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La seconda rivoluzione industriale

Nel 1870, in seguito ai progressi ottenuti con la I Rivoluzione Industriale, iniziò una nuova fase di crescita e progresso, denominata come la II Rivoluzione Industriale.

Questa seconda rivoluzione si differenzia dalla prima sia per l’introduzione di nuove fonti energetiche, come il petrolio e l’elettricità (al centro della 1° Rivoluzione vi erano il carbone e la macchina a vapore), sia per il fatto che l’Inghilterra non è più l’unica potenza economica, ma si trova a dover competere con Stati Uniti e Germania.

Tra il XIX e il XX secolo i grandi colossi industriali erano in grande crescita e c’era la necessità di innovazioni tecnologiche, questa fu infatti l’epoca degli inventori e del progresso tecnologico.

  • Nel 1855 furono scavati negli Stati Uniti i primi pozzi petroliferi.
  • Nel 1878 Thomas Edison inventò la luce elettrica e la lampadina.
  • Nel 1871 l’italiano Antonio Meucci sperimentò il telefono.
  • Nel 1864 si introdusse l’acciaio nel campo delle costruzioni.
  • Tra il 1885/86 ci furono i primi motori a scoppio e iniziò l’era dell’automobile.

La principale innovazione fu però l’introduzione della “catena di montaggio” come nuovo sistema produttivo, inventata da Taylor e introdotta da Ford.

Questa si basa su due principi:

  • Dividere il lavoro in tante operazioni semplici.
  • Portare il lavoro agli operai e non gli operai al lavoro, cosa che avviene tramite un nastro trasportatore.

Il risultato è quello di ottimizzare i tempi di produzione.

La ricerca scientifica divenne lo strumento fondamentale per il progresso, nacquero quindi nuove professioni, come l’ingegnere che vedeva l’unione di scienza e tecnica.

Mentre nella 1° fase della Rivoluzione non fu necessario l’investimento di grossi capitali ed anche il cittadino privato poteva investire, la 2° fase della Rivoluzione portò invece alla necessità di investire grandi somme di capitali.

Fu così che con la 2° Rivoluzione Industriale le banche aumentarono molto il loro potere, poiché la vita delle industrie cominciò a dipendere dai loro finanziamenti.

Nacquero anche le Società per Azioni, con le quali un gruppo di persone poteva suddividersi l’investimento dell’azienda.

Il valore delle aziende veniva quindi diviso in varie azioni, le quali venivano poi quotate in borsa.

Lo Stato intervenne a favore dell’industrializzazione abolendo le leggi che non permettevano il libero movimento degli imprenditori e sostenendo l’iniziativa privata.

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Sintesi

Argomenti interdisciplinari

  • Italiano: Giovanni Verga e il verismo
  • Francese: Il naturalismo
  • Geografia: India
  • Storia: Seconda rivoluzione industriale
  • Ed. fisica: La prima olimpiade e la vela
  • Tecnica: Il petrolio
  • Scienze: L'elettricità
  • Arte: Il futurismo e Umberto Boccioni
  • Inglese: L'India
  • Musica: Musica dell'800
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