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La “rivincita” dei Teutoni

Alessandro Mele

Il mio approfondimento vuole essere una ricerca delle cause che portarono al nazionalsocialismo, e in particolare vuole evidenziare in che modo poté articolarsi ed esprimersi quella pericolosa fusione tra un razzismo di matrice più propriamente culturale, come vedremo, una teoria razziale biologico-scientifica e positivistica ed istanze eugenetiche, che fornì lo sfondo teorico alla realizzazione della politica discriminatoria e persecutoria della Germania hitleriana.

È dunque necessario ricordare che la prima componente citata di questa “miscela micidiale ed esplosiva”, ovvero il razzismo culturale, aveva origini prettamente ideologiche, e trovano le proprie radici principalmente nell’ambito della cultura romantica e antirazionalista dei primi decenni del diciannovesimo secolo.

Il significato del titolo

Comincio il mio approfondimento dal titolo, spiegando per quale motivo io abbia scelto, senza alcun intento apologetico a favore del nazismo, la frase “la rivincita dei Teutoni”.

La parola rivincita si riferisce ad una revanche di carattere nazionalistico che si opponeva ad un malcontento generale provocato dalla seconda rivoluzione industriale, ritenuta inconciliabile con il concetto di identità nazionale, e dalla fallimentare messa in atto di principi ideologici nazionalistici, e pressoché utopistici, durante l’unificazione politica della Germania, che difatti seguiva il principio bismarckiano di Realpolitik consistente, appunto, in un pragmatismo politico (politica basata su di un pragmatismo che ben rifugge da ogni premessa ideologica o morale).

L’unificazione politica non aveva comportato la consapevolezza nazionale cui i tedeschi avevano aspirato: il nuovo popolo tedesco si dava alla ricerca di soddisfazioni materiali, distruggendo in questo modo quelle antiche tradizioni tedesche che erano apparse come la vera forza motrice del movimento unitario.

La fede germanica e il Volk

Le soluzioni a questi problemi ideologici furono ricercate all’interno della fede germanica, ovvero quella forma mentis che era servita inizialmente a creare un’unità nazionale, e che ora poteva servire a creare un’identità nazionale, se applicata ai nuovi problemi, ad esempio dell’industrializzazione, per raggiungere in questo modo un’unità più “genuina”.

Come citato nell’introduzione, per raggiungere tale unità la Germania si servì di un complesso di idee particolarmente legate ad una fede antico-germanica: un complesso nazional-patriottico, völkisch, ovvero legato al Volk.

Volk è il termine, decisamente più ampio del latino populus, utilizzato dalla nazione tedesca, in particolare durante il Romanticismo, per indicare un insieme di individui legati da un’essenza trascendente (natura, cosmo o mito) in sintonia con la natura dell’uomo, fonte della sua creatività e della sua comunione con gli altri membri del Volk.

Designa così un complesso di individui come populus (οἱ πολλοί, la massa), come δῆμος (come entità statale) e come ἔθνος (comunità etnica).

L’origine del termine deutsch

Alla base delle ragioni dell’individuazione della Germania come nazione unificante il Volk per antonomasia, tale da conservare l’idea di popolo caratterizzato da una purezza di lingua e di sangue, stava l’origine etimologica, già intuita da Fichte nel “Discorso alla nazione tedesca”, della parola deutsch (da cui deriva il termine del latino medievale “theudiscus”, “tedesco”, in particolare quel membro appartenente alla tribù germanica dei Teutoni), nel protogermanico *þeuda (in gotico: sostantivo þiuda e avverbio þiudisko), significante “popolo”.

Il rapporto tra uomo e natura

Nell’ideologia tedesca ciascun individuo è legato agli altri membri del Volk attraverso una comune esperienza emozionale di fusione uomo-natura, che permette non solo di ritrovare la propria individualità, il proprio ego nudo e incorrotto, ma in questo modo l’uomo moderno è in grado di sottrarsi ai valori industriali e urbani.

Come Fidus ben rappresenta nella Preghiera della luce mediante un uomo nudo che si apre al mondo esterno, si eleva e cerca di stabilire un contatto con lo spirito vitale del cosmo, dotato anch’esso di anima, l’individuo evita di scontrarsi con i problemi dell’urbanesimo, è piuttosto allettato a ritirarsi in una nostalgia arcadica che rappresenta anche il suo paesaggio natio dove egli ritrova se stesso.

La fusione uomo-natura si concretizza nel radicamento del membro del Volk nella campagna, in uno stato perciò naturale e rigenerativo, per opporsi allo sradicamento rappresentato dalla modernizzazione e dal progresso provocati dall’industrializzazione, che hanno privato l’uomo della sua individualità creativa.

L’immagine di Diefbach, che vi propongo, ben richiama il legame Volk-Natur: la successione di generazioni ha determinato un radicamento tanto profondo nella natura tale che ciascun individuo, così legato alla propria terra, possa rispecchiare il proprio paesaggio natio.

Ciò viene anche richiamato nel titolo del pittore Fahrenkrog, “Der Väter Land”, letteralmente “La terra dei padri”, in rapporto al termine “Vaterland”, “patria”.

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Sintesi

Introduzione tesina "Rivincita dei Teutoni"

La mia tesina vuole essere una ricerca delle cause che portarono al nazionalsocialismo, e in particolare vuole evidenziare in che modo poté articolarsi ed esprimersi quella pericolosa fusione tra un razzismo di matrice più propriamente culturale, come vedremo, una teoria razziale biologicoscientifica e positivistica ed istanze eugenetiche che fornì lo sfondo teorico alla realizzazione della politica discriminatoria e persecutoria della Germania hitleriana. E’ dunque necessario ricordare nella mia tesina di maturità che la prima componente citata di questa “miscela micidiale ed esplosiva”, ovvero il razzismo culturale, aveva origini prettamente ideologiche e trovava le proprie radici principalmente nell’ambito della cultura romantica e antirazionalista dei primi decenni del XIX secolo.

Collegamenti

Tesina "Rivincita dei Teutoni"

  • Storia - Le origini culturali del Terzo Reich; la concezione dell’ebreo.
  • Latino - La Germania di Tacito.
  • Storia dell'arte - Pittura: Fidus (Johann Höppener), Architettura e scultura: Hermann Hendrich.
  • Filosofia - Il neoromanticismo.
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