Mod. I – Correnti teoriche della psicologia moderna
Radici della psicologia – Psicologia scientifica
Il termine psicologia deriva dal greco, che significa “studio dell’anima”:
- “Psychè” = anima
- “Logos” = studio
Per secoli, gli oggetti di studio della psicologia sono stati sotto indagine della filosofia e della neurofisiologia. Solo verso la fine del 1800, la psicologia viene definita come scienza autonoma, basandosi sullo studio scientifico del comportamento, dei processi mentali e dei rapporti tra individuo e ambiente.
Fechner, Weber e la psicofisica
Tra il 1850-1870, Fechner e Weber focalizzarono il loro studio sulle sensazioni, individuando un metodo scientifico per misurarle. Lo studio si concentrò sul rapporto tra stimoli fisici e risposta (dipendente dall’intensità dello stimolo fisico), dando origine alla psicofisica. Insieme, stabilirono la legge della psicofisica, affermando che aumentando gradualmente l’intensità dello stimolo fisico, la percezione (dello stimolo) non aumenta nello stesso modo, ma aumenta più velocemente all’inizio e continua sempre più lentamente.
Inoltre, Fechner giunge alla Legge di Fechner, che individua due tipi di soglie:
- Soglia assoluta: è l’intensità minima di uno stimolo per essere percepita e provocare una risposta;
- Soglia differenziale (o JND = Just Noticeable Difference): è la minima quantità di cambiamento di uno stimolo necessaria per rilevare un altro stimolo, detto stimolo di confronto.
Questi sviluppi furono le basi della psicologia scientifica.
Ambiti applicativi della psicologia
- Ambito sperimentale: nei laboratori scientifici, nella ricerca sul campo e nella ricerca campionaria
- Ambito lavorativo: formazione del personale, test di valutazione, …
- Ambito giuridico: valutazioni psicologiche di: criminali, divorzi, affidi, …
- Ambito pedagogico: interventi psicoeducativi, …
- Ambito sportivo: supporto alla motivazione, all’agonismo, al mantenimento della squadra, …
- Ambito evolutivo: riguarda la crescita e lo sviluppo da prima della nascita fino ai 18 anni
- Ambito clinico-patologico: valutazione delle problematiche patologiche con le relative cure
Wundt e lo strutturalismo (1879)
L’inizio della psicologia scientifica (o moderna) viene fissato nel 1879, quando Wilhelm Wundt fonda a Lipsia, in Germania, il primo laboratorio di psicologia sperimentale. Si cercò, per la prima volta, di usare un metodo oggettivo e sistematico che studiasse il comportamento umano. Wundt sosteneva che i processi mentali e quelli psichici erano collegati e si influenzassero a vicenda; inoltre, sosteneva che i contenuti psichici erano insiemi complessi che, però, possono essere scomposti in unità più semplici, nasce il termine elementarismo.
L’approccio di Wundt fu denominato strutturalismo dall’allievo Titchener (docente negli Stati Uniti). Gli strutturalisti si sono concentrati sullo studio di: attenzione; tempi di reazione; associazioni mentali; psicofisiologia dei sensi (vista e udito). Wundt e altri strutturalisti usarono, come metodo sperimentale, il metodo introspettivo.
L’introspezione prevede che il soggetto venga sottoposto ad uno stimolo (può essere un’immagine o un suono), e sia lui stesso a descrivere, il più dettagliatamente possibile, quali siano le sensazioni provate. In pratica, il paziente auto valutava la sua esperienza relativa agli stimoli ricevuti. Successivamente, gli strutturalisti analizzano i dati forniti dal soggetto. Gli psicologi criticarono il metodo introspettivo, ritenendo che non fosse assolutamente un metodo oggettivo, dato che gli osservatori esterni non potevano dimostrare l’attendibilità dei dati forniti dal soggetto. Nonostante le critiche, il retaggio dello strutturalismo esiste ancora, infatti la psicologia non ha mai perso interesse nelle descrizioni che le persone fanno delle loro esperienze.
Ebbinghaus e l’associazionismo (1885)
Ebbinghaus, allievo di Wundt, fu il primo ad applicare il metodo sperimentale allo studio della memoria. In un suo libro, intitolato “Sulla memoria”, approfondisce gli studi fatti sui processi di memorizzazione. Gli esperimenti fatti da Ebbinghaus, lo portarono a formulare, nel 1885, la legge di Ebbinghaus, stabilisce l’esistenza di un rapporto costante tra l’ampiezza del materiale da memorizzare e il tempo di apprendimento. L’approccio di Ebbinghaus viene definito associazionismo.
James e il funzionalismo (1890)
William James fonda, nel 1890, il suo laboratorio sperimentale negli Stati Uniti, ad Harvard, basato sul funzionalismo. Il funzionalismo segue le teorie evoluzioniste di Darwin, le quali sostengono che il comportamento è una forma di adattamento all’ambiente. Infatti, il funzionalismo studia il comportamento dell’individuo in funzione dell’adattamento all’ambiente fisico e sociale.
Wertheimer e la Gestalt (1912)
In Germania, in alternativa allo strutturalismo, si sviluppa la psicologia della Gestalt. Gestalt significa “forma” (dal tedesco). La Gestalt segue la linea teorica della psicologia dell’atto, che distingueva tra:
- Realtà fisica: realtà del mondo così com’è
- Realtà fenomenica: realtà percepita dal soggetto
A differenza dello strutturalismo, la psicologia della Gestalt studia l’insieme delle percezioni e non la singola percezione scomposta, descrivendo quell’insieme come una “forma”. Secondo la Gestalt, i processi psichici non sono influenzati dalle singole percezioni, ma dall’insieme che creano quest’ultime, ovvero dalla forma che attribuiamo all’insieme.
Secondo gli studiosi della Gestalt, il cervello percepisce informazioni dalla realtà fisica e ne fa una sua elaborazione, organizzazione e interpretazione (creando la sua realtà, ovvero la realtà fenomenica) basandosi su alcune leggi prestabilite:
- Leggi di percezione: Vicinanza, Somiglianza, Chiusura, Continuità e Pregnanza (o della Buona forma);
- Legge dell’esperienza passata: descriviamo l’insieme delle percezioni (forma) basandoci su cose già viste.
Il fondatore della scuola della Gestalt è Wertheimer (Vertaimer), noto per la definizione di movimento apparente e movimento stroboscopico, in particolare per l’esperimento sul fenomeno phi. Il fenomeno phi consiste nell’accendere e spegnere, in rapida successione, dei pallini luminosi, creando la percezione di movimento del pallino.
Con l’esperimento, Wertheimer dimostra che se l’individuo percepisse la realtà fisica così com’è, analizzando le singole percezioni e non l’insieme che queste formano, vedrebbe semplicemente un pallino luminoso accendersi e spegnersi. Le leggi di percezione, data dall’elaborazione, dall’organizzazione e dall’interpretazione del cervello, sono:
- Legge di Vicinanza: più gli oggetti sono vicini tra loro, più vengono percepiti come un gruppo;
- Legge di Somiglianza: gli oggetti più simili tra loro vengono raggruppati;
- Legge di Chiusura: la nostra mente è predisposta a percepire le informazioni mancanti per chiudere una figura;
- Legge di Continuità: nell’immagine sottostante percepiamo la forma di due linee continue, una retta e una curva;
- Legge di Pregnanza (o della Buona forma): una serie di caratteristiche che rendono una forma particolarmente semplice e simmetrica.
Infatti, nella figura percepiamo la forma di una figura che fisicamente non è presente, questo perché risulta più semplice rispetto a quelle raffigurate.
Kohler e l’insight (1929)
Kohler introduce il concetto di insight osservando il comportamento degli scimpanzè posti davanti ad un problema. L’esperimento di Kohler consisteva nell’organizzare una serie di situazioni incentrate sul modo in cui le scimmie affamate riuscivano a procurarsi il cibo al di fuori della loro portata. (Esempio: banane poste al di là di una rete con a disposizione dei bastoni nelle vicinanze o banane posizionate in un posto sopraelevato con a disposizione delle scatole)
L’esperimento dimostrò che le scimmie riuscivano a procurarsi il cibo nonostante le difficoltà, utilizzando gli elementi a disposizione (bastoni o scatole). Queste indagini dimostrarono che gli animali, così come le persone, non interagiscono con l’ambiente solo per tentativi ed errori, ma seguono anche l’intuizione (insight), definita come un’“illuminazione interiore”. L’insight è, quindi, l’improvvisa scoperta di un nuovo modo di interpretare la situazione.
Costruttivismo
Per costruttivismo si intende la costruzione della realtà. Dalla definizione di Kohler, Von Ehrenfels formula che la qualità del tutto è data dalle relazioni che intercorrono tra i singoli elementi e dalla loro struttura, e non dalla semplice addizione dei singoli elementi.
- Il tutto ha proprietà che non esistono nelle parti
- Le stesse parti diversamente collegate, producono un tutto differente
- Parti differenti possono produrre lo stesso tutto
Queste deduzioni portano ad un altro filone all’interno della Gestalt; infatti, il costruttivismo si concentra su come il soggetto percepisce la realtà. Si mette, quindi, in dubbio l’idea di una conoscenza “oggettiva” della realtà, ma basata sulla costruzione che ne faceva il singolo individuo, in base alle sue convinzioni, emozioni ed esperienze.
Finestra di Ames
Esperimento che riguarda la costanza di forma, dove un trapezio rotante viene percepito come una finestra che oscilla. Ciò è dovuto al fatto che è l’esperienza passata ad influenzare l’apprendimento. La nostra mente riconoscerà più facilmente una finestra, piuttosto che un trapezio rotante. La finestra di Ames si colloca nel principio della Buona forma, presente dalle prime fasi della vita.
Watson e il comportamentismo
In parallelo al periodo della Gestalt, nasce il comportamentismo con John B. Watson, studioso di psicologia animale, e fu il primo psicologo a basare lo studio sul comportamento osservabile. Il comportamentismo esclude intenzionalmente dal campo di studi tutti gli elementi che non sono direttamente osservabili. Non vengono, quindi, studiati i processi mentali.
Il comportamento osservabile deriva da: Stimolo (dal mondo fisico esterno) Risposta (comportamento correlato allo stimolo). Le differenze che si presentavano nelle risposte non venivano considerate innate o ereditarie, ma erano dovute all’apprendimento. Metaforicamente, i processi mentali vengono associati ad una “black box”, ovvero una scatola nera, di cui non è importante comprendere il funzionamento interno, ma è importante comprendere solo gli Input e Output (quello che entra, cioè lo stimolo, e quello che esce, cioè la risposta). Watson riteneva che fosse possibile ottenere qualsiasi tipo di comportamento controllando l’ambiente circostante. Secondo il comportamentismo, la risposta allo stimolo definisce la personalità dell’individuo.
Watson ha realizzato diversi esperimenti, tra cui quello sul piccolo Albert: l’esperimento prevedeva di far relazionare un bambino (Albert) con un topolino; successivamente, veniva fatto sentire un rumore molto forte al bambino, che ne causava pianto e paura. Venne, poi, collegato il rumore alla presenza del topolino. Il risultato fu che, nonostante il bambino non sentisse più il rumore, iniziasse a piangere alla sola vista del topolino, collegandone il forte rumore. Fu dimostrato, con il tempo, che non c’erano differenze tra l’uomo e la specie animale, rendendo possibile la ricerca sugli animali.
Psicologia dinamica - Freud e la psicoanalisi (1896)
La psicologia dinamica nasce nel 1896, quando Freud parlò di psicoanalisi per descrivere il suo metodo di ricerca, ritenendo che il comportamento venga stimolato da “forze interne” di cui non siamo consapevoli. Freud si rese conto che la fisiologia non poteva spiegare certi fenomeni psicologici, così avviò gli studi sui processi mentali, concentrandosi sull’interno dell’individuo, sviluppando il concetto di inconscio. La psicoanalisi è sia un metodo di psicoterapia sia una teoria della personalità. Infatti, la psicoanalisi si rivolge a quei fenomeni psichici che risiedono al di fuori della sfera della coscienza, ovvero fuori da quel gruppo di percezioni della parte conscia.
Metodo di psicoterapia
La psicoanalisi nasce per curare i disturbi mentali. Fino alla fine dell’Ottocento, i disturbi mentali venivano trattati da psichiatri e neurologi tramite l’uso dell’ipnosi. Il medico viennese Sigmund Freud, neurologo e, anch’egli, utilizzatore dell’ipnosi, ipotizza che alla base dei disturbi mentali ci fosse un conflitto tra richieste psichiche opposte, definito “giochi di forze”.
Teoria della personalità
Prima topica di Freud
Freud ipotizza che l’apparato psichico, che definisce il comportamento dell’individuo, può essere scomposto in tre sistemi con funzioni differenti, ipotizzando la prima topica. I tre sistemi in questione sono:
- Sistema conscio: parte legata alla consapevolezza della realtà, di sé stessi e del proprio rapporto con l’ambiente circostante. Infatti, consapevolmente vengono utilizzati pensieri, ricordi e desideri per compiere azioni volontarie, esaminando, con attenzione, la realtà circostante.
- Sistema preconscio: parte formata da elementi che non si trovano né nel sistema conscio né nel sistema inconscio (purgatorio). Gli elementi del sistema preconscio potrebbero riemergere nella parte conscia se non risultano troppo angoscianti. A sua volta, gli elementi del sistema preconscio sono distaccati dal sistema inconscio in modo da evitare, in qualsiasi modo, che gli elementi troppo angoscianti possano riemergere nel sistema conscio.
- Sistema inconscio: considerato come il contenitore di elementi inaccessibili dal sistema conscio, nominato “il luogo del rimosso”. Contiene i desideri repressi e i ricordi traumatici.
Seconda topica di Freud
Successivamente, Freud rivisita il modello di apparato psichico e ipotizza che sia diviso in tre istanze, che però interagiscono tra loro, ovvero Es, Io e Super Io:
- Es: è la parte innata della personalità che segue il principio di piacere, ovvero la parte che segue le pulsioni interne come fame, sesso e impulsi irrazionali. (esempio: il neonato è spinto dalle forze pulsionali dell’Es) L’Es punta ad ottenere soddisfazione immediata. Però, la realtà non coincide mai con il piacere immediato, così l’Es genera costanti pressioni che devono essere gestite. Da qui prendono origine l’Io e il Super Io;
- Io: è la parte che prende decisioni, controlla le azioni e gestisce i rapporti con altri individui, ovvero segue il principio di realtà. (crescendo, il neonato deve fare i conti con la realtà: anche se ha fame, non sempre può mangiare, dovrà fare a meno del pannolino e, andando avanti, dovrà adattarsi a regole che diventano sempre più insostenibili per l’Es) Gestisce l’energia istintiva dell’Es in modo tale da mantenere la sicurezza dell’individuo;
- Super Io: è la parte che regola i concetti di bene/male o giusto/sbagliato. È composto dalla componente ideale dell’Io, ovvero da ciò che vorremmo essere (puntando alla perfezione). Infatti, è la parte che ci fa essere severi con noi stessi. (Es e Super io vanno in due direzioni opposte; infatti, l’Es mira a soddisfare le pulsioni nell’immediato, mentre il Super Io mira alla perfezione) I meccanismi di difesa, teorizzati da Freud, come la rimozione, servirebbero a gestire gli impulsi dell’Es.
Neisser e la psicologia cognitiva (1950-1970)
Dal comportamentismo (stimolo risposta) nasce un nuovo approccio di studio, che andava oltre alla linearità data dallo stimolo-risposta, cioè dato uno stimolo non ci si poteva aspettare sempre la stessa risposta. Infatti, lo studio del cognitivismo si basa sui processi che stanno nel mezzo tra lo stimolo e la risposta, ovvero si basa sullo studio di come la mente gestisce gli stimoli. In quel periodo, la mente iniziava ad essere definita come un “elaboratore di informazioni” (computer).
Come scrisse Neisser, così come la mente umana elabora le informazioni dai sensi, i computer elaborano le informazioni con i loro circuiti. Nasce, così, l’analogia mente-computer (HIP = Human Information Processing), che a livello metaforico dice che la mente è simile ad un software che riceve informazioni dall’esterno (stimolo = input), le elabora e restituisce una risposta (risposta = output).
Gli autori del cognitivismo propongono, come modello di studio del comportamento, il TOTE, il quale è composto da quattro fasi:
- T = Test (piano proattivo dell’azione)
- O = Operate (azione)
- T = Test (valutazione dell’azione)
- E = Exit (fine dell’azione)
Il TOTE superava l’idea della sequenza lineare del comportamentismo, basato su stimolo-risposta. I ricercatori cercavano di riprodurre, attraverso l’uso del computer, le fasi mentali che avvengono durante lo svolgimento di un compito (appunto, nel mezzo tra stimolo e risposta). Fu lo stesso Neisser a criticare l’analogia mente-computer; infatti, riteneva che la ricerca psicologica si stesse allontanando sempre di più dai processi mentali che avvengono durante la vita quotidiana.
Psicologia comparata
La psicologia comparata (o animale) studia il comportamento e i processi mentali degli animali; inoltre, utilizzando il metodo comparativo vengono evidenziate le caratteristiche in comune tra animali e persone.
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