Anno scolastico 2010/2011
Classe VLA
Il sogno e l’inconscio
A D
Rianna I
E rnesto I
Indice
Introduzione
I sogni come evasione dalla realtà ............................................................................................... V
Italiano
L’importanza dell’inconscio nell’opera di Italo Svevo .................................................... 1
Italo Svevo ...................................................................................................................................................... 1
I tre romanzi ................................................................................................................................................... 2
La coscienza di Zeno .................................................................................................................................... 3
Inglese TH
Literary production in 20 century ............................................................................................... 7
James Joyce ...................................................................................................................................................... 8
The stream of consciousness and interior monologue ............................................................. 9
The dead (The Dubliners) ........................................................................................................................... 9
Filosofia
Sigmund Freud
..............................................................................................................................................11
L’analisi del sogno nella psicoanalisi .............................................................................................12
I lapsus e gli atti mancati .......................................................................................................................13
La struttura della psiche ......................................................................................................................14
Biologia
Il sistema nervoso ....................................................................................................................................17
La trasmissione degli impulsi nervosi...............................................................................................17
L’encefalo umano .......................................................................................................................................18
Il sonno e la veglia ....................................................................................................................................19
Fisica
Le linee del campo elettrico .............................................................................................................23
Il vettore campo elettrico ....................................................................................................................23
Il campo elettrico in una carica puntiforme ................................................................................25
Introduzione
Ci troviamo immersi in questo mondo, oppressi dai canoni che ci vengono imposti dalla stessa società, siamo stressati dalla quotidianità del lavoro, della famiglia.
Questo mondo ci rende vulnerabili e vittime dell’odio, della corruzione; manipolati inconsciamente da questo invulnerabile sistema.
Ormai la nostra mente e i nostri pensieri sono schiavi delle dottrine imposteci dalla televisione, dalla radio, dal cinema, che ci rendono soltanto schiavi del consumismo, adoratori del Denaro ma, allo stesso tempo, succubi dell’estetica.
Ed è proprio questo il punto, come possiamo evadere da tutto ciò?
Gli uomini, sin dall’antichità, hanno sempre avuto uno spirito di liberazione che li accumunava, l’unica catena del bisogno, del desiderio e della volontà che ogni uomo porta con se, che li spinge a creare, immaginare, sognare.
Infatti, è proprio contemplando un bel quadro, leggendo un bel libro, ascoltando un brano musicale, che l’uomo riesce a dimenticare se stesso e il proprio dolore, e il mondo in cui vive, sottraendosi così alla catena degli eventi e della casualità.
E dunque i sogni non sono altro che un momento di evasione che tutti si possono concedere, sono la vera essenza della nostra mente, il nocciolo primo della nostra essenza, lo specchio impenetrabile del nostro inconscio.
Essi sono desideri nascosti si, ma anche mondi inconoscibili e incomprensibili che la maggior parte delle volte dimentichiamo al nostro risveglio.
Elementi effimeri per la maggior parte di noi, considerati quasi irrisori, a cui solo pochi prestano il loro interesse; non sapendo che nella loro complessità possono nascondere realtà che neanche la persona stessa sa di conoscere; infatti, non sono altro che, un attività del nostro pensiero umano, una produzione della psiche, caratterizzata da emozioni, percezioni e pensieri, riguardanti persone, situazioni ed oggetti vissuti dal sognatore accompagnati dalla consapevolezza dalla loro irrealtà.
I sogni si portano dietro una lunghissima storia, in quanto essi hanno interessato persino la preistoria, essendo un’attività umana che ha destato la curiosità dell’uomo fin dai primordi della civiltà arrivando oggi a me.
Italiano
L’importanza dell’inconscio nell’opera di Italo Svevo
Brevi cenni sulla vita
ron Ettore Schmitz nasce nel 1861 a Trieste da un’agiata famiglia ebrea (padre tedesco e madre friulana) ed assume lo pseudonimo di Italo Svevo per indicare la compresenza in lui della cultura italiana e tedesca, che influenzerà tutta la sua opera.
Dopo aver compiuto gli studi commerciali, ottiene un impiego in banca, ma dedica le ore libere alla composizione di novelle e collabora con un giornale locale.
Legge Machiavelli, Guicciardini, Boccaccio, i romanzieri francesi dell’800 e Schopenhauer, poi scrive e pubblica a sue spese il romanzo “Una vita”, quasi del tutto ignorato da critica e lettori.
Si sposa, entra come socio nell’azienda del suocero e pubblica, sempre a proprie spese, “Senilità”, che rimane nella totale indifferenza; ciò causa una cocente delusione dell’autore, il quale accantona le ispirazioni letterarie e tenta di diventare un concreto uomo d’affari.
Inizia a viaggiare per lavoro in Francia e Inghilterra, dove, tra l’altro, si interessa alla letteratura, alla filosofia e alle scienze contemporanee, prende lezioni di inglese dallo scrittore irlandese James Joyce (residente in quel periodo a Firenze), il quale si entusiasma per i due romanzi sveviani.
Intanto, lo scrittore viene a contatto anche con la psicoanalisi, in quanto suo cognato malato di nevrosi è in analisi da Freud.
Egli, pertanto, si appassiona al pensiero freudiano e in particolare, all’importante ruolo dell’inconscio nel determinare i comportamenti all’incapacità dell’uomo di conoscersi, individuali, di guidare razionalmente la propria vita e all’impossibilità di tracciare una linea di demarcazione tra salute e malattia mentale.
Allo scoppio della prima guerra mondiale, poiché Trieste era sotto l’Impero Austro-Ungarico, la famiglia della moglie, essendo di nazionalità italiana, deve abbandonare la città e la fabbrica viene requisita dalle autorità militari, quindi Svevo si dedica alla letteratura e scrive “La Coscienza di Zeno”, che pubblica sempre a sue spese.
Inizialmente il romanzo segue la sorte dei precedenti, poi Joyce gli consiglia di inviarlo a due illustri critici francesi, i quali lo apprezzano e lo fanno conoscere all’estero; mentre in Italia viene esaltato dal giovane Montale.
Finalmente lo scrittore ottiene il successo sperato, scrive testi teatrali, racconti, abbozza un nuovo romanzo e viaggia per promuovere la sua opera, finché non muore in seguito a un incidente automobilistico.
Nonostante questi tardivi riconoscimenti, la sua fama è cresciuta maggiormente dopo la 1° guerra mondiale, quando la sua opera si è consolidata come una delle testimonianze più significative per comprendere la spiritualità del ‘900.
I tre romanzi
Le opere di Svevo sono sostanzialmente costituite da tre romanzi, dove viene rappresentato il dramma della solitudine dell’uomo contemporaneo, la sua incomunicabilità, l’incapacità ad agire o modificare la realtà circostante, il senso di frustrazione, che egli deriva dalla conoscenza del totale fallimento della propria esistenza.
Essi sono idealmente affini, poiché hanno una tematica in comune, che consiste nell’analisi ossessiva del subcosciente dei rispettivi protagonisti, Alfonso, Emilio e Zeno.
Quest’analisi è in realtà un autoanalisi perché ognuno di loro è la controfigura romanzesca dell’autore.
La malattia di cui soffre Zeno, analoga a quella degli altri due, è l’inettitudine a vivere, ad adattarsi al mondo esterno, a una società egoistica e crudele.
C’è, però, una notevole differenza tra i personaggi: i primi due sono piccolo-borghesi, che dal confronto con la società escono schiacciati, sono dei “vinti” di tipo verghiano, non hanno il cinismo necessario e la spregiudicatezza per riuscire nella vita.
Zeno, invece, appartiene alla ricca borghesia e per una fortunata serie di circostanze, comprese la guerra e riuscì ad essere un vincitore.
Proprio durante il conflitto, comprando e vendendo senza scrupoli, si arricchisce, il successo lo rende euforico e crede di essere guarito dalla sua malattia, comprendendo che i sani sono quelli che agiscono spregiudicatamente.
In realtà il personaggio è più ambiguo, più complesso; la vittoria di Zeno è solo apparente: egli stesso riconosce che la vita è inquinata alle radici e che qualsiasi sforzo per l’uomo di conquistare la salute è vano; la malattia è una condizione generale, con quest’unica distinzione: chi ne ha consapevolezza e chi invece non se ne accorge.
Nel romanzo “Una Vita” si intrecciano le sue esperienze personali e gli interessi letterari e filosofici che caratterizzano la sua formazione di intellettuale autodidatta.
Il protagonista è Alfonso Nitti, che dopo aver terminato gli studi letterari si trasferisce in città, dove entra in contatto con la borghesia e si trova improvvisamente di fronte ad un mondo dove vigono regole che non solo non conosce, ma non riesce neanche a mettere in pratica.
Nemmeno il lavoro in banca gli da soddisfazione, perché in contrasto con i suoi sogni di letterato dilettante; ciò sottolinea maggiormente la sua condizione di inferiorità; quindi, vivendo in un ambiente dove la borghesia finanziaria, con la sua supremazia economica e sociale, rende impossibile l’integrazione del singolo, egli vede fallire ogni possibilità di successo e preso dallo sconforto, si uccide.
Al giovane manca la volontà realizzatrice, che lo porta a essere un inetto, un perdente e ne è consapevole.
È paralizzato dal conflitto tra i sogni di grandezza, alte aspirazioni e meschini calcoli egoistici, è un autolesionista in conflitto perenne con se stesso e la società.
In antitesi Svevo colloca un antagonista che riassume nel proprio carattere la coerenza, la decisione e il buon senso che mancano al protagonista.
Il tema del piccolo borghese che tenta di emanciparsi dalla sua condizione sociale è tipico del romanzo naturalista, come pure la minuziosa descrizione degli ambienti che fanno da sfondo alla vicenda; la novità sta nel fatto che le cause del fallimento non sono solo esterne, legate alla lotta per la vita, ma sono soggettive e psicologiche.
La storia è narrata in terza persona, ma filtrata attraverso i pensieri, le emozioni e le sensazioni di Alfonso.
Il secondo romanzo “Senilità” è la storia di Emilio Brentani, un modesto impiegato con velleità letterarie, anche lui inetto, che vive con la scialba sorella Amalia, un esistenza mediocre e monotona, finché, un giorno incontra Angiolina, una bella ragazza di facili costumi che le propone di diventare la sua amante.
Ma si innamora di lei e si crea una falsa immagine della giovane, attribuendole qualità che non possiede.
Angiolina smantella tutte le sue illusioni, ma per quanto sia bugiarda e inafferrabile, tanto più gli sembra desiderabile, anzi il rapporto con lei gli appare come l’unica via di uscita dal suo stato di abulia.
Per mantenerlo vivo, nonostante i tradimenti e le bugie, egli si crea degli autoinganni che durano fino alla conclusione del romanzo, quando, ripiombato nell’inerzia e nella solitudine, continuerà ad avere una finta immagine della ragazza.
Al suo fallimento, si aggiunge quello più amaro della sorella, che dopo una vita dedicata al fratello e priva di soddisfazioni, si rifugia nel sogno di un amore impossibile per Balli, uno scultore fallito, ma abile con le donne e alcolizzato.
La sua tragica morte conferma che i personaggi senili, soccombono di fronte alla vitalità di quelli giovanilmente sani.
In questa storia si nota subito la contrapposizione di due coppie analoghe e opposte tra loro: Emilio/Amalia incapaci e Angiolina/Balli forti e decisi; all’inettitudine che immobilizza le scelte e le decisioni, contrasta la vivacità e la volontà, che si esprimono nella forza delle passioni e danno un senso all’esistenza.
Comunque, questo tipo di incapacità non è assoluto, non preclude la capacità di vivere, infatti Emilio innamorandosi rompe la banalità e cambia la sua esistenza; anche se in realtà, non riesce ad andare fino in fondo perché prima decide di amare senza impegno, poi non ci riesce poiché è abituato a fare tutto col massimo scrupolo.
Pertanto, si ostina a redimere la ragazza attraverso il proprio amore, sapendo già che è un sogno impossibile.
La coscienza di Zeno
“La Coscienza di Zeno” esce più di vent’anni dopo la pubblicazione del secondo romanzo, quando ormai l’autore è un affermato uomo d’affari.
In quest’opera si nota da un lato la conoscenza del pensiero freudiano, che gli offre nuovi strumenti per analizzare i momenti oscuri dell’agire umano; dall’altro la riflessione sulle tragedie della guerra che lo spinge ad estendere all’intera società i concetti di inettitudine e malattia.
La stessa struttura narrativa è diversa dalle precedenti, è la coscienza stessa che vive e narra la storia; Zeno è un personaggio coscienza che mantiene il contatto con la realtà e si fa testimone di una comune tragedia.
Il racconto si svolge attraverso una specie di diario, dove lo scrittore, attraverso l’analisi dell’individuo, dei suoi ideali e delle sue immancabili sconfitte, giunge a una precisa visione della decadenza morale, sociale e storica contemporanea; di fronte alla mancanza di forti legami affettivi e di profonde esigenze morali, egli non propone alternative, ma evidenzia quel sistema in disfacimento.
Zeno è l’opposto del superuomo d’annunziano, incapace, incerto e pieno di contraddizioni: ama e si sposa quando non dovrebbe; passa la sua esistenza a fumare l’ultima sigaretta; lavora quando farebbe meglio ad astenersene.
Il protagonista è già vecchio quando scrive le sue memorie, perciò ha raggiunto un atteggiamento di distacco e può guardare i suoi conflitti ed incapacità con un sottile umorismo.
Egli scherza sui suoi autoinganni, sulle bugie che racconta consapevolmente e inconsapevolmente a se stesso, sulle tragedie in cui è coinvolto; inoltre, ogni volta che si trova nei guai, il caso fa in modo che, indipendentemente dalla sua capacità o volontà, riesca ad uscirne e a ricominciare da capo.
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Introduzione sogno e inconscio - tesina
La tesina di maturità verte sul tema del sogno e dell'inconscio. Ci troviamo immersi in questo mondo, oppressi dai canoni che ci vengono imposti dalla stessa società, siamo stressati dalla quotidianità del lavoro, della famiglia. Questo mondo ci rende vulnerabili e vittime dell’odio, della corruzione; manipolati inconsciamente da questo invulnerabile sistema. Ormai la nostra mente e i nostri pensieri sono schiavi delle dottrine imposteci dalla televisione, dalla radio, dal cinema, che ci rendono soltanto schiavi del consumismo, adoratori del Denaro ma, allo stesso tempo, succubi dell’estetica. Ed è proprio questo il punto, come possiamo evadere da tutto ciò? Gli uomini, sin dall’antichità, hanno sempre avuto uno spirito di liberazione che li accomunava, l’unica catena del bisogno, del desiderio e della volontà che ogni uomo porta con sé, che li spinge a creare, immaginare, sognare. Infatti, è proprio contemplando un bel quadro, leggendo un bel libro, ascoltando un brano musicale, che l’uomo riesce a dimenticare se stesso e il proprio dolore, e il mondo in cui vive, sottraendosi così alla catena degli eventi e della casualità. E dunque i sogni non sono altro che un momento di evasione che tutti si possono concedere, sono la vera essenza della nostra mente, il nocciolo primo della nostra essenza, lo specchio impenetrabile del nostro inconscio. Essi sono desideri nascosti sì, ma anche mondi inconoscibili e incomprensibili che la maggior parte delle volte dimentichiamo al nostro risveglio.
Elementi effimeri per la maggior parte di noi, considerati quasi irrisori, a cui solo pochi prestano il loro interesse; non sapendo che nella loro complessità possono nascondere realtà che neanche la persona stessa sa di conoscere; infatti, non sono altro che un’attività del nostro pensiero umano, una produzione della psiche, caratterizzata da emozioni, percezioni e pensieri, riguardanti persone, situazioni ed oggetti vissuti dal sognatore accompagnati dalla consapevolezza della loro irrealtà. I sogni si portano dietro una lunghissima storia, in quanto essi hanno interessato persino la preistoria, essendo un’attività umana che ha destato la curiosità dell’uomo fin dai primordi della civiltà arrivando oggi a me. La tesina inoltre permette dei collegamenti con le altre materie scolastiche.
Collegamenti
Sogno e inconscio - tesina
- Italiano - L'importanza dell'inconscio nell'opera di Italo Svevo.
- Inglese - Literary production in 20th century.
- Filosofia - Sigmund Freud.
- Biologia - Il sistema nervoso.
- Fisica - Le linee del campo elettrico.