IIS Gadda Rosselli
Titolo:
Problemi economici
Candidato: Butt Tayyab Ur
Rehman
Classe: 5°B Mercurio
Presentazione del percorso
d’esame di Stato
Anno scolastico 2012/2013
1
Sommario 3
Introduzione PAGINA
C '29( )
Crisi della storia
- Inizio crisi intervento dello Stato
4
Pagina
- I r
Il nuovo presidente Roosevelt
6
Pagina
S ( )
Stock Exchange collapsed inglese
- U.S.A. extraordinary economic growth
7
Pagina
- S e
Stock Exchange
7
Pagina
- Who operates on the Stock Exchange?
8
Pagina
- R L ’ C
Roosevelt Labor’s Choice
9
Pagina
Scienze delle finanze
- Il ruolo dello Stato in economia
10
Pagina 2
- La finanza neutrale
10
Pagina
- La finanza funzionale
11
Pagina
Introduzione:
Ho parlato nella mia tesina della crisi del 29 perché è un argomento che mi è particolarmente piaciuto quando l'abbiamo affrontato ed offre diversi spunti di riflessione come evitare di ripetere lo stesso errore.
3
Crisi del 29 (storia):
In America dal 1922 al 1929, la produzione industriale aumentò del 64%, la produttività del lavoro del 43%, i profitti del 76% e i salari del 30%. La forte differenza tra l'aumento dei profitti e della produzione con quello dei salari creò un evidente squilibrio nella distribuzione dei redditi, il quale i sindacati americani non riuscirono ad equilibrare.
4
Per produrre sempre più prodotti agricoli e industriali, anche le banche furono coinvolte in un giro di prestiti e speculazioni di gigantesche dimensioni. Furono incoraggiati anche i piccoli risparmiatori ad affrontare i rischi del gioco di Borsa, perché infatti si era diffusa una specie di febbre speculativa. Molti acquistavano titoli quotati in Borsa il cui prezzo cresceva vertiginosamente per cui erano titoli gonfiati dove il valore reale era minore del valore nominale. Per cui la sovrapproduzione negli Stati Uniti, il potere a pochi, la maldistribuzione del reddito, il cattivo sistema bancario (le banche erano in mano ad azionisti che ne gestivano le azioni), il mancato intervento dello Stato ed i troppi prestiti ai paesi stranieri portarono ad un periodo di deflazione. Ci fu quindi un crollo generale dei prezzi dei beni invenduti, che non consentì di venderli perché il potere d’acquisto era troppo basso e molte fabbriche furono costrette a chiudere. Così gli speculatori si affrettarono a vendere le proprie azioni prima che perdessero del tutto valore. Inoltre la crisi di sovrapproduzione aveva portato ad una diminuzione delle esportazioni accumulando sempre più merci invendute. La corsa alla vendita dei titoli portò il 24 ottobre del 1929 (il giovedì nero) al crollo della Borsa di New York con sede a Wall Street seguito dal crollo dei titoli e dalla chiusura di molte imprese. Così la produzione industriale calò del 54%, fallirono molte industrie e banche, molte famiglie della borghesia benestante furono trascinate sul lastrico e la disoccupazione aumentò vertiginosamente.
- Storia - Crisi del '29
- Inglese - Stock exchange collapsed
- Scienze delle finanze - Finanza neutrale e funzionale