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Tesina di maturità
Anno 2012 - 2013
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I.I.S.S. “De Marco-Valzani”
Alunna Giovanna Greco
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Indice
1. Italiano
Luigi Pirandello pag. 4
Ambito storico – letterario
- Poetica
- Teatro
- Opere
2. Storia
Il fascismo pag. 9
Trattati di pace
- Europa nel dopo guerra
- Italia nel dopo guerra
- Biennio rosso
- Parlamento senza maggioranza
- Benito Mussolini e la nascita del fascismo
- Marcia su Roma
- Elezioni del 1924 e delitto Matteotti
- Dittatura fascista
- Politica coloniale
3. Diritto
Le banche pag. 19
I contratti bancari
- Il deposito bancario
- 2
L’apertura di credito bancario
- L’anticipazione bancaria
- Lo sconto bancario
- Il conto corrente
- L’apertura di credito documentario
- Il deposito di titoli di amministrazione
- Il servizio di cassette di sicurezza
4. Inglese
Business firms pag. 24
Gestione di beni e servizi
- Le società nel settore pubblico e privato
- Le caratteristiche delle società
5. Informatica pag. 26
Il linguaggio SQL
Descrizione del database
- Definizioni delle tabelle e manipolazione dei dati
- Caratteristiche generali del linguaggio SQL
- 3
Le operazioni relazioni con il comando SELECT
- Il self join
6. Economia aziendale
La busta paga pag. 31
Descrizione e varie modalità
- Gli elementi della retribuzione
- Assicurazioni sociali e istituti di previdenza
- Rapporti con l’erario
- Elementi di una busta paga
7. Matematica
Equazioni e disequazioni di 1° grado pag. 39
Principi di equivalenza delle equazioni
- Risoluzione di un’equazione di 1° grado
- Equazioni determinate, indeterminate, impossibili.
- Verifica di un’equazione
- Rappresentazioni grafiche
- Cambio di segno
- Disequazioni fratte
- Sistemi di disequazioni
- 4
Luigi Pirandello fu uno tra i rappresentanti più autorevoli e significativi del decadentismo italiano nel settore narrativo e teatrale. Quindi non scriveva poesie, ma romanzi, non trasmetteva valori, ma il suo modo di pensare.
Sul piano letterario, documentò la crisi e l’abbandono delle strutture tradizionali per farsi iniziatore e fondatore di una nuova stagione narrativa in Italia, creando così un romanzo analogico e irrazionale.
Espresse a livello artistico, “il travaglio dell’uomo e del mondo contemporaneo di fronte alla perdita dei vecchi valori ottocenteschi”. Pirandello fu testimone critico del trapasso epocale fra Otto e Novecento: con lucida analisi demolì i miti e le certezze, riducendo l’uomo contemporaneo dentro i limiti della provvisorietà e del dubbio e la vita entro quello dell’assurdità, dell’angoscia e di un pessimismo radicale riguardo alla natura umana, alla mancanza di senso della vita, e all’inconsistenza della conoscenza della verità.
Biografia
Luigi Pirandello nacque il 28 giugno 1867 ad Agrigento (Cirgenti). La sua famiglia visse drammaticamente tutti i mutamenti economici e sociali del tempo: dalle iniziali rendite terriere passò agli investimenti nella nuova industria mineraria, per poi andare incontro al disastroso fallimento della miniera di zolfo gestita dal padre dello scrittore.
Egli abbandonò la Sicilia respingendola ma anche rimpiangendola, scrisse infatti per tutto il suo percorso teatrale novelle e drammi siciliani.
Egli, se pur per breve tempo, aderì al regime fascista soprattutto per avere ogni forma di concessione nella sua attività teatrale. Riuscì infatti a fondare una propria compagnia teatrale grazie alle cospicue sovvenzioni provenienti dal governo fascista.
Quando però gli fu chiesto di aderire al partito e di fare parte dell’Accademia d’Italia, la quale aveva istituzione culturale di regime, si allontanò non accettando tali atteggiamenti illiberali e antidemocratici. Pertanto strappò la tessera del partito, davanti al segretario, e parlò apertamente contro il regime, che a sua volta non esaltò mai le sue opere, nemmeno dopo il conseguimento del premio Nobel (1935), non pagò questo affronto solo per la sua popolarità.
Pirandello studiò fra la sua città natale e Palermo, con l’iscrizione alla facoltà di legge e a quella di lettere. Studiò il tedesco a Bonn (Germania) e si iscrisse ai corsi universitari specializzandosi in filologia (analisi approfondita), laureandosi in Germania con una tesi di argomento linguistico, nel marzo del 1891.
Tre anni dopo ci fu un evento che cambiò l’esistenza ed il pensiero di Pirandello, e cioè il matrimonio combinato con l’argentina Antonietta Portulano, figlia di un socio d’affari del padre. Con lei ebbe tre figli e nonostante nutrisse per lei una forte passione, nacquero da subito incomprensioni per le differenze culturali.
Lei non amava la vita mondana, lui era molto impegnato nel sociale, quindi le incomprensioni si tramutarono man mano in manifestazioni di estrema gelosia, fino a condurre la donna alla pazzia e l’internazione in manicomio.
Pirandello dopo il ricovero della moglie si innamorò dell’attrice Marta Abba. In questo dramma familiare, lui affermò di voler rinunciare a vivere la vita, limitandosi solo ad osservarla e a rappresentarla.
Esprime la convinzione all’impossibilità di conoscere la verità, cioè l’esistenza di tante verità relative a quante pensiamo di conoscerne. Nei suoi romanzi evidenzia l’incapacità di un amore vero e soddisfacente, ma matrimoni fondati su convenzioni.
Nella sua attività teatrale ricorderemo per importanza il romanzo “Il fu Mattia Pascal”; a susseguirsi “L’esclusa”. Nei saggi ricorderemo “L’umorismo” ed “Uno, nessuno, centomila”. Come opere teatrali “La giara” (che nasce come novella), “Così è (se vi pare)”, Il giuoco delle parti, Sei personaggi in cerca d’autore, ed Enrico IV.
Nel dicembre del 1934 ricevette a Stoccolma il premio Nobel per la letteratura, periodo in cui aumentò anche la sua fama, e le sue opere furono tradotte e portate sulle scene di tutto il mondo.
Morì a Roma il 10 dicembre 1936 in seguito ad una polmonite. Nelle sue volontà trapela il distacco dalle scene nel non voler indossare l’ennesima maschera.
Chiese infatti di non essere vestito, ma di essere avvolto in un lenzuolo; non voleva fiori, né ceri accesi. Il trasporto della sua salma doveva avvenire con un carro di scadente qualità, dove non dovevano esserci amici e parenti, ma solo il cavallo ed il cocchiere.
Poetica
La poetica di Pirandello fu fondata sull’umorismo e sul teatro delle maschere.
Le tematiche furono: la pazzia, il caos e la sicilianità.
Secondo Pirandello l’io si frantuma in mille aspetti e l’uomo si ritrova ad essere privo di identità, cerca di riconoscersi ma si accorge di essere una maschera nuda perché ognuno di noi indossa per ogni situazione una maschera diversa che ci fa personaggi e non persone.
Se non conosciamo noi stessi, sosteneva che è ancora più complesso avere rapporti veri con gli altri. L’individuo è costretto a vivere nell’inautenticità, quindi l’esistenza la interpreta come un grande palcoscenico dove ognuno recita la sua parte.
Sosteneva inoltre che non c’è la possibilità di conoscere la verità, purché ci sono tante verità quante le persone che la cercano, filosofico.
Quindi soggettive e portate a cambiamenti (relativismo). Il relativismo psicologico invece è generato dal nostro stato d’animo, dagli ambienti, dalle situazioni in cui ci troviamo, dove non solo proiettiamo una parte di noi sugli oggetti e persone che ci circondano, ma anche noi saremo influenzati nel nostro modo di essere da ciò e da chi abbiamo intorno.
Quindi la mutevolezza degli stati d’animo porta alla frantumazione dell’io e alla ricerca dell’identità, come racconterà nel romanzo “Il fu Mattia Pascal”.
Il tema della pazzia, Uno, nessuno e centomila, Enrico IV. La poetica di Pirandello la ritroviamo nel saggio “L’umorismo”. Si tratta della cosiddetta “poetica dell’umorismo”.
Egli distingue fra comicità e umorismo, sostenendo nell’avvertimento del contrario che la comicità consiste cioè nella sorpresa improvvisa di qualcosa che appare diversa da come la si aspetterebbe e perciò produce il riso.
L’umorismo invece consiste nel sentimento del contrario, ovvero in una realtà che passa attraverso la riflessione e l’analisi e quindi l’umorismo produce un riso non automatico e superficiale ma consapevole e drammatico.
Ne fa da esempio la vecchia signora goffamente imbellettata che è da ritenere comica a prima vista, ma se la stessa signora ci raccontasse che per lei è un modo per nascondere le rughe, la comicità diventa umorismo perché nasce in noi il sentimento del contrario.
Il teatro
Gli esordi ed il periodo “grottesco”
La prima fase del teatro pirandelliano è quella del teatro veristico, (oggettivo).
- Opere ambientate nella provincia siciliana.
La seconda fase si colloca fra il 1916 e il 1920, cosiddetta del “teatro del grottesco”, che si racchiude nella trilogia (3 opere):
- Così è (se vi pare), Il piacere dell’onestà, Il giuoco delle parti.
La denominazione è data dal disintegrare il dramma borghese spingendolo fino al limite del paradosso, del grottesco (irreale-ridicolo).
Queste opere prendono spunti del dramma borghese costituito da triangoli amorosi, convenzioni sociali, ruoli e regole della convivenza, dove l’autore vuol mettere in luce la falsità con l’intento di provocarne la disintegrazione, quindi vi è una dialettica tra verità e finzione.
La terza fase è chiamata del “teatro nel teatro”, o metateatro, che si racchiude nella trilogia:
- Sei personaggi in cerca d’autore, Ciascuno a suo modo, Questa sera si recita a soggetto.
Il dramma dei sei personaggi, per il suo carattere rivoluzionario, viene prima preso male dal pubblico, ma poi riscuote un grande successo nei teatri d’Europa, e consiste nel mettere in scena un teatro che ammette la finzione, come lo scambio tra il pubblico che sale sul palco e viceversa gli attori scendono in platea, provocando così un gran caos.
La quarta fase è quella del teatro surrealistico e simbolistico, in cui Pirandello rinuncia a ricercare la verità e punta sul mito, sui simboli, sulle proiezioni emblematiche con le quali documentare la crisi dell’uomo contemporaneo.
Il fu Mattia Pascal
Il fu Mattia Pascal è un romanzo pubblicato nel 1904 a puntate sulla rivista “Nuova Antologia”.
Narra la vicenda di un uomo che, cercando una momentanea evasione dal matrimonio fallimentare e dal suo noioso lavoro di bibliotecario, arriva a Montecarlo e vince un’ingente somma di denaro.
Mentre era sul treno del ritorno, immaginava la faccia della moglie e della suocera vedendolo tornare dopo 13 giorni con tanto di denaro, e pensava ai tanti creditori.
Alla prima stazione italiana comprò un giornale e cominciò a leggerlo. Quando apprese la notizia del suicidio di Mattia Pascal, un bibliotecario, che era stato trovato in stato di avanzata putrefazione, i sospetti andarono sulla suocera che l’avrebbe fatto per interesse suo.
Sceso dal treno ad Alenga voleva accertarsi che la sua notizia fosse stata smentita. Telegrafò al direttore del giornale di Miragno per avere il quotidiano di quella domenica, per sapere notizie più dettagliate.
L’articolo che lo riguardava diceva che la famiglia, non vedendolo tornare dal suo lavoro, l’aveva cercato e non l’aveva trovato, e poi era stato ritrovato morto nello stagno dello Stia; forse per mancanza di denaro o per la perdita dei suoi cari.
Egli approfittò della morte di quel poveraccio per rifarsi un’altra vita; poi della moglie e della suocera non gliene importava nulla perché, se lo avessero guardato meglio, si sarebbero accorti che non era lui. Comunque infine fece un respiro di sollievo.
Mattia Pascal, resosi conto che gli altri lo credevano morto, ormai era un uomo libero da ogni obbligo e padrone di se stesso. Voleva cambiare totalmente in modo che così avrebbe vissuto due vite.
Per cambiare aspetto ad Alenga si fece accorciare la barba; si sentiva un po’ a disagio perché si vedeva spuntare un piccolo mento. C’era il naso piccolo e l’occhio storto. Pensò di comprarsi un paio di occhiali e farsi crescere i capelli in modo da sembrare un filosofo tedesco.
Il nome se lo cercò mentre viaggiava in treno; infatti, ascoltando la discussione di due signori, gli piacque il nome dell’imperatore Adriano. Scesero dal treno e i due parlavano di un certo Camillo de Meis, quindi tolse il “da” e prese il Meis. Così si battezzò tra sé Adriano Meis.
Ora Mattia, o meglio dire Adriano Meis, era felice di essere libero. Ad un certo punto si vide nel dito l’anello del matrimonio dove era incisa la data del suo matrimonio e lo intombò facendo un bel gesto.
Ora Adriano Meis si doveva creare un passato, quindi decise che era nato su un piroscafo in viaggio verso l’America, che suo padre si chiamava Paolo, ed era figlio unico, arrivato in Italia da poco, e che aveva poche notizie dei genitori ormai deceduti, quindi di aver vissuto col nonno un po’ dappertutto.
Lui si vedeva un po’ buffo coi capelli lunghi e con gli occhiali, parlava poco con la gente ed essa credeva che fosse straniero. Fece un tuffo nel passato e si chiedeva se la moglie fosse vestita in lutto, ma era sicuro di no.
Si mise a viaggiare per qualche tempo, poi pensò che il denaro doveva bastargli per tutta la vita e doveva trovarsi un lavoro, ma senza documenti non poteva, quindi doveva adattarsi a vivere con 200 lire al mese.
Pensò che non poteva fare nuove amicizie, non poteva far valere i suoi diritti, né abbandonarsi ad una storia sentimentale, e neanche acquistare un cane, perché sentendosi solo avrebbe avuto un amico fedele ma non avrebbe potuto pagare la tassa, così non lo comprò.
La sua libertà senza anagrafe non aveva senso; tentò così di riappropriarsi della sua identità simulando il suicidio di Adriano Meis.
Mattia quindi salì su un vagone di prima classe per ritornare a casa. Voleva vendicarsi, provava odio, e immagina quale sarebbe stata la reazione degli altri e cosa fosse cambiato.
Giunto lì ci doveva essere aria di funerale, ma così non fu. Gli altri, nel rivederlo, si stupirono ed ebbero tanta paura.
La moglie nel frattempo si era felicemente risposata e dalla nuova relazione era nata anche una bimba. Mattia gli domandò se c’era una lapide e se avevano portato fiori al cimitero; si misero a conversare aspettando l’alba del giorno in cui sarebbe pubblicamente risorto.
Lasciò lì la valigia, scese a passeggiare per le strade, però nessuno lo riconosceva. Voleva ritornare indietro e cancellare tutto il patto, invece di andare al Municipio a farsi cancellare dal registro dei morti, triste che sia.
A volte va al cimitero del povero ignoto a portargli i fiori e se qualcuno lo segue e gli domanda chi fosse gli rispondeva: io sono... Il fu Mattia Pascal!
Il messaggio che il romanzo comunica è che non è possibile ribellarsi agli schemi che la società ci impone: bisogna accettare le regole del gioco sociale, soffocando qualsiasi aspirazione alla propria individuale libertà.
La follia di uno e centomila
Alla base del pensiero pirandelliano c’è una concezione vitale della realtà in perpetuo movimento, inteso come eterno divenire, incessante trasformazione da uno stato all’altro.
Tutto ciò che si stacca da questo flusso, e assume forma distinta e individuale, si irrigidisce, e comincia a morire. Così avviene per l’uomo: si distacca dall’universale assumendo una forma individuale entro cui si costringe, una maschera (“persona”) con la quale si presenta a se stesso.
Non esiste però la sola forma che l’io dà a se stesso; nella società esistono anche le forme che ogni io dà a tutti gli altri. E in questa moltiplicazione l’io perde la sua individualità, da «uno» diviene «centomila», quindi «nessuno».
È proprio dalla disgregazione dell’io individuale che partono in quest’opera le vicende del protagonista: quando la moglie, per un semplice gioco, gli farà notare alcuni suoi difetti fisici che lui non aveva mai notato, primo fra tutti una leggera pendenza del naso, il protagonista si renderà conto come l’immagine che aveva sempre avuto di sé non corrispondesse in realtà a quella che gli altri avevano di lui e cercherà in ogni modo di carpire questo lato inaccessibile del suo io.
Da tale sforzo verso un obiettivo irraggiungibile nascerà la sua follia.
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Introduzione tesina su Pirandello
La seguente tesina di maturità affronta i seguenti argomenti trattati: in italiano Luigi Pirandello, in storia l'argomento del fascismo, in economia aziendale la busta paga, in matematica le equazioni e le disequazioni, in informatica il linguaggio SQL, in diritto i contratti bancari, in inglese The business firms.
Pirandello, collegamenti
- Italiano: Pirandello.
- Storia: Il fascismo.
- Economia aziendale: La busta paga.
- Matematica: Equazioni e disequazioni.
- Informatica: Il linguaggio SQL.
- Diritto: I contratti bancari.
- Inglese: The business firms.