Inglese: “If the doors of
Biologia: sostanze
perception were cleansed, che interferiscono con
everything would appear l’attività dei
to man as it is, infinite.” neurotrasmettitori:
sistema nervoso
Spagnolo
Le porte della percezione
Gennaro percezione 5 C s.t.
Italiano: la poetica del
fanciullo il fanciullino coglie i
→
Storia: quando
l’irrazionalità diventa follia:
Adolf Hitler
legami segreti tra le cose che
sfuggono alla percezione
abituale prigioniera delle sue
convenzioni.
Giovanni Pascoli
«Una rosa è una rosa e solo una rosa. Ma queste gambe di sedia sono gambe di sedia e sono anche san Michele e tutti gli angeli.» (Aldous Huxley, Le porte della percezione)
Le porte della percezione è un saggio breve di Aldous Huxley del 1954, di particolare interesse e originalità in quanto tratta esperienze vissute tramite l’utilizzo della mescalina, principio attivo del peyote.
Il testo è suddiviso in due parti: il racconto delle esperienze e l’analisi di esse.
Dopo l’assunzione della droga, l’autore nota una vivificazione dei colori che risultano oltremodo sgargianti, e un’inibizione ad agire.
Il testo dell’opera, misto a continue citazioni e paragoni, tende a dimostrare che la funzione del cervello è di valvola riduttrice delle esperienze che l’organo ritiene inutili alla sopravvivenza dell’individuo.
La mescalina, inibendo l’assimilazione di glucosio da parte del cervello, ne ridurrebbe la facoltà di filtro. L’attenzione viene distolta per effetto della droga dai punti focali consueti della quotidianità e rediretta verso diverse forme di interesse.
Huxley ritiene che qui si possa formare una sorta di esperienza mistica, un grado diverso e più elevato di consapevolezza e di percezione.
Di fronte a una vita sempre più uniformata e schematizzata, gli individui reagirebbero con degli sfoghi.
Si tratta di momenti di sollievo, inefficaci dal punto di vista dell’evoluzione spirituale.
Questi sfoghi possono essere sani, come l’attività sportiva, o apparentemente illogici e controproducenti, come l’alcol e il tabacco.
In nessun caso, nota Huxley, queste forme di evasione sono finalizzate all’esperienza mistica.
La mescalina sarebbe invece uno strumento migliore, meno dannoso.
Huxley non solo si presenta a favore della liberalizzazione delle droghe, bensì auspica uno sforzo tecnologico e culturale significativo alla ricerca di droghe utili alla crescita spirituale della collettività.
Paradiso e Inferno è un saggio breve di Aldous Huxley del 1956 che segue e continua il saggio breve del 1954 Le porte della percezione.
L’individuo della nostra società si trova a un livello intermedio tra il rendersi conto di buona parte dei propri pensieri e la comprensione di tutti gli aspetti più reconditi della propria mente.