Il silenzio
Introduzione
Fisica
Il suono e l'impossibilità di silenzio assoluto;
Geografia
La radiazione cosmica di fondo;
Latino
Lettera a Lucilio LVI, libro IV (“Il silenzio non
Seneca con riferimento alla
turba, anzi favorisce gli studi; invece le passioni turbano gli studi e anzitutto la quiete dell'animo”);
Italiano
“I Quaderni di Serafino Gubbio Operatore” di Luigi Pirandello;
Inglese
“Theatre of the Absurd”:
Il silenzio sulla scena teatrale: Samuel Beckett.
the impossibility of communication;
Storia
Le lettere della Prima Guerra Mondiale;
Filosofia
Il silenzio in psicoanalisi;
Storia dell'arte
“L'urlo” di Edvard Munch.
Il silenzio
Il silenzio, la lingua comune ed eterna dell'universo, è il modo più adatto per comunicare i sentimenti più profondi che si esprimono proprio attraverso questo. È nel silenzio che si impara ad ascoltare, a comprendere, a leggere oltre le parole.
Dopo gli anni della comunicazione verbale e quelli della comunicazione non-verbale, oggi il silenzio diviene un bisogno, in cui si recuperano le energie, è come un amico fidato al quale si fa ricorso ogni volta che una svolta, una scelta, una nuova situazione attraversano la vita sicura che nel raccoglimento e nel silenzio si troveranno le risposte, la giusta via, l'armonia, le parole per comunicare i sentimenti e i pensieri.
Riuscire a capire l'importanza del silenzio, produce un cambiamento anche per la comunicazione, per il modo di esprimersi e di relazionarsi.
L'importanza del silenzio
La nostra è la società del rumore, abbiamo poche possibilità di stare in silenzio, di ascoltare noi stessi, a causa dello stress, il bombardamento di informazioni, la confusione, l'eccesso di comunicazione con l'esterno; non abbiamo l'abitudine al silenzio, come se il rumore rappresentasse la vita e il silenzio la morte, allora il silenzio può far paura.
Come possiamo ascoltare la voce interiore? Come conoscerci, incontrarci, comunicare con noi stessi e con gli altri?
Per poter ascoltare il nostro silenzio possiamo fare ricorso alla pratica quotidiana della meditazione, che è ascolto profondo senza preconcetti, senza interpretazioni, senza reazioni, liberi da condizionamenti, pregiudizi, luoghi comuni, frasi fatte, paure, semplicemente osservando e ascoltando, è uno dei modi per entrare dentro noi stessi, nel nostro centro, di entrare in contatto con la nostra essenza. Aiuta a scoprire chi siamo. Quando c'è osservazione e ascolto c'è anche consapevolezza e solo quando c'è consapevolezza siamo attenti. Attenti a ciò che accade dentro di noi, pronti a entrare in contatto con quella conoscenza interiore che magari si oppone al sapere apparente.
Ciò che ci rende felici proviene dal nostro interno. Per sperimentare la vera felicità dobbiamo concentrare la nostra consapevolezza al nostro interno, nel silenzio. Il paradosso è che invece abbiamo imparato a cercare le risposte all'esterno e non siamo stati educati al silenzio.
Molti credono che comunicare sia parlare bene ma comunicare è essenzialmente saper ascoltare, è l'ascolto che permette di costruire relazioni di qualità. Senza il silenzio non può esserci vera comunicazione. Il silenzio è sempre presente, anche tra le parole.
Le parole sono una maschera perché raramente esprimono il loro vero significato ma tendono a velarlo. Talvolta si parla più per abitudine o per sfuggire alla solitudine che per piacere o perché si ha qualcosa di significativo da dire. Si chiacchiera per evitare il senso di vuoto o perché falsamente convinti che più si parla meglio è, ma parlare molto non facilita né migliora le relazioni e non significa comunicare.
Si crede che il grande comunicatore non si trovi mai in imbarazzo o “senza parole” cercando di evitare i silenzi, di riempire ogni pausa con un diluvio di parole, celando ciò che davvero ci sarebbe da dire.
Contattare il silenzio, raggiungere la quiete, significa avvicinarsi alla propria essenza profonda e vera: è là che nasce la nostra capacità di comunicare con noi stessi e con il mondo. È nel silenzio che possiamo riconoscerci, ritrovarci, sentirci “a casa”.
Il silenzio è ascolto, è la condizione per ogni tipo di comunicazione. La disponibilità all'ascolto degli altri nasce proprio dalla capacità di ascoltare noi stessi, i nostri bisogni e ci dà l'opportunità di crescere.
Saper ascoltare significa comprendere le esigenze di chi ci sta di fronte, rispettando i sentimenti e le opinioni altrui e considerando la realtà individuale di ciascuno.
Impariamo ad ascoltare cercando punti di silenzio nelle parole dell'altro perché solo quando la mente è in silenzio possiamo recepire senza distorsione ciò che ci viene detto.
Bisogna allenarsi a rispondere solo dopo aver ricreato in noi il silenzio, in modo che le parole che usciranno dalla nostra bocca non siano dette tanto per dire ma siano autentiche, in sintonia con la realtà che stiamo vivendo, così diamo qualità alla nostra comunicazione.
Possiamo imparare ad usare il silenzio come strumento di benessere. Entrare nel silenzio significa imparare a rilassarsi verbalmente perché ci carichiamo di nuova vitalità, ringiovaniamo e la nostra comunicazione con noi, il silenzio porta direttamente e immediatamente in comunione con la vita così com'è. È solo nell'assenza di tensione che comunicare è un movimento semplice che si articola in una fase di espansione, la parola, e in una di assorbimento, l'ascolto. Nell'essenzialità la comunicazione ritrova la propria semplicità ed esprime il nostro essere e la parola viene fuori con le giuste pause, la giusta intonazione.
Il silenzio e il parlare
Il parlare e il tacere sono comunque due modalità comunicative. Il silenzio rappresenta la prima forma di comunicazione che durante un'interazione può anche essere una forma non verbale del parlato e può assumere significati diversi. Sia parlando che non parlando si rispettano spazi di silenzio che sono una condizione essenziale e positiva del dialogo. Il silenzio articola un rapporto: accompagna, precede e segue ogni conversazione. È un tipo particolare di comportamento che sottostà a regole e perciò la sua interruzione, soprattutto se inopportuna, è spesso sentita come negativa.
Il tacere non è sempre motivo di distrazione, di ignoranza e di mancato coinvolgimento, può essere anche prudente, artificioso, compiacente, beffardo, d'approvazione, sprezzante o dovuto all'umore e al capriccio. Il silenzio può essere considerato un caso limite di comunicazione interattiva ambigua che è regolata dal contesto: in base alla nostra competenza comunicativa siamo in grado, di volta in volta, di riconoscerne l'accettabilità o la necessità. Una pausa troppo lunga in una conversazione è considerata ambigua in quanto crea disagio e imbarazzo. L'intimità rende lecito il silenzio ponendolo come sfondo neutro o cornice delle relazioni umane, anche se in alcune situazioni deve essere interpretato. Tra i significati negativi del silenzio possono essere compresi: frustrazione, estraniamento, impotenza, infelicità e affermazione di potere. Il silenzio è anche indicativo sia di cose che non si possono dire sia di disprezzo o di dissenso.
La possibilità di fraintendimento è maggiore nel silenzio che non nelle parole. La reciprocità del silenzio è una sfida: si tace per comunicare e in questo caso si metacomunica. La differenza tra il mondo della parola e quello del silenzio sta nel fatto che il primo è il linguaggio del mondo concettuale, espressione dell'indagare e dell'ordinare, il secondo è il linguaggio del sentire, della fusione e dell'empatia. Nella conversazione si realizza un andare verso l'altro: colui che inizia ha la volontà di contatto con un interlocutore, quest'ultimo sta al gioco comunicativo, tanto che capisce di più di quanto il primo comunicante dice, proprio perché ha la paura di non capire abbastanza o di non capire nel modo giusto.
Il suono e l'impossibilità del silenzio assoluto
Il suono è dato dal movimento di un corpo che vibra, è un'onda longitudinale generata da successive compressioni e rarefazioni del mezzo in cui si propaga. Può propagarsi in un mezzo materiale, nell'aria o in un altro mezzo elastico, ma non si propaga nel vuoto.
Caratteristiche
Altezza
L'altezza è la caratteristica che determina l'elevazione di un suono dovuta alla frequenza delle vibrazioni longitudinali che lo producono e ci consente di distinguere i suoni acuti da quelli gravi. Al crescere della frequenza corrisponde l'aumento dell'altezza.
Intensità
L'intensità è legata all'ampiezza dell'onda, distingue un suono ad alto volume da uno a basso volume, infatti un suono è tanto più forte quanto maggiore è l'ampiezza delle oscillazioni della sorgente che lo genera.
Equivale all'energia trasportata dall'onda nell'unità di tempo. Poiché l'intensità di un'onda sferica è inversamente proporzionale al quadrato della distanza un suono è sempre più debole mano a mano che ci si allontana dalla sorgente.
Timbro
Il timbro rappresenta la qualità del suono e dipende essenzialmente dalla forma d'onda dello stesso.
Permette di distinguere suoni emessi da sorgenti diverse, anche se essi hanno la stessa frequenza e la stessa intensità. Infatti un suono è solitamente costituito dalla somma di tante onde elementari ma è possibile ad esempio che due strumenti musicali differenti possano eseguire la medesima nota con la stessa frequenza e intensità: ciò che rende i due suoni diversi è appunto il timbro.
I limiti di udibilità
Non tutte le onde sonore sono percepite come suono dal nostro sistema orecchio-cervello. Per essere udibile, un'onda sonora deve avere una frequenza compresa tra 20 Hz e 20 000 Hz; infatti a frequenze inferiori corrispondono gli infrasuoni e a quelle superiori corrispondono gli ultrasuoni, a cui l'orecchio umano è sordo.
Nella figura: in rosso sono indicati gli intervalli di frequenze che corrispondono ai suoni emessi, in blu i suoni uditi.
Da un punto di vista fisico il silenzio assoluto non esiste, poiché, infatti, tutti i corpi emettono onde radio. Perché questo non accada bisognerebbe poter raggiungere lo zero assoluto e questo, come è noto, non è possibile.
L'orecchio umano, tuttavia, è in grado di percepire solo vibrazioni che spaziano in un campo limitato di frequenza, che va da 20 Hz a circa 20 000 Hz. Ecco che, quindi, noi avvertiamo il silenzio ogni volta che le onde sonore hanno una frequenza che non rientra nella fascia della nostra capacità uditiva. Il silenzio sembra quindi esistere realmente, ma è, in realtà, solo una nostra impressione. Il suono persiste sempre e ovunque intorno a noi.
La radiazione cosmica di fondo
La tesi che dimostra l'impossibilità del silenzio assoluto è la radiazione cosmica di fondo.
Fu scoperta nel 1964 da due radioastronomi, Penzias e Wilson, che effettuarono ricerche finalizzate a misurare l'intensità delle onde radio emesse dalla nostra Galassia, per eliminare i “rumori di fondo” che potevano impedire una corretta analisi di altri segnali radio. Per questo scopo modificarono un'apparecchiatura, ma captarono un rumore radio persistente. Penzias e Wilson pensarono inizialmente che il rumore fosse dovuto a difetti dell'apparecchiatura o dalla presenza di sorgenti locali di onde radio, ma si accorsero ben presto che il rumore
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Il silenzio
Fisica: Il suono e l'impossibilità di silenzio assoluto;
Geografia: La radiazione cosmica di fondo;
Latino: Seneca con riferimento alla Lettera a Lucilio LVI, libro IV (“Il silenzio non turba, anzi favorisce gli studi; invece le passioni turbano gli studi e anzitutto la quiete dell’animo”);
Italiano: “I Quaderni di Serafino Gubbio Operatore” di Luigi Pirandello;
Inglese: Il silenzio sulla scena teatrale: Samuel Beckett. “Theatre of the Absurd”: the impossibility of communication;
Storia: Le lettere della Prima Guerra Mondiale;
Filosofia: Il silenzio in psicoanalisi;
Storia dell'arte: “L'urlo” di Edvard Munch.