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Michele Tenace: sommario
Storia (Prof.ssa Morlino)
L’età dell’acciaio: il primato di Germania e Stati Uniti 5
I progressi della chimica: nuovi materiali e conservazione dei cibi 6
Meccanizzazione del lavoro e produzione in serie 7
Grandi magazzini e pubblicità 7
Le esposizioni universali 8
Le tecniche finanziarie 8
L’industria elettrica 8
Letteratura (Prof.ssa Morlino)
Il Realismo (seconda metà dell’Ottocento) 9
La tecnica narrativa del Realismo 10
Si narrano le condizioni di vita, la miseria, le lotte 10
Il Realismo in letteratura: Naturalismo e Verismo 11
Il Verismo italiano Giovanni Verga 11
Una lingua vicino al parlato 12
La Roba 12
Analisi del testo 16
Ed. artistica (Prof.ssa Zaccaria)
I macchiaioli 17
Analisi quadro Giovanni Fattori 18
Tecnologia (Prof.ssa Donnini)
I fenomeni energetici 19
Lo sforzo e il movimento 19
Le forme di energia 20
L’energia termica 20
La trasmissione del calore 21
L’energia luminosa 22
L’energia chimica 23
L’energia meccanica 23
Dalla natura 23
Scienze (Prof. re Spadone)
Agenti endogeni 24
La formazione delle montagne 24
I vulcani 25
Struttura di un vulcano 25
Le fasi di un’eruzione vulcani 26
I materiali emessi dal vulcano 27
Magma e forma del vulcano 28
Attivi, spenti e quiescenti 30
Fenomeni correlati ai vulcani 31
Geografia (Prof.ssa Colangelo)
L’America settentrionale 32
Una società multinazionale 32
Un’economia avanzata 32
Canada 34
Gli antichi insediamenti e la colonizzazione 35
Il Canada oggi 35
Un immenso paese ricco di acque 35
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Michele Tenace
Coste, isole e clima 36
Distribuzione, flussi migratori, etnie 37
Lingue, religioni, città 37
Uno sviluppo razionale 37
Secondari e terziario 38
Musica (Prof. re Di Munno)
La storia del Jazz 40
Il blues 42
Bebop 42
Cool Jazz 42
Free Jazz 42
Inglese (Prof. re De Martino)
Queen Victoria 43
The Victorian age and British Empire 43
A New Monarchy 43
Winston Churchill 44
Churchill support his people 44
The alliance 44
After the War 45
Francese (Prof.ssa Stella)
L’architecture passive 46
L’énergie hydraulique 46
L’énergie éolienne 47
La géothermie 47
Les panneaux solare et photovoltaïques 48
La maison bioclimatique 48
Le puits canadien 49
Les energie les plus utilisées 49
Qu’est-ce que je peux faire pour ne pas polluer? 50
Scienze motorie (Prof.ssa Corvino)
L’alcolismo è sempre più diffuso tra i giovani 51
Un bicchiere di troppo alla guida e la corsa finisce tragicamente 51
Cosa dice la legge 52
Gli effetti dell’alcol sulla salute 52
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Michele Tenace 4
Michele Tenace
L’età dell’acciaio: il primato di Germania e Stati Uniti
Negli ultimi trent’anni dell’Ottocento, in Europa e negli Stati Uniti si stava realizzando la cosiddetta
Questo periodo è definito
Seconda rivoluzione industriale.
da molti storici perché vide la produzione su scala industriale di
età dell’acciaio,
questo materiale, che diede un enorme sviluppo alle industrie siderurgiche.
Benchè l’acciaio fosse conosciuto fin dall’antichità, il suo uso era limitato a utensili o a particolari tipi di armi, dal momento che produrlo era molto costoso. Fu un inglese,
a inventare un modo più economico di produrre questo metallo, il
Henry Bessemer,
cui uso si generalizzò fino a sostituire quello del ferro, con enormi vantaggi perché l’acciaio è più duro, più resistente e più malleabile. La
applicò su larga
Germania
scala i nuovi procedimenti nella lavorazione dell’acciaio e ne divenne il miglior produttrice in Europa. Il grande successo della produzione di acciaio a basso costo aprì una nuova fase nella rivoluzione industriale: mentre l’Inghilterra, e successivamente la Francia, erano state all’avanguardia della Prima, le grandi protagoniste della Seconda furono la Germania e, agli inizi del Novecento, gli Stati
Le ragioni del successo tedesco, come di quello americano, erano
Uniti.
strettamente legate alle nuove tecniche: le industrie tedesche utilizzavano tecnologie più moderne, mentre quelle inglesi, di vecchia data, stentavano a modernizzarsi. Inoltre, in Germania le industrie siderurgiche avevano dimensioni assai più vaste: la famiglia Krupp deteneva un vero impero in questo campo e riusciva a imporre la sua volontà allo stesso governo.
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Michele Tenace
I progressi della chimica: nuovi materiali e conservazione dei cibi
I processi produttivi furono anche dai compiuti dalla
progressi chimica.
fondamentali conoscenze elaborate nel corso dell’Ottocento da scienziati come
e relativamente alla
Joseph-Luis Gay-Lussac Amedeo Avogadro teoria della
permisero ai chimici di raggiungere risultati prima impensabili:
materia, trasformare
modificandone la composizione molecolare, in modo da creare nuovi
la materia
composti. Ben presto queste tecniche uscirono dai laboratori per entrare nelle fabbriche. La collaborazione dei chimici divenne indispensabile agli industriali.
Grazie a un nuovo e più economico metodo per ottenere il sodio, si riuscì a ricavare dalla bauxite (considerata un materiale prezioso) un nuovo utilissimo elemento:
leggero e resistente. Prodotto industrialmente a partire dal 1886,
l’alluminio,
questo metallo – che non arrugginisce – sarebbe presto divenuto indispensabile nella vita quotidiana. Ancora più imprevedibile fu la creazione di materiali di sintesi
(o cioè di composti che non esistono in natura, come la celluloide o il
sintetici),
cellofan, ma anche medicinali come l’aspirina. Il primo
colorante sintetico
della storia fu inventato da uno studente inglese di 18 anni,
William H. Perkin,
e fu una vera rivoluzione nel campo dei coloranti, che erano stati fino ad allora ricavati dai vegetali, con costi molto più elevati e risultati non altrettanto soddisfacenti.
Scoperte fondamentali si fecero anche nel settore della
conservazione dei cibi.
Nel 1855 comparve in Inghilterra il primo
latte in polvere
e cinque anni più tardi, negli Stati Uniti, il
latte condensato,
ottenuti entrambi facendo evaporare la parte acquosa del latte. E la carne? Per secoli questa sostanza deteriorabilissima era stata conservata sotto sale: raramente si mangiava carne fresca. La conservazione della carne trovò quindi grande sviluppo con l’invenzione del
cibo in scatola,
che si diffuse presso tutti i ceti sociali. Ancora più importante, forse, fu l’invenzione del frigorifero industriale, che utilizzava la proprietà di certi gas per raffreddare le pareti del recipiente in cui si espandono dopo essere stati compressi. Il sistema di refrigerazione permise di congelare gli alimenti e di trasportarli infatti addirittura dall’Australia all’Europa.
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Michele Tenace
Meccanizzazione del lavoro e produzione in serie
Il nuovo sviluppo industriale comportò lo sviluppo della
meccanizzazione:
un sempre maggiore numero di operazioni prima svolto dagli operai veniva ora svolto dalle
macchine.
Sostituire i lavoratori con attrezzature meccaniche consentì agli imprenditori notevoli
risparmi sul costo di manodopera
e un grande aumento della
produzione.
La tendenza all’ingrandimento delle imprese divenne un fenomeno diffuso. Il passo successivo fu l’adeguamento del lavoro umano ai ritmi delle
macchine,
per migliorare l’efficienza dei lavoratori e degli impianti. La meccanizzazione diede l’avvio alla
produzione in serie
di molti beni: non più l’abito su misura, ma un abito preconfezionato, in taglie standardizzate; non più scarpe fatte a mano, ma prodotte a macchina secondo misure fisse. E via di seguito per molti altri oggetti, la cui produzione in serie diminuiva enormemente il costo.
Grandi magazzini e pubblicità
Quando le merci vennero prodotte in serie, sorse la necessità di venderle rapidamente e con buoni profitti. Ed ecco nascere una nuova tecnica commerciale: a Parigi nel 1852 fu inaugurato il primo
grande magazzino,
il cui nome era già un programma:
Bon marché
(Buon mercato). I locali erano molto grandi e alti, a più piani, con balconate interne. Non un solo banco di vendita, come nei negozi, ma centinaia, con altrettante commesse, e
migliaia di articoli,
dall’abbigliamento agli utensili da cucina. I
prezzi convenienti:
erano mirando alla qualità delle vendite, i proprietari erano disposti ad accontentarsi di un guadagno minore su ciascun prodotto. Il successo fu strepitoso e ben presto fiorirono grandi magazzini in tutti i Paesi industriali. Poiché l’obbiettivo di fabbricanti e negozianti era quello di convincere un numero sempre più alto di persone a fare numerosi acquisti, nacque la
pubblicità,
che allora si serviva essenzialmente di
manifesti.
Era una nuova forma di espressione, studiata appositamente per colpire l’immaginazione e indurre all’acquisto. Oltre a disegni semplici ed eleganti, a volte eseguiti da artisti di fama, la pubblicità utilizzava slogan efficaci.
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Michele Tenace
Le esposizioni universali
I progressi dell’industria a partire dal 1870 non sarebbero stati possibili se già vent’anni prima non fosse sorta una
rete commerciale mondiale.
Fin dal 1851, l’Inghilterra organizzò a
Londra
la
Grande Esposizione,
dove tutte le nazioni del mondo furono invitate a presentare i migliori prodotti e le più recenti invenzioni. La Francia imperiale non poteva rimanere indietro; così nel 1855 Napoleone III inaugurava a
Parigi l’Esposizione Universale,
cui parteciparono 25.000 espositori di 34 diverse nazioni.
Le tecniche finanziarie
Le tecniche finanziarie si fecero più sofisticate: la grande quantità d’oro e d’argento che i cercatori trovavano nei giacimenti americani e russi determinò, per un complicato meccanismo, l’uso della
cartamoneta,
la cui emissione fu affidata alle
Banche dello Stato.
Anche i piccoli risparmiatori impararono a depositare in banca i loro risparmi per riscuotere un minimo interesse annuo sulle somme depositate. Per raccogliere capitali più ingenti da impiegare nell’industria e nella finanza nacquero le
società per azioni,
quotate sui mercati azionari della
Borsa valori.
L’industria elettrica
Grande protagonista della Seconda Rivoluzione Industriale fu l’elettricità.
L’elettricità trasformò la fabbrica mettendo a disposizione
energia a basso costo
e permettendo di
collocare ovunque i macchinari,
a differenza di quanto succedeva prima. I tecnici si misero dunque alla ricerca di nuovi motori e nacque la turbina a
vapore
(1884). Determinante fu l’invenzione della
lampadina,
inventata dall’italiano
Alessandro Cruto
e perfezionata dall’americano
Thomas A. Edison
nel 1879.
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Michele Tenace
Il Realismo (seconda metà dell’Ottocento)
Nella seconda metà dell’Ottocento si diffuse in Europa e in Italia una crisi del Romanticismo, o almeno per alcuni aspetti. In contrapposizione a queste caratteristiche del Romanticismo, si fece strada una nuova tendenza più vicina ai problemi concreti della società: il Realismo, che non costruiva però una vera e propria rottura con la cultura del passato, ma anzi rappresentava un rafforzamento della corrente realistica e oggettiva del primo Romanticismo, che aveva trovato espressione nel romanzo storico. Questo movimento prese il nome di Positivismo in filosofia, Naturalismo nella letteratura francese, Verismo nella letteratura italiana.
Questo nuovo indirizzo derivò le sue origini da motivazioni storiche, scientifiche e filosofiche.
Motivazioni storiche
I moti liberali del ’48 erano falliti in tutta l’Europa; i grandi ideali di indipendenza nazionale, i grandi entusiasmi, le azioni eroiche condotte fino all’estremo sacrificio della vita non saranno sufficienti a cambiare in modo duraturo il clima politico, perché mancavano di un senso pratico che tenesse conto della realtà. Non si poteva pensare di sconfiggere, in Italia, un esercito come quello austriaco senza un’adeguata preparazione militare e politica. L’operato di Cavour, indirizzato a scelte realistiche, anche se a volte pesanti, portò a una svolta decisiva nella soluzione del problema italiano.
Motivazioni scientifiche
Una forte spinta al sorgere del Realismo venne data dalle nuove dottrine scientifiche, biologiche ed evoluzionistiche di Darwin, Malthus, Spencer: esse sostenevano che tutti gli esseri viventi, compreso l’uomo, sono sottoposti a un’evoluzione determinata da fattori biologici, ereditari e ambientali. A queste conclusioni si giunse con un’osservazione sistematica e obbiettiva degli ambienti naturali, degli esseri viventi e dei resti fossili, senza considerare valida a priori nessuna credenza filosofica o religiosa. L’uomo non veniva più considerato un essere privilegiato, ma era come tutte le altre creature viventi, condizionato da fattori interni (ereditarietà) ed esterni (ambiente).
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Michele Tenace
Motivazioni filosofiche
Gli studi scientifici aprirono la strada al movimento culturale filosofico del Positivismo, che collocava in primo piano la realtà oggettiva e si rivolgeva a studi concreti, ad atteggiamenti realistici, alla volontà di osservare e spiegare i fatti; si trasportano nell’ambito delle scienze umane quei procedimenti di osservazione e di analisi che si dimostravano validi nelle scienze naturali. Il Positivismo credeva fermamente nella possibilità del progresso, che derivava appunto dalla concezione evoluzionistica del reale; la scienza e l’istruzione erano considerati gli strumenti fondamentali per raggiungerlo.
La tecnica narrativa del Realismo
I principali elementi della tecnica narrativa realistica furono:
- La descrizione particolareggiata dei paesaggi, dei personaggi e degli ambienti;
- L’impiego frequente del discorso diretto;
- L’uso di un linguaggio e di uno stile più semplice, agile, “popolare”, in cui non di rado compaiono espressioni dialettali. Bisogna tuttavia ricordare, a questo proposito, che per gli scrittori dell’Ottocento il popolo a cui si rivolgevano coincideva con la piccola e media borghesia, non con le masse analfabete.
Si narrano le condizioni di vita, la miseria, le lotte
Si abbandonò il romanzo storico, nel quale la fantasia dello scrittore aveva un grande spazio, e si rappresentarono in modo più obbiettivo personaggi, caratteri, abitudini. Materia di narrazione divennero la difficile vita dei diseredati delle città, le condizioni inumane delle masse di lavoratori, la miseria, le lotte per ottenere miglioramenti salariali. L’autore immaginava la vicenda del proprio romanzo partendo dall’osservazione, dalla registrazione fedele dei fatti a lui vicino e dalla descrizione di ambienti conosciuti. Nacque così il romanzo sociale, che voleva analizzare ed interpretare la società, mettendone in evidenzia i problemi e le ingiustizie.
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Michele Tenace
Il Realismo in letteratura: Naturalismo e Verismo
Il Naturalismo francese e il Verismo italiano (che ebbero i loro maggiori rappresentanti rispettivamente in Émile Zola e Giovanni Verga) si fondarono sulla volontà di rappresentare il vero e di far parlare i «fatti», anche quelli più insignificanti o crudi. Comparvero nei romanzi, come protagonisti, contadini, pescatori, minatori, tutti ugualmente dominati dal bisogno e dall’ignoranza. Per rappresentare la realtà in modo oggettivo, lo scrittore doveva «tirarsi indietro», eliminare ogni giudizio personale, al punto che «l’opera sembri essersi fatta da sé», come diceva Verga. Questa presunta impersonalità dello scrittore era però soltanto un fatto tecnico-stilistico e non significava affatto la rinuncia a comunicare le proprie idee, che trasparivano comunque dai fatti narrati.
Il Verismo italiano Giovanni Verga
Si sviluppa a Milano, la città dalla vita culturale più feconda, in cui si raccolgono intellettuali di regioni diverse; le opere veriste però rappresentano soprattutto le realtà sociali dell’Italia centrale, meridionale e insulare. Così la Sicilia è descritta nelle opere di Giovanni Verga, di Luigi Capuana e di Federico de Roberto. Il primo autore italiano a teorizzare il verismo fu Luigi Capuana, il quale teorizzò la “poesia del vero”; così Verga, che dapprima era collocabile nella corrente letteraria tardoromantica (era stato soprannominato il poeta delle duchesse e aveva un successo notevole) intraprese la strada del verismo con la raccolta di novelle Vita dei campi e Novelle rusticane e infine col primo romanzo del Ciclo dei Vinti, I Malavoglia, nel 1881. In Verga e nei veristi, a differenza del naturalismo, convive comunque il desiderio di far conoscere al lettore il proprio punto di vista sulla vicenda, pur non svelando opinioni personali nella scrittura. Giovanni Carmelo Verga nacque a Catania il 2 settembre 1840 e morì a Catania il 27 gennaio 1922 ed è stato uno scrittore e drammaturgo italiano, considerato il maggior esponente della corrente letteraria del verismo.
La data di nascita di Giovanni Verga non è specificata ma si pensa che sia nato o il 31 agosto 1840 o il 2 settembre 1840 da una famiglia di piccoli proprietari terrieri: fu registrato all’anagrafe di Catania.
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Storia
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Letteratura
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- Il Verismo italiano Giovanni Verga
- Una lingua vicina al parlato
- La Roba
- Analisi del testo
Educazione artistica
- I macchiaioli
- Analisi quadro Giovanni Fattori
Tecnologia
- I fenomeni energetici
- Lo sforzo e il movimento
- Le forme di energia
- L’energia termica
- La trasmissione del calore
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- L’energia chimica
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Scienze
- Agenti endogeni
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- I vulcani
- Struttura di un vulcano
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Geografia
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Francese
- L’architecture passive
- L’énergie hydraulique
- L’énergie éolienne
- La géothermie
- Les panneaux solaires et photovoltaïques
- La maison bioclimatique
- Le puits canadien
- Les énergies les plus utilisées
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Scienze motorie
- L’alcolismo è sempre più diffuso tra i giovani
- Un bicchiere di troppo alla guida e la corsa finisce tragicamente
- Cosa dice la legge
- Gli effetti dell’alcol sulla salute