Indice
Mappa concettuale.......................................................pag. 2
Prefazione....................................................................pag. 3
1. Come il cervello ascolta il silenzio....................................pag. 4
2. Impossibilità del silenzio assoluto.....................................pag. 9
3. Il silenzio come paradigma dell'io....................................pag. 11
3.1 Silenzio: condizione e forza della poesia........................pag. 11
3.2 Silence as incommunicability............................................pag. 14
3.3 Silenzio come dimensione metafisica...............................pag. 15
3.4 Il silenzio delle passioni come quiete dell'anima..............pag. 17
4. Le ragioni di un silenzio: Shoah.........................................pag. 20
4.1 Il silenzio del popolo tedesco: Kristallnacht.....................pag. 21
4.2 Hannah Arendt: la banalità del male..................................pag. 22
4.3 Il silenzio della Chiesa: Pio XII..........................................pag. 24
Bibliografia...................................................................pag. 26
Sitografia........................................................................pag. 27
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Prefazione
“Mi tolgo le cuffie e ascolto il silenzio. Il silenzio è una cosa che si ascolta. Lo scopro per la prima volta.” Haruki Murakami
Siamo abituati a riempire la nostra vita con azioni a ciclo continuo, con rumori che non danno spazio al silenzio. Cerchiamo di colmare il “vuoto” che ci circonda con parole e azioni. Sembriamo temere il silenzio come fosse un inganno, un precipizio verso il vuoto, ma in realtà esso è quella “pausa” che, come in musica, dà un significato ai suoni. Il silenzio genera un “rumore comunicativo” più forte della parola. Conoscendo la musica e amando la poesia, ho potuto constatare il legame profondo tra la quiete che mi circonda e quella che in realtà mi appartiene: il silenzio ti fa chiudere le labbra e poi penetra fino al profondo dell’anima, è quel qualcosa che non c’è, ma che genera un “rumore” che modifica l’esistente.
Il mio approfondimento pluridisciplinare vuole essere un’analisi fisica e metafisica del rumore del silenzio. Il silenzio esiste veramente in natura? Nella prima sezione del mio lavoro affronto come il cervello percepisce il silenzio tramite due diversi gruppi sinaptici, evidenziando come esso non sia mancanza di suono bensì presenza di onde a bassa frequenza. A sostegno della tesi dell’impossibilità del silenzio assoluto presento il luogo artificiale dove le frequenze sono maggiormente assorbite, la camera anecoica, ma anche in essa rimangono quei fattori dell’organismo che impediscono il silenzio totale, come per esempio il rumore del nostro respiro. Appurato che il silenzio è solo una circostanza ideale esso diviene paradigmatico per l’Io. Nel corso della storia diversi artisti hanno affrontato questo tema nelle sue molteplici sfaccettature: il silenzio come forza e condizione poetica, come incomunicabilità, come dimensione metafisica e come quiete dell’anima. Ma l’Io è anche coscienza e il silenzio a volte è più doloroso di qualsiasi indignazione urlata, di qualunque dichiarazione o verità. Durante il regime nazista il silenzio è stato protagonista del genocidio ebraico. Il popolo tedesco non si è opposto nemmeno a episodi evidenti come la “Notte dei Cristalli” e questo atteggiamento è stato oggetto di studio per la filosofa Hannah Arendt. La Chiesa a sua volta, con la figura di Pio XII, seppur sollecitata da una lettera di Edith Stein, non intervenne a difesa del popolo ebraico.
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1. Come il cervello ascolta il rumore del silenzio
Per comprendere come il cervello percepisce il silenzio bisogna anzitutto conoscere il suono.
Esso è costituito da onde elastiche longitudinali, di compressione e rarefazione, che si propagano da un corpo in vibrazione attraverso l'atmosfera. Le sue caratteristiche sono:
- Frequenza (o altezza) → uomo percepisce da 20 a 20.000 Hz
- Intensità (o energia)
- Timbro (o forma d’onda)
L'intensità del suono equivale alla sua potenza di arrivo e viene misurata in decibel (dB).
Lo strumento che permette di tradurre una variazione della pressione dell’aria provocata da una sorgente vibrante in un impulso elettrico è l’orecchio. Meccanismi evolutivi hanno aumentato l’efficienza di tale trasporto e determinato una struttura dell’orecchio molto simile in tutti i mammiferi. Anatomicamente l’organo uditivo può essere suddiviso in tre sezioni: esterno, medio, interno.
L’orecchio esterno è costituito dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno, un sottile “tubo” che termina in una membrana detta timpano. Esso raccoglie una porzione significativa delle onde acustiche e le convoglia verso la membrana timpanica. Protegge inoltre quest’ultima da lesioni meccaniche e la mantiene a condizioni di temperatura, umidità e lubrificazione costanti, in modo da preservarne le caratteristiche elastiche.
L’orecchio medio è costituito dalla membrana timpanica, da tre ossicini (martello, incudine, staffa), da una seconda membrana, la finestra ovale, che costituisce la porta di accesso all’orecchio interno. Il timpano è una sottilissima membrana, tenuta in trazione dal muscolo tensore e capace di entrare in vibrazione se investita dall’onda sonora proveniente dall’esterno attraverso il condotto uditivo. La catena degli ossicini ha lo scopo di trasferire la vibrazione della membrana timpanica alla finestra ovale. Il martello è, con un’estremità, a diretto contatto con il timpano; esso è poi Adattamento di impedenza
“incernierato” all’altra estremità all’incudine, la quale, a sua volta, Il suono nasce come vibrazione
spinge la staffa contro la membrana della finestra ovale. Il ruolo nell'aria e deve essere convertita in
vibrazione di liquidi nell'orecchio
dell’orecchio medio consiste nel trasformare le vibrazioni con interno senza perdere energia. Per
basse pressioni e grandi spostamenti dell’aria in vibrazioni ad alta impedenza di un sistema si intende
energia con bassi spostamenti che permettono una conduzione nei l’insieme di tutti quei fattori che si
liquidi del labirinto, ovvero adattare la bassa impedenza dell’aria da oppongono al passaggio dell’onda
dove provengono le onde sonore all’alta impedenza caratteristica sonora. L'impedenza acustica è il
rapporto tra la pressione sonora p e
dei fluidi all’interno della coclea. il flusso del fluido U in un
La coclea è collocata nell’orecchio interno. Essa si avvolge a punto: Z = p/U dove il flusso è
spirale circa due volte e mezzo attorno ad un asse centrale detto pari alla velocità del fluido u
modiolo. La coclea è costituita da tre compartimenti pieni di moltiplicata per l'area A che esso
liquido detti scale. Queste sono distinte in: scala timpanica, che attraversa (U=uA).
segue il contorno esterno della coclea, scala vestibolare, che ne
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segue il contorno interno e si congiunge con la precedente a livello Endolinfa e Perilinfa
dell’elicotrema e, tra le due, la scala media o dotto L’endolinfa ha composizione
simile a quella dei liquidi
cocleare finisce a fondo cieco presso l’apice della coclea. Le prime intercellulari: alto contenuto di
due cavità descritte contengono perilinfa mentre quella centrale potassio e basso di sodio. La
contiene endolinfa. Il pavimento della scala media è la membrana perilinfa ha la composizione tipica
basilare su cui è collocato l’organo del Corti, una struttura dei liquidi extracellulari: ha una
gelatinosa munita di ciglia direttamente connesse alle fibre nervose. concentrazione minore di potassio
ma un maggiore contenuto
Esistono due tipi di cellule ciliate cocleari: proteico.
- Cellule ciliate interne (inner hair cells, IHC), circa 3.500 cellule, organizzate in una singola fila, conformata a fiasco e con il nucleo in posizione centrale;
- Cellule ciliate esterne (outer hair cells, OHC), circa 12.000 cellule organizzate in tre file sul lato esterno della membrana basale. Hanno una forma cilindrica ed il nucleo è spostato verso il basso.
Le ciglia vengono flesse partecipando al moto oscillatorio della membrana basale. Tuttavia le oscillazioni dei vari punti non sono in fase tra loro, vale a dire che, mentre alcune parti si stanno alzando ve ne sono altre che si stanno abbassando. L’effetto complessivo è quello di un’onda che viaggia lungo la membrana, tale onda raggiunge la massima ampiezza in un punto specifico che dipende dalla sua frequenza. È tale movimento a indurre le cellule dell’organo del Corti a generare impulsi elettrici da inviare alle terminazioni nervose che tramite il nervo uditivo (ottavo nervo cranico) vengono convogliate al cervello. Tutte le fibre del nervo acustico effettuano sinapsi con il nucleo cocleare.
Il potenziale d’azione viene generato da una depolarizzazione dovuta all’apertura dei canali ionici del K+ da parte delle OHC. Gli impulsi nervosi, prima di arrivare alla corteccia uditiva, passano per una serie di centri specializzati. È importante notare come l’informazione si incrocia tra orecchio destro e orecchio sinistro. Questo consente l’elaborazione simultanea dell’informazione proveniente dalle due orecchie ed è rilevante, tra l’altro, per la localizzazione delle sorgenti acustiche nello spazio. È chiaro che il responsabile finale della produzione delle sensazioni uditive è il cervello.
Quando tutto tace cosa succede? Che cosa percepisce il nostro cervello? Le nostre conoscenze sulla fisiologia dell’orecchio interno sono state rivoluzionate; il sistema uditivo periferico dell’inizio del XXI secolo non ha niente a che vedere con quello degli anni Ottanta. Ma è grazie allo sviluppo di nuove tecniche di ricerca in neurofisiologia così come in biologia cellulare e molecolare che la fisiologia dei centri uditivi è attualmente in piena fase di sviluppo. Lobo temporale area 41-42 di Brodmann
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La capacità del cervello di ascoltare il "suono del silenzio" è stata scoperta e studiata da Michael Wehr, psicologo dell’università dell’Oregon, insieme al gruppo di studenti con cui lavora per decifrare e correggere vari disturbi dell’udito, autismo e dislessia.
Wehr ha utilizzato i piccoli roditori del suo laboratorio, sottoponendoli a suoni di frequenza e durata diverse, fino a scoprire che l’inizio di uno stimolo uditivo attivava un gruppo di neuroni e la sua cessazione improvvisa accendeva una scarica in un gruppo di neuroni diverso. Segno che orecchio e corteccia uditiva sono collegati da due canali separati e indipendenti. Uno è incaricato di trasportare l’informazione "suono". L’altro svolge il compito di Michael Wehr Assistant Professor,
Department of Psychology
riferire il messaggio "silenzio". «I canali - spiega Wehr - lavorano indipendentemente l’uno dall’altro. Abbiamo osservato che la fine di un suono non interferisce con l’inizio di uno stimolo nuovo».
Prima era opinione corrente che il rumore provocasse l’attivazione dei neuroni uditivi, e che questi si spegnessero quando il rumore cessava. All’interno dell’articolo viene dimostrato come le risposte ON e OFF, quelle che noi percepiamo come suono e silenzio, Sinapsi eccitatoria e inibitoria
hanno una diversa frequenza. Inoltre, l’equilibrio dell'eccitazione e Il legame neurotrasmettitore-
recettore può, infatti, determinare
inibizione sinaptica è differente per i due tipi di risposta. Questa una modificazione di permeabilità
differenza di equilibrio eccitatorio-inibitore è la conseguenza delle ionica che porta a:
diverse frequenze delle risposte ON e OFF, perché a differenza di Depolarizzazione sinapsi
ciò che si è sempre pensato esse possono essere puramente eccitatoria, l’elemento
eccitatorie. Sommati, questi risultati suggeriscono che le risposte postsinaptico può generare un
potenziale d’azione.
ON e OFF sono guidate da due distinti gruppi di impulsi sinaptici. Iperpolarizzazione sinapsi
inibitoria, l’elemento postsinaptico
Le tre ipotesi per il meccanismo sinaptico sottolineanti le è allontanato dalla soglia per la
risposte ON e OFF nei neuroni della corteccia uditiva: nascita del potenziale d’azione.
In ogni caso, i picchi delle risposte ON e OFF (tratti neri) sono prodotti nel neurone nero da impulsi di neuroni presinaptici eccitatori (verde) o inibitori (rosso). Le barre orizzontali grigie indicano lo stimolo sonoro.
(A) Le risposte ON e OFF sono guidate dallo stesso gruppo di sinapsi. Solo gli impulsi eccitatori sono mostrati (gli inibitori sarebbero identici).
(B) Le risposte OFF sono generate da un rimbalzo prolungato dall’inibizione sinaptica.
(C) Le risposte ON e OFF sono ognuna guidata da diversi neuroni presinaptici. Solo gli impulsi eccitatori sono mostrati (gli inibitori sarebbero identici).
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Le risposte OFF non sono un rimbalzo post-inibitorio:
Per verificare l'ipotesi che le risposte OFF sono prodotte da un rimbalzo da inibizione sinaptica, sono stati scelti neuroni che hanno mostrato chiare risposte OFF ad almeno una frequenza di tono. Sia le correnti eccitatorie che inibitorie evocate dal tono sono state transitorie, della durata di solo circa 100 ms, nonostante la durata dello stimolo fosse di 400 ms. Ciò indica che le correnti sinaptiche inibitorie non sono mantenute per l'intera durata del tono. Le risposte OFF che si sviluppano al termine dello stimolo quindi non sono state prodotte dal rimbalzo dell’inibizione sinaptica.
(A) Conduttanze sinaptiche eccitatorie (verde) e inibitorie (rossa). Si noti che la risposta ON è transitoria e consiste sia in eccitazione che inibizione, ma la risposta OFF consiste puramente in eccitazione.
(B) Conduttanze sinaptiche eccitatorie e inibitorie per la stessa cellula, calcolate per cinque diverse durate di tono. Si noti che le risposte OFF sono puramente eccitatorie.
(C) Esempio (da una differente cellula) di una risposta ON quasi puramente eccitatoria, ma una risposta OFF con uguali grandezze di eccitazione e inibizione.
(D) Esempio (da una differente cellula) che non evoca una risposta ON ma una OFF con simili grandezze di eccitazione e inibizione.
(E) Esempio (da una differente cellula) che mostra un tono evocante sia risposte ON che OFF con simili grandezze di eccitazione e inibizione.
Distinti equilibri eccitatori-inibitori
Se le risposte ON e OFF fossero guidate dallo stesso set di sinapsi, dovrebbero mostrare un identico equilibrio dall’eccitazione all’inibizione. In contrasto, se le risposte ON e OFF fossero guidate da distinti set di sinapsi, dovrebbero esibire in principio un diverso equilibrio di eccitazione e inibizione. Le risposte ON nella Figura B consistono in un misto quasi bilanciato di eccitazione e inibizione, mentre le risposte OFF sono puramente eccitatorie. Questa risposta OFF rimane puramente eccitatoria per una vasta gamma di toni (Figura B), sebbene essa aumenti in ampiezza con l’aumentare dei
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toni. Questo indica che i set di sinapsi alla base delle risposte ON e OFF non possono essere identici, poiché un set include l’inibizione mentre l’altro no. Questa differenza di equilibrio è tipica di tutti i neuroni registrati. Molti neutroni (per alcune frequenze di tono) mostrano risposte OFF che sono circa bilanciate in ampiezza, ma le risposte ON consistono quasi completamente in eccitazione (un esempio è mostrato nella Figura C). Risposte OFF approssimativamente bilanciate possono verificarsi anche in assenza di una risposta ON (un esempio è mostrato in Figura D) o insieme a risposte ON bilanciate (Figura E). Questo supporta la conclusione che le risposte ON e OFF sono guidata da distinti gruppi sinaptici.
Scholl, B., Gao, X., and Wehr, M. (2010) Non-overlapping sets of synapses drive on-responses and off-responses in auditory cortex. Neuron 65, 412-421
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2. Impossibilità del silenzio assoluto
Prima di parlare di silenzio assoluto bisogna analizzare fisicamente il fenomeno sonoro. Il suono è un’onda longitudinale prodotta da un corpo elastico che vibra, detto sorgente sonora, e si trasmette attraverso la materia a tutti gli stadi (solida, liquida, gassosa). La percezione del suono da parte dell’orecchio umano è legata a due caratteristiche di questo fenomeno:
Altezza: essa dipende dalla frequenza, cioè dal numero di oscillazioni per unità di tempo.
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Biologia
Percezione del silenzio
Fisica
Impossibilità del silenzio assoluto/camera anecoica
Italiano
Il silenzio di Alda Merini e Giuseppe Ungaretti
Inglese
Il silenzio in Waiting for Godot
Latino
Il silenzio in Seneca
Arte
Il silenzio nella corrente Metafisica
Storia
Il silenzio del popolo tedesco: Kristallnacht / il silenzio della Chiesa: Pio XII
Filosofia
Hannah Arendt: la banalità del male