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Introduzione e concetto

Cos’è la crisi? Prima di tutto analizziamo questo termine:

Crisi deriva dal greco “Krisis” e indica un cambiamento, per lo più negativo, che genera il turbamento e lo sconvolgimento di una certa situazione.

La crisi determina una capacità decisionale conseguente alla necessità di scegliere le modalità più appropriate per affrontare l’imprevisto.

Con “crisi” possiamo riferirci a diversi ambiti:

Possiamo avere la crisi di un matrimonio, di una relazione, di un’amicizia, la crisi di coscienza, la crisi di nervi e soprattutto quella che ci accingiamo ad analizzare: la crisi economica.

La crisi economica è un improvviso passaggio da una situazione di prosperità economica a uno stato di depressione.

È quella che, in questo periodo, stiamo vivendo tutti i giorni: quando giriamo per strada, quando ritiriamo lo stipendio, quando andiamo al negozio, quando ascoltiamo la televisione o leggiamo il giornale; ovunque c’è crisi, e chi non se ne accorge lo sa per sentito dire.

Andiamo ora ad analizzare alcune delle cause che determinano una crisi:

  • Elevata pressione fiscale (che scoraggia ogni inizio di attività e contrae la domanda pubblica).
  • Diminuzione degli investimenti da parte dello Stato che risolleverebbero l’economia.
  • Eccessivo ricorso al debito pubblico (il debito complessivo che uno Stato ha accumulato nel tempo nei confronti di imprese, banche o altri Stati che hanno acquistato i suoi titoli; questo per recuperare la situazione causata da spese superiori alle entrate).
  • Mancanza o errato sostegno alle imprese (vero motore dell’economia).
  • Politica di spesa del Governo errata (troppo spesso il Governo pone in essere spese inutili, come testimonia anche “Striscia la Notizia”).
  • Speculazioni finanziarie (poste in essere da investitori spinti soltanto dal guadagno e dal proprio tornaconto personale, potenzialmente dannose per l’economia di un Paese).
  • Sbagliata politica creditizia subprime (come accaduto negli USA con la concessione di mutui subprime).

Il problema di fondo tuttavia resta l’avidità dell’uomo, che non riesce a mettere da parte il proprio benessere a favore del bene collettivo e cerca sempre di accaparrarsi tutto il possibile anche a costo di danneggiare gli altri, un po’ come accade con i nostri politici.

Antinozzi Matteo VB IGEA 2011/2012

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Storia

[COLLEGAMENTO: la crisi per antonomasia, la più pesante in assoluto]

La crisi del ‘29

La grande depressione, detta anche crisi del 1929, è la più grave crisi verificatasi nella storia.

L’inizio della grande depressione è associato con la crisi del New York Stock Exchange (la borsa di Wall Street) avvenuta il 24 ottobre del 1929 (Giovedì nero), a cui fece seguito il definitivo crollo della borsa valori del 29 ottobre (Martedì nero).

I fatti e le cause

Dopo la Grande Guerra, gli Stati Uniti conobbero un periodo di prosperità e progresso:

Le condizioni che resero possibile tale sviluppo furono l’innovazione tecnologica e l’aumento della produttività e dei consumi (l’alta produttività permetteva di mantenere inalterati i salari e i prezzi dei prodotti sul mercato; questo favoriva quindi gli investimenti che permettevano a loro volta di aumentare la produttività).

Ci fu un’esplosione dei consumi (quasi tutti possedevano l’automobile, la radio…) e i risparmiatori si rivolsero al mercato azionario (acquistando azioni di industrie che sembravano in grado di ingigantirsi sempre più e, di conseguenza, arricchire gli azionisti).

Ma a lungo andare le industrie giunsero a saturare il mercato (ormai in pochi compravano i loro prodotti, poiché li avevano già e il mercato estero non era in condizioni di permetterseli); si verificò quindi una crisi da sovrapproduzione, il che significò riduzione del personale o addirittura chiusura delle fabbriche (aumentò la disoccupazione).

Dall’altro lato i titoli della Borsa, dopo anni di rialzi continui (in buona parte frutto delle speculazioni finanziarie: i titoli venivano venduti per un valore molto superiore a quello che era il loro valore reale), crollarono in conseguenza della chiusura di numerose imprese.

La gente cominciò a vendere le azioni in suo possesso:

  • Il 24 ottobre (Giovedì nero) furono venduti 13 milioni di titoli;
  • Il 29 ottobre (Martedì nero) furono venduti 16 milioni di titoli col risultato di un crollo spaventoso del valore delle azioni (i risparmiatori si ritrovarono da un giorno all’altro solo con pezzi di carta straccia privi di valore).

Successivamente anche le banche furono colpite dalla crisi: molti dei loro fondi erano rappresentati da azioni ormai nulle e le persone, che avevano depositato denaro presso di loro, corsero a ritirarlo causando una grave crisi di liquidità; così trascinarono in rovina tutte le attività che dipendevano dai prestiti bancari e tutti coloro che avevano depositi presso di loro.

La crisi si propagò rapidamente a tutti i paesi che avevano stretti rapporti finanziari con gli Stati Uniti, a partire da quelli europei che si erano affidati all’aiuto economico degli americani dopo la Prima guerra mondiale.

Per di più i paesi si chiusero nelle proprie economie nazionali innalzando barriere doganali elevate e vietando di concedere prestiti all’estero; il risultato fu disastroso per tutti.

Antinozzi Matteo VB IGEA 2011/2012

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Finalmente la soluzione con il “New Deal”

Nel 1933 in America fu eletto il nuovo presidente Franklin Delano Roosevelt, un democratico che promise di risollevare la nazione dalla grave depressione da cui era afflitta.

Con il “New Deal”, Roosevelt mirò ad attuare la politica Keynesiana dello Stato interventista con lo scopo di rilanciare gli investimenti delle aziende e i consumi dei cittadini.

Il New Deal di Roosevelt si divide in due fasi:

La prima fase

(1933-1935) nella quale furono presentate una serie di riforme urgenti per arrestare il corso della crisi:

  • Viene ristrutturato il sistema bancario (creando un sistema di salvataggio per le banche in difficoltà).
  • Viene svalutato il Dollaro per favorire l’esportazione.
  • Viene limitata la produzione agricola per far crescere i prezzi e aumentare i redditi di agricoltori e allevatori.
  • Viene creata la legge nazionale sulla ricostruzione industriale (controllo sulla concorrenza e sulla produzione).
  • Per combattere la disoccupazione viene avviata la costruzione di grandi opere pubbliche.

La seconda fase

(1935-1939) furono varate una serie di leggi per garantire la sicurezza sociale dei cittadini che presero il nome di “Welfare state”:

  • Pensione per la vecchiaia.
  • Assicurazione contro la disoccupazione.
  • Tutela dei diritti e dei salari dei lavoratori; vennero inoltre favorite le attività sindacali.

Il New Deal ridiede fiducia agli Americani e ristabilì la giustizia sociale, ma comunque non fu abbastanza; infatti la nascita di una nuova crisi fu scongiurata dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale che indusse il governo a moltiplicare le spese per gli armamenti (che da sole riuscirono a far superare la crisi).

Antinozzi Matteo VB IGEA 2011/2012

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Francese

[COLLEGAMENTO: il crollo della borsa è stato un fattore determinante per la crisi]

La borsa

La Borsa è il mercato in cui si comprano e si vendono titoli del debito pubblico (BOT, CCT, CTZ…), azioni, obbligazioni.

Ogni mattina in borsa avvengono le contrattazioni: dall’incontro tra domanda e offerta dipendono le quantità scambiate e il loro prezzo (le piazze più importanti sono New York, Londra, Francoforte, Parigi, Tokyo, Zurigo e Milano).

Quando l’acquisto di azioni supera le vendite, l’indice rialza; in caso contrario ribassa.

En français

La Bourse est un marché contrôlé par l’Etat où s’effectuent des transactions, de vente et d’achat de certaines valeurs et de certains produits.

Elle joue un rôle important dans toutes les économies des pays industrialisés, en permettant aux entreprises et à l’Etat de se procurer des capitaux pour leurs investissements.

Les Bourses, suivant leur rôle, se distinguent en:

  • Bourse des marchandises: marchés où sont négociées certaines marchandises (farine, alcool, sucre, café…) présentées sous forme d’échantillons.
  • Bourses des valeurs: marchés officiels où s’achètent et se vendent les actions et les obligations.

a) Les Actions sont des titres de propriété négociables représentant une participation au capital d’une société anonyme.

L’actionnaire participe à l’administration de la société.

Les actions donnent droit à une part des bénéfices (dividende).

b) Les Obligations représentent des titres de créance.

L’obligataire ne participe pas à l’administration de la société.

Les obligations donnent droit à un intérêt fixe.

Les Banques se chargent, pour le compte de leurs clients, d’acheter ou de vendre des titres (actions, obligations).

Antinozzi Matteo VB IGEA 2011/2012

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Scienza delle finanze

[COLLEGAMENTO: la crisi può essere causata dalle reazioni dei contribuenti, come l’Evasione]

Effetti economici dell’imposta

L’imposta è una prestazione in denaro coattiva a carico dei contribuenti in proporzione alla loro capacità contributiva.

Un’eccessiva pressione fiscale sottrae ricchezza ai cittadini creando delle conseguenze negative sul mercato dal punto di vista macroeconomico e microeconomico.

Macroeconomia

Ci si riferisce alla ricchezza complessiva di una nazione. Le conseguenze negative che a livello economico generale possono derivare da una maggiore pressione fiscale sono:

  • Riduzione dei consumi.
  • Calo delle vendite.
  • Aumento generalizzato dei prezzi.
  • Maggiore disparità sociale tra classi ricche e povere.
  • Spostamento di fattori produttivi dal settore privato a quello pubblico.

Microeconomia

Vengono presi in considerazione gli effetti che le imposte producono sul comportamento economico delle singole persone che vi sono soggette.

L’introduzione di un’imposta può infatti provocare reazioni da parte del contribuente, il quale, se ne ha la possibilità, tenta di alleggerire o evitare il peso dell’imposizione.

Hanno luogo quindi diversi tipi di comportamento; il contribuente:

  • Continua a svolgere la sua attività, ma riesce a sottrarsi al pagamento dell’imposta;

Ciò può avvenire con mezzi illeciti (Evasione) o senza violare fondamentalmente la legge (Elusione).

  • Modifica la sua attività nel settore colpito dall’imposta;

Può ridurre (rimozione negativa) o aumentare (rimozione positiva) l’entità della ricchezza prodotta.

  • Paga l’imposta, ma riesce a scaricarne il peso su altri soggetti (Traslazione).

Evasione

Violazione dell’obbligo tributario mediante l’occultamento totale o parziale della materia imponibile, mediante omissioni o frode (attività fraudolenta volta a ingannare l’amministrazione finanziaria tramite l’alterazione delle scritture contabili ecc…).

Ciò comporta un’alterata distribuzione del carico tributario, concorrenza sleale per le imprese e aumento di pressione fiscale sulle categorie di contribuenti oneste che non evadono.

L’evasione comporta conseguenze amministrative e penali (in quanto è un illecito).

Elusione

Avviene mediante operazioni che, pur non essendo illecite, non hanno alcuna valida giustificazione economica; sono finalizzate solo ad aggirare (eludere) obblighi e divieti per ottenere vantaggi fiscali.

Rimozione

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Sintesi
  • Storia: La crisi del '29
  • Francese: La bourse
  • Scienza delle finanze: Effetti economici dell'imposta
  • Matematica finanziaria: L'interesse
  • Economia aziendale: Il bilancio d'esercizio
  • Diritto: Il Governo e le crisi di Governo
  • Geografia economica: Il turismo
  • Italiano: Luigi Pirandello
  • Attualità: La nostra crisi
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