ma costava 170 dollari ed era un prezzo troppo elevato per le loro tasche.

Nel 1976 la MOS Technologies commercializzò il chip 6502 al prezzo di 25 dollari, così Wozniak poté adattare i progetti basati sul processore 6800 di Motorola a questo nuovo processore.

Il progetto venne completato nel garage di casa Jobs nel 1976. I due battezzarono il loro primo computer “Apple I”. Woz, che lavorava anche per l’HP, di cui il contratto prevedeva che ogni sua invenzione dovesse essere prima visionata da essa, dovette presentare il progetto alla società, ma essa lo respinse perché non pensava che un computer fosse interessante per la gente comune.

Il primo aprile 1976 Steve Jobs e Steve Wozniak fondarono la “Apple Computer Co.” assieme al cofondatore Ronald Wayne. (3)

2 Nuovi Profili storici Volume 3 pagina 823 paragrafo 2

3 Dal libro Steve Jobs Confidential di Schlender Capitolo 1.

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Fisica: Circuito capacitivo

La base dell’informatica moderna

I circuiti sono la base dell’hardware informatico. Oggi grazie alla loro funzione possiamo costruire schede sempre più potenti.

Il primo circuito che prenderemo in considerazione è il circuito capacitivo costituito da una corrente continua e da un alternatore.

Essendo continua la corrente esso si comporta come un circuito aperto. Nel circuito non passa più corrente continua ma alternata.

Nella prima fase si carica l’armatura positiva e per induzione quella negativa. Nella seconda fase il conduttore si scarica, nella terza fase se invertiamo i poli, con questa inversione, si inverte il senso della corrente.

La corrente essendo alternata genera una forza elettromotrice alternata (f.e.m.) che fluisce una corrente elettrica che anticipa di un quarto di periodo la f.e.m.

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Sintesi

Introduzione Steve Jobs: l'uomo che ha inventato il futuro, tesina

La seguente tesina parla della figura di Steve Jobs.

Collegamenti

  • Storia: La rivoluzione elettronica
  • Fisica: Circuiti
  • Matematica: Il significato geometrico di derivata
  • Italiano: D'Annunzio e il progresso
  • Filosofia: La scuola di Francoforte
  • Latino: Quintiliano e la comunicazione
  • Inglese: George Orwell
  • Scienze naturali: Le biotecnologie
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