Il sogno
Tesina d’esame
Candidato: Bertoncello Marco
Classe: 5^A Turistico a.s. 2011/12
ITCG: “Giacinto Girardi”
Indice: 1
Introduzione
pag. 3
Sigmund Freud
pag. 4
Il surrealismo
pag. 8
Salvador Dalí
pag. 9
Federico García Lorca
pag. 13
Il sogno americano
pag. 15
Stati Uniti d’America
pag. 17
Bibliografia e sitografia
pag. 24 2
Introduzione
Il percorso che esporrò sarà incentrato sul “Sogno”, inteso sia come fenomeno strettamente legato al sonno, sia come sinonimo di desiderio di un qualcosa di irrealizzabile (o presunto tale).
Il motivo per il quale ho scelto questo tema è perché sono una persona che sogna spesso e ho sempre cercato di dare una mia interpretazione ai sogni (o incubi) e di attribuire ad essi un significato.
Penso sia interessante ed affascinante indagare sui propri sogni, in quanto essi, seppur senza un apparente significato, vogliono comunicare un qualcosa che, da svegli, non si coglierebbe –per esempio un disagio profondo dovuto ad una serie di fattori-.
Il tema del sogno è stato oggetto di interesse sin dall’antichità, infatti la prima testimonianza scritta contenente questa tematica è “L’Epopea di Gilgamesh”, opera sumera scritta circa 2000 anni prima della nascita di Cristo. In questa, il protagonista sogna di incontrare Endiku, con il quale in un primo momento ingaggia una lotta, ma poi, avendo riconosciuto la sua forza superiore, lo porta dalla madre, la quale lo adotta come gemello.
Nella civiltà greca il sogno assume una valenza terapeutica: il paziente si recava in una grotta sacra o in un bosco (che diventavano, quindi, luoghi di incubazione) e qui sperava di sognare. Si credeva che nel sogno il dio guarisse il malato oppure gli somministrasse delle prescrizioni.
Con Freud si compie la grande svolta. Con lui il sogno si rivela per ciò che realmente è: uno strumento di analisi e di rivelazione dell’interiorità degli uomini, che introduce a una realtà totalmente diversa da quella ordinaria.
Sigmund Freud
Sigmund Freud (1856-1939)
Sigmund Freud fu un neurologo e medico austriaco, fondatore della psicoanalisi, un metodo di indagine e di cura messa in atto per risolvere disturbi psichiatrici.
Nacque a Freiberg, nel territorio ceco della Moravia, il 6 maggio 1856. Figlio dell’ebreo Jacob Freud, Sigmund s’interessò già in giovane età alla cultura e alle scritture ebraiche, in particolare della Bibbia, le quali lasciarono segni incisivi nella sua opera. In quegli anni a Vienna furono presenti forti componenti antisemitiche, le quali però non impedirono a Freud la libera espressione del proprio pensiero.
Solamente nel marzo 1881 si laureò in medicina, in quanto egli ebbe un’avversione nei confronti dei propri insegnanti che vennero considerati non all’altezza.
L’aspirazione di indipendenza economica spinse Freud a dedicarsi alla pratica clinica lavorando per tre anni presso l’Ospedale generale di Vienna. Durante il suo operato in ospedale, nel 1884, iniziò a studiare la cocaina, sostanza allora sconosciuta. Questa era stata utilizzata dai padri pellegrini come analgesico e Freud la sperimentò su se stesso e per curare un suo amico affetto da un grave infezione. Da questo incessante contatto con la sostanza, derivò una dipendenza da parte del medico. Essa costituì una macchia nera nella sua carriera.
Sigismund Schlomo Freud detto Sigmund nel 1920
Come già accennato precedentemente, Sigmund Freud fu il fondatore della psicoanalisi, la cui datazione non è assoluta: alcuni sostengono sia nata nel luglio 1895, quando Freud fece un sogno (conosciuto come “Il Sogno dell’iniezione di Irma”) e cercò di interpretarlo. Questa interpretazione segnò l’inizio della teoria freudiana sul sogno;
altri, invece, la datano 1896, ossia l’anno successivo, quando Freud scrisse due articoli utilizzando per la prima volta il termine “psicoanalisi”, per indicare:
- Quel metodo per l’indagare i processi mentali che sono, altrimenti, inaccessibili;
- Un metodo terapeutico che ha come fine quello della cura della nevrosi.
Freud sostenne che l’uomo fosse dotato di un inconscio, definito come quella parte della psiche che sfugge alla nostra consapevolezza. All’interno di questa “parte sfuggente” della mente vi sono delle pulsioni. Le pulsioni sarebbero l’eccitazione di tipo somatico che promuove i processi psichici, premendo sull’individuo e spingendolo a sviluppare quei comportamenti che permetterebbero una scarica della tensione provocata dalla spinta pulsionale.
Le pulsioni possono essere di due tipologie:
- Aggressive;
- Sessuali (Freud attribuiva grande importanza alla sessualità, infatti scrisse un’opera intitolata “I tre saggi sulla sessualità”)
Nell’inconscio non vi sono solamente pulsioni, ma sono presenti anche quei ricordi, sentimenti e sensazioni di paura e di colpa, quei traumi infantili considerati dal soggetto troppo dolorosi e che quindi, vengono rimossi.
Secondo Freud la società moderna gioca un ruolo fondamentale, in quanto essa esercita un controllo sull’inconscio umano. La società tende a sanzionare quei comportamenti riconducibili all’inconscio e da ciò deriva un’impossibile manifestazione dell’inconscio.
Le pulsioni (aggressive e sessuali) si possono dominare attraverso due modalità:
- Esterna: si intende la “coercizione educativa” (per poter stare in mezzo agli altri, le persone devono esercitare un controllo su loro stesse)
- Interna: grazie all’erotismo (inteso come il bisogno di essere amati)
Freud elaborò un modello strutturale per la psiche umana, la quale divisa in tre parti:
- Il Super-Io: la parte razionale della persona. La ragione fa sì che tutto ciò che facciamo sia ben inserito nel contesto sociale;
- Io: la parte cosciente, ovvero la parte della nostra psiche che noi conosciamo;
- Es: la parte degli istinti più nascosti che non hanno nulla di razionale (pulsioni) e che sono dominati dal Super-Io perché essi potrebbero essere immorali e non sociali.
L’inconscio si esprime in quelle situazioni durante le quali la parte razionale della psiche umana non opera a fondo o non opera affatto. Le situazioni sono diverse:
- Sogno: quando si sogna la coscienza non è più vigile e l’inconscio si libera e si manifesta;
- Atti mancati: errori d’azione, cioè si vorrebbe compiere un’azione e, invece, se ne compie un’altra;
- Lapsus: dire una cosa al posto di un’altra;
- Giochi di parole, barzellette.
La psicoanalisi di Freud suscitò interesse sia in America che nel resto d’Europa, tanto che nel 1910 il congresso di Norimberga (30-31 marzo) istituì un’organizzazione internazionale per coordinare tutte quelle associazioni psicoanalitiche internazionali che erano nate da tempo e quelle che sarebbero nate entro tempi relativamente brevi. Il presidente di questa organizzazione fu lo svizzero Carl Gustav Jung (1875-1961), il quale venne visto come il successore di Freud. L’associazione ebbe anche delle proprie riviste specializzate, le quali vennero pubblicate periodicamente:
- La “Rivista Centrale della Psicoanalisi”, gestita dagli austriaci Alfred Adler (1870-1937) e Wilhelm Stekel (1868-1940)
- “Imago”, gestita dallo stesso Freud
All’epoca molti circoli erano presenti (oltre a Berlino, Vienna e Zurigo) in Italia, Francia, Russia, Australia e Stati Uniti.
Tutti questi medici e psicoanalisti costituirono la prima avanguardia del nuovo movimento di pensiero del 1900 (ai quali andrebbero giustamente aggiunti tutti i numerosi pazienti che furono la “materia prima” della “nuova scienza”).
Avendo origini ebree, la vita per Freud si fece complicata a partire dal 1933, anno in cui Hitler prese il potere in Germania. In quell’anno le autorità naziste organizzarono i cosiddetti “Bücherverbrennung”, ossia il rogo di tutti quei libri considerati “contrari allo spirito tedesco”. Durante questa serie di roghi (maggio-giugno), non vennero risparmiati nemmeno i testi di Freud.
La situazione si aggravò nel 1938, anno in cui l’Austria venne annessa al Terzo Reich: quattro sorelle di Freud morirono nei campi di sterminio e Anna, la figlia di Freud, venne sequestrata dalla Gestapo. Fortunatamente a Freud venne data la possibilità di compilare una lista di nomi delle persone da salvare dalla deportazione. Egli incluse la moglie, le domestiche, il medico e la famiglia di questi. Pochi giorni dopo, la figlia Anna venne liberata e Freud partì per Londra.
Freud morì di cancro al cavo orale il 23 settembre 1939 alle 3 del mattino. Il suo medico di fiducia continuò a somministrargli morfina, per evitare dolori spasmodici, fino a quando Freud non entrò definitivamente in coma.
L’interpretazione dei sogni
L’opera più famosa e più incisiva di Freud è sicuramente “L’interpretazione dei sogni”, pubblicata in lingua tedesca nel 1900 col titolo “Die Traumdeutung”, ma scritta l’anno precedente, ossia il 1899. Quest’opera si può considerare rivoluzionaria in quanto, all’epoca della pubblicazione, al sogno veniva negata una qualsiasi validità psichica.
L’opera venne accolta con molto interesse ma venne pesantemente criticata dal panorama culturale e scientifico.
Ne “L’interpretazione dei sogni”, Freud evidenzia la distinzione tra il contenuto manifesto e quello latente:
- Il contenuto manifesto è quella parte del sogno che viene ricordata dal sognatore e che viene raccontata al risveglio. Gli elementi ricordati (e quindi raccontati) del sogno sono dei veri e propri simboli e devono essere accuratamente interpretati per poter arrivare al significato profondo del sogno.
- Il contenuto latente, invece, è quel contenuto del sogno che viene mascherato dagli elementi simbolici che vengono indicati col termine “contenuto manifesto”.
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- Italiano: Sigmund Freud
- Storia dell'arte: Surrealismo, Salvador Dalí
- Spagnolo: Federico García Lorca
- Storia: Sogno americano (American dream)
- Geografia: Stati Uniti d'America