Storia del mito
Il mito della razza
della razza e di
e l’eugenetica in
come questo abbia
Germania
portato
Chiara Cappelletto
Classe V D
Liceo Scientifico “Filippo Juvarra”
Venaria Reale 1
Esame di stato 2014
Indice
- Pag. 3 Premessa ed introduzione
- Pag. 4 Nuove scoperte scientifiche, precursori dell’eugenetica ed inizio del mito della razza in Germania
- Pag. 5 Il contributo del neoclassicismo alla nascita del razzismo
- Pag. 6 Una fonte inaspettata Lebensborn
- Pag. 7 Il ruolo di Hitler rispetto all’eugenetica – Aktion T4 e Gattaca, le porte dell’universo
- Pag. 11 Esempio d’eugenetica del futuro –
- Pag. 12 Classificazione della specie umana
- Pag. 14 Conclusioni
- Pag. 15 Bibliografia, sitografia e altre fonti 2
Premessa
Quando in classe abbiamo trattato il tema dell’eugenetica e di come il popolo tedesco se ne sia servito per affermare la sua superiorità sugli altri popoli sono rimasta molto colpita dall’argomento.
Non si parlava dei lager, argomento molto importante ma che spesso crea tristezza e ansia e che potrebbe sembrare ormai trattato e approfondito a sufficienza.
Si parlava di un argomento altrettanto grave ma che viene spesso trascurato.
Ho deciso quindi di approfondirne gli aspetti meno scontati in modo da imparare anche argomenti non prettamente scolastici ma che a mio parere dovrebbero avere più spazio nella vita di tutti con la speranza che si possa trarre insegnamento dalla loro conoscenza.
Introduzione
La tesina affronta il tema dell’eugenetica analizzando, in primo luogo il clima culturale che ne ha visto l’affermazione e successivamente le teorie precedenti che ad essa si avvicinavano.
In seguito la trattazione si sofferma più specificamente sulla Germania dell’‘800 e del ‘900 e su come essa abbia strumentalizzato le nuove teorie scientifiche per affermare la supremazia della razza tedesca imitando in parte, ma andando in realtà oltre, gli Stati Uniti.
Parlando della personalità di Hitler, il cancelliere tedesco, e delle filosofie e concezioni artistiche che ebbero influenza su di lui, vengono poi approfonditi l’Aktion T4 Lebensborn.
due progetti con finalità eugenetiche ovvero e il È presente inoltre un cenno quello che potrebbe essere il futuro dell’eugenetica:
a Gattaca.
si fa riferimento a questo scopo a un film fantascientifico del 1997,
Infine l’ultima parte tratta dei criteri antichi e attuali con cui si affronta una possibile classificazione della specie umana. 3
Nuove scoperte scientifiche
Tra Settecento e Ottocento, l’antropologia fisica si proponeva di classificare i tipi umani in base a parametri antropometrici.
Tra questi, riscosse un certo consenso l’indice cefalico (rapporto tra la larghezza e la lunghezza del cranio), introdotto da André Retzius (1796-1860), ed utilizzato dalla comunità scientifica internazionale, in particolare da Paul Pierre Broca (1824-1880), che tentava di usarlo anche come indice morale e caratteriale.
Avanzando nella stessa direzione, l’antropologo italiano Cesare Lombroso utilizzò la fisiognomica, disciplina aristotelica, in modo pseudoscientifico, pretendendo di poter determinare il temperamento di una persona dalle sembianze fisiche, soprattutto dai lineamenti e dalle espressioni del volto.
In particolare, secondo Lombroso, il criminale porterebbe scritta in faccia la sua condanna biologica, di
L’uomo
essere antisociale per natura, inevitabilmente portato al delitto.
Ne delinquente (1886), egli enumerava dettagliatamente i tratti morfologici del “criminale nato”: capelli neri e crespi, naso aquilino o adunco, mascelle pesanti, orecchie voluminose e scollate, cranio appiattito, arcate sopraciliari prominenti, zigomi enormi, “aria sospetta”, strabismo frequente, pallore, sguardo iniettato di sangue.
I delinquenti insomma, erano individui in cui il processo evolutivo aveva fallito, criminali congeniti, incapaci di modificare il proprio comportamento violento.
Qualche anno prima, il naturalista inglese Charles Darwin, nella sua opera L’origine della specie (1859), aveva spiegato che in natura la lotta per la sopravvivenza avviene tra specie simili e che la più forte tende ad eliminare quella più debole che non è riuscita ad adattarsi ai cambiamenti ambientali.
Dunque la selezione, che avviene perché in alcuni periodi le risorse di cibo sono limitate (idea ripresa dall’economista Malthus) favorisce l’evoluzione.
Ben presto però la teoria darwiniana venne strumentalizzata: Herbert Spencer, filosofo britannico, prese in prestito la teoria trovandone applicazioni nelle
la selezione dei più adatti.
scienze sociali e coniando l’espressione
Un’altra strumentalizzazione celebre della teoria darwiniana e sicuramente più grave fu quella fatta dall’intellettuale poliedrico Francis Galton, cugino di Darwin.
Egli fu il fondatore dell’eugenetica.
Galton coniò il nome dal greco
eu genesis
buona e nascita.
Poiché il genere umano gli sembrava avviato
4
verso un progressivo declino, Galton suggeriva di salvaguardare le generazioni future, anche ricorrendo alla selezione artificiale dei caratteri più favorevoli.
Precursori dell’eugenetica ed inizio del mito della razza in Germania
Galton non fu però il primo a fornire un esempio di eugenetica.
Infatti, già ne La Repubblica, Platone nella sua idea di Stato ideale prevedeva che si attuasse una selezione dei caratteri migliori secondo caratteristiche fisiche e morali come la nobiltà d’animo, le proporzioni esteriori, la sanità fisica, mentale e morale.
Lo Stato secondo il filosofo aveva quindi il dovere di individuare i cittadini più nobili ed avviarli ad un’educazione superiore al fine di lasciare ai migliori il governo politico e la guida della comunità.
« Occorre[…] che si uniscano in nozze i migliori dell’uno e dell’altro sesso quanto più spesso é possibile: raramente, invece, i più scadenti.
Non solo, ma se vogliamo davvero perfetto il gregge, occorre allevare i figliuoli dei primi, non quelli dei secondi.
Ad ogni modo, tranne i governanti, nessuno deve accorgersi di queste misure.
[…] E quindi si dovranno istituire per legge delle feste, ove faremo convenire giovanotti e fanciulle da marito; faremo sacrifici ed i nostri poeti dovranno comporre inni degni delle nozze che si celebrano.
Il numero dei connubi lo lasceremo stabilire dalle autorità, basta che mantengano stabile, quanto più è possibile, il numero dei cittadini. »
Prima di Galton, Arthur de Gobineau aveva sintetizzato nella sua opera più famosa, Essai sur l’inégalité des races humaines, del 1853-1855, la teoria secondo cui l’uomo è classificato in tre diverse razze: bianca, gialla e nera; la razza bianca è ovviamente considerata superiore alle altre due, ritenute inferiori perché prive di religione e di storia.
Mescolandosi con esse, è destinata alla progressiva degenerazione anche la razza bianca.
Ma da chi nacque il concetto di “razza ariana”, che porterà a tanti disastri nel ‘900?
Della lingua e
Dal filosofo tedesco Friedrich von Schlegel, che nel suo saggio della sapienza degli indiani del 1808, divulgò le teorie del filologo inglese William Jones, che aveva dimostrato la parentela esistente tra la lingua indiana (il sanscrito) ed il latino, il greco, le lingue tedesche, gli idiomi celtici e il persiano.
Egli affermò: « Non trovo strana quest’idea che le più grandi nazioni
Ari (dal Arya
siano discese dalla medesima stirpe.
Propose il termine sanscrito
»
= nobile) per definire queste lingue affini, le indoeuropee.
Si riteneva, all’epoca, che la lingua di un popolo fosse lo specchio del suo spirito e di conseguenza che dalla maggiore complessità e articolazione delle lingue indoeuropee derivasse una maggiore intelligenza degli ariani rispetto ai semiti (ebrei ed arabi).
Più o meno negli stessi anni altri studiosi tedeschi, come Johann Gottfried Herder, celebrarono la virtù degli antichi Germani, coraggiosi ed idealisti
5
rispetto ai degenerati Romani.
Anche il filosofo Fichte, nei suoi Johann Gottlieb Discorsi alla nazione tedesca (1808), reputava la Germania una nazione eletta, eccezionale:
« Siete voi, tra tutti i popoli moderni, che possedete più nettamente il germe della perfettibilità umana, ed a cui spetta la preminenza nello sviluppo dell’umanità.
Se voi sparite nella vostra essenza, tutto il genere umano perderà la speranza di potersi un giorno salvare dalla profondità dei suoi mali. »
Il contributo del neoclassicismo alla nascita del razzismo
Nel 1764, lo storico dell’arte tedesco Johann Joachim Winckelmann pubblicò la sua Storia dell’arte nell’antichità e fondò il movimento artistico-culturale denominato neoclassicismo.
Winckelmann esaltò le statue greche, per l’armonia e l’equilibrio con cui rappresentavano la figura umana, e considerò il tipo greco come l’incarnazione della bellezza assoluta.
Ma tale perfezione esteriore, agli occhi di Winckelmann, era nel contempo lo specchio della serenità e della nobiltà interiore, spirituale, dell’uomo ellenico.
Alla metà dell’Ottocento, il pensiero razzista si appropriò del neoclassicismo e giunse ad affermare che i popoli ariani (coloro che si avvicinavano più di tutti gli altri esseri umani a quel modello estetico perfetto) erano più nobili, più intelligenti e più capaci di grandi
Introduzione eugenetica, tesina
La tesina affronta il tema dell’eugenetica analizzando, in primo luogo, il clima culturale che ne ha visto l’affermazione e successivamente le teorie precedenti che ad essa si avvicinavano. In seguito la trattazione si sofferma più specificamente sulla Germania dell’800 e del ’900 e su come essa abbia strumentalizzato le nuove teorie scientifiche per affermare la supremazia della razza tedesca imitando in parte, ma andando in realtà oltre, gli Stati Uniti. Parlando della personalità di Hitler, il cancelliere tedesco, e delle filosofie e concezioni artistiche che ebbero influenza su di lui, vengono poi approfonditi due progetti con finalità eugenetiche, ovvero l’Aktion T4 e il Lebesborn. È presente inoltre un cenno a quello che potrebbe essere il futuro dell’eugenetica: si fa riferimento a questo scopo a un film fantascientifico del 1997, Gattaca. Infine l’ultima parte tratta dei criteri antichi e attuali con cui si affronta una possibile classificazione della specie umana.
Collegamenti
Eugenetica, tesina
- Filosofia - La Repubblica, Platone. Il Superuomo di Nietzsche
- Storia - Il nazionalismo tedesco. Il ruolo di Adolf Hitler nell’affermazione dell’eugenetica in Germania
- Arte - Concezione dell'arte di Winckelmann
- Scienze - Le nuove teorie scientifiche dell’800. Accenno al DNA ed eugenisti tedeschi. Classificazione della specie umana
- Latino - La Germania di Tacito