Via della Civiltà del Lavoro, 4 – 0144 - Roma
Tesina interdisciplinare
Indirizzo CAT
Costruzioni ambiente territorio
A.S. 2015/2016
Presidente della Commissione: Prof.ssa
Miconi Cecilia
Commissione esterna: Prof.ssa
Mastrangelo Maria Pia, Prof.ssa
Pivatello Maria,
Spitoni Fabrizio
Prof.re
Commissione interna: Gobbi
Prof.re Alunno: Galluccio Domenico
Federico, Rossi Marcello,
Prof.re V Ag
Indice
Introduzione 1
Introduzione
“È solo dopo molte indecisioni e ripensamenti che sono giunto alla scelta
dell’argomento principe del mio percorso: il progresso e lo sviluppo tecnologico.
Oltre ad essere un tema molto ricorrente oggigiorno, mi ha sempre interessato il
modo in cui il mondo si sta evolvendo. In termini storici, credere nel progresso
significa pensare che la storia sia necessariamente orientata verso un miglioramento
della condizione umana, soprattutto in termini di benessere materiale di ciascun
individuo e della collettività. Per me il progresso indica il processo di evoluzione e
trasformazione delle condizioni umane. Esso ha caratterizzato e caratterizzerà
sempre la vita dell'uomo nel suo fluire storico. Ma allora, il progresso ha avuto
esclusivamente conseguenze positive per l'uomo? No, non è sempre stato così. Alcune
conseguenze negative sono stati sotto gli occhi della società da molto tempo:
l'ampliamento del divario tra i paesi più industrializzati e i paesi sottosviluppati, o
più in particolare la sempre viva “questione meridionale”, la perdita dei veri valori
della vita, ma anche il deterioramento dei rapporti interpersonali. Il progresso,
seppur da una parte porti a risultati grandiosi come ho sottolineato nel mio
percorso, ovvero anche attraverso la costruzione di impensabili opere
architettoniche, già intorno alle metà del ‘800 alcuni personaggi illustri tra cui
Giovanni Verga, iniziano a concepire una visione diversa del progresso, come
qualcosa di limitato a una determinata parte di società. Verga infatti, pur teorizzando
una concezione positiva del progresso ne sottolinea soprattutto degli aspetti negativi
nella vita di coloro che verranno sempre sconfitti da esso, i cosiddetti “vinti”, “vinti
dal progresso”. Progresso che da un certo punto nel corso della storia ebbe la
necessità di essere manifestato in qualche modo, per esprimere al meglio
l’evoluzione e lo sviluppo di una nazione in particolare. È così che nascono le
Esposizioni Universali, spesso anche al centro di contestazioni poiché non sempre
ben viste dai critici. In effetti possiamo dire che se da un lato promuovono le novità o
cercano di porre rimedio alle problematiche sociali più importanti, dall’altra,
parlando in termini concreti, vanno a danneggiare il territorio coprendo grandi
distese di suolo per la realizzazione della struttura manifestante, penalizzando così,
non solo i grandi proprietari ma anche i piccoli proprietari dai terreni espropriati.
Possiamo quindi concludere affermando che il termine progresso non è sempre
associato a una condizione di benessere.” 2
Mappa concettuale
3
Estetica? Non solo…
Chiunque sia mai salito in cima alla Torre Eiffel a Parigi ne è rimasto sicuramente
impressionato. A colpire certamente non è solo la straordinaria visuale, ma anche il
sensibile ondeggiamento di tutta la struttura sotto la spinta del vento. Ovviamente una
struttura così particolare non si vede tutti i giorni, e data la sua unicità, io stesso,
incuriosito, mi sono posto delle domande: perché l’ingegnere Gustave Eiffel diede
alla sua opera più famosa proprio quella particolare forma, e soprattutto, come la
Torre riuscì a restare in piedi senza crollare? Ebbene, era ciò che si domandava anche
Gustave Eiffel alla fine dell’Ottocento mentre progettava la Torre. La forma
caratteristica della Torre fu dettata da considerazioni pressoché fisiche e matematiche,
piuttosto che da ragioni estetiche. Nel 2004, infatti, dopo molti anni di studio, due
ricercatori statunitensi, hanno svelato il segreto della perfezione e dell’eleganza
dell'incredibile opera architettonica, trovando un'equazione dalla quale si può ricavare
la sagoma della Torre Eiffel. Pur non avendo i supporti digitali che disponiamo noi
oggigiorno, i modelli di calcolo dell'ingegnere Eiffel si sono rivelati esatti: la
struttura, nonostante sia alta più di 300 metri, è in grado di sopportare un vento che
soffia a 800 km/h, una velocità irrealistica se mai si dovesse abbattere un ciclone
sulla capitale francese. Il monumento ha una base quadrata di 125 metri di lato da cui
si innalzano quattro pilastri che confluiscono in un'unica colonna, man mano più
sottile e concava al crescere dell'altezza. L'ingegnere studiò la sagoma sezione dopo
sezione, calcolando per ciascuna il peso che la struttura doveva sostenere.
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Andamento forma architettonica
Con le seguenti operazioni non si intendono esporre i calcoli di dimensionamento o di
verifica delle strutture, ma ripercorrere il criterio originale che Eiffel può aver
adottato per delineare l'andamento della forma architettonica della sua Torre.
Si ipotizza che la forma sia costituita da un solido pieno, omogeneo e di densità
costante avente sezioni approssimativamente orizzontali quadrate. L’obiettivo è
ρ
quello di calcolare il valore opportuno della sezione orizzontale della Torre in
funzione della sua altezza, ricavandone di conseguenza il profilo di essa.
Si vuole studiare quindi la forza peso applicata in corrispondenza di una certa altezza
( ) sulla Torre. A tal fine si può immaginare di scomporla in una serie di sezioni
x
orizzontali di altezza infinitesima ( ) e aventi base in funziona della quota
dh
( A(h)).
Più precisamente il valore corrisponde a quell’altezza sufficientemente piccola
dh
che permette di approssimare la sezione, che
altrimenti assumerebbe una forma irregolare, a
un semplice parallelepipedo. Inoltre, la base di
ogni singola sezione varia in funzione
dell’altezza in cui viene scelta: è quindi
esprimibile come una funzione di “ ”, dove
h
essa rappresenta la quota della sezione.
Ricordando che la forza peso è data da
F=m× g
la si vuole studiare applicata a ogni singola
sezione ad una certa base e ad una certa altezza F
: la forza totale applicata su sarà dunque data dalla somma delle forze ,
x x i
con “ ” che rappresenta la i-esima sezione.
i
Il volume della i-esima sezione è definito dal prodotto
=
V A × dh
i i
È possibile sostituire l’incognita ,dell’equazione della forza peso, sfruttando il
m
termine noto e i volumi calcolati in precedenza, infatti, applicando la formula
ρ
della densità
m
i
d= ρ= V i
è possibile ricavare
=ρ =
m ×V ρ× A × dh
i i i 5
Sostituendo infine nella formula della forza peso, si ottiene
=m
F × g=( ρ× A × dh)× g
i i i
Calcolata la forza peso applicata sulla sezione i-esima, possiamo eseguirne la
sommatoria (trattandosi di variabili continue e non discrete, si procederà effettuando
l’integrale), ovvero:
H
∫
= (h)×
F ρ × A dh × g
TOT x F
Vogliamo adesso sapere il valore massimo di che la Torre può sopportare
TOT
all’altezza . In fase di progettazione sono noti quattro valori: , .
(0)
x P , ρ , g A
Il primo è di grande importanza: rappresenta la pressione massima che può essere
sopportata da ciascun “punto” della Torre; gli altri tre sono stati definiti in
P
precedenza. La che può essere sopportata dalla sezione i-esima sarà
TOT
proporzionale all’area della sezione scelta :
(x )
A
=P (
P × A x)
TOT
Vogliamo che sia verificata la seguente uguaglianza:
H
∫ (h)× (
ρ × A dh × g=P × A x)
x
Ricordando che la derivata di un integrale corrisponde all’argomento dell’integrale
stesso, si ricava la seguente uguaglianza derivando ambo i membri.
H
∫ ( ) ( )]
D[ ρ× A h ×dh × g]=D[ P× A x
x H
∫ ( ) ( )
(ρ ]
× g)× D[ A h × dh]=P × D[ A x
x
Per l’integrale definito, si considera =0 (area altezza max =0)
( )
A H
( ) ( )− ( ) ( )
]=P
ρ × g ×[ A H A x × A x '
Che è uguale
( ) ( )
−ρ× =P
g × A x × A x ' (x)
dA
'
Sostituendo nell’equazione precedente, ( ) =
A x dx
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( )
dA x
( )
−ρ× =P
g × A x × dx
e dividendo ambo i membri per , si ottiene:
P
( )
−ρ )
× g × A x dA(x
=
P dx
Dividendo a questo punto per e moltiplicando per , abbiamo:
( ) dx
A x
(x)
dA
−ρ × g × dx =
P ( )
A x )
dA( x
Si è ricavata così un’equazione differenziale a variabili separabili in ( )
A x
Per risolvere questa equazione occorre integrare entrambi i membri:
( )
dA x
−ρ× g × dx
∫ ∫
=
P ( )
A x
−ρ × g 1
∫ ∫ (x)
× dx= ×dA
P ( )
A x
−ρ × g ( )
x+ c=ln A x
P
Dalla definizione di logaritmo naturale, si ottiene un valore esplicito di ,
( )
A x
ovvero −ρ × g x
P
( ) =c
A x × e
Chiamata , l’area della sezione corrispondente alla quota 0, si vede che deve
( )
A 0 −ρ × g 0
essere essendo =
( ) ( )
c= A 0 A 0 P =c
c × e
L’equazione finale è di tipo esponenziale ed indica come varia la sezione orizzontale
al variare dell’altezza e permette di ricavare il profilo della struttura.
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Osservazioni finali:
(0)
A
( ) =
A x ρ ×g x
P
e
Riscrivendo l’equazione esponenziale è possibile analizzare come cambia il valore
dell’area delle Torre al variare della quota . In particolar modo si osserva un
x
incremento dell’area in corrispondenza di quote minori. Al contrario, spostandoci
verso l’alto, essendo minore il peso che la struttura deve sopportare, si nota come
l’area diminuisca esponenzialmente.
Tuttavia, è necessario comunque ricordare come il modello utilizzato per
rappresentare la Torre, non tiene in considerazione la pressione esercitata dal vento.
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Introduzione: progresso e sviluppo tecnologico, tesina
È solo dopo molte indecisioni e ripensamenti che sono giunto alla scelta dell’argomento principe della mia tesina di maturità: il progresso e lo sviluppo tecnologico. Oltre ad essere un tema molto ricorrente oggigiorno, mi ha sempre interessato il modo in cui il mondo si sta evolvendo. In termini storici, credere nel progresso significa pensare che la storia sia necessariamente orientata verso un miglioramento della condizione umana, soprattutto in termini di benessere materiale di ciascun individuo e della collettività. Per me il progresso indica il processo di evoluzione e trasformazione delle condizioni umane. Esso ha caratterizzato e caratterizzerà sempre la vita dell'uomo nel suo fluire storico. Ma allora, il progresso ha avuto esclusivamente conseguenze positive per l'uomo? No, non è sempre stato così.
Alcune conseguenze negative sono state sotto gli occhi della società da molto tempo: l'ampliamento del divario tra i paesi più industrializzati e i paesi sottosviluppati, o più in particolare la sempre viva “questione meridionale”, la perdita dei veri valori della vita, ma anche il deterioramento dei rapporti interpersonali. Il progresso, seppur da una parte porti a risultati grandiosi come ho sottolineato nella mia tesina, ovvero anche attraverso la costruzione di impensabili opere architettoniche, già intorno alla metà dell’‘800 alcuni personaggi illustri tra cui Giovanni Verga, iniziano a concepire una visione diversa del progresso, come qualcosa di limitato a una determinata parte di società.
Verga infatti, pur teorizzando una concezione positiva del progresso ne sottolinea soprattutto degli aspetti negativi nella vita di coloro che verranno sempre sconfitti da esso, i cosiddetti “vinti", “vinti dal progresso”. Progresso che da un certo punto nel corso della storia ebbe la necessità di essere manifestato in qualche modo, per esprimere al meglio l’evoluzione e lo sviluppo di una nazione in particolare. È così che nascono le Esposizioni Universali, spesso anche al centro di contestazioni poiché non sempre ben viste dai critici.
In effetti possiamo dire che se da un lato promuovono le novità o cercano di porre rimedio alle problematiche sociali più importanti, dall’altra, parlando in termini concreti, vanno a danneggiare il territorio coprendo grandi distese di suolo per la realizzazione della struttura manifestante, penalizzando così, non solo i grandi proprietari ma anche i piccoli proprietari dai terreni espropriati. Possiamo quindi concludere affermando che il termine progresso non è sempre associato a una condizione di benessere.
Collegamenti
Progresso e sviluppo tecnologico, tesina
- Matematica - Dimostrazione matematica del profilo della Torre Eiffel.
- Progettazione - Struttura in ferro: uso dei rivetti incandescenti.
- Italiano - Positivismo: naturalismo in Francia e verismo in Italia.
- Storia - Periodo della "Belle Epoque": Esposizione Universale 1889.
- Inglese - The Great Exhibition, EXPO London 1851: Crystal Palace.
- Estimo - Espropri per causa di pubblica utilità.